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Appunti delle lezioni di Contabilità e Bilancio prof. Cecchi
Tipologia: Appunti
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Nello Stato patrimoniale , nella classe B-Immobilizzazioni, III-finanziarie è: B - IMMOBILIZZAZIONI III - Immobilizzazioni finanziarie
Nel Conto Economico, nella sezione C-Proventi e oneri straordinari, abbiamo: C) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
Una partecipazione è l’acquisto, da parte di un’impresa, di una parte del capitale di un’altra impresa. Creano quindi degli incastri tra società. Sia che si compri un’azione o una quota, sia che compri l’intero capitale, devo inserirlo nella sottovoce PARTECIPAZIONI dello SP. Le partecipazioni si dividono in:
Se A acquista partecipazioni in B:
Tra le due situazioni la più solida è la prima perchè lì abbiamo 200 in cassa, nella seconda solo 100! Nel nostro esempio, A HA UN’INFLUENZA DOMINANTE e questa si può avere con:
Invece nelle imprese collegate l’INFLUENZA NOTEVOLE si ha quando si hanno diritti di voto pari al:
collegamento si presumono immobilizzazioni. Quindi si iscrivono tra le immobilizzazioni, tranne il caso in cui sono destinate ad essere vendute.
Vediamo ora le partecipazioni reciproche che portano ANNACQUAMENTO DEL CAPITALE: A e B hanno denaro per 100 ciascuna
Se B decide di comprare le azioni di A allora avremo:
Ma i soldi dove sono? Chi sono i soci? Presteremmo dei soldi ad A e B? Ipotizziamo che A chiede un prestito di 100 e quindi ha debiti per 100
Per quanto riguarda le azioni proprie, ipotizziamo che un’ impresa abbia 10 azioni a 10€ l'una, quindi Capitale Sociale 10x10=100€
Ora richiede un finanziamento per 100:
Con i 100 del finanziamento acquista 5 AZIONI PROPRIE: AZIONI a CASSA 50
Dopo la riforma l’acquisto di azioni proprie porta a inserire RISERVE NEGATIVE nel passivo che riducono lo Stato Patrimoniale.
Stato Patrimoniale
Prima della riforma:
Dopo:
Anche nel caso delle azioni proprie abbiamo alcune REGOLE (ART. 2357 e 2357 bis) 1)GARANZIA:
Abbiamo due tipi di configurazioni di costo da adottare:
Questi titoli fruttano il 6% di interesse semestrale quindi io loro valore aumenterà fino al 1/ quando raggiungeranno maturazione e verranno pagati interessi per 6000€. Poi si ripartirà da capo, frutteranno di nuovo interessi che verranno pagati il 31/12. Ora se all’ 1 Marzo decido di vendere i miei titoli, vendo sia i titoli, sia gli interessi maturati fino a quel momento. In bilancio:
Le partecipazioni in imprese controllate e collegate, oltre ad essere valutate al costo, possono essere valutate con il metodo del patrimonio netto. Con questo metodo si crea un collegamento diretto tra il NETTO dell’impresa e le partecipazioni dell’impresa acquistata.
Il Codice Civile, Art. 2426, punto 4, I° capoverso, spiega bene come applicare tale metodo. Mi dice che le partecipazioni delle imprese controllate o collegate possono essere valutate per un importo pari alla frazione del Patrimonio Netto risultante dall’ultimo bilancio. In pratica, se io acquisto il 100% di un’impresa, le partecipazioni vengono valutate per l’intero importo del Patrimonio Netto.
Se ne acquisto il 60%, allora la partecipazione è valutata come il 60% del Patrimonio Netto.
Abbiamo visto che il metodo del patrimonio netto può essere applicato nel caso di imprese controllate (maggioranza diritti di voto(assoluta o relativa) o vincoli contrattuali) e collegate (influenza notevole). Le partecipazioni in imprese controllate e collegate si presumono immobilizzazioni. Tale metodo si applica per alcune ragioni:
Andiamo per gradi:
Quando la partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il costo d’acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio dell’impresa controllata o collegata può essere iscritto nell’attivo, purchè ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa.
Quindi al momento dell’acquisto il mio costo è 1100 e riporto PARTECIPAZIONI a BANCA 1100 Però il Netto è 700, quindi il costo è superiore! Questa differenza può essere iscritta dell’attivo dello SP dell’impresa A.
L’ ART. 2426, punto 4, ultimo periodo, dice che tale differenza (che nel nostro caso è 400), per la parte attribuibile ai beni ammortizzabili o all’avviamento, deve essere ammortizzata!
Quindi siamo partiti che avevamo un costo d’acquisto superiore al patrimonio netto. Quindi ho effettuato l’ammortamento a 5 anni e ogni anno tolgo 80 fino ad arrivare al quinto anno quando ho PARTECIPAZIONI 700 e NETTO 700.
E se invece il costo superiore al Patrimonio Netto è dovuto ad un CATTIVO AFFARE? In questo caso io svaluto tutto subito, senza ammortizzare.
L’unico metodo che posso utilizzare (quello SOLO PATRIMONIALE ALLOWED è stato abolito), è il
All’inizio ho: PARTECIPAZIONI a RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI 100 Il Conto Economico di A sarà quindi: CE di A A-B 200 Riv. Part 100 Imposte (40%) 80 UTILE 220 In fase di distribuzione dell’utile, effettuo l’accantonamento a RISERVA INDISPONIBILE , ossia le rivalutazioni passano a riserva indisponibile. UTILE a RISERVA INDISPONIBILE 100 Il nuovo conto economico di A è particolare perchè contiene di fatto Utili di A e Utili di B.
Quando poi B distribuisce i dividendi ad A, ad esempio 70, ho un’uscita della parte che viene distribuita, e un’altra parte la tengo a riserva. Come contabilizzo che B ha pagato ad A i dividendi? BANCA a PARTECIPAZIONI 70 Quindi ora A ottiene effettivamente 70€ e la riserva da indisponibile diventa DISPONIBILE. RISERVA INDISPONIBILE a RISERVA DISPONIBILE 70
Il metodo del Costo Ammortizzato è previsto per:
Il COSTO AMMORTIZZATO è una novità assoluta per il bilancio civilistico italiano. Si usa solo per i titoli che hanno una scadenza e ammortizzati. Ammortizzare il costo storico di un titolo immobilizzato significa suddividere tale costo, o una parte di esso, per la sua durata (fino a scadenza).
Secondo lo IAS 39- OIC 15, il COSTO AMMORTIZZATO è il valore a cui l’attività e passività è stata valutata al momento della rilevazione iniziale, al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dell’ammortamento (cumulato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza) e privato di qualsiasi riduzione a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.
Esempi: Se oggi mi viene detto che riceverò 1000€ fra 5 anni, oggi nel bilancio, inserirò 1000 come ricavo? Non dovrei, perchè sono soldi che avrò domani. Quindi devo ammortizzare i 1000. Esempio 1: Prestiamo a qualcuno 4500€ e tra 5 anni ci daranno 5000€. Il problema è capire questi flussi finanziari come vanno inseriti in bilancio.
2° SOLUZIONE (con metodo del COSTO AMMORTIZZATO):
Il 96€ è il nostro T.I.R., Tasso Interno di Rendimento, che sarebbe il tasso di crescita. Il noto tasso di crescita è il 2.13%, ma è un dato che ci verrà sempre dato. In questo modo abbiamo attribuito al 31/12 i giusti crediti. Poi si va avanti, così l’anno dopo moltiplicherò 2,13% con 4596 e ottengo 98€, poi l’anno dopo 2,13% x 4694 e così via…
Esempio 2: Supponiamo di avere una situazione simile alla precedente, prestiamo 4500 e alla fine avremo 5000. Ma abbiamo un tasso di interesse nominale , ossia ogni anno riceviamo 50€