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Bruner- autore scienze umane-.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Condivide con Skinner l’esigenza di un apprendimento efficace e razionale, in linea con le esigenze della società industriale avanzata, caratterizzata da una sempre maggiore tecnologia. La società si trasforma velocemente e la scuola deve rispondere in modo adeguato ai nuovi bisogni formativi: non c’è più tempo per accettare il principio dello sviluppo naturale e gli interessi infantili, in quanto troppo lenti a livello educativo. Bruner, maggior esponente nella seconda metà del ‘900 della pedagogia statunitense, sostenne che la laboriosità di Dewey aveva tempi troppo lunghi, PRENDENDONE LE ‘DISTANZE→ era come se la pedagogia americana non potesse perdere più tempo→ le conoscenze scientifiche andavano troppo veloce rispetto alla velocità possibile della scuola→ progresso che corre veloce→ competitività tra i sovietici e gli statunitensi→ società sovietica più competitiva e veloce di quella statunitense.
a velocizzare il processo educativo →scuola di Vygotskij (sovietica) molto più veloce. «Dobbiamo insegnare a ciascuno a partecipare al processo che rende possibile la creazione di conoscenza. Non serve produrre piccole biblioteche viventi: si tratta piuttosto di aiutare uno studente a pensare matematicamente, a orientarsi nelle tematiche storiche con sufficiente capacità di ricerca, a imparare, in una parola, da solo. Conoscere non è un prodotto (statico), ma un processo (dinamico)». Per conoscere una disciplina di studio è necessario padroneggiare la struttura(il suo senso interno e coerente) e non memorizzare solo i dati essenziali→ soltanto così si è in grado di applicare il PRINCIPIO DI TRASFERIBILITà. IL FINE DELL’APPRENDIMENTO è LA CHIARA ORGANIZZAZIONE DEI CONCETTI, PRINCIPI E INFORMAZIONI ESSENZIALI. Secondo Bruner definisce quattro principi intorno ai quali va organizzata una teoria dell'istruzione:
E’ attraverso l'intuizione che è possibile superare il dato immediato, formulare nuove ipotesi e creare nuove strutture mentali in grado, una volta acquisite, di assicurare gli apprendimenti successivi. La capacità o meno di "trasferire" una conoscenza permette di capire se l'apprendimento è realmente avvenuto oppure no→ transfer non con accezione psicoanalitica. All'insegnante spetta il compito di porre gli alunni in situazioni aperte per stimolarne l'attività esplorativa e creatrice→Ciò che ora deve essere misurato non sono i contenuti appresi, bensì delineare le caratteristiche del cambiamento personale e le capacità di capitalizzare l'apprendimento del bambino. → Brunner elabora un curriculum a spirale: è un approccio che facilita la comprensione→Consiste nel ripetere ogni volta lo stesso argomento con più articolazione e strutturalizzazione psicologica (Ripercorre sempre le stesse tappe ma in un modo differente) nelle varie classi e alle varie età del bambino fino a quando lo studente non gli assimila l'apparato formale e completo→ Questo principio si ricollega a PIAGET e all’epistemologia genetica.
Bruner prende le distanze da due concetti basilari della pedagogia dell'attivismo: la centralità degli interessi degli alunni (con l'adattamento conseguente dei ritmi dell'apprendimento) e il principio deweyano della continuità tra scuola e società. Secondo Bruner l'obiettivo deve invece essere quello di potenziare "la forza della mente".--> LOGICA DEL DOPO DEWEY L'educazione a un compito duplice: da un lato trasmettere all'individuo una parte del sapere e dall'altro contribuire allo sviluppo dei processi intellettivi. La scuola è la particolare comunità in cui il bambino fa l'esperienza di scoprire le cose utilizzando l'intelligenza e viene introdotto in nuovi e mai immaginati campi di esperienza. SECONDO BRUNER IL RAPPORTO FRA EDUCAZIONE E CONTESTO CULTURALE È UN ARGOMENTO IMPORTANTE. L'APPRENDIMENTO È POSSIBILE GRAZIE ALLA COSTRUZIONE SOCIALE DI SIGNIFICATI. SIAMO ANCORA TUTTI VITTIME DEL PREGIUDIZIO (UNA CONCEZIONE DELLA MENTE INGENUA) PER CUI LA MENTE DEL BAMBINO SAREBBE UNA TABULA RASA SENZA MODELLI CULTURALI PROPRI. SECONDO BRUNER LO SVILUPPO DELLA MENTE NON È SCANDITO SOLTANTO DA TAPPE BIOLOGICAMENTE DETERMINATE, MA È INFLUENZATO DALLA CULTURA DI UNA SOCIETA’ DALL'INTERAZIONE CON GLI ALTRI ESSERI UMANI. ‘’ I significati risiedono certamente nella nostra mente ma hanno origine rilevanza nella cultura in cui sono stati creati’’ Brunner si schiera: