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Benjamin; Perturbante, Sintesi del corso di Istituzioni Di Sociologia

Riassunto in breve di Benjamin e il Perturbante di Freud

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 14/04/2023

stany-luongo
stany-luongo 🇮🇹

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L’OPERA D’ARTE NELL’EPOCA DELL SUA RIPRODUCIBILITÀ TECNICA-WALTER BENJAMIN!
L’opera d’arte è sempre stata riproducibile, in quanto , una cosa fatta dagli uomini, può essere
rifatti da altri uomini. La riproduzione tecnica dell’opera d’arte invece è qualcosa di nuovo. Le
prime forme sono state la fusione e il conio; successivamente si sviluppò la silografia e la
scrittura. La svolta arrivò con la fotografia che permetteva la riproduzione figurativa, che venne
accelerato con la cinematografia, in quanto l’operatore cinematografico, manovrando la sua
manovella, riesce a fissare le immagini alla stessa velocità con cui l’interprete parla.!
L’hic et nunc (“qui e ora”) costituisce il concetto di autenticità. L’autenticità di una cosa è ciò che
può essere tramandato in virtù di testimonianza storica, ma di per se la sua esistenza è irripetibile
nel luogo in cui si trova. Ma mentre l’autentico mantiene la sua autorità difronte al riproduzione
manuale, dinanzi la riproduzione tecnica ciò non accade.!
Nei luoghi periodi storici, i modi complessivi di esistenza delle collettività umane, si modificano
anche i modi e generi della loro percezione sensoriale. Nel medium non si è condizionati in senso
storico ma anche storico.!
Se le modificazioni nel medium della percezione di cui non siamo contemporanei possono venir
intese come una decadenza dell’aura, sarà anche possibile indicarne i presupposti sociali; essa si
basa su unicità è durata che a loro volta si intrecciano tra labilità e ripetibilità.!
L’unicità dell’opera d’arte si identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione; ad
oggi una prima opera d’arte, invece, dissesta l’unicità dell’opera, per poi riprendere piede nel
campo artistico (es. pellicole).!
La ricezione di opere d’arte avviene secondo 2 accenti; il primo cade sul valore culturale una
scultura, una statua o un quadro era sempre visibili con il valore espositivo si cerca di esporre
meno per ridurre la riproducibilità.!
Con la fotografia il valore di esponibilità comincia a sostituire il valore culturale.!
La disputa tra pittura e fotografia nel mondo dell’arte verrà ulteriormente messa in crisi con il
cinema.!
La presentazione artistica dell’interprete teatrale viene presentata al pubblico di lui stesso; la
prestazione artistica dell’attore cinematografico viene presentata attraverso un’apparechiatura.
Quest’ultima è manovrata dall’operatore, e prende posizione nei confronti della prestazione
stessa. In questo modo l’interpretazione può variare in quanto è sottoposta da test ottici.!
Dell’opera d’arte che è adata alla riproduzione tecnica, come i film, c’è una contrapposizione a
quello dello spettacolo teatrale.!
La recita è una serie di prestazioni e non è mai unitaria; nelle riprese cinematografiche, invece, la
scenografia può essere scomposta in episodi montabili.!
Il cinema risponde al declino dell’aura costruendo la personalità fuori dagli studi (il culto del divo).
Con la critica della produzione cinematografica si delinea ancor di più il ruolo tra autore e
pubblico, che prende con il tempo un carattere sostanziale e funzionale. Il lettore, competente o
meno, si esprimerà mettendosi nei panni dell’autore.!
L’industria cinematografica ha come principale interesse quello di fomentare la partecipazione
delle masse.!
Una ripresa cinematografica sonora ore uno spettacolo che in passato sarebbe stato
inimmaginabile.!
Nello studio cinematografico, apparecchiatura penetra nella realtà; ma quella che appare realtà
invece è un aspetto artificioso, risultato della tecnica.!
Pittore e operatore cinematografico catturano entrambi la realtà ma in miniera dierente; il pittore
è totale, osserva a distanza naturale ciò che gli è dato; l’operatore penetra profondamente nel
tessuto dei dati, l’immagine è multiformemente frammentata. !
La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte modifica il rapporto delle masse con l’arte. Nel cinema
l’atteggiamento critico è quello del piacere del pubblico coincidono.!
Il cinema non trova le sue caratteristiche soltanto nel modo in cui l’uomo se rappresenta di fronte
all’apparecchiatura necessaria alla ripresa, ma anche nel modo in cui esso si rappresenta il modo
circostante. Con l’opera di Freud “psicopatologia della vita quotidiana”, ci si concentra su aspetti
mai arontati prima; il cinema ha avuto come conseguenza un analogo approfondimento della
percezione sensitiva .!
Rispetto alla pittura, il film ha maggiore anazzabilità della prestazione; Rispetto al palcoscenico, il
film è condizionato dalla maggiore isolabilità. Una delle funzioni rivoluzionarie del cinema è quella
di far riconoscere l’identità artistica e l’utilizzazione scientifica della fotografia. !
La cinepresa coi suoi mezzi ausiliari, scendere e salire, interrompere e isolare, ampliare e
contrarre, ingrandire e ridurre, suscita il nostro inconscio ottico.!
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L’OPERA D’ARTE NELL’EPOCA DELL SUA RIPRODUCIBILITÀ TECNICA-WALTER BENJAMIN

L’opera d’arte è sempre stata riproducibile, in quanto , una cosa fatta dagli uomini, può essere rifatti da altri uomini. La riproduzione tecnica dell’opera d’arte invece è qualcosa di nuovo. Le prime forme sono state la fusione e il conio; successivamente si sviluppò la silografia e la scrittura. La svolta arrivò con la fotografia che permetteva la riproduzione figurativa, che venne accelerato con la cinematografia, in quanto l’operatore cinematografico, manovrando la sua manovella, riesce a fissare le immagini alla stessa velocità con cui l’interprete parla. L’hic et nunc (“qui e ora”) costituisce il concetto di autenticità. L’autenticità di una cosa è ciò che può essere tramandato in virtù di testimonianza storica, ma di per se la sua esistenza è irripetibile nel luogo in cui si trova. Ma mentre l’autentico mantiene la sua autorità difronte al riproduzione manuale, dinanzi la riproduzione tecnica ciò non accade. Nei luoghi periodi storici, i modi complessivi di esistenza delle collettività umane, si modificano anche i modi e generi della loro percezione sensoriale. Nel medium non si è condizionati in senso storico ma anche storico. Se le modificazioni nel medium della percezione di cui non siamo contemporanei possono venir intese come una decadenza dell’aura, sarà anche possibile indicarne i presupposti sociali; essa si basa su unicità è durata che a loro volta si intrecciano tra labilità e ripetibilità. L’unicità dell’opera d’arte si identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione; ad oggi una prima opera d’arte, invece, dissesta l’unicità dell’opera, per poi riprendere piede nel campo artistico (es. pellicole). La ricezione di opere d’arte avviene secondo 2 accenti; il primo cade sul valore culturale una scultura, una statua o un quadro era sempre visibili con il valore espositivo si cerca di esporre meno per ridurre la riproducibilità. Con la fotografia il valore di esponibilità comincia a sostituire il valore culturale. La disputa tra pittura e fotografia nel mondo dell’arte verrà ulteriormente messa in crisi con il cinema. La presentazione artistica dell’interprete teatrale viene presentata al pubblico di lui stesso; la prestazione artistica dell’attore cinematografico viene presentata attraverso un’apparechiatura. Quest’ultima è manovrata dall’operatore, e prende posizione nei confronti della prestazione stessa. In questo modo l’interpretazione può variare in quanto è sottoposta da test ottici. Dell’opera d’arte che è affidata alla riproduzione tecnica, come i film, c’è una contrapposizione a quello dello spettacolo teatrale. La recita è una serie di prestazioni e non è mai unitaria; nelle riprese cinematografiche, invece, la scenografia può essere scomposta in episodi montabili. Il cinema risponde al declino dell’aura costruendo la personalità fuori dagli studi (il culto del divo). Con la critica della produzione cinematografica si delinea ancor di più il ruolo tra autore e pubblico, che prende con il tempo un carattere sostanziale e funzionale. Il lettore, competente o meno, si esprimerà mettendosi nei panni dell’autore. L’industria cinematografica ha come principale interesse quello di fomentare la partecipazione delle masse. Una ripresa cinematografica sonora offre uno spettacolo che in passato sarebbe stato inimmaginabile. Nello studio cinematografico, apparecchiatura penetra nella realtà; ma quella che appare realtà invece è un aspetto artificioso, risultato della tecnica. Pittore e operatore cinematografico catturano entrambi la realtà ma in miniera differente; il pittore è totale, osserva a distanza naturale ciò che gli è dato; l’operatore penetra profondamente nel tessuto dei dati, l’immagine è multiformemente frammentata. La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte modifica il rapporto delle masse con l’arte. Nel cinema l’atteggiamento critico è quello del piacere del pubblico coincidono. Il cinema non trova le sue caratteristiche soltanto nel modo in cui l’uomo se rappresenta di fronte all’apparecchiatura necessaria alla ripresa, ma anche nel modo in cui esso si rappresenta il modo circostante. Con l’opera di Freud “psicopatologia della vita quotidiana”, ci si concentra su aspetti mai affrontati prima; il cinema ha avuto come conseguenza un analogo approfondimento della percezione sensitiva. Rispetto alla pittura, il film ha maggiore anazzabilità della prestazione; Rispetto al palcoscenico, il film è condizionato dalla maggiore isolabilità. Una delle funzioni rivoluzionarie del cinema è quella di far riconoscere l’identità artistica e l’utilizzazione scientifica della fotografia. La cinepresa coi suoi mezzi ausiliari, scendere e salire, interrompere e isolare, ampliare e contrarre, ingrandire e ridurre, suscita il nostro inconscio ottico.

La storia di ogni forma d’arte conosce periodi critici in cui questa forma mira a risultati che potranno essere ottenuti soltanto ad un livello tecnico, ossia una nuova forma d’arte. Il dadaismo cercava di ottenere con la pittura o letteratura effetti ricercati dal cinema. Le manifestazioni dadaiste, con le diversioni violente, rendevano l’opera d’arte uno scandalo. Il cinema, basandosi su ciò, utilizza l’effetto shock che ha la capacità di scaturire uno shock fisico. La massa è una matrice della quale attualmente esce rinato ogni comportamento abituale bei confronti delle opere d’arte. La quantità si è ribaltata in qualità: le masse sempre più vaste dei partecipanti hanno determinato un modo diverso di partecipazione. La distrazione è il raccoglimento vengono contrapposti in modo tale che consente lo “ sprofondare del chi si trova dinanzi l’opera d’arte“. L’architettura ha sempre fornito un prototipo di un opera d’arte, la cui ricezione avviene nella distrazione; essa non ha mai conosciuto pause, la sua storia è la più lunga di qualsiasi altra rete in quanto l’uomo ha necessita di una dimora. Nei confronti dell’architettura si ha una percezione ottica e tattica. La percezione tattica avviene sul piano dell’abitudine accompagnata dalla percezione ottica con un’osservazione attenta. La ricerca della distrazione trova nel cinema lo strumento più autentico su cui esercitarsi in quanto il pubblico è un esaminatore ma un esaminatore distratto.