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Appunti lezione arte su Sandro botticelli
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Sandro Botticelli, pittore fiorentino, è stato uno dei più grandi maestri del Rinascimento, nasce a Firenze nel 1445 Dal 1464 al 1467 lavorò come apprendista presso la bottega di Filippo Lippi e qui inizia gli studi sull'arte e sulla figura umana, realizzando poi una serie di dipinti sulla Madonna con il bambino che rivelano l'influenza di altri grandi maestri dell'epoca, come Andrea del Verrocchio e Antonio del Pollaiuolo. Nel 1470 dopo la morte di Filippo Lippi a Spoleto, Botticelli apre una propria bottega a Firenze e inizia a produrre opere in cui emerge sempre più lo studio delle linee. In questo periodo inizia ad interessarsi ai principi dell’ Accademia Neoplatonica , istituzione fondata da Cosimo de’Medici , patriarca della storica famiglia fiorentina, con la quale stringe un rapporto di amicizia. L’Accademia giocò un ruolo chiave nel definire la filosofia rinascimentale, con la riscoperta degli autori del mondo classico, della mitologia greca e di una rinnovata concezione dell’uomo, posto nuovamente al centro dell’universo. L’adesione al classicismo permise a Sandro Botticelli di essere ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico che gli commissionò varie opere: la
Nel dipinto Botticelli ritrasse i membri della famiglia Medici nei panni dei protagonisti dell’opera (era una consuetudine all’epoca inserire il committente nel dipinto). Ciò che non tutti sanno però è che il volto del ragazzo alla destra del dipinto che guarda l’osservatore con aria di sfida pare sia un autoritratto dell’artista. È negli anni Ottanta del Quattrocento che Botticelli dipinse i suoi
opere agli Galleria degli Uffizi di Firenze. Ciò che colpisce dei dipinti di Sandro Botticelli è la ricerca continua di una bellezza e di una grazia perfette. Le sue opere sono intrise di un lirismo che rendono i soggetti più simili a creature di un mondo ideale, piuttosto che a rappresentazioni fedeli della realtà.
Anche Sandro Botticelli diede il suo contributo nell’affrescare la Cappella Sistina. Nel 1480 fu inviato a Roma da Lorenzo il Magnifico insieme agli artisti Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, come “ambasciatori” dell’arte fiorentina. I quattro avevano il compito di affrescare le pareti della Cappella con dieci scene raffiguranti le Storie della vita di Cristo e di Mosè. Botticelli realizzò tre affreschi che, sebbene siano considerati opere di grande pregio artistico, non vengono annoverati tra i capolavori dell’artista fiorentino. Nel 1482 dopo la morte del padre tornerà nella sua amata Firenze, rifiutandosi poi di tornare a Roma. La morte di Lorenzo il Magnifico segna un punto di non ritorno nella vita del Botticelli. La vita di Sandro Botticelli cambiò bruscamente con la caduta dei Medici e la presa del potere del frate Girolamo Savonarola nel 1494. L’artista abbandona le figure a sfondo mitologico e abbraccia nuovamente le figure della religione. Fu un fervente seguace del Savonarola, tanto da arrivare a bruciare alcune sue opere nel Falò delle Vanità. Dopo la caduta del frate, Botticelli fu del tutto dimenticato dai suoi contemporanei, benché considerato dai fiorentini un artista di riguardo, negli ultimi anni di vita Botticelli cadde in disgrazia. Le sue opere persero valore, surclassate da quelle di Michelangelo e Leonardo, assolutamente innovative e rivoluzionarie per l’epoca. Botticelli morì nel 1510, isolato e in povertà. I suoi capolavori vennero completamente dimenticati per oltre tre secoli, per essere riscoperti solo nell’Ottocento.