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Appunti lezioni di contabilità e bilancio prof. Cecchi
Tipologia: Appunti
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La stessa natura di CREDITO la troviamo sia nelle immobilizzazioni, come ACCONTI, sia nell’Attivo Circolante, dove ci sono i crediti a breve termine, e infine abbiamo anche la voce CREDITI VERSO I SOCI.
Nell’attivo circolante abbiamo varie categorie di crediti:
clienti
verso imprese controllate
verso imprese collegate
verso controllanti
verso imprese contr.te da contr.nti
5 bis) crediti tributari 5 ter) imposte anticipate 5 quater) verso altri
CONTR.NTI. #
LA VALUTAZIONE In base all’ART. 2426 comma 1 n.8, i CREDITI in bilancio sono rilevati in base al criterio del COSTO AMMORTIZZATO , tenendo conto del fattore temporale e del valore di presumibile realizzo. Concentriamoci sul criterio del costo ammortizzato e sul fatto che si tiene conto del fattore temporale. Ho un credito che riceverò tra un po’di tempo, e devo capire cosa mettere in bilancio oggi. Esempio: Il 30/06/X Alfa cede merci a Beta per 400.000. Il credito verrà pagato in 4 rate semestrali di 100.000. Il tasso di interesse per la dilazione è del 2% semestrale. Determinare il valore iniziale del ricavo e del relativo credito per la vendita secondo il criterio del costo ammortizzato. Determina anche le operazioni contabili fino a scadenza.
Quindi il 30/06/X, se calcolo il tasso d’interesse al 2%, vedo che il valore attuale si riduce. Al 30/06/X → 380. 31/12/X → 288. 31/12/X+1 → 98.
CREDITI a MERCI C/VENDITE 400. Valore contabile = 400. Valore ammortizzato = 380. differenza = 19. MERCI C/VENDITE a CREDITI 19.
Ricevo il primo pagamento di 100.000, quindi i crediti si riducono CASSA a CREDITI 100. Valore contabile = 400.000-19.227-100.000 = 280. Valore ammortizzato = 288. differenza = 7615 CREDITI a INTERESSI ATTIVI 7. E così via…………..
In data 31/12/X la società Alfa riscuote la prima rata di pagamento per 100 mila euro
In data 30/06//x+1 riscuote la seconda rata di pagamento per 100 mila euro
applica a tutti i crediti e si calcolano le perdite
Esempio:
Se si ha un credito verso qualcuno, il credito scade e questo non paga, possiamo pretendere degli interessi. Il D.Lgs n. 231/2002 ha introdotto una disciplina legale a tutela del creditore:
Il problema è che questi interessi non sono molto solidi, se non ci hanno pagato il credito è difficile che ci paghino gli interessi. Quindi tali interessi possono essere accantonati ad un fondo, il FONDO SVALUTAZIONE CREDITI o FONDO RISCHI SU CREDITI.
La distinzione attiene al grado di probabilità dell’evento. Il fondo di svalutazione accoglie gli eventi maggiormente certi, ma in realtà nella pratica è difficile distinguere la probabilità. In genere: il fondo di svalutazione viene movimentato quando i crediti sono analizzati con un procedimento analitico. il fondo rischi su crediti quando si utilizza il procedimento sintetico.
Sulla base del grado di esigibilità, delle eventuali garanzie, e delle altre informazioni, si procede a:
1 ) l’accantonamento è ammesso solo per:
2 ) l’accantonamento deducibile in ogni esercizio è fino al 0,5% del valore nominale dei crediti sub1)
I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente, alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. (art. 2425-bis 2c)
Ho venduto della merce per 1000$. Il credito è fissato in $, ed il cambio è di 1€ a 1$. Avrò quindi CREDITI a MERCI C/VENDITE 1000€ Quando poi incasso il credito di 1000$, se il cambio è 1€ a 0.9$, io che sono il venditore ci guadagno! Infatti ai 1000€ di crediti vanno aggiunti i 111€ come UTILI SU CAMBI CASSA 1000€ a CREDITI 1000€ UTILI SU CAMBI 111€ Se invece il cambio diventa 1€ a 1.1$, il venditore ci perde e avremo delle PERDITE SU CAMBI CASSA 909€ a CREDITI 1000€ PERDITE SU CAMBI 91€ Le poste Utili su cambi e Perdite su cambi devono affluire al conto economico ed essere iscritte nella nuova voce n. 17-bis.
ACQUISTO Una situazione analoga la si ha nel caso dell’acquisto, quando io sono l’impresa che acquista. Acquisto merce per 1000$. Il debito è fissato in $ ed il cambio è di 1€ a 1$. Avrò quindi MERCI C/ACQUISTI a DEBITI 1000€ Quando poi devo pagare il debito di 1000$, se il cambio è 1€ a 0.9$, io che sono l’acquirente ci rimetto! Infatti avrò delle PERDITE SU CAMBI DEBITI 1000€ a CASSA 111€ PERDITE SU CAMBI 111€ Se invece il cambio diventa 1€ a 0.9$, l’acquirente ci guadagna e avremo UTILI SU CAMBI DEBITI 1000€ a CASSA 909€ UTILI SU CAMBI 91€
In base all’ART. 2426 C.8-BIS, le attività e le passività in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al CE 17 bis.
Inoltre l’eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al momento dell’incasso o del pagamento del credito o del debito.
In base all’OIC 26 invece:
Quindi avrò:
All’inizio il mio credito è di 1000$ ma con un tasso di cambio €/$=1 è di 1000€. Nel momento dell’incasso del credito, l’euro si è rafforzato, cambio di 0,90, quindi essendo il credito entro l’anno, ho subito un UTILE EFFETTIVO.
Qui la situazione è diversa. All’inizio il mio credito è di 1000$ ma con un tasso di cambio €/$=1 è di 1000€. Al 31/12 però il tasso diventa 0,95, quindi siamo più ricchi, ma dal momento che il credito non è ancora stato incassato e verrà incassato nell’anno successivo, io non ho un utile effettivo ma un UTILE PRESUNTO di 53€ e lo mettiamo a RISERVA INDISPONIBILE: UTILE a RISERVA INDISPONIBILE 53 Quando nell’anno successivo incassiamo il credito, il cambio è ancora più favorevole, quindi il mio credito da incassare diventa 1100€, vi sottraggo il mio utile presunto di 1053€ e ottengo l’utile effettivo di 47€. La riserva indisponibile la passo a disponibile con: RISERVA INDISPONIBILE a RISERVA DISPONIBILE 53 Negli esercizi successivi posso avere tre casi: