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CAPITOLO 9 BILANCIO PROF. CECCHI, Appunti di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili

Appunti delle lezioni di Contabilità e Bilancio prof. Cecchi

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 05/06/2018

Aliceseverini
Aliceseverini 🇮🇹

2.5

(2)

18 documenti

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CAPITOLO 9
LE RIMANENZE
1) LA RAPPRESENTAZIONE
Inizio con un capitale di 200
Compro poi merci per 200 → MERCI C/ACQUISTI a CASSA 200
Ora il mio bilancio sarà:
Poi vendo le merci per 200 → CASSA a MERCI C/VENDITE 200
E’ la stessa situazione iniziale però sono più ricco perchè ho un utile di 100 dato dalle
rimanenze.
ANNO 2°:
Mi porto le rimanenze di 100 in CE con → MERCI C/RIMANENZE FINALI a MERCI 100
Vendo poi merci per 200 → CASSA a MERCI C/VENDITE 200
Il soggetto dello Stato Patrimoniale sono le RIMANENZE, mentre nel Conto Economico è la
VARIAZIONE DELLE RIMANENZE.
Quindi la rappresentazione delle rimanenze è:
STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO
1) Materie prime, sussid., cons. A2) Variazione delle rimanenze
2) Prodotti in lavorazione e semilavorati - Prodotti in corso di lavorazione
3) Lavori in corso su ordinazione - Semilavorati
4) prodotti finiti e merci - Finiti
5) Acconti B11) Variazione delle rimanenze
- Materie prime
- Sussidiarie
- Di consumo
- Merci
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Scarica CAPITOLO 9 BILANCIO PROF. CECCHI e più Appunti in PDF di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili solo su Docsity!

CAPITOLO 9

LE RIMANENZE

1) LA RAPPRESENTAZIONE

Inizio con un capitale di 200 Compro poi merci per 200 → MERCI C/ACQUISTI a CASSA 200 Ora il mio bilancio sarà:

Poi vendo le merci per 200 → CASSA a MERCI C/VENDITE 200

E’ la stessa situazione iniziale però sono più ricco perchè ho un utile di 100 dato dalle rimanenze. ANNO 2°:

Mi porto le rimanenze di 100 in CE con → MERCI C/RIMANENZE FINALI a MERCI 100

Vendo poi merci per 200 → CASSA a MERCI C/VENDITE 200

Il soggetto dello Stato Patrimoniale sono le RIMANENZE, mentre nel Conto Economico è la VARIAZIONE DELLE RIMANENZE. Quindi la rappresentazione delle rimanenze è: STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

  1. Materie prime, sussid., cons. A2) Variazione delle rimanenze
  2. Prodotti in lavorazione e semilavorati - Prodotti in corso di lavorazione
  3. Lavori in corso su ordinazione - Semilavorati
  4. prodotti finiti e merci - Finiti
  5. Acconti B11) Variazione delle rimanenze
  • Materie prime
    • Sussidiarie
  • Di consumo
  • Merci

Quindi vediamo che c’è un legame tra le classi. Nel Conto economico vengono inseriti ricavi, costi ma anche tutto ciò che è valutato al COSTO DI PRODUZIONE (classe A2). Sotto (classe B11) ci va ciò che abbiamo comprato esternamente.

2) LA VALUTAZIONE

Abbiamo due tipi di valutazione:

  1. L’INVENTARIAZIONE, che presuppone l’individuazione delle quantità fisiche delle diverse tipologie di scorte. Ciò è il risultato di un processo di INVENTARIO.
  2. LA VALORIZZAZIONE (ART. 2426 N°9), in base alla quale le rimanenze sono iscritte al costo d’acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzazione, se minore; tal minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi.

3) IL COSTO

Abbiamo il COSTO D’ACQUISTO, che è dato da prezzo netto + oneri accessori e il COSTO DI PRODUZIONE, dato da oneri diretti + quota spese generali tecniche

# IMPORTANTE, i costi di distribuzione non possono essere computati nel

costo di produzione!

Esempio costo d’acquisto:

Si acquistano merci per 1000, spese di trasporto 100. Alla fine le merci sono ancora in magazzino. Un incremento di magazzino, nella MACROCLASSE A, porta un variazione positiva , nella MACROCLASSE B, porta una variazione negativa. CE A) +RF + VAR.POS.INCR.

  • RI - VAR.NEG.DECR. B) - RF - VAR.POS.INCR.
  • RI + VAR.NEG.DECR.

UTILE

FIFO

Il fifo invece funziona come un tubo. Mettiamo 1°2°3°4° acquisto nel tubo e questi escono dall’altra parte. Quindi io prenderò per primo il 1° acquisto. Quello che resta sono le cose comprate più di recente. Quindi con il fifo io attribuisco ai beni il costo del primo acquisto.

Vendo 55 unità di merci

COSTO MEDIO PONDERATO

Con il costo medio ponderato si sommano i costi d’acquisto e si divide per il numero degli acquisti. Così ottengo il COSTO MEDIO. Quindi tutti gli articoli vengono valutati al costo medio. Esempio LIFO: RIMANENZE INIZIALI → 100 x 10€ = 1000€ 100 1000+ ACQUISTI 15/5 → 200 X 11€ = 2200€ 200 50 20 2200- VENDITE 10/6 → 150 150 x 11€ = 1050€ vendo 150 1650 + ACQUISTI 20/9 → 150 x 12€ = 1800€ 150 0 1800 - VENDITE 5/11 → 180 (150 x 12) + (30 x 11) = 2130€ vendo 180 2130= RIMANENZE FINALI → 120 a 1220€ (20 a 11€ e 100 a 10€) 1220€

Esempio FIFO: RIMANENZE INIZIALI → 100 x 10€ = 1000€ 100 0 1000+ ACQUISTI 15/5 → 200 x 11€ = 2200€ 200 150 0 2200- VENDITE 10/6 → 150 (100 x 10€) + (50 x 11€) = 1550€ vendo 150 1550+ ACQUISTI 20/9 → 150 x 12€ = 1800€ 150 120 1800 - VENDITE 5/11 → 180 (150 x 11€) + (30 x 12€) = 2010€ vendo 180 2010= RIMANENZE FINALI → 120 a 1440€ (120 a 12€) 1440€

Esempio COSTO MEDIO PONDERATO: Le rimanenze finali sono 120 e le valuta al costo di 11,11€ (1000+2200+1800/100+200+150= 11.11)

Lifo fifo e cmp sono tutte figure di costo, quindi se si chiede come si valuta un magazzino non si fa riferimento a queste, ma al PRESUNTO VALORE DI REALIZZO.

PRESUNTO VALORE DI REALIZZO

Il calcolo del presunto valore di realizzo varia in base a tipo di prodotto:

PRODOTTI FINITI → Prevedibile prezzo di vendita - Prevedibili costi diretti di vendita PRODOTTI IN CORSO → Prevedibile prezzo di vendita - Prevedibili costi diretti di vendita

  • Prevedibili costi di ultimazione MATERIE PRIME → Valore o Costo di sostituzione

Inoltre qualora la valutazione delle rimanenze sia stata effettuata al valore di realizzazione

perchè inferiore al costo, questa non può essere mantenuta nei successivi esercizi se vengono meno i motivi. #

LA VALUTAZIONE FISCALE

In base alle diverse categorie di beni in giacenza abbiamo due metodi: CRITERIO DEL COSTO e VALORE NORMALE MEDIO. In particolare:

  • Il costo specifico è sempre accettato
  • In alternativa è possibile impiegare il C.M.P., il FIFO o il LIFO (continuo o a scatti) (solo se tali figure di costo sono utilizzate anche in bilancio)

LIFO A SCATTI

Si dice a scatti perchè ogni anno abbiamo uno scatto. E’ come se ogni anno fosse un acquisto. Se il magazzino in un anno è aumentato o diminuito valuto questo aumento o riduzione, al COSTO MEDIO.

LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE

Si tratta di una rimanenza un po’ speciale. Esistono due metodi per contabilizzarla: metodo del contratto completato , dove si ha una valutazione al costo; metodo della percentuale di completamento , dove si ha una valutazione in base al prezzo.

METODO DEL CONTRATTO COMPLETATO

Le spese per i lavori in corso su ordinazione non devono modificare la mia situazione portando profitto o perdita, ma devono lasciarla inalterata perchè NON SONO DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO, quindi nonostante siano stati costi dell’esercizio in corso devo rimandarli agli esercizi successivi. LAVORI IN CORSO a INCREMENTI PER LAVORI INTERNI 100 E tale scrittura la farò per tutti gli anni di costruzione del bene. Alla fine, quando vendo finalmente la mia commessa, ad esempio a 300, avrò RICAVI per 300 in Conto Economico. In Stato Patrimoniale invece, avendo venduto la commessa, io avrò LAVORI=0 e farò la scrittura opposta a prima. INCREMENTI PER LAVORI INTERNI a LAVORI IN CORSO 100 Questo modo di contabilizzare ha una caratteristica negativa, ossia che i primi due anni in cui produco non ho utili, che arriveranno tutti insieme l’anno in cui vendo.

Questo metodo si chiama METODO DEL CONTRATTO COMPLETATO, dal momento che gli utili vengono attribuiti quando il contratto è completato. Il contratto completato implica una valutazione al costo di produzione. Alla fine di ogni esercizio la commessa è valorizzata in base a:

  • somma dei costi direttamente riferibili alla commessa
  • quota (eventuale) di spese generali di produzione
  • oneri finanziari specifici della commessa (eventuali) Esempio:

Venderemo la commessa 1 a 500€ e la commessa 2 a 600€. La 1 ci costa 400, la 2, 480. Quindi dalla 1 avrò un utile di 100, dalla 2 di 120. Per realizzare la 1 impiego due esercizi, per realizzare la 2 ne impiego 3. La SAL è lo Stato Avanzamento Lavori. Per la 1, nel 1° anno, il SAL è del 40%, e nel secondo la finisco. La 2 invece necessita di un altro anno.

Ora guardiamo il CE dell’esercizio 1: il VALORE DI PRODUZIONE attribuibile all’esercizio 1 è 352 ma non è un ricavo dell’esercizio, quindi inserisco VARIAZIONE DEI LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE con il segno - e alla fine ho UTILE 0. Nello Stato Patrimoniale avrò la posta LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE.

La scrittura sarà:

LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE a VARIAZIONE DEI LAVORI 352

Nell’esercizio 2 il valore della produzione è 484, 240 per la prima e 144 per la seconda. Il problema è che la commessa 1 è terminata, mentre la 2 è ancora in corso di lavorazione. Quindi devo sospendere ancora i 144 della 2 mentre devo esplicitare la commessa 1.

METODO DELLA PERCENTUALE DI COMPLETAMENTO

Con questo metodo io attribuisco una parte dell’utile ad ogni anno di produzione. Può essere contrario al principio della prudenza, quindi devono sussistere le seguenti condizioni:

  • esistenza di un contratto vincolante tra le parti che definisca chiaramente gli obblighi, incluso il prezzo
  • specificità della commessa
  • possibilità di un’attendibile stima dello stato di avanzamento dei lavori della commessa (SAL)
  • assenza di situazioni di aleatorietà
  • presenza di un’adeguata contabilità di commessa La percentuale di completamento conduce a una valutazione basata sul prezzo. In particolare esso presuppone una conoscenza a priori del prezzo di vendita, una misurazione al 31/12 dello Stato di Avanzamento (SAL), una valutazione pari ad una % di prezzo corrispondente allo SAL.

LA VALUTAZIONE FISCALE

Il FISCO, tra i due metodi, preferisce quello della percentuale di completamento. L’ART. 93 TUIR pone come regola per la valutazione delle commesse in corso SOLO il metodo della percentuale di completamento (dal 2007 è stato abrogato il 5° comma)

LE COMMESSE IN PERDITA

Se si hanno delle commesse in perdita in un esercizio e se ne ha consapevolezza, si può intervenire in due modi:

  • Stanziare un fondo
  • Rettificare la posta LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE e VARIAZIONE DI LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE Esempio: Alfa ha in corso al 31/12/X1 una commessa, il cui valore cumulato a tale data è pari a 100.000, a seguito di un incremento annuo pari a 40.000, al termine del quale prevede di sostenere una perdita per 11.000.