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appunti - appunti
Tipologia: Appunti
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contamplazione, non parlandogli mai delle donne e avendo cura che non ne incotrasse mai una: per questo motivo, quando si deve recare in città per fare acquisti lascia sempre il fanciullo da solo nell'eremo. Dopo molti anni però il figlio, ormai diventato giovane uomo, propone al vecchio padre di accompagnarlo in città per aiutarlo. Giunto in città il ragazzo, sempre vissuto al di fuori da ogni consesso civile, si meraviglia fortemente nel vedere costruzioni e monumenti, e chiede al padre spiegazioni su tutto ciò che incontrano strada facendo. Ad un certo punto incrociano un gruppo di donne ben vestite che tornano da un matrimonio. Il giovane non aveva mai visto una donna e quindi chiede al padre che cosa siano "quelle". Il padre gli risponde che sono la cosa più brutta e malsana del mondo e lo invita a non pensarci. Il giovane però insiste con le sue domande, finché il padre, che teme che la sola parola "donne" possa scatenare pulsioni sensuali nel figlio, gli dice che sono delle papere. Al che il figlio ribatte dicendo di volere una di queste papere, e che dopo averla presa avrebbe sempre avuto cura nel darle qualcosa da beccare. La novella non ha una fine precisa: questo perché Boccaccio stesso ci tiene a differenziarla rispetto a quelle raccontate dai suoi dieci protagonisti. Viene infatti utilizzata dall'autore nell'introduzione alla Quarta giornata come exeplum della forza dell'amore, capace di colpire anche un giovane "selvatico" cresciuto senza nessuna educazione sentimentale. In questo modo Boccaccio risponde a chi lo accusa di pensare troppo a compiacere le donne e a coltivare per loro sentimenti amorosi pur avendo raggiunto la maturità, età in cui le passioni andrebbero dimenticate.
FEDERIGO DEGLI ALBERIGHI
La novella narra la storia di Federigo, figlio di Messer Filippo degli Alberighi il quale si innamora di una donna, monna Giovanna. Lei non ricambia il suo amore e lo fa impoverire invano. Quando il marito muore per una grave malattia, lei, madre di un bambino, si trasferisce in campagna a Campi, vicino Firenze. Lì abita anche Federigo, che stringe amicizia con il figliuolo di Giovanna. Quest'ultimo si ammala e chiede alla madre di fargli regalare dal corteggiatore il suo falcone. Lei prima non ha il coraggio poi, con il peggioramento delle condizioni del ragazzo, accetta e si reca da Federigo. Lui, onorato della visita, uccide il falcone e lo fa mangiare come pasto a Giovanna la quale, dopo aver terminato il pranzo, gli svela la domanda del figlio. Dopo un lungo pianto da parte del pover uomo, che gli spiega tutto, lei non rimane male ma, anzi, lo ammira per la sua generosità. Giorni dopo anche il bambino, per il dispiacere, muore. Così, Giovanna, sposa Federigo e vivono felici e contenti.
FEDERIGO DEGLI ALBERIGHI
Personaggio del Decamerone (giornata V, novella 9). È forse l'incarnazione più compiuta, se non la più appariscente di quegli ideali cavallereschi che il Boccaccio vagheggia: anche le sue azioni, come quelle di altri consimili eroi boccacceschi, hanno del meraviglioso e del sorprendente. Ma la sua cavalleria, meno magnifica e più intima, informa tutta la vita e il suo sentire, e si rivela con condizioni che sembrerebbero del tutto contrarie alle pompe e ai gesti cavallereschi. Innamorato di una gentildonna fiorentina (come un cavaliere sarebbe perfetto senza amore?), spende oltre misura del suo per apparire agli occhi dell'amata dotato di quelle virtù che distinguono uno spirito eletto: cortesia, prodezza, liberalità; si riduce così in povertà e, senza lamentarsi, si ritira dalla città in un suo poderetto, dove unica distrazione sua è la caccia con un falcone che gli è rimasto e a cui si lega con affettuosa consuetudine. In quella modesta casa viene un giorno a trovarlo (per la prima volta dopo tanti anni) la donna amata, rimasta vedova con un solo figlioletto, sospinta dalle preghiere del figlio ammalato desideroso di avere il falcone del vicino. Federigo vorrebbe onorarla degnamente, ma non avendo altro per imbandire il pranzo, uccide il diletto falcone, ignorando il vero motivo della visita. La scoperta del suo sacrificio, il suo dolore di non poter soddisfare l'amata commuovono la donna la quale, qualche tempo dopo la morte del bambino, si decide a sposare Federigo, l'uomo che per lei così a lungo ha sofferto e che mai non è venuto meno nella sua devozione di innamorato cortese.