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CAPITOLO 8 BILANCIO PROF. CECCHI, Appunti di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili

Appunti delle lezioni di Contabilità e Bilancio prof. Cecchi

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 05/06/2018

Aliceseverini
Aliceseverini 🇮🇹

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CAPITOLO 8
LE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
CONTENUTO
Nello Stato patrimoniale, nella classe B-Immobilizzazioni, III-finanziarie è:
B - IMMOBILIZZAZIONI
III - Immobilizzazioni finanziarie
1) Partecipazioni in: imprese controllate, collegate, controllanti, sottoposte al controllo
delle controllanti, altre imprese.
2) Crediti: verso imprese controllate, collegate, controllanti, sottoposte al controllo
delle controllanti, verso altri.
3) Altri titoli
4) Strumenti finanziari derivati attivi
Vi è una duplice collocazione di due attività finanziarie, che posso trovare sia nelle
immobilizzazioni che nell’attivo circolante. Queste sono i CREDITI e i TITOLI. Quelli in
immobilizzazioni sono quelli destinati a durare nel tempo, quelli nell’attivo circolante sono
quelli che hanno vita breve.
Nel Conto Economico, nella sezione C-Proventi e oneri straordinari, abbiamo:
C) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
15) Proventi da partecipazione, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese
controllate e collegate, e di quelli relativi a controllanti e a imprese sottoposte al
controllo di quest’ultime.
16) Altri proventi finanziari
17) Interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese
controllate e collegate, e verso controllanti
17 bis) Utili e perdite su cambi
PARTECIPAZIONI
Una partecipazione è l’acquisto, da parte di un’impresa, di una parte del capitale di un’altra
impresa. Creano quindi degli incastri tra società. Sia che si compri un’azione o una quota,
sia che compri l’intero capitale, devo inserirlo nella sottovoce PARTECIPAZIONI dello SP.
Le partecipazioni si dividono in:
- Imprese controllate: dove ho un’influenza dominante
- Imprese collegate
- Imprese controllanti
- Altre imprese
LE IMPRESE CONTROLLATE (ART. 2359 I COMMA)
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CAPITOLO 8

LE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE

CONTENUTO

Nello Stato patrimoniale , nella classe B-Immobilizzazioni, III-finanziarie è: B - IMMOBILIZZAZIONI III - Immobilizzazioni finanziarie

  1. Partecipazioni in: imprese controllate, collegate, controllanti, sottoposte al controllo delle controllanti, altre imprese.
  2. Crediti: verso imprese controllate, collegate, controllanti, sottoposte al controllo delle controllanti, verso altri.
  3. Altri titoli
  4. Strumenti finanziari derivati attivi Vi è una duplice collocazione di due attività finanziarie, che posso trovare sia nelle immobilizzazioni che nell’attivo circolante. Queste sono i CREDITI e i TITOLI. Quelli in immobilizzazioni sono quelli destinati a durare nel tempo, quelli nell’attivo circolante sono quelli che hanno vita breve.

Nel Conto Economico, nella sezione C-Proventi e oneri straordinari, abbiamo: C) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI

  1. Proventi da partecipazione, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate, e di quelli relativi a controllanti e a imprese sottoposte al controllo di quest’ultime.
  2. Altri proventi finanziari
  3. Interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate, e verso controllanti 17 bis) Utili e perdite su cambi

PARTECIPAZIONI

Una partecipazione è l’acquisto, da parte di un’impresa, di una parte del capitale di un’altra impresa. Creano quindi degli incastri tra società. Sia che si compri un’azione o una quota, sia che compri l’intero capitale, devo inserirlo nella sottovoce PARTECIPAZIONI dello SP. Le partecipazioni si dividono in:

  • Imprese controllate: dove ho un’influenza dominante
  • Imprese collegate
  • Imprese controllanti
  • Altre imprese

LE IMPRESE CONTROLLATE (ART. 2359 I COMMA)

Se A acquista partecipazioni in B:

Tra le due situazioni la più solida è la prima perchè lì abbiamo 200 in cassa, nella seconda solo 100! Nel nostro esempio, A HA UN’INFLUENZA DOMINANTE e questa si può avere con:

  1. Controllo di diritto: maggioranza dei voti
  2. Controllo di fatto: maggioranza relativa
  3. Controllo contrattuale: influenza dominante tramite vincoli contrattuali Sempre nel caso delle imprese controllate, possiamo avere un controllo indiretto, dove si computano anche i voti detenuti da società controllate. Quindi se A controlla B e B controlla C allora A controlla C. Esempio: La società Alfa possiede il 35% di Beta e il 60% di Gamma. Gamma a sua volta possiede il 20% di Beta. Che rapporto esiste tra Alfa e Beta? ALFA 60% → GAMMA 35% 20% ↘ ↙ BETA Quindi Alfa possiede di Beta il 35% diretto e un 60% del 20% indiretto: 35+12= 47%

LE IMPRESE COLLEGATE (ART. 2359 III COMMA)

Invece nelle imprese collegate l’INFLUENZA NOTEVOLE si ha quando si hanno diritti di voto pari al:

  • ⅕, ossia 20% se l’impresa non è quotata
  • 1/10 ossia 10% se l’impresa è quotata Ma con un 20% io posso anche avere un controllo di fatto , e quindi parlare di i mprese controllate. Lo spartiacque è il CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE.

IMPORTANTE: L’articolo 2424 bis 2° comma, dice che le partecipazioni di controllo e di

collegamento si presumono immobilizzazioni. Quindi si iscrivono tra le immobilizzazioni, tranne il caso in cui sono destinate ad essere vendute.

LE IMPRESE CONTROLLANTI (partecipazioni reciproche) (ART.2359 BIS E

QUATER)

Vediamo ora le partecipazioni reciproche che portano ANNACQUAMENTO DEL CAPITALE: A e B hanno denaro per 100 ciascuna

Se B decide di comprare le azioni di A allora avremo:

Ma i soldi dove sono? Chi sono i soci? Presteremmo dei soldi ad A e B? Ipotizziamo che A chiede un prestito di 100 e quindi ha debiti per 100

LE AZIONI PROPRIE

Per quanto riguarda le azioni proprie, ipotizziamo che un’ impresa abbia 10 azioni a 10€ l'una, quindi Capitale Sociale 10x10=100€

Ora richiede un finanziamento per 100:

Con i 100 del finanziamento acquista 5 AZIONI PROPRIE: AZIONI a CASSA 50

Dopo la riforma l’acquisto di azioni proprie porta a inserire RISERVE NEGATIVE nel passivo che riducono lo Stato Patrimoniale.

Stato Patrimoniale

  • azioni proprie - riserva negativa Perché si acquistano le proprie azioni?
  • Per sostenere il corso dei titoli
  • Per accrescere il dividendo per titolo
  • Per ridurre il capitale sociale Anche le azioni proprie possono portare ad annacquamento del capitale!

Prima della riforma:

Dopo:

Anche nel caso delle azioni proprie abbiamo alcune REGOLE (ART. 2357 e 2357 bis) 1)GARANZIA:

  • soltanto azioni interamente liberate
  • Il diritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni
  • Acquisto autorizzato dall’assemblea
  • Il diritto di voto è sospeso, ma le azioni proprie sono tuttavia computate per calcolo delle maggioranze e delle quote richieste per costituzione e deliberazioni assembleari
  • Iscrizione di una riserva negativa nel PN
  1. TETTI:
  • Nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato
  • Quotate ⅕ del capitale tenendo conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.

LA VALUTAZIONE

1) AL COSTO (OIC 20)

Abbiamo due tipi di configurazioni di costo da adottare:

  1. Nel primo caso la valutazione avviene al costo d'acquisto o di sottoscrizione (comprensivi di oneri accessori)
  2. Per i titoli si valuta al “costo secco” Cosa si intende per COSTO SECCO? Supponiamo di comprare 100 titoli al valore nominale di 100, quindi 100x100=100’000€

Questi titoli fruttano il 6% di interesse semestrale quindi io loro valore aumenterà fino al 1/ quando raggiungeranno maturazione e verranno pagati interessi per 6000€. Poi si ripartirà da capo, frutteranno di nuovo interessi che verranno pagati il 31/12. Ora se all’ 1 Marzo decido di vendere i miei titoli, vendo sia i titoli, sia gli interessi maturati fino a quel momento. In bilancio:

2) METODO DEL PATRIMONIO NETTO

Le partecipazioni in imprese controllate e collegate, oltre ad essere valutate al costo, possono essere valutate con il metodo del patrimonio netto. Con questo metodo si crea un collegamento diretto tra il NETTO dell’impresa e le partecipazioni dell’impresa acquistata.

Il Codice Civile, Art. 2426, punto 4, I° capoverso, spiega bene come applicare tale metodo. Mi dice che le partecipazioni delle imprese controllate o collegate possono essere valutate per un importo pari alla frazione del Patrimonio Netto risultante dall’ultimo bilancio. In pratica, se io acquisto il 100% di un’impresa, le partecipazioni vengono valutate per l’intero importo del Patrimonio Netto.

Se ne acquisto il 60%, allora la partecipazione è valutata come il 60% del Patrimonio Netto.

APPLICAZIONE

Abbiamo visto che il metodo del patrimonio netto può essere applicato nel caso di imprese controllate (maggioranza diritti di voto(assoluta o relativa) o vincoli contrattuali) e collegate (influenza notevole). Le partecipazioni in imprese controllate e collegate si presumono immobilizzazioni. Tale metodo si applica per alcune ragioni:

  • Quando, in caso di partecipazioni, il criterio del costo diminuisce la propria capacità segnaletica.
  • Quando l’utilità è strettamente collegata all’influenza sulla partecipata, la quale si esprime in una partecipazione agli utili o in una partecipazione alle decisioni.
  • Quando l’influenza è determinata dalla partecipazione al capitale, ovvero dal valore della quota al netto acquistata.

COME FUNZIONA

Andiamo per gradi:

L’ACQUISTO

1) Costo superiore al Patrimonio netto

Quando la partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il costo d’acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio dell’impresa controllata o collegata può essere iscritto nell’attivo, purchè ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa.

Quindi al momento dell’acquisto il mio costo è 1100 e riporto PARTECIPAZIONI a BANCA 1100 Però il Netto è 700, quindi il costo è superiore! Questa differenza può essere iscritta dell’attivo dello SP dell’impresa A.

L’ ART. 2426, punto 4, ultimo periodo, dice che tale differenza (che nel nostro caso è 400), per la parte attribuibile ai beni ammortizzabili o all’avviamento, deve essere ammortizzata!

Quindi siamo partiti che avevamo un costo d’acquisto superiore al patrimonio netto. Quindi ho effettuato l’ammortamento a 5 anni e ogni anno tolgo 80 fino ad arrivare al quinto anno quando ho PARTECIPAZIONI 700 e NETTO 700.

E se invece il costo superiore al Patrimonio Netto è dovuto ad un CATTIVO AFFARE? In questo caso io svaluto tutto subito, senza ammortizzare.

IMPORTANTE: Io svaluto tutto subito solo per la quota relativa al cattivo affare!!

L’unico metodo che posso utilizzare (quello SOLO PATRIMONIALE ALLOWED è stato abolito), è il

METODO INTEGRALE BENCHMARK

All’inizio ho: PARTECIPAZIONI a RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI 100 Il Conto Economico di A sarà quindi: CE di A A-B 200 Riv. Part 100 Imposte (40%) 80 UTILE 220 In fase di distribuzione dell’utile, effettuo l’accantonamento a RISERVA INDISPONIBILE , ossia le rivalutazioni passano a riserva indisponibile. UTILE a RISERVA INDISPONIBILE 100 Il nuovo conto economico di A è particolare perchè contiene di fatto Utili di A e Utili di B.

Quando poi B distribuisce i dividendi ad A, ad esempio 70, ho un’uscita della parte che viene distribuita, e un’altra parte la tengo a riserva. Come contabilizzo che B ha pagato ad A i dividendi? BANCA a PARTECIPAZIONI 70 Quindi ora A ottiene effettivamente 70€ e la riserva da indisponibile diventa DISPONIBILE. RISERVA INDISPONIBILE a RISERVA DISPONIBILE 70

3) METODO DEL COSTO AMMORTIZZATO

Il metodo del Costo Ammortizzato è previsto per:

  • le IMMOBILIZZAZIONI rappresentate da titoli
  • i CREDITI e i DEBITI, tenendo conto del fattore temporale Ciò che si fa è iscriverli in bilancio al loro costo ammortizzato. Si tratta di una particolare tipologia di costo storico che tiene conto della differenza tra tasso di interesse nominale e effettivo.

Il COSTO AMMORTIZZATO è una novità assoluta per il bilancio civilistico italiano. Si usa solo per i titoli che hanno una scadenza e ammortizzati. Ammortizzare il costo storico di un titolo immobilizzato significa suddividere tale costo, o una parte di esso, per la sua durata (fino a scadenza).

Secondo lo IAS 39- OIC 15, il COSTO AMMORTIZZATO è il valore a cui l’attività e passività è stata valutata al momento della rilevazione iniziale, al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dell’ammortamento (cumulato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza) e privato di qualsiasi riduzione a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.

Esempi: Se oggi mi viene detto che riceverò 1000€ fra 5 anni, oggi nel bilancio, inserirò 1000 come ricavo? Non dovrei, perchè sono soldi che avrò domani. Quindi devo ammortizzare i 1000. Esempio 1: Prestiamo a qualcuno 4500€ e tra 5 anni ci daranno 5000€. Il problema è capire questi flussi finanziari come vanno inseriti in bilancio.

1° SOLUZIONE:

2° SOLUZIONE (con metodo del COSTO AMMORTIZZATO):

Il 96€ è il nostro T.I.R., Tasso Interno di Rendimento, che sarebbe il tasso di crescita. Il noto tasso di crescita è il 2.13%, ma è un dato che ci verrà sempre dato. In questo modo abbiamo attribuito al 31/12 i giusti crediti. Poi si va avanti, così l’anno dopo moltiplicherò 2,13% con 4596 e ottengo 98€, poi l’anno dopo 2,13% x 4694 e così via…

Esempio 2: Supponiamo di avere una situazione simile alla precedente, prestiamo 4500 e alla fine avremo 5000. Ma abbiamo un tasso di interesse nominale , ossia ogni anno riceviamo 50€