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la vita di catullo e i temi delle sue opere
Tipologia: Temi
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La produzione di Catullo è tutta raccolta in un Liber che comprende 116 carmi. Il Liber catulliano si suddivide in tre sezioni: ▲ Un primo gruppo di liriche formano le cosiddette nugae ▲ Un secondo gruppo comprende i carmina docta ▲ Un terzo gruppo che per il metro adottato e per il contenuto sono classificati come epigrammi
Il termina nugae diventa termine tecnico della poesia neoterica per indicare una poesa leggera, intesa come lusus (svago, divertimento) fra amici, contrapposta alla poesia impegnata e in particolare al poema epico. I criteri di composizione sono quelli della varietas, vale a dire la varietà dei metri, degli argomenti, dello stile e del tono; e della brevitas, cioè della brevità del componimento, unita alla raffinatezza formale. Sul piano formale è dominante il principio del labor limae, cioè della rifinitura stilistica a cui il poeta sottopone l’opera d’arte, avendo di mira la perfezione assoluta della forma. Oltre a questi, ciò che rese davvero innovativa e interessante la sua poesia è il carattere soggettivo delle nugae, in cui il poeta trasferisce sia il suo mondo, sia gli ideali dei circoli letterari della cpaitale, frequentati da uomini il cui stile di vita coincide con gli ideali poetici in cui vita e arte si mescolano.
I carmi 61-68 costituiscono i carmina docta. Si tratta di componimenti impegnati che si distinguono dalle nugae per ampiezza, temi e stile. Lo stile dei carmina docta è molto curato e certamente più aulico rispetto ai polimetri e agli epigrammi.
La terza sezione del Liber di Catullo è costituita da componimenti detti epigrammi. La tecnica epigrammatica era fondata su concisione e allusività e tali sono le caratteristiche dell’ultima parte dell’opera, che raccoglie composizioni di vario tipo. Al centro di questi componimenti si trova il tema della fides. Il termina fides indica a Roma il principio che sta alla base delle relazioni interpersonali e ne garantisce il corretto funzionamento, tanto che Cicerone la definisce fondamentum iustitiae.
L’amore è il centro del mondo poetico catulliano e assume un nuovo valore rispetto a quello che la morale tradizionale romana gli aveva sempre assegnato. Per i romani l’amore non è altro che una debolezza giovanile. Per Catullo invece, l’amore è il valore che più riesce a confrontare l’uomo, consapevole della brevità della vita e dello scorrere del tempo. Gli stessi valori che Catullo attribuisce all’amore, come la fides, diventano essenziali anche nel rapporto di amicizia, intesa come un patto di fedeltà. Se nei rapporti con gli amici prevale l’affetto e, anche quando deve rimproverarli il tono è gentile, nei confronti dei nemici Catullo sa usare parole di feroce aggressività. In queste occasioni anche il lessico si adegua e diviene estremamente esplicito, offensivo e scrurrile. La lingua usata è una lignua in cui si mescolano eleganza ed erudizione , utilizzo di preziosismi e di termini volgari. Proprio per questa varietà, la lingua di Catullo nasce dalla combinazione di elementi che provengono dai diversi livelli del latino letterario e di quello parlato. Tra i suoi
molteplici aspetti, due sono peculiari: l’uso dei diminutivi e il sermo familiaris. La lignua di Catullo è molto vicina al sermo familiaris , cioè alla lignua usata dalle persone colte per le loro conversazioni. Non mancano però nel Liber Catulli esempi delle altre varietà linguistiche del parlato, come il sermo vulgari, la lignua parlata dall’uomo comune, e il sermo plebeius, lingua parlata dal popolino.