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Capitolo 1 di: Percorsi di teoria e comparatistica letteraria, Sintesi del corso di Letterature comparate

Sintesi sul primo capitolo: "L'esperienza della letteratura"

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021
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Caricato il 16/10/2021

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1 L’esperienza della letteratura
Sintesi dell’immaginario:
Nel momento in cui deponiamo il libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo…”.
I massimi capolavori, così come anche le opere di minore impatto, sono allo stesso modo eventi
che accadono lasciando tracce importanti nella storia di una persona.
ESPERIENZA LETTERARIA = incontro, uno scambio intersoggettivo che si realizza attraverso il
duplice lavoro di chi scrive e chi legge;
- non solo l’autore crea il suo testo, anche il lettore mette del suo la lettura esige tempo,
sforzo di concentrazione, comporta quindi un dispendio di energie, è un vero e proprio
lavoro:
- Quando leggiamo eseguiamo delle operazioni cognitive: elaboriamo ipotesi, riempiamo
lacune, organizziamo connessioni di fatti ecc.
Secondo Vittorio Spinazzola, facciamo questo perché ci aspettiamo una “remunerazione”
capacità più energica di elaborare coerentemente le spinte immaginative.
FANTASTICHERIA = la sola “fantasticheria” non ci basta, ci può appagare per qualche momento,
ma poi la accantoniamo per tornare alla nostra vita quotidiana. Freud: “l’adulto si vergogna delle
sue fantasie e le nasconde agli altri, coltivandole entro di sé come cose private”
Allo stesso modo sappiamo che non possiamo vivere h24 all’insegna di un atteggiamento
estetico che attrae la nostra attenzione sugli oggetti del mondo. Es. se stiamo guidando
non possiamo fermarci a contemplare le gocce di pioggia sul cruscotto o i rami
degli alberi ecc.
Ecco perché c’è bisogno di unistituzione, dove l’intensificazione delle nostre risorse percettive
sia circoscritta in uno spazio e in un tempo rituali. (Non si sta cedendo a un delirio schizoide, qui la
concentrazione sull’oggetto è approvata).
- L’atteggiamento estetico, così come l’immaginazione, ha dunque bisogno di CORNICI
cornici istituzionali, o rituali o cerimoniali al cui interno possiamo scrutare le nostre
impressioni e allentare le resistenze all’emotività (piangere, ridere, rallegrarci, assumere
più identità …)
Delegando ad altri la facoltà di dare forma a percorsi immaginativi che sappiano rispondere ai
nostri bisogni di senso ed evasione, configuriamo lo spazio costitutivo della comunità
letteraria: c’è qualcuno che scrive e qualcun altro che legge, qualcuno che parla e qualcun altro
che in silenzio ascolta.
Ma c’è qualcosa di mancante che tocca all’interlocutore costruire.
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1 L’esperienza della letteratura

Sintesi dell’immaginario:

Nel momento in cui deponiamo il libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo… ”. I massimi capolavori, così come anche le opere di minore impatto, sono allo stesso modo eventi che accadono lasciando tracce importanti nella storia di una persona.

ESPERIENZA LETTERARIA = incontro, uno scambio intersoggettivo che si realizza attraverso il

duplice lavoro di chi scrive e chi legge;

  • non solo l’autore crea il suo testo, anche il lettore mette del suo  la lettura esige tempo, sforzo di concentrazione, comporta quindi un dispendio di energie, è un vero e proprio lavoro :
  • Quando leggiamo eseguiamo delle operazioni cognitive: elaboriamo ipotesi, riempiamo lacune, organizziamo connessioni di fatti ecc. Secondo Vittorio Spinazzola, facciamo questo perché ci aspettiamo una “remunerazione”  capacità più energica di elaborare coerentemente le spinte immaginative.

FANTASTICHERIA = la sola “fantasticheria” non ci basta, ci può appagare per qualche momento,

ma poi la accantoniamo per tornare alla nostra vita quotidiana. Freud: “l’adulto si vergogna delle sue fantasie e le nasconde agli altri, coltivandole entro di sé come cose private”

Allo stesso modo sappiamo che non possiamo vivere h24 all’insegna di un atteggiamento

estetico che attrae la nostra attenzione sugli oggetti del mondo. Es. se stiamo guidando

non possiamo fermarci a contemplare le gocce di pioggia sul cruscotto o i rami degli alberi ecc.

Ecco perché c’è bisogno di un ’istituzione , dove l’intensificazione delle nostre risorse percettive

sia circoscritta in uno spazio e in un tempo rituali. (Non si sta cedendo a un delirio schizoide, qui la concentrazione sull’oggetto è approvata).

  • L’atteggiamento estetico, così come l’immaginazione, ha dunque bisogno di CORNICI  cornici istituzionali, o rituali o cerimoniali al cui interno possiamo scrutare le nostre impressioni e allentare le resistenze all’emotività (piangere, ridere, rallegrarci, assumere più identità …) Delegando ad altri la facoltà di dare forma a percorsi immaginativi che sappiano rispondere ai

nostri bisogni di senso ed evasione, configuriamo lo spazio costitutivo della comunità

letteraria : c’è qualcuno che scrive e qualcun altro che legge, qualcuno che parla e qualcun altro

che in silenzio ascolta. Ma c’è qualcosa di mancante che tocca all’interlocutore costruire.

Bachtin : io – persona, parola, testo – non basto a me stesso, ho bisogno dell’altro che mi completi, che mi conosca e mi faccia essere; l’altro – l’eroe – ha bisogno di me che lo dica e conosca, di un autore che lo crei; al centro: l’opera – storia, canto, tessuto di immagini – che si fruisce come oggetto, rappresentazione esemplare e si tramanda nel tempo. L’esperienza letteraria è un lavoro che risponde a una richiesta la quale esige un soddisfacimento imprescindibile:

INTERESSE (termine chiave per indicare la reazione del lettore di fronte al testo);

  • Rinvia al dominio dell’economia  io dedico me stesso alla lettura solo in quanto mi prefiggo di trarne una remunerazione adeguata (economia psichica)
  • Le ragioni dell’interesse sono variabili: Tomasevskij : “ scegliere un tema interessante non basta: è necessario mantenerlo vivo, stimolare l’attenzione del lettore dando importanza all’aspetto affettivo del temaLe

emozioni sono il mezzo principale per mantenere viva l’attenzione nei confronti dell’opera

che le suscita ” (pathos) Una situazione narrativa tipica è quella che vede rapporti contrastanti: un conflitto, contrasto di interessi, lotta tra personaggi. “ Quanto più complesse sono le contraddizioni che caratterizzano la situazione iniziale, e quanto più forte è il conflitto tra i personaggi, tanto più essa è ricca di tensione”. Sul ruolo delle emozioni nella ricezione, sulla tensione narrativa, sulla dimensione esperienziale dell’incontro con l’opera si è soffermata la teoria della letteratura. Giovannetti : “ il nostro corpo, a partire dalla sua azione percettiva, “processa” le parole del testo e, riconoscendovi contenuti emotivi e intellettuali familiari, costruisce un mondo: una storia finzionale. Leggendo un romanzo proiettiamo la nostra memoria fisica sui personaggi e sugli spazi rappresentati e ne traiamo i contenuti narrativi che definiamo immagini ”.

SPINTA IMMAGINATIVA : motivo principale della decisione di leggere. L’esperienza letteraria è

un incontro di immaginazioni reciprocamente coinvolte: senza la mia immaginazione, quella dell’autore si ridurrebbe a una serie di tracce d’inchiostro; viceversa, la mia immaginazione non può che procedere seguendo la guida di quella dell’autore: l’autore ci dà le istruzioni necessarie, ma spetta al lettore il compito di inscenare per sé, la vicenda narrata, saper immaginare coerentemente una storia, sul fondamento della storia stessa = è una rete immaginativa alla quale ci sintonizziamo grazie all’esperienza del mondo che condividiamo  ogni oggetto della nostra esperienza appartiene ad

un gioco di rimandi associativi.

Le cose che ci stanno intorno vengono colte come se fossero avvolte da una tonalizzazione

emotiva o tonalità emotiva che colora i dati percettivi. Si tratta di un processo di

Pragmatica  il fatto che leggiamo certi testi come letterari porta alla valorizzazione di possibilità del linguaggio che non sono esclusive di quei testi, ma che in essi sono più evidenti poiché scritti per quelle forme di lettura; quindi, “letterario” è un certo modo di usare i testi, NON un loro modo di essere più intrinseco di altri.

INTERPRETAZIONE :

Jauss : qualsiasi opera incontra al suo apparire l’orizzonte di attesa del pubblico dei lettori. Es. accediamo alla Verona di Romeo e Giulietta secondo prassi di interpretazione che ci derivano dai nostri orizzonti di attesa e quindi dalla nostra storicità  storicità come appartenenza a una cultura, con la sua concezione della letteratura e della sua esperienza. Così come, inversamente, interpretiamo il mondo nei termini dell’opera  abbandonato il teatro o richiuso il libro, siamo nel mondo con occhi diversi. Gadamer : la verità che incontriamo nell’esperienza estetica è una verità sul nostro mondo. Platone : non si mutano mai i modi della musica senza sconvolgere anche le principali leggi politiche, il cambiamento comincia nelle arti, penetra nei caratteri e nelle occupazioni e raggiunge infine le leggi e le istituzioni.