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bruner e morin, appunti, Schemi e mappe concettuali di Scienze Umane

appunti bruner e morin, corso liceo scienze umane

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 15/05/2025

laura-loreto-1
laura-loreto-1 🇮🇹

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bruner
Bruner è stato uno studioso che nasce nel 1915 egli viene definito iniziatore del cognitivismo ovvero quella
corrente che studia i processi cognitivi tramite il quale un soggetto apprende dalla realtà memorizza e
rielabora secondo i propri schemi cognitivi.
Questo cognitivismo però è influenzato dalla visione dello strutturalismo ovvero che questi processi si
servono di due strutture : concetti strutture all’interno delle discipline che fanno da centri organizzatori di
quello specifico sapere e le strutture ovvero schemi tramite i quali la mente organizza le informazioni.
Con però la messa in orbita dello sputnik 1 benne messa in discussione l’educazione di Dewey e si sentì il
bisogno di un rinnovamento in quanto considerato non più alla mano ed efficace a tal proposito troviamo
come protagonista attivo bruner che scrisse “dopo dewey’ in cui delinea il proprio piano pedagogico.
-l’istruzione non è più un semplice studio passivo ma deve stimolare le proprie capacità critiche e cognitive
in modo da creare una propria cognizione e concezione culturale non quella trasmesse e appresa
passivamente
- l’istruzione deve facilitare l’adattamento alla società mediante la formazione di competenze intese come le
capacità di problem solving, di saper fare e gestire problemi e situazioni
-ogni disciplina ha le strutture o concetti ovvero idee-guida che sono i punti di riferimento di quel sapere di
disciplina intorno a cui si costruisce il sapere
-predilige l’economicità del sapere ovvero non vuole il sovraccarico delle informazioni ma soggette ad una
selezione
-la scuola deve tenersi sempre al passo con le evoluzioni in quanto è la fonte principale del progresso sociale.
Queste idee-guida sono soggette ad un curricolo a spirale secondo il quale ogni struttura va riproposta con
nuovi linguaggi sempre più complesse e approfondite in base alle diverse fasce di età.
si parla di concetti chiave affrontati in modo sempre più complesso.
Ciò convinse Bruner che tutto può essere insegnato a tutti a qualunque età.
Tutto ciò vuole l’insegnante programmatore che conosca queste idee guida e le gestisca.
lui mette insieme queste strutture della singola disciplina in un curricolo della materia per l’appunto a
spirale, ma in che modo si può apprendere per bruner?
Lui nomina i sistemi di rappresentazione di tre tipi iconici simbolico e attivo ovvero tramite azioni, immagini
e simboli tramite cui vengono trasmette le strutture, ovvero se devo studiare l’acqua composta da molecole ci
metto l’immagine dell’acqua.
la programmazione?
Bruner vuole la programmazione fondata sulla concezione “imparare a imparare “ fondata sullo
spiazzamento ovvero che il bambino venga gettato in una situazione imprevista e completamente nuova in
modo che esso possa analizzarla , studiarla e metabolizzarla per stimolare il proprio problema solving e
applicare le proprie competenze apprese per risolvere il problema postosi.
Perciò l’educazione di bruner vista l’eccessiva complessità della realtà si rende conto che non è più possibile
la semplice trasmissione di conoscenze che non staranno ma totalmente al passo coi tempi, perciò è
importante fornire quelle competenze generali finalizzate alla vita.
inoltre sostiene che l'educazione è il punto di incontro di due generazioni e come abbiamo già detto prima
deve stare al passo con i tempi tramite uno spirito di dibattiti e contrattazione che vede una continua
reinterpretazione della cultura da trasmettere affidandosi a quelle discipline non fisse ma flessibili come la
narrazione il diritto, la scienza e l’arte.
la complessità di morin
Nel panorama dell’epistemologia pedagogica ovvero nello studio della validità della pedagogia e del suo
sapere scientifico si inserisce l’epistemologia della complessità che vede come esponente il sociologo Morin.
Egli pensava che, nella società odierna il sapere, indistintamente se umanistico o scientifico, è immerso in un
caos in quanto organizzato in modo disequilibrato, disgiunto e frazionato ovvero in tante e specifiche
specializzazioni e sfumature che rendono l‘educazione non più controllabile da una programmazione
scientifica , favorendo però al contrario di una educazione programmata e limitata, lo sviluppo del pensiero
multidimensionale necessario per fronteggiare questa complessità.
Nell’educazione della complessità si vede la forte influenza dell’educazione indiretta di Rousseau che vede
l’individuo protagonista del proprio apprendimento portato avanti mediante le domande legittime ovvero
domande stimolanti che dovrebbero condurre al raggiungimento di un sapere.
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Scarica bruner e morin, appunti e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Scienze Umane solo su Docsity!

bruner Bruner è stato uno studioso che nasce nel 1915 egli viene definito iniziatore del cognitivismo ovvero quella corrente che studia i processi cognitivi tramite il quale un soggetto apprende dalla realtà memorizza e rielabora secondo i propri schemi cognitivi. Questo cognitivismo però è influenzato dalla visione dello strutturalismo ovvero che questi processi si servono di due strutture : concetti strutture all’interno delle discipline che fanno da centri organizzatori di quello specifico sapere e le strutture ovvero schemi tramite i quali la mente organizza le informazioni. Con però la messa in orbita dello sputnik 1 benne messa in discussione l’educazione di Dewey e si sentì il bisogno di un rinnovamento in quanto considerato non più alla mano ed efficace a tal proposito troviamo come protagonista attivo bruner che scrisse “dopo dewey’ in cui delinea il proprio piano pedagogico. -l’istruzione non è più un semplice studio passivo ma deve stimolare le proprie capacità critiche e cognitive in modo da creare una propria cognizione e concezione culturale non quella trasmesse e appresa passivamente

  • l’istruzione deve facilitare l’adattamento alla società mediante la formazione di competenze intese come le capacità di problem solving, di saper fare e gestire problemi e situazioni -ogni disciplina ha le strutture o concetti ovvero idee-guida che sono i punti di riferimento di quel sapere di disciplina intorno a cui si costruisce il sapere -predilige l’economicità del sapere ovvero non vuole il sovraccarico delle informazioni ma soggette ad una selezione -la scuola deve tenersi sempre al passo con le evoluzioni in quanto è la fonte principale del progresso sociale. Queste idee-guida sono soggette ad un curricolo a spirale secondo il quale ogni struttura va riproposta con nuovi linguaggi sempre più complesse e approfondite in base alle diverse fasce di età. si parla di concetti chiave affrontati in modo sempre più complesso. Ciò convinse Bruner che tutto può essere insegnato a tutti a qualunque età. Tutto ciò vuole l’insegnante programmatore che conosca queste idee guida e le gestisca. lui mette insieme queste strutture della singola disciplina in un curricolo della materia per l’appunto a spirale, ma in che modo si può apprendere per bruner? Lui nomina i sistemi di rappresentazione di tre tipi iconici simbolico e attivo ovvero tramite azioni, immagini e simboli tramite cui vengono trasmette le strutture, ovvero se devo studiare l’acqua composta da molecole ci metto l’immagine dell’acqua. la programmazione? Bruner vuole la programmazione fondata sulla concezione “imparare a imparare “ fondata sullo spiazzamento ovvero che il bambino venga gettato in una situazione imprevista e completamente nuova in modo che esso possa analizzarla , studiarla e metabolizzarla per stimolare il proprio problema solving e applicare le proprie competenze apprese per risolvere il problema postosi. Perciò l’educazione di bruner vista l’eccessiva complessità della realtà si rende conto che non è più possibile la semplice trasmissione di conoscenze che non staranno ma totalmente al passo coi tempi, perciò è importante fornire quelle competenze generali finalizzate alla vita. inoltre sostiene che l'educazione è il punto di incontro di due generazioni e come abbiamo già detto prima deve stare al passo con i tempi tramite uno spirito di dibattiti e contrattazione che vede una continua reinterpretazione della cultura da trasmettere affidandosi a quelle discipline non fisse ma flessibili come la narrazione il diritto, la scienza e l’arte. la complessità di morin Nel panorama dell’epistemologia pedagogica ovvero nello studio della validità della pedagogia e del suo sapere scientifico si inserisce l’epistemologia della complessità che vede come esponente il sociologo Morin. Egli pensava che, nella società odierna il sapere, indistintamente se umanistico o scientifico, è immerso in un caos in quanto organizzato in modo disequilibrato, disgiunto e frazionato ovvero in tante e specifiche specializzazioni e sfumature che rendono l‘educazione non più controllabile da una programmazione scientifica , favorendo però al contrario di una educazione programmata e limitata, lo sviluppo del pensiero multidimensionale necessario per fronteggiare questa complessità. Nell’educazione della complessità si vede la forte influenza dell’educazione indiretta di Rousseau che vede l’individuo protagonista del proprio apprendimento portato avanti mediante le domande legittime ovvero domande stimolanti che dovrebbero condurre al raggiungimento di un sapere.

Ed inoltre varia il significato stesso della programmazione il cui studio dei contenuti non sono più il fine della programmazione ma il mezzo tramite il quale stimolare le nostre competenze e il nostro spirito critico. Morin sociologo del 900 si focalizza sul concetto di complessità e sulla netta distinzione tra le due culture quale quella scientifica e umanistica. Morin delinea una riforma dell'insegnamento come soluzione per sostenere questa complessità elaborando il modello della scientificità umanistica che descrive nell’opera ‘’la testa ben fatta’’ del 1999. Infatti secondo lui il nostro sapere è colpito dal ‘’paradigma della separazione’’ che impedisce il collegamento interdisciplinare dei saperi. Individua un pensiero che permetta di comprendere la complessità e ha come caratteristiche: il ruolo centrale del soggetto conoscente e che lo stesso oggetto che conosce diventa un oggetto da osservare e conoscere. Non esiste verità soggettiva ovvero l’allievo e l'insegnante si influenzano reciprocamente e un argomento senza arrivare alla verità oggettiva. La conoscenza è soggettiva, varia in base all'individuo, non ne esista una unica. Viene sostenuto il principio di retroattività che si scontra con la causalità circolare secondo cui l'allievo impara dalla risultante delle sue esperienze, e la conoscenza deve essere intesa come ologrammatica ovvero studiarla nella sua globalità. Il secondo principio è quello di ricorso di organizzazione. Un processo ricorsivo è un processo in cui i prodotti e gli effetti sono contemporaneamente cause e produttori di ciò che li produce. L’idea del ricorso è dunque un’idea di rottura con l’idea lineare di causa/effetto, di prodotto/produttore, di struttura/sovrastruttura. transdisciplinarità oltre che la riforma del pensiero egli fa una riforma dell'educazione secondo cui deve partire dagli insegnanti promuovendo una transdisciplinarità ovvero l’analisi e il confronto delle discipline in modo da far emergere affinità, similitudini e congiungere in modo da far emergere nuovi dati e conoscenze, formando il proprio pensiero autonomo( tipo la dadamo), di fatto è fondamentale in questo processo l'immaginazione, sensibilità e l’intuizione. Differente è la polidisciplinarità che vuole un oggetto studiato da diversi punti di vista di più discipline o l’interdisciplinarità che vuole il prestito dei propri metodi ad altre discipline come l’osservatore operante proprio dall’antropologia e adoperato dalla sociologia.