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Esempio di opere e contesto per comprendere l'arte cinetica.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Procedimenti ottici e psicologici della percezione. Immagini come modelli di comportamento visivo. Opere in base a un programma di calcolo che consente variazione formale e cromatica delle sequenze secondo un ordine temporale. Lo spettatore è tenuto a prendere coscienza degli automatismi percettivi, interrogandosi sui meccanismi "pre-categoriali" che generano la percezione. L'obiettivo è integrare individuo e ambiente. Sono vari i gruppi di lavoro che condividono riflessioni estetiche: Group de Recherche d'art visuel (Francia), Equipo 57 (Spagna), Gruppo N di Padova (Biasi, Chiggio), Gruppo t milano (Anceschi, Boriani, Colombo), Gruppo 1 Roma (Carrino, Frascà, Uncini). Negare l'identità dell'artista, sfatare il mito dell'autorialità.
Interessato ai fenomeni percettivi nasce dall’osservazione del comportamento dinamico della materia e dai suoi rapporti con la geometria e la luce. Le illusioni ottiche creano meccanismi ottici e cognitivi tramite la modulazione dell’incidenza luminosa al variare dell’angolo d’osservazione dell’opera. In Fifty fifty, una superficie d’alluminio montata su tavola del 1968 (peraltro pubblicata sul catalogo della mostra Arte cinetica e programmata in Italia 1958-1968che ha toccato vari musei giapponesi tra il 2014 e il 2015),la superficie della lastra è ripartita in egual misura in moduli opachi e riflettenti, pur dando all’osservatore l’impressione che una parte prevalga sull’altra. Fifty-fifty , 1968, alluminio su tavola, 118X118 cm Munari e Tinguely : due artisti e amici legati al tema della "macchina", tanto che il primo scrive nel 1938 il Manifesto del Macchinismo e il secondo dichiarerà di "mettere in pratica le idee del Macchinismo" La macchina come essere vivente; un Manifesto che invita a utilizzare le macchine come artisti, in vista di creare con esse sia opere d'arte che altre macchine che siano esse stesse opere d'arte.
Macchine inutili : macchine da appendere al soffitto composte da elementi di materiali poveri e leggerissimi (ad esempio bacchette di legno di balsa, fogli di cartoncino dipinti su entrambi i lati, vetro soffiato, fili di acciaio elastico) liberi di muoversi nello spazio senza vincoli tra loro. La Macchina Inutile è una composizione che cerca, attraverso la sua trasformazione dinamica, di suscitare nello spettatore la percezione di una forma instabile. Per Munari la pittura va liberata nello spazio e trasportata nella dimensione temporale: innegabile però che lo spazialismo costituisce un filone di riflessione estetica. Altro motivo di riflessione è la casualità: si giunge al pensiero che solo dall’equilibrio tra l’evento casuale (o, in altri contesti intellettuali, dallo stimolo della fantasia o della serendipità) e la programmazione (la razionalità del pensiero) si può ottenere il massimo di espressività, attraverso un dinamismo di forze opposte: la regola contro rompere la regola. Posta l'utilità delle macchine che riempiono la nostra vita, quelle di Munari sono una dimostrazione consolatoria della forza poietica dell'uomo la quale attiva la fantasia, differentemente dalle macchine utili.
Spots 1997 rilievo in PVC su tavola dipinta cm 80 x 80 x 4 Jesus Rafael Soto (The Houston Penetrable): una delle influenze primarie di Alberto Biasi. L’artista sviluppa un vocabolario cinetico attraverso opere che producono vibrazioni ottiche, giocando sulla modificazione degli spazi e la percezione di colui che guarda. Interessante perchè dagli anni '80 sperimenta soluzioni tridimensionali ed environments. Soto è celebre per gli studi artistici sulla percezione del movimento e per la creazione di opere che al massimo grado offrono una intensa vibrazione sensoriale illusionistica. Houston Penetrable , 2004–14, lacquered aluminum structure, PVC tubes, and water-based silkscreen ink, the Museum of Fine Arts, Houston
Ennio Chiggio : tra i fondatori del gruppo N, un "artista-programmatore". Nel suo operato rivela il processo mentale che porta alla creazione dell'oggetto visivo, in quanto l'oggetto è un costrutto del pensiero. L'estetica di Chiggio è nutrita da estremo rigore matematico, scientifico e filosofico, ai fini di un sapere sempre messo in provvisoriamente formalizzato. Chiggio parla di opere-oggetto capaci di modificare l’apprendimento e la fruizione artistica secondo le teorie della forma, dell’informazione e della meccanica quantistica. Instabilità percettive, dinamiche cinetiche e ricerche cognitive sono i perni delle ricerche dell'artista. Consiglio la studio visit trasmessa da Orler Tv che mostra una personalità molto colta e acuta. Nota: Bispazio instabile del 1962 è una struttura di legno con chiusure anteriori di vetro che contiene piccole sfere di celluloide bianche e rosse poste all’interno di due spazi comunicanti delimitati da cristalli. Il diaframma centrale ha tre fori circolari che permettono il passaggio di una sfera per volta. All’inizio i due spazi contengono ciascuno sfere dello stesso colore, situazione che non raggiungeranno più già dopo le prime manipolazioni. Muovendo l’oggetto, infatti, le sfere migrano da uno spazio all’altro componendo configurazioni stocastiche sempre nuove.