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appunti lezione su Artemisia di Anna Banti
Tipologia: Appunti
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Romanzo strutturato sulla memoria, e sovrapposizione della memoria , lei prima e lei dopo la perdita della prima stesura, lettera al lettore, “l’impegno del narrare…”. Idea del fondo del romanzo, sarà sostenuto dalla forma commemorativa del frammento della memoria, molto carico emotivo, legame forte che lei aveva creato con la prima Artemisia. Bazzocchi: saggio, punta su alcune categorie nella parte iniziale, Gianfranco Contini, amico della Banti e il marito. “Contini a reso” Artemisia persona, personaggio da fare, Artemisia personaggio da rifare, non ci sono linee che delimitano il campo dell’azione, non sappiamo con certezza chi delle tre agisce a volte divergono sono compresenti, e si sovrappongono. Necessariamente divergono il personaggio è più adulto, leggendo sguardo spiazzato, ha giocato l’autrice con la DIFFRAZIONE:luce colpisce superficie e di dirige in varie direzioni, Artemisia non unitaria monolitica è una delle tre artemisie, fisica della luce, che si infittiscono, la prima pittrice a dover fornire istruzioni, all’autrice a volte il problema è la ripetizione di episodi ma ribaltati perché il personaggio cresce insieme alla narrazione. “La doppia prospettiva..” romanzo trifocale, viene poi spiegato quello che dice la Banti nella lettera al lettore, alle tre artemisie si aggiunge stato d’animo della narratrice/autrice e sente empiricamente con il personaggio, sembra non sapere dove sta andando il personaggio. Tipica autrice di un testo storico biografico in balia emotività del personaggio. “Artemisia come figura allegorica” ferita primo romanzo ancora sofferente, e tomba chiusa perché non potrà mai riaprire quel personaggio. “Romanzo apparentemente da rifarsi è tutto da farsi” sembra che stia scrivendo la storia e rielaborando, volontà di poetica di mettere in mostra le sue contraddizioni. Ecco che l’artemisia da rifare non sarà mai la prima della prima stesura. Personaggio una sorta di fantasma, provocazione realismo fantasmatico (anglosassone) rende bene l’idea, il personaggio attinge tanto come persona, attinente al periodo storico e allo stesso tempo ci da idea di volatilità del personaggio assolutamente letterario. LIBRO INCIPIT “Non piangere” ritornello che è anche situazione in cui ci chiediamo chi non deve piangere? Sembra la voce di una ragazzetta ma non è nessuno, è Artemisia che consola la Banti. Giorno di agosto vialetto, alba giardino di Boboli. Banti sua emotività, bombardamento, Firenze dall’alto. Perdita più dolorosa quale è? la perdita del libro. Persona percepita come persona, compagna di tre secoli fa 100 pagine di scritto: contaminazione artemisia carne e ossa e personaggio. Personaggio che lei ha creato, a fiotti immagini turbinose, non parla della nuova artemisia ma della vecchia che muore come una persona, ha un fisicità. inizialmente bambina che gioca sul monte Pincio, poi giovinetta chiusa in camera, sopraccigli “contratti” fa riferimento hai dipinti di artemisia, poi giovane bellezza realizzata, “proprio su questi viali” da Roma si trasferisce a Firenze. Torna al presente, ad agosto dopo il bombardamento e si rivolge al suo personaggio. Poi le passa accanto Angelica piccola paralitica, tentazione nuova storia, amica per la prima artemisia ispirata da questa bimba, artemisia ritorna bambina in carne e ossa, Artemisia preoccupata. Le avevo regalato un amica che non posso restituirle, Angelica occhi malattia di Cecilia. Cecilia piccola digressione di memoria. RITMO A ONDATE, BALZI AVANTI E INDIETRO E SOVRAPPOSIZIONE PIU’ ARTEMISIE. Buon incipit dell’editor curiosità, non è un buon incipit faticoso inizio, chi sono questi personaggi. Un turbine di frammenti di memoria che pian piano si vengono a costituire. Dialogo con Cecilia elogia il padre, rapporto ematico e emotivo tra narratrice e artemisia “pe li frati” simula accento romanesco. (Palazzo Pitti) opere ancora conservate, situazione ad agosto di fuori torna sull’elemento delle pagine distrutte…increspò le labbra (cecilia) si offende Artemisia di questo gesto. Spera artemisia che la narratrice la rifaccia da capo, non vuole essere persa si giustifica, “giustificarsi dai 14 anni in su” stupro tra 1611-14.
Biografia (alcuni dati la Banti non li possiede) Primo romanzo cronologico, secondo no. Famiglia di Pisa e trapiantata a Roma, pittore professionista, sta molto fuori di casa, muore madre. 15 anni lei collabora con il padre, termina alcuni lavori, “SUSANNA E VECCHIONI” primo quadro con lui, 1610. 1611 avvenne lo stupro pittore Agostino Tassi collabora con il padre, pittura all’aperto, rivaleggia con il padre, era conosciuto come un uomo che andava a bordelli. Un giorno senza la presenza del padre subisce lo stupro, forse si innamora di Agostino. Denuncia da parte del padre, per via dell’assenza dopo un anno del matrimonio riparatore. Il padre non la difende subito, figlia svergognata, saputo pubblicamente, non poteva diventare suora né moglie. Il primo processo per stupro in Italia, interrogata maggiormente la vittima, Agostino finisce in carcere per qualche mese e poi esilio, avendo grandi protettori rimane a Roma. Trova un pittore il padre Schiattesi, di una famiglia di artisti sposerà artemisia e la porterà con se a Firenze pur non provando sentimenti, vivono separati in casa per via del successo di artemisia. A Firenze entra nella corte dei Medici conobbe Galileo, avranno dialoghi, e lui le spiegherà alcune questioni scientifiche, diventerà la protetta del mecenate nipote di Michelangelo, Michelangelo il giovane. Aveva ereditato tutto dallo zio, Casa Museo. Per Cosimo II, Giuditta decapita Oleferne. Nel 1616 prima donna ammessa accademia del disegno di Firenze, non la prima pittrice ma la prima ammessa. Si trasferirà a Napoli dove morirà, fonda una scuola di pittura, trova la sua strada e primo ciclo di affreschi. Andrà a Londra dal re e si ricongiunge con il padre e riconciliazione. Autoritratto come allegoria della pittura, diventato molto famoso, perché incarna i precetti dell’allegoria della pittura.Pittura donna, collana appesa una maschera, elementi tipici allegoria, ricciolo e il biancore della pelle artista professionista che viene rappresentata, sotto forma romanzesca la Banti da una interpretazione originale. Rivalutazione di Artemisia si è avuta solamente agli inizi del 1916 da parte di Longhi, saggio “Gentileschi padre e figlia” non incentrato su di lei ma sul padre, pittrice bizzarra per lui. (Frammento di questo saggio) LONGHI Dipinto “Giuditta”, la chiama Schiattesi, le piace la violenza carnale, Giuditta sposta il cadavere per non sporcarsi concertata su quello che sta facendo una sorta di macellaio. Vendetta verso universo maschile molti dicono, oppure tensione tra eros e thanatos, quindi avvicinamento al Barocco. Violenza delle braccia che tengono giù Eloferne. LIBRO: Impara la prospettiva da lui, Agostino. Il padre lo sapeva, Tunzia governante, complice non li controllava, altra voce Artemisia diversa giovane sventurata, artemisia fantasmatica cambia voce modo di parlare, il linguaggio è morbido modulato, dialogo tra amiche sembra artemisia avere in questo momento la stessa età, vanto a ricordare certi momenti da donna più adulta. Dopo successivo aggancio alla biografia, sospende di parlare dei sui 14 anni, ma poi lo narra da donna adulta matura. Artemisia mi confessa, che era brutto, lancio dell’anello raccontato da un’artemisia giovane, riflessione importante. Anna Banti ricerca, come Anna Banti si immaginava i tratti di artemisia, personaggio più ribelle meno angelico di come invece sappiamo dai quadri, “chiudo gli occhi e per la prima volta le do del tu” straniante a vote le da del tu a volte terza persona. Artemisia sta mettendo in scena il processo messo nel primo manoscritto o quello riportato nei documenti? Realismo fantasmatico metamorfosi… Racconta del suo discorso in tribunale difficoltà di ricordare “debbo aiutarla”, narratrice corregge la sua memoria di (artemisia). Il suo personaggio ascolta dalla narratrice la propria storia del processo. Parte trascritta dei doc del processo: “E MI PRESE PER MANO…” Banti fa un passo indietro Artemisia racconta ora, metafora opinione successiva della Banti, non può aver detto queste cose a 14 anni, durante ai 14 anni ha parlato con le mammane che hanno fatto una diagnosi del corpo della 14enne. Le mammane poi diranno nei doc, che lei a avuto più rapporti.
quadro..gioiosi nastri di Tortora” prima elementi di violenza poi il sangue diventa ricamo di porpora. Combattere contro tre uomini della sua vita AGOSTINO IL PADRE E IL MARITO, il padre amato invano, Agostino morto, e il marito non ha importanza, altro livello elegiaco, grazie alla pittura questo diventa qualcosa di oltre. “La scrittura delle immagini” Michele Cometa Ekphrasis Formula base: denotazione, citazione di un quadro in quell’opera, in quel quadro c’è l’immagine della Gioconda. Dinamizzazione: la parola può mettere in moto l’arte che è statica, da forza e senso alla parola, come se l’immagine si muovesse. 1.delle immagini, descrivere l’azione nel suo movimento, il prima e il dopo, non c’è nella Banti. dinamizzazione del processo compositivo, da indicazione l’autore al pittore, con l’imperativo ricostruisce la costituzione in movimento del quadro.
Riflessione non marginale, stanno parlando lo stesso linguaggio attraverso le occhiate, ma si sta verificando anche un confronto tra tradizioni pittoriche italiane, Artemisia pittrice matura, che si inserisce all’interno dell’arte italiana, dialoga con la tradizione precedente che in Orazio si sintetizzano, lei che era stata formata da Orazio aveva preso tutto questo e messo del suo. Dallo sguardo alla parola, si riconciliano attraverso la pittura. Artemisia matrona bizzarra, “sicura e lieta” di fronte a ciò lei affronta il padre con sicurezza e serenità, alcuni complimenti e opinioni avverse, sono “2 spiriti” legati alla pittura, né uomo né donna né padre né figlia, quest’ultima senza più timore alza la fronte e gli occhi, fondamentale lo sguardo, quando si giustifica lei abbassava, adesso guarda il padre occhi negli occhi. Posa forse un tantino di ebrezza storditi da quello di cui stiamo parlando, “virilmente” sintomo di atteggiamento, ecco il sentimento che prova discorso indiretto libero, quanto la fatta soffrire e quanto sia stato importante no diventa maschi assume atteggiamenti maschili, perché assume gli atteggiamenti di chi vive in un mondo maschile. Baglione pittore di Caravaggio, collega di Caravaggio poi nemico, prima biografia di Caravaggio descritto come un poco di buono. Piccola frase per dire che è serene l’onore perduto viene restituito grazie alla pittura onore nella pittura, donna sconsigliata dalle comare “2 volte tradita” una volta da Agostino, e un’altra volta quella del padre. Il climax di questa biografia: “ Un pittore ha avuto nome” supera differenza di genere, nome onorato e onorabile come pittrice dopo essere stato disonorato come donna. LA REALIZZAZIONE DELL’ALLEGORIA Ekphrasis, fatto con la memoria di artemisia, siamo dentro la mente di artemisia, memoria ricordarsi di qualcuno, la maniera avere a modello un quadro come riferimento, manierismo. Sta volta sta andando di memoria, non possiamo interpreta come opera di maniera, ma ci ha messo anche della memoria di una persona cara che aveva a mente, sta dipingendo Annella de rosa “allieva” non è un autoritratto perché è sul biondo, qui invece ragazza pallida capelli neri, propone interpretazione ragazza napoletana, mora scontrosa per come viene costruita come personaggio. Viso labbro imbronciato ecc…sembra quasi che nella memoria sia comparsa Annella e la sua indole di 2/3 perché è come se lei volesse discostare lo sguardo mentre veniva dipinta, ricordati tutto memoria non è realmente successo, sembrava averle sbarrato il movimento. Annella non può sfuggire, e viene immortalata come allegoria della pittura, artemisia cattura immagine che sta nella memoria della pittrice. Personaggio di artemisia 3 artemisie a sua volta rifatto, Annella sua volta rifatta, ormai morta solamente annulla che sta nella memoria. La cosa che le unisce passione per la pittura, rievoca memore capacità stilistica di anella, allegoria prevede alcuni elementi, riprendili! Salto di 300 anni, tre secoli dopo un castello reale inglese…episodio in cui Anna Banti è andata a vedere a Londra questo quadro, in questo museo si trova anche questo quadro lo vediamo attraverso gli occhi della Banti. Non posso assicurare che esista dopo la guerra, perché hanno affidato all’arte la loro permanenza, trecento anni li ha superati ma basta un bomba, non so esiste ancora. tanto era coraggio rappresentare ragazzetta meridionale tentare l’allegoria, vale per 100 altre donne che anche oggi vogliono dipingere. 2 sorelle a distanza di anni, non è il finale a è effettivamente ci illustra come questo libro è coraggioso come il quadro dell’allegoria. Rientro a Napoli ultimi anni della sua vita Non è ancora arrivata è sul Rodano, dopo l’esperienza Londinese, è nel momento della vecchiaia, sente durante una cena di essere arrivata sana e salva. Non era triste anzi finalmente autonoma matura serena, la morte non l’aveva ascoltata, forse ha anche sperato di morire in qualche momento, turgida e immortale negli istinti, benessere economico, fastidio alla nuca non rilevante. Si gode l’ultima parte della sua vita, a Londra a raggiunto il riconoscimento del re e della regina ma soprattutto del padre, nei suoi occhi tutta tradizione artistica. “Il risveglio” l’autrice la risveglia per farsi raccontare la storia, e anche lei stessa si risveglia dalla storia. Morire a letto ecco l’unica fine che artemisia non si aspettava. Morire di un male lento e incerto, che sia morta di vecchiaia, una notte difficile Artemisia e Anna, in cui lei finisce il suo romanzo dal 44 al 47, abbandona il personaggio che l’aveva risvegliata periodo napoletano, da storica dell’arte l’autrice raggiunge consapevolezza di essere autrice. Note difficile per entrambe. BAZZOCHI