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CAPITOLI 10 BILANCIO PROF CECCHI, Appunti di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili

Appunti lezioni di contabilità e bilancio prof. Cecchi

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 05/06/2018

Aliceseverini
Aliceseverini 🇮🇹

2.5

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18 documenti

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CAPITOLO 10
I CREDITI
La stessa natura di CREDITO la troviamo sia nelle immobilizzazioni, come ACCONTI, sia
nell’Attivo Circolante, dove ci sono i crediti a breve termine, e infine abbiamo anche la voce
CREDITI VERSO I SOCI.
CREDITI NELL’ATTIVO CIRCOLANTE
Nell’attivo circolante abbiamo varie categorie di crediti:
1) clienti
2) verso imprese controllate
3) verso imprese collegate
4) verso controllanti
5) verso imprese contr.te da contr.nti
5 bis) crediti tributari
5 ter) imposte anticipate
5 quater) verso altri
# La novità della riforma sta nell’inserimento dei CREDITI VS IMPRESE CONTR.TE DA
CONTR.NTI. #
LA VALUTAZIONE
In base all’ART. 2426 comma 1 n.8, i CREDITI in bilancio sono rilevati in base al criterio del
COSTO AMMORTIZZATO, tenendo conto del fattore temporale e del valore di presumibile
realizzo.
Concentriamoci sul criterio del costo ammortizzato e sul fatto che si tiene conto del fattore
temporale.
Ho un credito che riceverò tra un po’di tempo, e devo capire cosa mettere in bilancio oggi.
Esempio:
Il 30/06/X Alfa cede merci a Beta per 400.000. Il credito verrà pagato in 4 rate semestrali di
100.000. Il tasso di interesse per la dilazione è del 2% semestrale.
Determinare il valore iniziale del ricavo e del relativo credito per la vendita secondo il criterio
del costo ammortizzato. Determina anche le operazioni contabili fino a scadenza.
Quindi il 30/06/X, se calcolo il tasso d’interesse al 2%, vedo che il valore attuale si riduce.
Al 30/06/X → 380.773
31/12/X → 288.388
31/12/X+1 → 98.039
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Scarica CAPITOLI 10 BILANCIO PROF CECCHI e più Appunti in PDF di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili solo su Docsity!

CAPITOLO 10

I CREDITI

La stessa natura di CREDITO la troviamo sia nelle immobilizzazioni, come ACCONTI, sia nell’Attivo Circolante, dove ci sono i crediti a breve termine, e infine abbiamo anche la voce CREDITI VERSO I SOCI.

CREDITI NELL’ATTIVO CIRCOLANTE

Nell’attivo circolante abbiamo varie categorie di crediti:

  1. clienti

  2. verso imprese controllate

  3. verso imprese collegate

  4. verso controllanti

  5. verso imprese contr.te da contr.nti

5 bis) crediti tributari 5 ter) imposte anticipate 5 quater) verso altri

La novità della riforma sta nell’inserimento dei CREDITI VS IMPRESE CONTR.TE DA

CONTR.NTI. #

LA VALUTAZIONE In base all’ART. 2426 comma 1 n.8, i CREDITI in bilancio sono rilevati in base al criterio del COSTO AMMORTIZZATO , tenendo conto del fattore temporale e del valore di presumibile realizzo. Concentriamoci sul criterio del costo ammortizzato e sul fatto che si tiene conto del fattore temporale. Ho un credito che riceverò tra un po’di tempo, e devo capire cosa mettere in bilancio oggi. Esempio: Il 30/06/X Alfa cede merci a Beta per 400.000. Il credito verrà pagato in 4 rate semestrali di 100.000. Il tasso di interesse per la dilazione è del 2% semestrale. Determinare il valore iniziale del ricavo e del relativo credito per la vendita secondo il criterio del costo ammortizzato. Determina anche le operazioni contabili fino a scadenza.

Quindi il 30/06/X, se calcolo il tasso d’interesse al 2%, vedo che il valore attuale si riduce. Al 30/06/X → 380. 31/12/X → 288. 31/12/X+1 → 98.

Quindi la scrittura al 30/06/X è:

CREDITI a MERCI C/VENDITE 400. Valore contabile = 400. Valore ammortizzato = 380. differenza = 19. MERCI C/VENDITE a CREDITI 19.

Al 31/12/X :

Ricevo il primo pagamento di 100.000, quindi i crediti si riducono CASSA a CREDITI 100. Valore contabile = 400.000-19.227-100.000 = 280. Valore ammortizzato = 288. differenza = 7615 CREDITI a INTERESSI ATTIVI 7. E così via…………..

In data 31/12/X la società Alfa riscuote la prima rata di pagamento per 100 mila euro

In data 30/06//x+1 riscuote la seconda rata di pagamento per 100 mila euro

SINTETICO : è una percentuale, per esperienza si ha una percentuale di insolvenza, la si

applica a tutti i crediti e si calcolano le perdite

In generale, se si ha la certezza che il credito non è esigibile, lo si può stralciare.

Esempio:

INTERESSI DI MORA

Se si ha un credito verso qualcuno, il credito scade e questo non paga, possiamo pretendere degli interessi. Il D.Lgs n. 231/2002 ha introdotto una disciplina legale a tutela del creditore:

  • Facoltà di ricorrere a specifici strumenti, anche di carattere processuale, al fine di ottenere l’effettiva realizzazione del proprio credito.
  • Maturazione degli interessi di mora. Essi decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, termine che di norma, viene fissato dalle parti al momento della conclusione del contratto.

Il problema è che questi interessi non sono molto solidi, se non ci hanno pagato il credito è difficile che ci paghino gli interessi. Quindi tali interessi possono essere accantonati ad un fondo, il FONDO SVALUTAZIONE CREDITI o FONDO RISCHI SU CREDITI.

FONDO SVALUTAZIONE CREDITI VS FONDO RISCHI SU CREDITI

La distinzione attiene al grado di probabilità dell’evento. Il fondo di svalutazione accoglie gli eventi maggiormente certi, ma in realtà nella pratica è difficile distinguere la probabilità. In genere: il fondo di svalutazione viene movimentato quando i crediti sono analizzati con un procedimento analitico. il fondo rischi su crediti quando si utilizza il procedimento sintetico.

Sulla base del grado di esigibilità, delle eventuali garanzie, e delle altre informazioni, si procede a:

  • RETTIFICARE I SINGOLI CREDITI, indicando per ogni tipologia di crediti, nell’attivo, il valore al netto del FSC e dando nella NI le opportune informazioni sul valore nominale, svalutazioni e motivazioni,
  • ACCANTONARE A FONDO RISCHI, per quei rischi di ordine generale che non possono essere direttamente correlati a nessun credito specifico, ma che si riferiscono alla massa nel suo complesso.

IL RISCHIO DI INSOLVENZA NEL TUIR (ART. 106)

1 ) l’accantonamento è ammesso solo per:

  • crediti commerciali
  • limitatamente alla parte di essi non coperta da garanzia assicurativa

2 ) l’accantonamento deducibile in ogni esercizio è fino al 0,5% del valore nominale dei crediti sub1)

  1. la deducibilità di cui al punto 2) è ammessa fino a che il fondo svalutazione non ha raggiunto il 5% del valore nominale dei crediti sub1)

VENDITA

I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente, alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. (art. 2425-bis 2c)

Ho venduto della merce per 1000$. Il credito è fissato in $, ed il cambio è di 1€ a 1$. Avrò quindi CREDITI a MERCI C/VENDITE 1000€ Quando poi incasso il credito di 1000$, se il cambio è 1€ a 0.9$, io che sono il venditore ci guadagno! Infatti ai 1000€ di crediti vanno aggiunti i 111€ come UTILI SU CAMBI CASSA 1000€ a CREDITI 1000€ UTILI SU CAMBI 111€ Se invece il cambio diventa 1€ a 1.1$, il venditore ci perde e avremo delle PERDITE SU CAMBI CASSA 909€ a CREDITI 1000€ PERDITE SU CAMBI 91€ Le poste Utili su cambi e Perdite su cambi devono affluire al conto economico ed essere iscritte nella nuova voce n. 17-bis.

ACQUISTO Una situazione analoga la si ha nel caso dell’acquisto, quando io sono l’impresa che acquista. Acquisto merce per 1000$. Il debito è fissato in $ ed il cambio è di 1€ a 1$. Avrò quindi MERCI C/ACQUISTI a DEBITI 1000€ Quando poi devo pagare il debito di 1000$, se il cambio è 1€ a 0.9$, io che sono l’acquirente ci rimetto! Infatti avrò delle PERDITE SU CAMBI DEBITI 1000€ a CASSA 111€ PERDITE SU CAMBI 111€ Se invece il cambio diventa 1€ a 0.9$, l’acquirente ci guadagna e avremo UTILI SU CAMBI DEBITI 1000€ a CASSA 909€ UTILI SU CAMBI 91€

ASSESTAMENTO (operazioni di durata ultrannuale)

In base all’ART. 2426 C.8-BIS, le attività e le passività in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al CE 17 bis.

Inoltre l’eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al momento dell’incasso o del pagamento del credito o del debito.

In base all’OIC 26 invece:

REALIZZAZIONE:

Quindi avrò:

All’inizio il mio credito è di 1000$ ma con un tasso di cambio €/$=1 è di 1000€. Nel momento dell’incasso del credito, l’euro si è rafforzato, cambio di 0,90, quindi essendo il credito entro l’anno, ho subito un UTILE EFFETTIVO.

Qui la situazione è diversa. All’inizio il mio credito è di 1000$ ma con un tasso di cambio €/$=1 è di 1000€. Al 31/12 però il tasso diventa 0,95, quindi siamo più ricchi, ma dal momento che il credito non è ancora stato incassato e verrà incassato nell’anno successivo, io non ho un utile effettivo ma un UTILE PRESUNTO di 53€ e lo mettiamo a RISERVA INDISPONIBILE: UTILE a RISERVA INDISPONIBILE 53 Quando nell’anno successivo incassiamo il credito, il cambio è ancora più favorevole, quindi il mio credito da incassare diventa 1100€, vi sottraggo il mio utile presunto di 1053€ e ottengo l’utile effettivo di 47€. La riserva indisponibile la passo a disponibile con: RISERVA INDISPONIBILE a RISERVA DISPONIBILE 53 Negli esercizi successivi posso avere tre casi:

  • Utile su cambi = Riserva indisponibile, in questo caso non c’è nessun movimento
  • Utile su cambi > Riserva indisponibile, in questo caso devo accantonare la differenza (Se dal CE risultano utili distribuibili nella misura di tali utili)