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Avengers - Infinity War (recensione), Sintesi del corso di Storia E Critica Del Cinema

Avengers - Infinity War (recensione)

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 19/05/2020

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Recensione Avengers - Infinity War
Sono già passati 10 anni? Ebbene sì, e più uno ci pensa più si sente vecchio, ma l’orgoglio di
dire “io c’ero, ho visto iniziare tutto e ho seguito passo passo le vicende di questi personaggi” ti fa
sentire un supereroe. Marvel festeggia 10 anni di cinefumetti con un film che ne è l’apoteosi:
Avengers – Infinity War.
Che siate spettatori saltuari o fan sfegatati del MCU (Marvel Cinematic Universe) la prima cosa
che si può notare è l’enorme quantità di characters coinvolti nelle vicende di questo capitolo
Marvel: oltre 30 personaggi tra eroi e villain. Con un cast così esteso produrre un film altamente
squilibrato era il rischio più grande che avrebbe mandato all’aria il capitolo più importante degli
ultimi dieci anni. I fratelli Russo (Anthony e Joe) sono riusciti a gestire egregiamente ogni singolo
personaggio, anche quelli con minutaggio ridotto, dando un perché all’apparizione di ogni
personaggio.
Il film, tuttavia, ha un unico protagonista che sovrasta tutti gli altri anche nella locandina
ufficiale del film: Thanos, un villain con l’obiettivo di raccogliere le sei gemme dell’Infinito e
risolvere il problema della sovrappopolazione che riduce alla fame ogni essere sulla faccia
dell’universo. Compito degli Avengers è fermare Thanos e custodire le gemme per evitare che
mezzo universo venga spazzato via. Questa piccolissima sinossi ci mette di fronte al villain più
minaccioso visto fino adesso nel mondo dei cinefumetti.
Il tono dell’intera pellicola è molto cupo e ricco di tensione sin dalle prime scene, un po’ quello
che ci si sarebbe aspettati in Thor Ragnarok, capitolo dal quale parte la narrazione. Sin da subito si
percepisce un forte timore nei confronti del grosso titano viola (interpretato in CGI da Josh Brolin)
che appare di spalle indossando una regale armatura e sfoggiando il grande guanto dorato
dell’Infinito. L’apparizione di Thanos è terribile, indossa un elmo che non fa intravedere il suo
volto e cammina con pesantezza superando i corpi degli asgardiani riversi sul pavimento. Le parole
di uno dei suoi scagnozzi inizia a dipingere l’immagine di un villain diverso da tutti gli altri visti
finora.
“Udite e gioite, avete avuto il privilegio di essere salvati dal grande titano. Forse voi pensate sia
sofferenza. No, questa è redenzione.”
Che possa sembrare vuota retorica a lode del padrone, queste due frasi ci aiutano a capire che
tipo di villain è Thanos e con che occhio guardare alle sue azioni. Thanos è fortemente convinto di
fare la cosa giusta per il bene di tutti. Non stermina le popolazioni per il semplice gusto di farlo o
per manie di grandezza. Avere le sei gemme lo renderebbe l’essere più potente dell’intero universo
ma il suo scopo è un altro, aiutare i popoli di ogni galassia esistente attraverso un potere sconfinato
che lo costringerà a fare cose terribili.
Thanos è un cattivo che non si riesce a odiare fino in fondo. È troppo umano per essere un
titano ed è difficile criticare ogni scelta sofferta che fa. Questo non significa che Thanos sia da
considerare un orsacchiotto costretto da qualcuno o qualcosa a fare le cose terribili che vediamo nel
film. Il titano viola ha un ideale, un obiettivo in cui crede fermamente, una missione che ritiene
possa far bene a tutti, anche se gli altri non condividono il suo punto di vista. Questi “altri” sono gli
Avengers.
I toni cupi maggiormente presenti nella pellicola sono alleggeriti dalla presenza dei Guardiani
della Galassia introdotti da un’inconfondibile musica in pieno stile anni ’80, così come ci ha abituati
James Gunn con i suoi I Guardiani della Galassia vol.1 e 2. Lo zampino di Gunn è riconoscibile
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Recensione Avengers - Infinity War

Sono già passati 10 anni? Ebbene sì, e più uno ci pensa più si sente vecchio, ma l’orgoglio di dire “io c’ero, ho visto iniziare tutto e ho seguito passo passo le vicende di questi personaggi” ti fa sentire un supereroe. Marvel festeggia 10 anni di cinefumetti con un film che ne è l’apoteosi: Avengers – Infinity War. Che siate spettatori saltuari o fan sfegatati del MCU ( Marvel Cinematic Universe ) la prima cosa che si può notare è l’enorme quantità di characters coinvolti nelle vicende di questo capitolo Marvel: oltre 30 personaggi tra eroi e villain. Con un cast così esteso produrre un film altamente squilibrato era il rischio più grande che avrebbe mandato all’aria il capitolo più importante degli ultimi dieci anni. I fratelli Russo (Anthony e Joe) sono riusciti a gestire egregiamente ogni singolo personaggio, anche quelli con minutaggio ridotto, dando un perché all’apparizione di ogni personaggio. Il film, tuttavia, ha un unico protagonista che sovrasta tutti gli altri anche nella locandina ufficiale del film: Thanos, un villain con l’obiettivo di raccogliere le sei gemme dell’Infinito e risolvere il problema della sovrappopolazione che riduce alla fame ogni essere sulla faccia dell’universo. Compito degli Avengers è fermare Thanos e custodire le gemme per evitare che mezzo universo venga spazzato via. Questa piccolissima sinossi ci mette di fronte al villain più minaccioso visto fino adesso nel mondo dei cinefumetti. Il tono dell’intera pellicola è molto cupo e ricco di tensione sin dalle prime scene, un po’ quello che ci si sarebbe aspettati in Thor Ragnarok, capitolo dal quale parte la narrazione. Sin da subito si percepisce un forte timore nei confronti del grosso titano viola (interpretato in CGI da Josh Brolin) che appare di spalle indossando una regale armatura e sfoggiando il grande guanto dorato dell’Infinito. L’apparizione di Thanos è terribile, indossa un elmo che non fa intravedere il suo volto e cammina con pesantezza superando i corpi degli asgardiani riversi sul pavimento. Le parole di uno dei suoi scagnozzi inizia a dipingere l’immagine di un villain diverso da tutti gli altri visti finora. “Udite e gioite, avete avuto il privilegio di essere salvati dal grande titano. Forse voi pensate sia sofferenza. No, questa è redenzione.” Che possa sembrare vuota retorica a lode del padrone, queste due frasi ci aiutano a capire che tipo di villain è Thanos e con che occhio guardare alle sue azioni. Thanos è fortemente convinto di fare la cosa giusta per il bene di tutti. Non stermina le popolazioni per il semplice gusto di farlo o per manie di grandezza. Avere le sei gemme lo renderebbe l’essere più potente dell’intero universo ma il suo scopo è un altro, aiutare i popoli di ogni galassia esistente attraverso un potere sconfinato che lo costringerà a fare cose terribili. Thanos è un cattivo che non si riesce a odiare fino in fondo. È troppo umano per essere un titano ed è difficile criticare ogni scelta sofferta che fa. Questo non significa che Thanos sia da considerare un orsacchiotto costretto da qualcuno o qualcosa a fare le cose terribili che vediamo nel film. Il titano viola ha un ideale, un obiettivo in cui crede fermamente, una missione che ritiene possa far bene a tutti, anche se gli altri non condividono il suo punto di vista. Questi “altri” sono gli Avengers. I toni cupi maggiormente presenti nella pellicola sono alleggeriti dalla presenza dei Guardiani della Galassia introdotti da un’inconfondibile musica in pieno stile anni ’80, così come ci ha abituati James Gunn con i suoi I Guardiani della Galassia vol.1 e 2. Lo zampino di Gunn è riconoscibile

distante un miglio e questo non fa che arricchire il valore della pellicola. Se i Guardiani non fossero stati gestiti come nei due volumi precedenti avrebbero distrutto un film che sarebbe risultato troppo pesante e duro da digerire. I Guardiani danno una scossa divertente e ci divertono con le loro battute esilaranti, prime fra tutte quelle di Drax che in questo capitolo dice di aver sviluppato l’invisibilità. I Guardiani riescono a coniugare perfettamente ironia e dramma, proprio gli ingredienti che servono a questo film per la tremenda storia che racconta. Anche gli Avengers non sono da meno. Se i Guardiani sono nati per essere la parte autoironica dell’universo Marvel, dall’altra parte gli Avengers, tra un piano strategico e un combattimento a suon di pugni ed esplosioni, ci regalano perle comiche e risate sin dalle prime scene. Personaggi che fino ad adesso abbiamo visto in solitaria sono costretti a relazionarsi per la prima volta con eroi che non conoscono. Esilarante è infatti l’incontro tra Tony Stark e Doctor Strange che non entrano subito in sintonia fra loro, entrando in competizione per salvare la Terra. L’aspetto serioso degli Avengers e quello scanzonato dei Guardiani rendono saporite e intelligenti le interazioni tra i personaggi. Il film diverte e intrattiene come si conviene a un cinefumetto Marvel mantenendo la soglia d’attenzione dello spettatore sempre alta, allentando e stringendo la presa scena dopo scena. Da questo momento in poi è possibile che faccia riferimento ad alcuni elementi spoiler quindi state attenti. Se non avete ancora visto film, oltre a correre immediatamente al cinema scorrete in fondo alla pagina e leggete la conclusione dell’articolo. INIZIO SPOILER Più il film avanza e più è chiara l’intenzione di Thanos di “fare del bene” anche a costo di perdere la cosa che più ama nell’universo. Thanos, che fino a quel momento ha commesso azioni terribili per recuperare le gemme, sembra essere un villain tutto d’un pezzo finché non si trova a dover recuperare la gemma dell’Anima. Per poterla ottenere è costretto a sacrificare l’anima della persona più preziosa della sua vita. Un’anima per un’anima, altrimenti nessuna gemma. Di fronte a questo aut aut il grosso Thanos si piega e si lascia andare a un pianto silenzioso che da spettatore ti mette una gran tristezza (un plauso va ovviamento a Josh Brolin che anche ricoperto di CGI riesce a dare una prova attoriale degna di essere candidata agli Oscar). Gamora, che è stata catturata dal suo padre adottivo, assiste a questa scena quasi soddisfatta del fatto che l’universo ha messo Thanos di fronte al suo limite più grande, non avere cioè qualcuno da sacrificare perché non prova amore per nessuno. Il silenzio di Thanos è più eloquente di qualsiasi altra parola pronunciata da lì in poi. Il titano si volta verso Gamora con le guance rigate di lacrime e l’afferra per un braccio dicendole “Mi dispiace piccola”. Mai esecuzione fu più lenta. Thanos cammina con passo pesante e ricurvo su se stesso trascinando la figlia che si agita verso il dirupo. Il sacrificio di Gamora ci apre gli occhi sull’aspetto umano di Thanos che perde tutto quello che aveva per un bene più grande che coinvolge l’intero universo. È chiaro quindi il motivo per cui Thanos persiste nel raggiungimento del suo obiettivo. Nel duello finale, quando manca la sola gemma incastonata nella testa di Visione, Thanos diventa freddo e guerrigliero come una macchina. Dopo aver perso Gamora non può permettersi di fallire e rendere vano il suo sacrificio. Thanos assiste alla distruzione della Gemma della Mente per mano di Scarlet Witch e come prima cosa si rattrista per ciò che la supereroina è stata costretta a fare per perseguire il suo obiettivo. Le accarezza il capo con la sua grossa mano e le dice che condivide il suo dolore. Arrivati a quel punto è tanto il desiderio di arrivare e compiere la missione che Thanos fa forza a se stesso e a Scarlett dicendo che non è tempo di dolersi ma di procedere. Thanos