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Una panoramica dettagliata sui tipi di virus e batteri, le loro caratteristiche, le malattie associate e le strategie di prevenzione. Vengono trattati virus come il vaiolo, hiv e coronavirus, e batteri come streptococchi, pneumococco, escherichia coli e helicobacter pylori. Inoltre, vengono discusse le cause di resistenza ai farmaci e la ricerca di nuovi antibiotici e vaccini.
Tipologia: Appunti
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CELLULA EUCARIOTE 10 – 100 μm Cellula con nucleo e organelli che svolgono funzioni specifiche
CELLULA PROCARIOTE 1 – 10 μm
Cellula senza nucleo, priva di organelli, solo ribosomi. Tipica dei batteri
VIRUS 0,3 – 0,02 μm
Non hanno cellule. Sono costituiti da un acido nucleico centrale (DNA o RNA) ed un rivestimento proteico (CAPSIDE) Nei virus più evoluti, oltre al rivestimento proteico ci sono altre molecole (Lipidi, glicoproteine)
Cellula procariotica (batteri ed alghe azzurre o cianobatteri)
Alcuni batteri patogeni (=che portano malattie) per l’uomo ( non studiare la prima e la seconda colonna, solo alcune malattie della terza)
Lotta batteri: ANTIBIOTICI
Gli antibiotici sono sostanze chimiche prodotte da microrganismi, in genere MUFFE, in grado di sconfiggere altri microrganismi che si chiamano batteri.
La regola fondamentale da seguire, perché gli antibiotici non risultino dannosi, è assumerli solo se li prescrive il medico
La guerra contro i batteri Nel 1929 , il batteriologo Alexander Fleming scoprì che una muffa conteneva una sostanza (antibiotico) capace di bloccare la crescita di alcuni batteri. La muffa apparteneva al genere Penicillium , pertanto la sostanza venne chiamata penicillina. La penicillina è dunque il primo antibiotico scoperto. Soltanto nel 1940, però, fu isolata e successivamente somministrata agli esseri viventi.
Gli antibiotici sono in grado di aiutarci a superare le infezioni causate da batteri, ma non quelle provocate da virus. Per esempio l'influenza o il raffreddore non possono essere curati con l'antibiotico, giacché sono provocati da un virus ma se compaiono le placche in gola, o una bronchite, il medico prescriverà l'antibiotico.
In che modo gli antibiotici sconfiggono i batteri? I meccanismi sono due:
Le regole da seguire
Quando si assumono gli antibiotici bisogna rispettare due regole fondamentali: prendere per intero la quantità di antibiotico prescritta e assumerla per tutto il periodo di tempo indicato.
A - i batteri sono molto adattabili e, se la dose di antibiotico non è assunta nel modo corretto, diventano resistenti verso quel farmaco. B - Inoltre gli antibiotici non devono mai essere sospesi prima del tempo indicato perché potrebbero essere ancora in circolo alcuni batteri che, in assenza di antibiotico, sono pronti a moltiplicarsi rapidamente. C - Prima di assumere gli antibiotici è opportuno chiedere al proprio medico quali sono i disturbi imprevisti o gli effetti collaterali che si possono manifestare. I più comuni sono la nausea, la diarrea e in generale il mal di stomaco. Gli antibiotici, infatti, uccidono anche i batteri 'utili ' che sono presenti nel nostro intestino, causando la diarrea. Gli antibiotici possono causare allergie,.
Perché sono necessari tanti e sempre nuovi antibiotici? I motivi della ricerca di nuovi antibiotici sono molteplici.
Essi presentano due modalità di ingresso ed infezione nella cellula ospite:
I vaccini sono preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure ( oppure, ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica. Esistono varie tipologie di vaccino:
vaccini vivi attenuati prodotti a partire da agenti infettivi resi non patogeni vaccini inattivati utilizzando virus o batteri uccisi vaccini prodotti utilizzando molecole provenienti dall’agente infettivo, non in grado di provocare la malattia ma sufficienti ad attivare le difese immunitarie dell’organismo (es. pezzi di parete ecc.) vaccini a Dna ricombinante (come per epatite B e meningococco B): prodotti clonando e producendo una determinata sostanza simile al virus.
Come funzionano i vaccini Una volta somministrati, i vaccini simulano il primo contatto con l’agente infettivo creando una risposta immunitaria (globuli bianchi) simile a quella causata dall’infezione naturale, senza però causare la malattia ; il sistema immunitario è in grado di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente.
Infatti l’assenza di una memoria immunologica è il motivo per cui i bambini piccoli vanno incontro alle malattie infettive più frequentemente dell’adulto Senza le vaccinazioni, il nostro corpo può impiegare anche due settimane di tempo per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l’invasore. Un intervallo di tempo durante il quale il microrganismo può provocare la malattia al nostro organismo.
Per alcuni vaccini è necessario fare dei richiami, ovvero delle somministrazioni ripetute più volte a distanza di tempo.
Il virus influenzale merita una menzione a parte perché il virus cambia ogni anno e quindi la composizione del vaccino antinfluenzale viene decisa, su indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in base ai ceppi che si prevede circoleranno maggiormente durante il periodo invernale.
I coronavirus sono un genere di virus a RNA della famiglia Coronaviridae ,
Si tratta di virus dotati di pericapside (strato più esterno al capside, formato da fosfolipidi e glicoproteine formato quando il virus è uscito da una precedente cellula),
I coronavirus sono virus a RNA dal diametro di circa 80-160 nm
Il nome "coronavirus" deriva dal termine latino "corona". Ciò si riferisce all'aspetto caratteristico dei virioni (la forma infettiva del virus) visibile al microscopio elettronico, che presenta una frangia di grandi proiezioni superficiali bulbose che creano un'immagine che ricorda una corona reale o della corona solare. Sono proteine sulla superficie del virus e determinano il riconoscimento della cellula ospite.
PENETRAZIONE NELL’OSPITE
I coronavirus si attaccano alla membrana cellulare delle cellule bersaglio All'interno del citoplasma della cellula il coronavirus rilascia il suo RNA a singolo filamento che si attacca ai ribosomi dove viene tradotto. La traduzione comporta la produzione di una RNA-polimerasi da cui poi è possibile ottenere nuovi RNA del coronavirus nonché le proteine necessarie per la ricostruzione del virus
PATOLOGIE
I coronavirus sono responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli che comportano il verificarsi di diarrea nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli.
Nell'uomo, provocano infezioni respiratorie, spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in rari casi potenzialmente letali come polmoniti e bronchiti. I coronavirus sono stati responsabili delle gravi epidemie di SARS del novembre 2002, di quella della MERS del 2012 e della polmonite di Wuhan del 2019-2020. A gennaio 2020, non esistono vaccini o farmaci antivirali per la prevenzione o per il trattamento considerati validi dalla comunità scientifica. Alla stessa data si conoscono sette ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani.