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appunti presi a lezione sull'autore bruner
Tipologia: Appunti
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Si avvicina più a Vygotskij che Piaget. Tutti e 3 sostengono che l’individuo diventa un costruttore attivo della propria conoscenza. Più importante la relazione madre-figlio. Il bambino imita comportamenti materni Bruner (1915-2016) Laureatosi in Psicologia nel 1941, si dedicò allo studio dell'intelligenza cercando di scoprire i meccanismi della mente che seleziona ed ordina l'esperienza (strategie cognitive). Importante e sottolineare come anche Bruner sostiene che il linguaggio è "responsabile" dello sviluppo mentale quale "amplificatore" sociale della capacità innata dell'essere umano. Inizia a parlare di pensiero narrativo, del viaggio verso mente, come la mente vive e come funziona l'intelligenza. Bruner è stato influenzato dalla teoria storico-culturale di Vygotskij, ma anche dalla scienza cognitiva. Secondo Bruner lo sviluppo cognitivo non scaturisce da strutture interne (Piaget) né dal conformismo dell'individuo all'ambiente (comportamentisti) ma dallo sviluppo delle strategie che servono a ordinare e semplificare dati dell'esperienza. LO SVILUPPO DELLE STRATEGIE COGNITIVE L'essere umano deve organizzare il proprio comportamento per adattarsi all'ambiente e lo fa tramite il comportamento intelligente. Il comportamento intelligente dipende, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo, da una sorta di "preadattamento" (riflessi) che riflette istruzioni genetiche proprie della specie. Lo sviluppo delle strategie è legato al tipo di rappresentazione che caratterizza le varie età del bambino. Alcune capacità del bambino sono presenti sin dalla nascita. Il bambino è capace di compiere delle rappresentazioni, cioè di ipotizzare delle soluzioni anche se l'oggetto non è a portata di mano già verso le 10- 12 settimane. Bruner propone che, nel processo di acquisire il pensiero maturo, il bambino passi attraverso tre forme di rappresentazione:
1. Esecutiva → è legata all'azione fisica, al contatto, alla manipolazione al fare. Nella rappresentazione esecutiva, che caratterizza il primo anno di vita, la realtà viene codificata attraverso l'azione. 2. Iconica → è legata alle percezioni di vista e udito. Codifica la realtà attraverso immagini. È il sistema di decodifica più utilizzato fino ai 6-7 anni, benché il linguaggio verbale compaia già alla fine del secondo anno di vita. La rappresentazione iconica domina ancora il pensiero, il bambino tende a formulare giudizi basati sull'apparenza percettiva {fallimenti esperimenti piagetiani}. 3. Simbolica → È legata alle capacità linguistiche e codifica la realtà attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici, come il numero e la musica. Grazie al linguaggio il bambino dispone di un sistema di codifica più potente e flessibile delle forme di rappresentazione
precedenti. Il linguaggio consente di ragionare in termini astratti, mentre l'immagine conserva una stretta somiglianza con la realtà che rappresenta. Grazie alla rappresentazione simbolica il bambino e l'adolescente sviluppano modi più evoluti e raffinati di trattare l'informazione, modi che vanno al di là dell'informazione data; formulano aspettative, costruiscono ipotesi, concetti e conoscenze che manipolano e trasformano la realtà, oppure la inseriscono in sistemi più ampi. Bruner concepisce il concetto di rappresentazione come un insieme di regole che servono al bambino per conservare la molteplicità delle esperienze fatte nell'ambiente. Tali rappresentazioni rimangono invariate per tutto lo sviluppo e non si trasformano nella successiva come per la teoria di Piaget. Le rappresentazioni sono legate e interdipendenti fra loro (Sviluppo atipico?) Parla di imparare ad imparare, al contrario di Dewey che sostiene di imparare facendo. Bruner per spiegare lo sviluppo mentale riprende il punto di vista di Vygotskij sostenendo che i processi mentali hanno un fondamento sociale e che la cognizione umana è influenzata dalla cultura attraverso i suoi simboli, artefatti e convenzioni. La cultura forma la mente degli individui, essa è intrinseca all'individuo e non qualcosa che "si sovrappone" alla natura umana. L'influenza della cultura si realizza grazie alle relazioni sociali che il bambino stabilisce precocemente con chi si prende cura di lui e in cui il ruolo dell'adulto viene caratterizzato come scaffolding (letteralmente "fornire l'impalcatura"), cioè l'adulto diventa un sostegno e accompagna il bambino nel processo e quando si rende conto che il bambino ha acquisito le competenze deve lasciarlo in autonomia. Lo scaffolding ha diverse funzioni: -coinvolgimento del bambino; -riduzione della difficoltà; l’adulto deve aiutare il bambino a trovare una soluzione al problema -mantenere orientata l'attività; l’adulto deve far focalizzare l’attenzione -segnalazione delle caratteristiche specifiche; fornire le istruzioni specifiche e non rimanere nel generale -controllo della frustrazione. L’adulto contribuisce al successo scolastico Il ruolo dell’adulto e lo scaffolding Lo scaffolding deve fare da mediatore per insegnare al bambino un’attività e fornire soluzioni, per far sì che il dislivello iniziale possa essere colmato, e raggiungere livelli più positivi, sia come partecipazione come classe, ma anche alle attività didattiche che vengono proposte.