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botticelli appunti arte, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

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Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 18/05/2025

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SANDRO BOTTICELLI
Alessandro Filipepi fu un grande pittore rinascimentale, noto come Sandro Botticelli, nasce a
Firenze nel 1445.
Inizialmente studia presso la bottega di Filippo Lippi , poi successivamente in quella di
Verrocchio, dove aveva come compagno Leonardo Da Vinci.
Fino a quando nel 1470 diventato ormai autonomo venne assunto dalla famiglia dei Medici.
Al servizio della famiglia dei Medici l'artista conosce e fa amicizia con le personalità più
imminenti dell'Umanesimo italiano e sono: Agnolo Poliziano e Marsilio Ficino. Quest’ultimo
era un personaggio di spicco nella famiglia medicea, con le sue teorie infatti aveva rivalutato
il pensiero della filosofia antica e lo aveva conciliato il pensiero di platone con gli ideali
cristiani, infatti sosteneva che la realtà era composta dalla perfezione divina e dalla
imperfezione della materia. L’uomo nonostante sia fatto di materia può arrivare a
contemplare il divino, poiché spinto dall’ amore e utilizza la ragione.
Essendo il campo espressivo di Botticelli le immagini, decise di rappresentare la nuova
concezione di bellezza divina. In questo periodo della sua vita i soggetti mitologici rientrano
nella pittura anche se in conformità con la filosofia neoplatonica.
Dal 1481 al 1482 è a Roma dove esegue degli affreschi nella Cappella Sistina.Ritornato a
Firenze, in preda ad una profonda crisi spirituale, aderisce al movimento religioso di fra
Gerolamo Savonarola. Muore nel 1510.
ADORAZIONE DEI MAGI
Realizzata nel 1475, l’opera, destinata alla cappella del sensale Gaspare di Zanobi del
Lama, in Santa Maria Novella, committente dell’opera. La scena venne concepita da
Botticelli secondo una visione frontale.
La capanna della natività si trova dunque al centro, in posizione rialzata sopra uno sperone
roccioso. È composta da alcuni tronchi che sorreggono una tettoia e dall’angolo di un edificio
in rovina. Assieme al fastoso scenario delle rovine antiche sullo sfondo, questa capanna
semidiroccata allude alla rovina del mondo pagano, provocato dalla venuta di Cristo sulla
terra. Nelle vesti dei tre Magi riconosciamo infatti Cosimo, inchinato a baciare i piedi del
Bambino, e il figlio Giovanni, in bianco, che si rivolge al fratello Piero il Gottoso, vestito di
rosso. La posizione davanti alla Vergine di questi personaggi medicei, che peraltro erano già
tutti morti quando Botticelli dipinse il quadro, è rigorosamente dinastica. A destra, il giovane
Lorenzo il Magnifico, figlio di Piero, resta pensoso nella sua veste nera, accanto al
committente, Gaspare di Zanobi, che guarda verso l’osservatore (così come il figlio, il
giovane in fondo a sinistra della scena). A sinistra, in primo piano, si riconoscono Giuliano,
fratello di Lorenzo, e il poeta Poliziano, che si appoggia confidente sulla spalla del ragazzo.
Accanto a loro, il filosofo Giovanni Pico della Mirandola, vestito di nero, indica la Sacra
Famiglia. Infine, all’estrema destra, lo stesso pittore, coperto da un mantello giallo, ci
osserva corrucciato e severo.
PRIMAVERA
L’ opera è stata realizzata tra 1482 e il 1485 e fu eseguita per Lorenzo di Pierfrancesco dei
Medici.
Presenta 9 personaggi, ispirati alla mitologia classica:
-ai lati vi sono due figure maschili
-sei figure femminili
-al centro spicca la Venere, dea dell’amore sovrastata da suo figlio Cupido.
A destra, Zefiro, personificazione del vento primaverile, agguanta la ninfa Cloris, che inizia a
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SANDRO BOTTICELLI

Alessandro Filipepi fu un grande pittore rinascimentale, noto come Sandro Botticelli, nasce a Firenze nel 1445. Inizialmente studia presso la bottega di Filippo Lippi , poi successivamente in quella di Verrocchio, dove aveva come compagno Leonardo Da Vinci. Fino a quando nel 1470 diventato ormai autonomo venne assunto dalla famiglia dei Medici. Al servizio della famiglia dei Medici l'artista conosce e fa amicizia con le personalità più imminenti dell'Umanesimo italiano e sono: Agnolo Poliziano e Marsilio Ficino. Quest’ultimo era un personaggio di spicco nella famiglia medicea, con le sue teorie infatti aveva rivalutato il pensiero della filosofia antica e lo aveva conciliato il pensiero di platone con gli ideali cristiani, infatti sosteneva che la realtà era composta dalla perfezione divina e dalla imperfezione della materia. L’uomo nonostante sia fatto di materia può arrivare a contemplare il divino, poiché spinto dall’ amore e utilizza la ragione. Essendo il campo espressivo di Botticelli le immagini, decise di rappresentare la nuova concezione di bellezza divina. In questo periodo della sua vita i soggetti mitologici rientrano nella pittura anche se in conformità con la filosofia neoplatonica. Dal 1481 al 1482 è a Roma dove esegue degli affreschi nella Cappella Sistina.Ritornato a Firenze, in preda ad una profonda crisi spirituale, aderisce al movimento religioso di fra Gerolamo Savonarola. Muore nel 1510. ADORAZIONE DEI MAGI Realizzata nel 1475, l’opera, destinata alla cappella del sensale Gaspare di Zanobi del Lama, in Santa Maria Novella, committente dell’opera. La scena venne concepita da Botticelli secondo una visione frontale. La capanna della natività si trova dunque al centro, in posizione rialzata sopra uno sperone roccioso. È composta da alcuni tronchi che sorreggono una tettoia e dall’angolo di un edificio in rovina. Assieme al fastoso scenario delle rovine antiche sullo sfondo, questa capanna semidiroccata allude alla rovina del mondo pagano, provocato dalla venuta di Cristo sulla terra. Nelle vesti dei tre Magi riconosciamo infatti Cosimo, inchinato a baciare i piedi del Bambino, e il figlio Giovanni, in bianco, che si rivolge al fratello Piero il Gottoso, vestito di rosso. La posizione davanti alla Vergine di questi personaggi medicei, che peraltro erano già tutti morti quando Botticelli dipinse il quadro, è rigorosamente dinastica. A destra, il giovane Lorenzo il Magnifico, figlio di Piero, resta pensoso nella sua veste nera, accanto al committente, Gaspare di Zanobi, che guarda verso l’osservatore (così come il figlio, il giovane in fondo a sinistra della scena). A sinistra, in primo piano, si riconoscono Giuliano, fratello di Lorenzo, e il poeta Poliziano, che si appoggia confidente sulla spalla del ragazzo. Accanto a loro, il filosofo Giovanni Pico della Mirandola, vestito di nero, indica la Sacra Famiglia. Infine, all’estrema destra, lo stesso pittore, coperto da un mantello giallo, ci osserva corrucciato e severo. PRIMAVERA L’ opera è stata realizzata tra 1482 e il 1485 e fu eseguita per Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici. Presenta 9 personaggi, ispirati alla mitologia classica: -ai lati vi sono due figure maschili -sei figure femminili -al centro spicca la Venere, dea dell’amore sovrastata da suo figlio Cupido. A destra, Zefiro, personificazione del vento primaverile, agguanta la ninfa Cloris, che inizia a

emettere fiori dalla bocca; a causa della loro unione, la ninfa si trasforma in Flora, cioè nella Primavera, qui mostrata mentre sparge le rose raccolte sul grembo. a sinistra invece le donne che danzano sono state identificate come le tre grazie. all'estrema sinistra invece vi è Mercurio intento nel scacciare via le nubi tramite il suo bastone alato. Lo sfondo è adornato da un fitto bosco di aranci fioriti e in basso vi sono fiori di diverso tipo, in totale sono 190. Il dipinto è completamente privo di profondità, la luce è astratta non si capisce da dove provenga realmente, tutto questo perché Botticelli voleva creare una realtà perfetta. MADONNA DEL MAGNIFICAT La Madonna della Magnificat è stata realizzata nel 1481, ed è di ignota committenza. Nel dipinto vi è una bionda Madonna, che mentre è seduta su trono dorato tiene in braccio il Bambino, lo intrattiene con una melagrana. Posti anteriormente alla Madonna vi sono due angeli, uno tiene il libro in mano l’altro regge il calamaio. Sopra alla Vergine posti a destra vi sono altri angeli che le fanno da corona, poiché la corona è il suo segno attributivo. Sempre sopra alla vergine ma a sinistra, vi è il sole che la irradia di raggi dorati. Lo sfondo è floreale e la vergine scrive nel libro sotto dettatura del Bambino le parole evangeliche del Magnificat. NASCITA DI VENERE Questo dipinto è stato realizzato tra il 1483-1485, è stato realizzato sempre per Pierfrancesco de Medici, alcuni ipotizzano che la primavera e la venere poiché hanno le stesse dimensioni dovessero rappresentare una sorta di ideale dittico. La venere è rappresentata sopra una valva conchiglia, simbolo di fecondità, è rappresentata nuda, in parte coperta dai fluenti capelli biondi nell’atto della Venus Pudica (una mano al seno e l'altra sul pube). A sinistra vi sono due geni alati identificabili come Zefiro, il vento primaverile e la sua sposa Cloris, entrambi con il soffio fecondatore che spingono Venere spingono verso la riva. A destra invece vi è una donna, che alcuni l'hanno identificata come flora, altri come l’ Ora della primavera, altri come una delle tre Grazie. la donna sta aspettando la Venere a riva per coprirla con un manto di seta rosa adornato da fiori ricamati. Alle spalle della figura femminile il paesaggio è composto da promontori e da insenature ed è impreziosito da un boschetto di melaranci, raffigurante la famiglia medicea. Dal cielo invece cadono rose, in occasione della nascita della venere. Nella nascita della Venere, Botticelli esalta il valore puro della linea, a tutto discapito del senso del volume; i marcati contorni delle figure hanno un andamento ritmico, musicale,

ininterrotto, un moto senza fine che impedisce allo spettatore di soffermarsi, di comprendere la scena nella sua interezza. Allo stesso modo, la luce non ha sorgenti, non modella le figure, non esalta i colori ma è solo un’indefinita emanazione spirituale. Non vi è prospettiva questo poichè condivideva l’idea dei classicisti, ovvero che l’unica fine dell’ arte fosse il bello e tuttavia, reputava che il bello fosse un valore in sé e venisse prodotto dall’arte sola, senza essere desunto dalla natura. La Nascita di Venere sarebbe, come La Primavera, una rappresentazione della Humanitas, secondo i princìpi della filosofia neoplatonica, e proporrebbe un parallelismo tra cultura classica e cultura cristiana. Lo schema compositivo dell’opera richiama infatti quello tradizionale del Battesimo di Cristo, cui rimanda la posizione di Flora, simile a quella del Battista che versa l’acqua sul capo di Gesù.