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opere di attilo bertolucci in modo chiaro e sintetico
Tipologia: Appunti
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Poeti nati negli anni 10 del 900, Pavese li giudica anti novecenteschi. ATTILIO BERTOLUCCI In Sicilia si forma il gruppo ’63. Il panorama della lirica novecentesca è molto vario, il gruppo ’63 si base su un’opera di Umberto Eco, lui nasce come un teorico della letteratura e nel’2 pubblica Opera Aperta, prima volta in cui si sottolinea l’estremo valore anche di chi legge, non è solo importante l’autore, l’interpretazione va oltre, c’è un livello nascosto “intenzione dell’autore”, “intenzione del lettore”, chi legge e ricostruisce l’immaginario dell’opera, ha una certa libertà nel creare il corredo della lettura, questo livello di interpretazione non può essere esclusa, “l’intenzione dell’opera”, quando l’opera viene licenziata, l’opera può assumere significati diversi in base al periodo e all’epoca. Gli scrittori del ’63 sono una neoavanguardia, non scrissero manifesti ma si oppongono ai neorealisti che ha concluso la sua stagione negli anni ’50. Il loro linguaggio è più concettoso e difficile, ma rimangono poeti legati alla lirica del vero. Bertolucci è un poeta impressionista, molto carico di sentimenti ed emozioni, ha un’esperienza di vita molto concreto e familiare, si avvicina a quella di Montale. Nasce nel 1911 in Emilia Romagna, a San Prospero in provincia di Parma, dal punto di vista economico era molto agiato, il padre era un commerciante di cavalli, la madre Maria Rossetti era proveniente da una famiglia agiata, grazie ad una serie di proprietà aveva molte case come quella ad Antognano, a 7 anni venne iscritto a una scuola molto prestigiosa al convitto Maria Luigia. Vivere nel convitto implica un distacco dalla famiglia, inizia subito a scrivere piccole poesie e leggeva romanzi di avventura per ragazzi per distrarsi. Si trasferì poi a Baccanelli, per andare al convitto prendeva al Tram e inizia a leggere libri stranieri, D’Annunzio. Al liceo ha come insegnante Cesare Zavattini, studiava legge e insegnava francese al liceo. Egli fu uno dei maggiori sceneggiatori del cinema neorealista, era legato a Vittorio De Sica. A Venezia negli anni ’20, Bertolucci, vide un libro di un autore francese “Alla ricerca del tempo perduto”, in Proust scopre l’importanza della memoria per la produzione letteraria, nel primo capitolo si trova una sollecitazione sensoriale, una memoria involontaria. Bertolucci si rende conto di come diversa sia la memoria volontaria. Pietro Bianchi lo introduce verso la settima arte, il cinema, che porterà il figlio Bernardo Bertolucci fu uno dei primi vincitori italiani di un Oscar. Cesare Zavattini segue la sua prima pubblicazione, esordisce nel ’29 con Sirio, inizia a seguire legge ma poi cambia con lettere con la fidanzata Ninetta a Bologna e pubblica poi “Fuochi in novembre” che venne poi apprezzata anche da Ungaretti e Montale, è una poesia semplice, parla del quotidiano dal punto di vista di una ragazzo che non ha modelli letterari. Stringe amicizia con Vittorio Sereni. Negli anni duri della guerra, viene più difficile la produzione letteraria fatta da ragazzo, riprende la sua vita dopo la guerra ed inizia ad insegnare e coltiva la passione per il cinema, diventa critico cinematografico. Nel 1951 esce la sua prima raccolta più importante, la “Capanna indiana”, ci sono testi della prima raccolta Sirio, Fuochi in Novembre e poi nuove poesie che compongono una sezione chiamata “Lettera da casa” e infine un poemetto singolo e lungo che ha lo stesso nome della raccolta, Capanna indiana, è un Idillio. Pierpaolo Pasolini vede un atteggiamento nevrotico nella sua poesia e ansioso. A Roma di conoscono e capisce che se vuole un percorso letterario alto, deve vivere nella capitale, ciò però lo porta a un periodo di forte sofferenza, fu costretto a
cambiare totalmente la sua vita, negli anni ’50 si vede la sua sofferenza interna che esprime in “Viaggio d’Inverno”. La Capanna indiana nasconde questi sentimenti. Il capolavoro fu però pubblicato dopo, un opera che sembra voler curare la nevrosi di questi anni, “La Camera da Letto”, negli anni ’80, che si ispira a Proust, è una narrazione prevalentemente autobiografica anche se è scritto in terza persona, ma l’oggetto del racconto è la sua famiglia, sono 29 capitoli, il secondo libro è un po’ più corto con 17 capitoli. Era ormai soggetto a cadute depressive, muore a Roma il 14- del 2000. PAGINA DI DIARIO La Fontanina è una zona di Bologna, nel primo verso si riferisce a un fiume che è stato interrato. Il vino è d’ro perché è bianco, fu il giorno in cui si sono innamorati. AT HOME Il tema è lo scorrere del tempo e l’ansia del tempo che passa. Soltanto il calore degli affetti gli accende e dà significato a questi giorni tutti uguali. Il senso di calore da un senso affettivo. Lui osserva la vita attorno a sé e cerca queste immagini d’affetto, come il cappello di paglia che lo riporta alla donna, è una sineddoche, oppure potrebbe essere una qualità della persona di cui si parla. LETTERA DA CASA Giorgio Bassani fu uno scrittore italiano. Ha un inizio epistolare, la scena viene descritta con vari tempi verbali diversi. Quando si identifica un azione col tempo presente, si identifica un’azione iterativa. Si ha anche un presente reale, con uno specchio di ciò che sta per succedere. Ogni sera si riporta con sé una certa malinconia. Nella parentesi l’io lirico si rivolge direttamente al ragazzo sul carro, lui guarda la scena dallo specchio. Ha un’inquadratura fissa, fuori tutto si svolge come ogni giorno, ma poi spunta il carro traballante, ad un certo punto il carro esce dallo specchio, lui non lo vede più ma alla vista si è sostituito l’udito che sente ancora il ragazzo parlare. Lui si sente morire, gli fa pensare ai suoi cari seppelliti nei muri di cinta. Sente ancora parlare. Il rosone è una figura architettonica al centro di una facciata, i mattoni caldi richiamano sempre quel senso di calore.