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Riassunto di Bruner e Morin utile per il ripasso della maturità Indice argomenti: Bruner: VITA SUPERAMENTO DI DEWEY DALLE STRUTTURE ALL'AUTO-FORMAZIONE UN CURRICOLO A SPIRALE TEORIA DELL'ISTRUZIONE COME SI EVOLVE L'INSEGNAMENTO RUOLO DEL CONTESTO NELLO SVILUPPO EDUCAZIONE E CULTURA Morin: TEORIA DELLA COMPLESSITà PENSIERO CHE DISTINGUE E UNISCE INCROCIO DISCIPLINE 3 SFIDE RIFORMA EDUCAZIONE
Tipologia: Appunti
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Bruner è stato uno dei fondatori del cognitivismo americano, una corrente che studia come le persone acquisiscono, elaborano e gestiscono le informazioni. La sua pedagogia si differenzia sia da quella di Dewey che dal comportamentismo, proponendo una visione strutturalista. Con "struttura" intende sia il modo in cui la mente organizza i dati, sia i concetti centrali presenti in ogni disciplina, che definisce "idee-forza".
IL SUPERAMENTO DI DEWEY Nel 1961, con "Dopo Dewey", Bruner propone un nuovo approccio all’istruzione. Secondo lui: ● L'istruzione serve non solo a trasmettere cultura, ma anche a sviluppare i processi mentali. ● L’adattamento alla società richiede competenze e l’ambizione di migliorarsi. ● I programmi scolastici devono ruotare attorno alle "idee organizzatrici" del sapere. ● Bisogna evitare un eccesso di nozioni, rispettando il modo naturale in cui la mente apprende. ● La scuola può essere motore di cambiamento sociale, ma solo se si rinnova costantemente.
DALLE STRUTTURE ALL’AUTO-FORMAZIONE Bruner propone di unire l’attivismo di Dewey con un insegnamento ben strutturato. Ogni disciplina ha concetti fondamentali che aiutano lo studente a sviluppare conoscenze autonome, andando "oltre l’informazione data". Lo scopo è fornire agli studenti strumenti utili per la propria auto-formazione, per affrontare i cambiamenti della vita.
UN CURRICOLO A SPIRALE Bruner sostiene che, adattando linguaggio e struttura all'età degli studenti, tutto può essere insegnato a chiunque, anche ai bambini piccoli. Propone quindi un curricolo a spirale, in cui i concetti fondamentali vengono ripresi più volte nel tempo, ma in modo sempre più ricco, approfondito e articolato.
LA TEORIA DELL’ISTRUZIONE Secondo Bruner, i bambini iniziano a capire il mondo attraverso le azioni, poi le immagini, infine i simboli, soprattutto quelli linguistici. La scuola deve sostenere tutte e tre queste forme di rappresentazione. In "Verso una teoria dell’istruzione", Bruner illustra un esempio pratico: un percorso didattico per bambini di quinta elementare che indaga l’essenza dell’essere umano, con domande tipo: "Cosa c’è di umano negli esseri
umani?". Vengono individuate cinque grandi forze che hanno reso umano l’uomo: ● La costruzione di strumenti ● Il linguaggio ● L’organizzazione sociale ● L’infanzia prolungata ● Il bisogno di spiegare la realtà Questi temi diventano contenuti da sviluppare con materiali, esercizi e metodi didattici adeguati.
COME SI EVOLVE L’INSEGNAMENTO Bruner riconosce che la scuola non può più fornire tutte le conoscenze utili per la vita, perché esse cambiano troppo velocemente. Serve invece insegnare come imparare, per consentire agli studenti di aggiornarsi da soli. Una buona istruzione, quindi, deve organizzare in modo efficace i saperi e stabilire una sequenza logica per insegnarli. L’insegnante deve saper gestire contenuti disciplinari, psicologici e didattici.
IL RUOLO DEL CONTESTO NELLO SVILUPPO Bruner, ispirato da Vygotskij, si allontana dal cognitivismo puro e approfondisce il ruolo dei fattori sociali e culturali nello sviluppo dell’individuo. Studia: ● Le prime interazioni tra madre e bambino ● L'importanza di racconti e fiabe per la visione del mondo ● L’influenza del contesto sociale sulla conoscenza Sottolinea che la nostra identità si forma sempre in un contesto culturale condiviso con altri, come la società o la classe scolastica.
EDUCAZIONE E CULTURA Bruner vede l’educazione come un’azione culturale che può riprodurre o cambiare la società. Per lui, educare significa mettere in dialogo due generazioni, che insieme interpretano la realtà. Gli adulti non devono solo trasmettere il loro punto di vista, ma metterlo in discussione insieme ai giovani.