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COMMEDIA DI ARISTOFANE E MENANDRO, Schemi e mappe concettuali di Lingue e letterature classiche

Commedia attica (fasi, origini, struttura), commedia di Aristofane e opere (Cavalieri, Nuvole, Vespe, Uccelli, Lisistrata, Rane, Ecclesiazuse, Pluto), commedia di mezzo, Menandro e opere (Misantropo, Donna rapata, Scudo)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

In vendita dal 07/08/2025

Gregre01
Gregre01 🇮🇹

4.7

(4)

22 documenti

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COMMEDIA
La COMMEDIA ATTICA si divide in tre fasi:
ANTICA (origini-inizi IV)= attacchi personali e riferimenti alla realtà politica e
sociale
DI MEZZO (IV-322 a.C.)= abbandona riferimenti politici e presenta contenuti
mitologici
NUOVA (322-metà III a.C.)= d’intreccio con equivoci e riconoscimenti
ORIGINI
Origine: Legame originario con il culto di Dioniso
Ambiente agreste: L'ambiente ideale per gli spettacoli comici era quello
rurale, con riti propiziatori che celebravano la fertilità usando un simulacro del
sesso maschile come feticcio (oggetto magico da celebrare)
Falloforia
La falloforia era una processione in cui si portava un simulacro fallico, dove i
partecipanti beffeggiavano gli spettatori e quest’ultimi altrettanto. A questo
momento parlato e danzato vi si aggiungevano anche altri brevi momenti
mimati e farseschi (rif. Carmina Atellana e Fescennini romani). Questo dialogo
tra fallofori e spettatori potrebbe aver dato origine al contrasto tra due attori,
con trama e carattere aggressivo, l’agone.
Etimologia del termine
Aristotele, nella Poetica, propone due etimologie per κωμωδία (derivanti dai
canti delle falloforie): da κώμος (ebbrezza festosa, che caratterizzava i fallofori)
per un'origine attica, o da κώμη (villaggio, riferito al carattere itinerante delle
compagnie di attori) per un'origine dorica.
STRUTTURA DELLA COMMEDIA
Prologo: informa il pubblico degli antefatti
Parodo: canto d’ingresso del coro
Agone: contesa fra due antagonisti
Parabasi: il coro si porta tra gli spettatori e beffeggiandoli e discutendo con
essi di argomenti attuali
Esodo: canto di uscita che celebra trionfo del protagonista
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COMMEDIA

La COMMEDIA ATTICA si divide in tre fasi:

  • ANTICA (origini-inizi IV)= attacchi personali e riferimenti alla realtà politica e sociale
  • DI MEZZO (IV-322 a.C.)= abbandona riferimenti politici e presenta contenuti mitologici
  • NUOVA (322-metà III a.C.)= d’intreccio con equivoci e riconoscimenti

ORIGINI

  • Origine : Legame originario con il culto di Dioniso
  • Ambiente agreste : L'ambiente ideale per gli spettacoli comici era quello rurale, con riti propiziatori che celebravano la fertilità usando un simulacro del sesso maschile come feticcio (oggetto magico da celebrare)
  • Falloforia La falloforia era una processione in cui si portava un simulacro fallico, dove i partecipanti beffeggiavano gli spettatori e quest’ultimi altrettanto. A questo momento parlato e danzato vi si aggiungevano anche altri brevi momenti mimati e farseschi (rif. Carmina Atellana e Fescennini romani). Questo dialogo tra fallofori e spettatori potrebbe aver dato origine al contrasto tra due attori, con trama e carattere aggressivo, l’agone.
  • Etimologia del termine Aristotele, nella Poetica , propone due etimologie per κωμωδία (derivanti dai canti delle falloforie): da κώμος (ebbrezza festosa, che caratterizzava i fallofori) per un'origine attica, o da κώμη (villaggio, riferito al carattere itinerante delle compagnie di attori) per un'origine dorica.

STRUTTURA DELLA COMMEDIA

  • Prologo: informa il pubblico degli antefatti
  • Parodo: canto d’ingresso del coro
  • Agone: contesa fra due antagonisti
  • Parabasi: il coro si porta tra gli spettatori e beffeggiandoli e discutendo con essi di argomenti attuali
  • Esodo: canto di uscita che celebra trionfo del protagonista

COMMEDIA ATTICA

  • Forte coloritura politica: propone delle soluzioni alla realtà dopo averne evidenziato gli aspetti negativi

COMMEDIA DI ARISTOFANE

  • Situazione di malessere individuale o collettivo superata dall’intraprendenza del protagonista (parte sana della città)
  • Parabasi Nella commedia, la vittoria simbolica della parte sana della città su quella malata (come in Acarnesi o Vespe ) è effimera, per questo il commediografo si pone come guida e maestro, imponendo il suo punto di vista e accusando di stupidità gli spettatori se lo contestano. Questo è reso possibile dalla parabasi, un momento in cui l’autore si rivolge direttamente al pubblico, ed è ciò che distingue la commedia da altre forme di comunicazione.
  • I nemici di Aristofane Aristofane combatté contro governanti corrotti, guerrafondai, sicofanti, politici vuoti e falsi maestri. Difendeva la tradizione, la fede negli dèi e la moralità ateniese, idealizzando un’Atene eroica. Tuttavia, rifiutò in blocco guerra, innovazioni filosofiche e scientifiche.
  • Euripide come bersaglio Aristofane dedicò a Euripide spazio e satira, facendolo coprotagonista delle Tesmoforiazuse e delle Rane. Il tragediografo, apprezzato dai giovani, era considerato responsabile, insieme a Socrate, della diffusione delle idee sofistiche che Aristofane riteneva dannose.
  • Similarità tra Aristofane ed Euripide Nonostante l’opposizione, Aristofane ed Euripide condividono l’appartenenza alla civiltà del logos. Entrambi utilizzano l’agone verbale e dissacrano il mondo divino, ridicolizzando dèi come Zeus, Eracle e Dioniso. Questa somiglianza fu notata anche dal commediografo Cratino, che coniò il verbo ευριπιδαριστοφανίζειν (euripidaristofaneggiare= “scrivere alla maniera di Euripide e Aristofane”) per descrivere la loro affinità.
  • Aristofane parla di POLITICA (SATIRA) e stigmatizza i personaggi politici → ονομαστι κωμωδεω = “prendere in giro per nome e cognome” (si poteva dire tutto)

NUVOLE

Il vecchio Strepsiade ha un problema col figlio Fidippide , che a causa della sua una sfrenata passione per i cavalli spende i soldi del patrimonio paterno. Strepsiade chiede aiuto a Socrate : costui è nel suo Pensatoio ( Φροντιστήριον ) sospeso in aria in una cesta , più vicino ai fenomeni celesti che sta studiando, assistito dal coro delle Nuvole , nuove divinità che hanno sostituito quelle tradizionali. Dal nuovo maestro il vecchio ritiene di potere imparare il sistema per non pagare i debiti. Non riuscendo però ad apprendere nulla per la pochezza del proprio intelletto Strepsiade obbliga il figlio ad andare a scuola da Socrate : Fidippide, apprese le arti del Discorso Ingiusto , riesce nell’intento del padre e i creditori (quelli che hanno prestato i soldi e li rivogliono) vengono cacciati via. Ma l'allegria dura poco: in uno scontro col figlio per futili motivi, riceve una bastonatura dal figlio che gli dimostra, con argomentazioni impeccabili, di avere il diritto di farlo. Pentitosi dell'errore commesso mandando il figlio a quella scuola di perversione Strepsiade dà fuoco al Pensatoio.

  • 423 a.C.
  • STREPSIADE = στρεφω “rivolgersi”
  • Obiettivo: contestare INSEGNAMENTO SOCRATICO ridotto a arte della truffa per far ottenere illeciti vantaggi a Strepsiade (incapace di educare un figlio scapestrato).
  • SOCRATE: responsabile della degenerazione dei costumi di Atene, rappresentata da FILIPPIDE (rappresentazione di come sarebbe diventata la società se i genitori avessero mandato i figli a imparare da Socrate)
  • CONDANNZA A MORTE DI SOCRATE: avvenne un quarto di secolo dopo in base ad accuse anticipate profeticamente in questa commedia. Tuttavia, anche se nelle Nuvole vi è un’indicazione su come la parte sana della città dovrebbe comportarsi nei confronti di Socrate, questo non può aver avuto un tale peso da determinare un’ostilità popolare così marcata da trasmettersi alla generazione successiva.

VESPE

Il giovane Bdelicleone («Colui che ha schifo di Cleone) tenta, senza successo, di guarire il vecchio padre Filocleone («Colui che ama Cleone») dall'insana mania di andare come giudice popolare ai processi. Alla presenza del coro , composto da compagni di tribunale di Filocleone camuffati da vespe , Bdelicleone dimostra come i governanti manipolano i giudici tramite ricatti morali, giudici che scioccamente si ritengono protagonisti del sistema giudiziario quando invece sono solo dei burattini. Vista l'inefficacia dei propri tentativi il giovane decide allora di allestire al genitore un tribunale a casa. Si svolge così una parodia di processo rivolto contro un cane accusato del furto di un pezzo di formaggio e, infine, assolto contrariamente alla volontà di Filocleone. La conclusione della commedia, all'insegna della più sfrenata allegria, vede la metamorfosi del severo giudice in scatenato libertino.

  • 422 a.C. LENEE

UCCELLI

Evelpide (che significa "Colui che spera bene") e Pistetero (che può significare "Amico persuasivo" o "Colui che non tradisce i compagni" o “colui che ha fiducia nella sua eteria”) sono due vecchi cittadini di Atene. Stanchi della loro città, dominata da processi e politici disonesti , decidono di lasciarla per cercare un posto dove vivere in pace. Si rivolgono quindi a Upupa , il re degli uccelli , che ha viaggiato molto e conosce bene il mondo. Tuttavia, le sue informazioni sono deludenti , e così i due decidono di costruire una città tutta loro, sospesa a metà tra il cielo e la terra. Questa città servirà a bloccare il fumo dei sacrifici che sale verso gli dèi e a costringerli a restituire agli uccelli, ora alleati dei due protagonisti, il potere che un tempo avevano e che gli dèi avevano tolto loro. La città, chiamata Nefelococcigia ("La città dei baggiani fra le nuvole"), viene presto invasa da truffatori e persone spregevoli che vogliono portare lì il male che hanno provocato sulla terra. Ma Pistetero è attento e riesce a cacciarli via. Intanto il piano per mettere pressione agli dèi funziona, e Prometeo , amico degli uomini, avverte Pistetero che gli dèi stanno morendo di fame. Zeus manda allora in città un'ambasciata composta da Posidone , Eracle e il dio barbaro Triballo con il compito di negoziare. Gli dèi accettano rapidamente la sconfitta , e Pistetero diventa re degli uccelli. Inoltre, sposa Sovranità , precedentemente compagna di Zeus.

RANE

La morte di Euripide ha messo in crisi il dio Dioniso , suo ammiratore, che decide di travestirsi da Eracle e di scendere nell' Ade per riportarlo in vita. La traversata è scandita dal gracidio del coro delle rane. Dopo varie disavventure il dio e il servo Xantia giungono finalmente alla meta, e si ritrovano nel bel mezzo di un furibondo litigio fra Eschilo , già possessore del trono dell'arte tragica, e Euripide , che vorrebbe prenderne il posto. Plutone approfitta della presenza di Dioniso per nominarlo giudice della contesa, e cosi i due drammaturghi iniziano un duello. Euripide rinfaccia a Eschilo il linguaggio troppo solenne ; quest'ultimo rimprovera Euripide di essere venuto meno al ruolo civile (educativo) della tragedia. Dioniso , inizialmente, è chiaramente a favore di Euripide, ma quando si passa a valutare l' impegno politico delle opere, Eschilo emerge come vincitore. Alla fine, Dioniso sceglie Eschilo e lo riporta sulla terra per continuare a ispirare gli Ateniesi ai più alti ideali.

  • 405 a.C. (battaglia Egospotami 404)LENEE rappresentata sotto il nome di FILONIDE
  • CONTESTO: si susseguirono 4 forme di governo (democrazia, regime oligarchico dei 400, costituzione dei 5000, regime democratico della Boulè dei
  • RUOLO DEL POETA= fare il bene della città
  • Obiettivo: contestare EURIPIDE e esortare gli ATENIESI a trovare la concordia perduta
  • ESCHILO E EURIPIDE: finché la contesa ha per oggetto il linguaggio e lo stile la vittoria di Eschilo non è definitiva ma successivamente Dioniso non può non riconoscere la superiorità paideutica di Eschilo. Questo è scelto principalmente per un bisogno di riproporre alla società in crisi l’emblema di quei valori sacri che la generazione dei Maratonomachi aveva incarnato (la scelta è quindi fatta per ragioni simboliche)

Da qui in poi vi sono caratteristiche che tendono al genere COMICO (assenza della parabasi, ridimensionamento o scomparsa della satira politica e toni disimpegnati)

ECCLESIAZUSE

Vista la sempre peggiore situazione politica ad Atene , le donne decidono di travestirsi e di prendere il posto dei mariti nel governare la città con un colpo di Stato senza violenza. A guidare l'azione c'è Prassagora , il cui piano riesce perfettamente grazie soprattutto all' incapacità degli uomini. La nuova costituzione si basa su un semplice principio di comunismo puro : tutto deve essere condiviso , dal denaro alle terre, alle donne, ai figli. Non tutti i cittadini accettano subito le nuove regole : alcuni portano i loro beni per condividerli, altri invece cercano di aggirare le leggi aspettando di vedere cosa succederà. Una regola sulle relazioni amorose , creata per essere equa e non fare distinzioni tra donne belle e brutte, crea però grossi problemi. Questa legge stabilisce che nessuno può stare con una ragazza giovane e carina se prima non ha soddisfatto anche i desideri di una donna anziana e poco attraente. Un giovane , ad esempio, viene perseguitato da tre vecchie , ognuna più brutta e decrepita dell’altra, che pretendono che rispetti la legge prima di andare dalla sua fidanzata. La commedia si conclude con un grande banchetto festoso per tutti.

  • 392 a.C. LENEE
  • CONTESTO: Atene distrutta militarmente e politicamente così come Sparta
  • ELEMENTO POLITICO: si limita ad attenersi all’andamento generale della vita politica ateniese
  • COLPO DI STATO: parvenza di legalità grazie a una proposta presentata all’Ecclesia e approvata

COMMEDIA DI MEZZO

  • Assenza TEMATICA POLITICA e ATTACCHI PERSONALI
  • MANCANZA PARABASI
  • Riduzione INTERMEZZI CORALI
  • PARODIA MITOLOGICA in sostituzione della satira politica

MENANDRO

  • Assenza PARABASI , CORO e SATIRA POLITICA
  • Alle richieste della collettività subentrano quelle del SINGOLO INDIVIDUO (cittadino della media borghesia), distante dalla vita politica.
  • TRAME RIPETITIVE e diverse tra loro però per la caratterizzazione dei singoli personaggi e per la presenza dell’ ELEMENTO PSICOLOGICO
  • LIETO FINE e vittoria dei buoni sentimenti

IL MISANTROPO

ANTEFATTO

Il Dio Pan racconta che il misantropo della storia è Cnemone , un vecchio contadino che odia le persone. Ha abbandonato la moglie e il figliastro Gorgia , vivendo da solo in campagna con una vecchia serva e la sua giovane figlia , che è molto devota a Pan. Per premiarla, Pan fa innamorare di lei un giovane ricco di nome Sostrato. COMPLOTTO Cnemone, con il suo carattere scontroso, rende impossibile a Sostrato avvicinarsi alla ragazza, di cui si è innamorato dopo averla incontrata per caso. La situazione cambia quando il vecchio ha un incidente : mentre cerca di recuperare degli attrezzi caduti in un pozzo , ci cade anche lui. Solo grazie all’aiuto di Sostrato e Gorgia riesce a salvarsi. Cnemone capisce che vivere isolato e pieno di rabbia è sbagliato. Adotta Gorgia come figlio e gli affida il compito di trovare un marito per la sorella. Gorgia combina il fidanzamento della ragazza con Sostrato. A sua volta, Sostrato convince suo padre, Callippide , a dare in sposa la propria sorella a Gorgia, nonostante le differenze economiche tra le due famiglie. Il matrimonio doppio viene celebrato con una grande festa , alla quale partecipa, anche se controvoglia, lo stesso Cnemone.

  • 317 a.C. LENEE
  • Ultimo e più fortunato RITROVAMENTO (sono leggibili quasi 1000 versi)
  • Δυσκολια= “selvatichezza” di Cnemone, misantropo per nulla apprezzato dalla società poiché l’isolamento dagli altri uomini era segno di inurbanità

DONNA RAPATA

ANTEFATTO

Il titolo si riferisce a un atto rabbioso di Polemone , un soldato, che per gelosia ha tagliato i capelli alla sua compagna, Glicera , dopo averla vista baciare Moschione , un giovane. In realtà, Moschione e Glicera sono fratello e sorella , ma non lo sanno. Da neonati , erano stati abbandonati e salvati da una vecchia : lei aveva fatto adottare Moschione da Mirrine , una donna ricca senza figli, mentre Glicera, cresciuta, era diventata la concubina di Polemone. Prima di morire , la vecchia aveva rivelato a Glicera la verità sulla loro nascita. Glicera e Polemone vivono vicino a Mirrine, e Moschione, al quale la donna ha nascosto la verità, si è innamorato della sorella, arrivando una sera a baciarla. COMPLOTTO Dopo il litigio , Glicera lascia casa e si rifugia dalla vicina Mirrine , a cui racconta tutto. Polemone , pentito e ancora innamorato , manda il suo servo Sosia a cercare notizie di lei, ma quando scopre che è da Mirrine , pensa che lo abbia lasciato per stare vicina a Moschione. Furioso , decide di attaccare la casa di Mirrine , ma viene fermato da Pateco , un vecchio vicino , che lo fa ragionare. Durante la discussione, Pateco vede degli oggetti d'infanzia a casa di Glicera e ricorda un evento doloroso : molti anni prima, sua moglie era morta dando alla luce due gemelli , e lui, in difficoltà economiche , era stato costretto ad abbandonarli. Il racconto porta al riconoscimento dei due figli , Glicera e Moschione , come i gemelli perduti di Pateco. Alla fine, Polemone e Glicera si riconciliano e si sposano , portando la storia a un lieto fine.

  • Dopo 314 a.C. (per riferimento alla morte di Alessandro)
  • Il titolo in greco è Περικειρομενη “la donna dai capelli tagliati tutti intorno”