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Il corso sviluppa l'argomento dello scorso anno sul concetto di "memoria culturale" e le sue rappresentazioni in ambito letterario, filosofico e filmico. In particolare saranno trattati i nessi tra memoria e trauma, memoria e identità, memoria e storia, e le differenti metafore, immagini, luoghi in cui si deposita la memoria dei totalitarismi del ventesimo secolo. Particolare attenzione sarà rivolta alla forma dei testi della cultura (opere letterarie, saggi, resoconti, film) relativi alla memoria e alla postmemoria della Shoah.
Tipologia: Appunti
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Caricato il 25/05/2023
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Post memoria: anni ’90 come denominare la memoria del trauma nelle seconde e terze generazioni, rapporto tra generazione e altra, o rimodulazione del trauma va sotto il termine di post memoria, passaggio della memoria nelle post generazioni. Trauma: Freud, studi sull’Isteria, 1892-1896 fino agli anni ’30 si interessa di questo argomento, arriva fino a … ’37-’39, ne tratta nel saggio Adilà del principio di piacere nel ’18-’. Qual è la questione importante? Il trauma non è l’effetto di un evento diretto violento, ma il ritorno dell’evento violento in forma di memoria e sintomo, è prodotto dal fatto che l’essere umano ricorda non in maniera razionale, ma il più delle volte per traumi come i genocidi, difficilmente razionalizza , prima generazione non ne vuole parlare, soffre del trauma perché l’evento violento ritorna in forma di sintomo attraverso un malessere del quale il soggetto non riesce a capacitarsi, trauma dielettica tra due eventi. o Evento traumatico accessibile in un momento differito Ciò che caratterizza il trauma che un evento passato non diventa una memoria conscia, trauma è una rottura, una ferita, segna una frattura tra un prima e un dopo, ciò che lo caratterizza che non riesce a divenire memoria conscia, o attraverso percorso psicanalitico o attraverso scrittura letteraria. Esaminiamo un tipo di trauma che ha una caratteristica collettiva e individuale, perché riguarda individui appartenenti ad una particolare categoria, noi ci riferiamo al trauma della distruzione degli ebrei di Europa, parliamo come direbbe Anna Arent, esperienza del male fatta da queste persone, esclusi dall’ideologia totalitaria, che in quanto essere umano hanno sperimentato nella loro pelle un’esperienza irripetibile, ci riguarda in quanto post memoria, alcune categorie di persone, inanzitutto essere umani, diventa un’esempleficazione della DISTRUZIONE DI UN ESSERE UMANO. Il termine shoah può essere tradotto come tragedia, olocuasto= sacrificio di espiazione, è stata rifiutata dalle comunità ebraiche , indica disastro, catastrofe, qualcosa di terribile, all’interno della cultura ebraica dovremmo usare questo termine, ci riferiremo al significato di disastro, o al primo distruzione ebrei di Europa. Marianne Hirsh: Nella sua storia familiare, ci arriva a questa riflessione non subito, nasce nel ’ figlia di sopravvissuti alla Shoah, è una seconda GENERAZIONE arriva negli Usa adulta, arriva questa definizione di post memoria negli anni ’90. Seconda generazione deve patteggiare con la prima generazione che non vuole parlare di questo evento, nel 2012 esce La generazione della postmemoria. Lei analizza anche fumetti come Mouse. Anticipazioni Epstein: Children of Holocoust. Ci da possibilità di capire come lei si accorse che la seconda generazione non è visibile. La rappresentazione: se una cultura non elabora una rappresentazione, per cui coloro che non sono rappr sono dimenticati, rischio di finire la memoria. Perché c’è questo timore, perché loro hanno vissuto questa paura, la paura di essere dimenticati. Nessuno era a conoscenza di una seconda generazione, che i figli dei sopravvissuti potessero avere qualcosa in comune tra di loro. Il riferimento al ruolo delle fotografie di famiglia, ci sono altri termini utilizzati, tipo memoria assente, memoria bucata, testimone vicario. Testimone anche di prima generazione parlano anche di quelli che sono morti (tipo Levi), oppure qualcuno che testimonia perqualcun’altro Si parla per
qualcun altro per qualcun altro. Memoria prospetica, memoria non nata dall’esperienza, qualcosa di aggiunto, anche in quanto persone civili appartenenti ad una data società. Post memory: family frames permettono di dare un corrispettivo concreto, un limite ad un contenuto traumatico. Irsh dice fotografia importante per processi di attivazione della memoria, sono funzionali a riattivare la memoria, soprettuto nelle seconde generazione, utili anche su creazione di storie. Importanza fotografia Rolandes Barhes. Generazione successiva all’evento traumatico.Momento postmoderno una famiglia… Post memoriaFotografie: offro un prisma …. Sono frammenti lasciati per essere collezionati per raccontare una serie varie di storie, da prospettive spesso competitive che si contraddicono tra loro. Siamo oltre la memoria, siamo aldilà della memoria, che è superata, non più attingibile.Post memoria vuole superare questo rischio di perdita, si distingue dalla memoria dalla distanza generazionale, implica una connessione personale profonda. È una particolare potente forma di memoria, le sue connessioni al suo oggetto o fonte è mediata attraverso un investimento e creazione immaginativa, nessuna memoria è immediata, la memoria non aderisce all’esperienza, il ricordo di quell’esperienza non è la stessa cosa, memoria è appunto non mediata, ma direttamente connessa con il passato. Racconti di eventi che precedevano la loro nascita, storie raccontate da qualcun altro. Due narrazioni
Freud è un medico, ha un’idea della sua funzione, funzione in quanto interprete del trauma a scopi curativi, si interessa di ciò per curarli. Il tabù di Edipo non lo legge da letterato, vedeva messi in scena dai traumi e dei tabù, traducevano attraverso l’arte quest’esperienze traumatiche. I traumi persistono, ci sono i sintomi che vanno letti da parte del medico curante, gli psichiatri fanno riferimento al trauma attraverso qualchecosa che ha che fare con le emozioni, non registra in maniera cognitiva gli eventi, ma emotiva, rende ancora più difficile la sua verbalizzazione. Quando si deve narrare un evento passato in cui si cela un trauma si deve parlare di un evento specifico. Il testimone: è colui che ha visto qualcosa, ma deve anche verbalizzarlo, figura complessa. Se il trauma in termini freudiani torna come sintomo e non in maniera cognitiva, il soggetto testimone non può raccontare davvero eventi traumatici. Come fa la scrittura ad affrontare il trauma se non riguarda al cognizione ma l’emozione? Quando noi parliamo di emozione ne parliamo in maniera passiva, ruota intorno al fatto di capire come funziona un’op letteraria che si basa sull’esperienza Dominque La capra : “Scrivere la storia, scrivere il trauma” vuole superare questo catastrofismo dell’irrapresantabilità, noi leggiamo volendo superare dogma irrapresantabilità punta su cosa è illeggibile sul racconto del testimone, c’è qualcosa di cui fare tesoro. Distingue tra scrivere il trama e scrivere sul trauma
cinematografica). Da qui derivano le diverse modalità che le generazioni utilizzano attraverso il linguaggio letterario. Tutto possono scrivere ad esempio della guerra e della violenza per cambiare la mentalità, stare già oltre l’accaduto violento, componente che non sovrasta qualità estetica dell’opera. Tutti questi romanzi non sono trattati di pedagogia ma sono op di arte, pur avendo una funziona pedagogica, ci aiutano a capire l’irrapresentabile. Tema della lingua è un tema centrale, in Sommersi e salvati un cap dedicato al linguaggio e all’incompresione. I lagher è un luogo in cui si parlano 100 lingue diverse, i carcerieri parlano una lingua che i prigionieri non conoscono, ed è voluta questa cosa, l’idea di utilizzare parlare una lingua dura, parlata dentro il lagher non fuori, è violenta, sporca e piena di insulti. Lingua per dare ordini che i prigionieri non capiscono e sbagliano ad agire e quindi picchiati. La possibilità di non comprendersi tra prigionieri è voluto e studiato. Tema centrale nella questione del trauma. 02/ Paesaggi della memoria : luoghi della memoria, in questa prima parte tra la situazione nell’ottica di Freud, trauma irrappresentabile, ma ripetibile attraverso il ricordo della frattura, dall’altra parte c’è un patrimonio culturale di siti e racconti, che costituiscono un vero e proprio patrimonio drammatico Memory studies= si iscrive intervento di…, si sviluppano negli anni ’80 e si formano negli anni ‘ Trauma studies: trattano diverso argomento, nascono prima dei memory staduis in campo anglosassone, cominciano ad esistere sulla scia della prima guerra mondiale, dall’altro lato i sopravvissuti e i civili., sono stati privati dello spazio privato, iniziano bene prima dell’ampiamento in campo letterario. Approccio di tipo psiconalogico e analitico, attingono sociologia e antropologia culturare. Patrizia S… approccio Luogo della memoria può essere un luogo commemorativo, spazio trauma ben dilimitato Semiotica disciplina che studia i segni e il modo in cui acquistano senso, gli effetti semiotici sono effetti di senso, un segno non resta muto a meno che noi non sappiamo leggerlo, una volta appreso quel linguaggio è come se il segno si aprisse, il segno sta lì per comunicare non per sé stessi. Semiotica e memoria: prospettiva semiotica finalizzata a concentrarsi sulla ricezione, effetti semiotici cosa sono? La narrazione è un effetto semiotico. I segni portano e autorizzano delle narrazioni a seconda di cosa c’è in quel luogo la narrazione si sviluppa in quel romanzo, a differenza dell’approccio psicoanalitico, pensa ad una memoria vista dall’esterno, oggettificata, prodotto esterno della memoria dello scrittore. Un’esistenza esterna alla mente,i testi sono mille testi possibili, aspetto importante di questa esternalizzazione, solo nel momento in cui la memoria è sedimentata all’esterno essa può essere condivisa e trasmessa, quindi la cultura si avvale di questi supporti, in cui la memoria si deposita, se non viene riattivata in qualche maniera, un archivio che sta lì chiuso. Sono i processi di interpretazione e traduzione che fa
Ecco perché il trauma esce dal campo della psicologia e si avvicina alle scienze umane. Il trauma da distrubo psichico viene usato come lente di lettura della comunità ( due autrici che non ho capito) Approcci diversi dagli anni ’90:
viene raccontato e lo traduce in un'altra forma. Quello che fa Levi che non racconta solo di sé, così come il reportage riportato di Anna Harent,testimone del processo essendo lei stessa testimone dei fatti avvenuti. Ogni testimonianza istaura un nuovo punto di vista. È come una sorta di Big bang che si origina dal trauma e che si espande ai testimoni secondari. Ci sono studiosi che applicano di teorie del trauma delle catastrofi naturali. Dal singolo alla collettività: estendere il trauma da studi ad eventi collettivi, intendendo il trauma collettivo forte stress psicologico che colpisce una comunità, si pensi al Vaion che ha portato alla distruzione di un intero villaggio. Jeffrey Alexander: la paura del trauma dell’evento, pensiamo allo shock della pandemia, che abbiamo vissuto nella paura di essere invasi dal virus, questo tipo di trauma è un trauma collettivo, tutto il mondo sono tutti studi che si stanno orientando molto verso le pandemie che si sono orientati verso eventi biologici. Studi sul trauma continuano a produrre attenzione molto forte per ciò che si manifesta come malessere collettivo, shock traumatici collettivi, trauma determinato dalla paura dell’arrivo dell’evento. Il patrimonio traumatico: traumi storici si sono giocate partite per l’egemonia politica culturale, non tutti traumi gestiti con lo stesso valori, alcuni rimossi o marginalizzati. Come ad esempio trauma nascosto la schiavitù, o genocidio degli indiani di america, pensiamo al cinema fino agli anni ’ come li rappresentava. Nella cultura americana questo trauma ha cominciato ad essere elaborato, perché la società bianca che lo ha creato ha introiettato il senso di colpa, anche se ufficialmente non credeva di aver fatto qualcosa di male, come quello della schiavitù degli afro americani è venuto a galla e messo al centro. Si può parlare di memorie del trauma. Nel caso dei siti del trauma possiamo in tre tipi di memoria: Memoria embodied: memoria incarnata, nei corpi dei sopravvissuti e nei luoghi del trauma. Conservati i luoghi come i campi, come devono andare conservati? Il restauro deve evidenziare dove siamo intervenuti oppure no? Intorno alla memoria incarnata dei luoghi c’è tutto un discorso su come conservare i luoghi. Questa è la memoria che sembra più rilevante, ma non è così. Sono pensati aldilà della volontà del testimone. È un memoria pensata per le generazioni successive, è funzionalizzata al futuro Memoria pubblica: Jedlowski dice che è l’insieme discorsi del passato, l’immagine del passato pubblicamente discussa. Spazio pubblico che offre a chi partecipa (che si concretizza in luoghi fisici) in cui pubblicamente si discute di discorsi riguardanti il passato, quindi è una memoria pubblica perché è elaborato in un luogo che non è di nessuno dei partecipanti della discussione. Questa memoria pubblica trova nella memoria culturale un pandam che fissa in qualche maniera, trova negli artefatti, una serie di artefatti che sono prodotto di discussioni. Memoria pubblica che è fatta di discorsi può scaturire non solo da un discorso storico ma anche da oggetti artistici. *cancel cultural: esempio togliamo la statua di C. Colombo perché è il primo colonialista europeo, nasce da ogg che fanno espondere questi discorsi, memoria diventa pubblica perché di condensano in momenti concreti dello spazio pubblico, cancellare porta purtroppo alla rimozione, dibattito ancora molto aperto, su come affrontare imbrazzo dei luoghi pubblici, se il segno viene cancellato (la statua) è finita
declino della Unione sovietica, cominciò a riemergere, si cominciò a segnare il territorio, attualmente occupato da un campo pubblico, fossa coperta da scarichi industriali, questa fossa alta 20/30 metri venne ricoperta, tutt’ora parco pubblico, ultimi decenni sono stati istallati oggetti in ricordo di quello che era successo, cercando di ricostruire all’interno della memoria della città. Questa post-memoria è stata rielaborata in memoria di tutti, città ricquistasse coscienza del buco della memoria. Come dice Marianne Irish (fondatrice di questo concetto, e viene dai territori di nord-est) dice che concetto di post memoria fa riferimento alle generazione successive al genocidio, generazioni tutte. Presentare questo ricordo che è stato cancellato per decenni, si presenta il caso di un’istallazione di un museo Babi Yar (?) concepita in questo modo pareti enormi in cui vengono proiettate immagini del massacro. Gli stessi persecutori scattavano fotografie dei massacri. Si parte da queste immagini che sono osservate, guardate dai reduci o da figli di ebrei assassinati, nel 2011 produsse queste clip per presentare l’iniziativa, scelse di indirizzare quest’istallazione alle persone legate alla città di Kiev. C’erano quelli che erano bambini durante il massacro, alcuni si salvarono altri nemmeno parlarono per il meccanismo della rimozione. Il maggior numero di omicidi nell’Europa dell’est, questa fabbrica della Bebi yar continuò ad operare anche negli anni successivi con oppositori politici e omosessuali. Ad un certo punto nel video c’è una cartina con i luoghi di ricordo dell’olocausto, la cosa paradossale che in Polonia e Ucraina si tacesse di questo evento, perché l’antisemitismo sovietico era forte come quello nazista. Ci fu questa “congiura” del silenzio che impedì per decenni si sapesse qualcosa di questa vicenda Memoria e spazio Concetto di memoria ci porta a pensare al legame con il tempo, eppure lo spazio è una dimensione in cui la memoria si sedimenta non solo per quanto riguarda la natura, ma il ricordo stesso si muove anche attraverso altri assi. Sia quell’accezione più tecnica di Hansmann, memoria come archivio e mnemotecnica, rapporto tra memoria e immagini. Esistono dei luoghi in cui si fissa la memoria collettiva, questo uso di focalizzare la memoria attraverso uso di uno spazio si istituzionalizza con la Rivoluzione Francese, rinominati anche gli spazi. Si tratta di veri e propri LUOGHI DI MEMORIA di Pierre Nora, concetto di luogo di memoria, come abbiamo visto con la embodied memory, può essere applicato a qualsiasi cultura, trasmissione e conversazione del passato, i musei. Monumenti, memoriali (come quello della clip di Baby Yar) e luoghi commemorativi Siti del trauma =/= luoghi commemorativi (che possono sorgere al di fuori di luoghi in cui è avvenuto il massacro). Questi luoghi possono essere letti come testi semiotici, veri e propri mediatori della memoria collettiva in cui l’espressione è organizzata spazialmente. A seconda di come sono organizzati spazi pubblici i musei sono l’espressione. Non sempre questi luoghi sono connessi al trauma e non sempre la loro funzione è quella di ricordare. Ci sono luoghi che non ricordano qualcosa di passato ma istituiscono un ricordo, come quello della Francia libera dai re, della Francia laica, guerra intestina, momento dopo la fine del conflitto è quello di costruire una memoria comune.
Luoghi commemorazione e istituzione di ricordo d’identità nazionale =/= siti del trauma. Siti del trauma esibiscono il trauma, non possono essere luoghi che istituiscono identità nazionale, certo contribuiscono a costruire l’identità nazionale. Sono traccia dell’evento traumatico e hanno un impatto emotivo molto forte. Esperienza diversa che ha una forte carica, che mira a generare negli spettatori una reazione emotiva, che può far subentrare un momento di elaborazione di fatti sotrici. Cosa differenzia i musei e i siti del trauma? Passato nei siti del trauma non è una rievocazione, ma è ciò che attraversiamo, il nostro corpo entra in uno spazio problematico, campo problematico perché vi è stata esercitata una violenza di massa. Abbiamo delle tracce, è il’impronta del sito, è il segno che richiede di essere letto, quindi le tracce sono qualcosa che ci collega al passato, allo stesso tempo sono ambigue, perché la traccia può essere manipolata, può suggerire una storia diversa da quella accaduta. Patrizia Violi fa un esempio interessante, si parla dove sono accadute stragi collettive. La stazione di Bologna 2/agosto/1980 10:25. Venne rasa al suolo la stazione, orologio creato così come era e viene rimesso con l’orario dell’esplosione. Questo è un sito del trauma, come si fa ad istituire un luogo che è rimasto un luogo vivo, ne hanno fatto un luogo ibrido, ci sono tracce autentiche e tracce ricostruite, si è deciso di lasciare ferita visibile creare una breccia nel muro, con accanto lapide con tutti i nomi. In questo caso è stata creata una traccia non vera, posteriore all’evento, questa traccia inganna, perché potremmo pensare che è una traccia lasciata così come era, così come l’orologio. Natura ibrida, fatta di verità storica e post memoria, elaborazione ai fine di un fatto maggiore. Sito del trauma acquisisce sign solo grazie a questi elementi, di cui solo una parte sono veri. È frutto di una modalità di ricostruire lo spazio del sito del trauma. Il paradosso dell’autentiticità: l’atto che cerca di conservare l’autenticità del luogho inevitabilmente ne implica la perdita .Lì dove si musealizza si alimenta questo paradosso. Si può arrivare a dire che i siti del trauma quando eccessivi mante musealizzati perdono di significato. Il sito del trauma dopo decenni non si mantiene, ha bisogno di interventi ricostruttivi. La creduta autenticità della traccia (vera o presunta che sia) assume significato, perché l’autenticità del sito è una cosa che diciamo a posteriori. I luoghi a cui non siamo più abituati sono i musei. I musei: che cosa è? Fino a 30 e 40 anni fa musei più di tipo accumulativo. Il museo pubblico nasce con l’illuminismo, preceduto dalle forme di collezionismo privato, quando si passa al pubblico nascono i musei, prima erano collezioni private. Si tratta di uno spazio eterotopico (spazio a parte rispetto allo spazio pubblico). Si tratta struttura connessa non solo al concetto di memoria collettiva ma anche di identità nazionale ed egemonia culturale, sin dalla sua nascita strumento di identità nazionale ed egemonia culturale, musei pilastro stato-nazione I nuovi musei: maggior parte musei aperti dal ’45, in Inghilterra a partire dal ’70. Non hanno solo scopo conservativo, e si identificano con imm dominante dalla nazione, sono edifici polifunzionali, ci sono spazi dedicati a rappresentazioni artistiche. Hanno funzione di ripresentare il passato perché risiedono nel luogo al quale è compiuto, tendono a ripresentare il luogo stesso. Ci sono musei della memoria estremamente realisitici.
una comunicazione con lo spettatore e crea prospettiva sul modo in cui sono costruiti i musei. Per l’osservatore sono fonte di continua provocazione, filo che le unisce sono foto di persone che non ci sono più. Testimoni vicari Non sono sopravvissuti, sono andati più vicini alla distruzioni, testimone più importanti che non ci sono più (Levi). In questo caso sono i visitatori, che empatizzano con la sofferenza delle vittime. Anche eccessivo, bisness delle vicende più terribile, questo è problematico, anche vicende più intime e traumatiche, abitua allo spettatore alla presenza dell’orrore, addirittura porta poi ad essere indifferente. Bisogna riflettere, dice Violi , sul ruolo del visitatore, è una vittima vicaria oppure testimone vicario? C’è volontà andando a visitare il sito del trauma di far parte di quella storia, di condividerla, quindi assume su di sé un ruolo di testimonianza. Lo storico non tratta il luogo come visitatore, ha una responsabilità morale difficilmente estendibile al visitatore. Visitatore può essere un sopravvissuto, un parente delle vittime o addirittura del carnefice. L’esp dei luoghi del sito del truama è più grave dipende dal bagaglio con cui andiamo a visitarlo. LA CAPRA: concetto del turbamento empatico, che impedisce la distanza, lucidità che serve per trattare questi argomenti. Patrizia Violi cita Allison Landsberg memoria prostetica memoria di eventi non vissuti direttamente che si attiva attraverso mezzi di comunicazione (tipo filmato di prima) tutti spettatori possono assumere coscienza politica e sociale dell’evento passato. Non tutti l’acqusiscono chiaramente ma c’è chi rimane indifferente. Per Violi avviene l’identificarsi nella vittima. Identificarsi con la vittima: Percorsi che portano in camere di tortura ai forni crematori, vale pure per altri musei, per esempio il museo dello Sbarco di Catania. Portano ad identificarsi con la vittima, soprattutto caso dei campi ed è un problema. La risiera di San Sabba: sito del truama, è stata introdotta un’intenzionale falsificazione della traccia, allo scopo di identificarsi con la vittima. Architetto Romano Boico ha modificato struttura del campo costruendo due mura di cemento, con uno stretto corridoio, crea forte senso di oppressione e claustrofobia, che provoca ciò che i prigionieri provavano entrando. I visitatore non può provare senso di oppressione viene materializzato da Boico attraverso l’introduzione di queste pareti, da proprio l’idea come si tenda a modificare pesantemente queste siti. Restauro patemico: punta sulla vittimizzazione surrogata che pone interrogativi problematici. Tutto questo ragionamenti sono riproducibili all’interno del testo Saturazione negativa; fotografia del campo di Treblinca, vediamo rocce artificiali, non c’era più nulla a Treblinca (uno degli ultimi campi) , nazisti erano riusciti a distruggere tutto, questi restauratori hanno fatto una sorta di memoriale, con 17 000 stelle spezzate di granito quante furono i morti una distinta dall’altra, segnano posto in cui persone sono state sterminate, ma non sono state seppellite lì. Anche in un campo vuoto la postmemoria tende a introdurre elementi artificiali che tendono a produrre nello spettatore fame di storia (voglia di conoscere e capire) essendo informato che è tutto è ricostruito. Ricerca attorno a questi posti che non si attraversino mai attraverso un atteggiamento distanziato, freddo.
Relazione: entro Pasqua fine aprile a fine Maggio, questa modalità di esame per i frequentanti come quella elettiva, togliersi l’esame prima degli appelli, solo e soltanto per i frequentanti. Progetto entro Pasqua, poi calendario, entro il 7 aprile, presentazione individuale o al massimo in 3, almeno presentazione sia conseguente e non a compartimenti stagni. Con Violi abbiamo visto la traduzione sul tempo e sullo spazio della memoria e post memoria, lavorare sul sito del trauma con la Eyesman (?) Totalitarismo È una presenza scontata nel discorso che stiamo facendo, è l’ideologia totalitaria ad aver creato il trauma, lo troviamo nella prima e terza parte del libro della Arednt e nei saggi di Francoforte. La compromissione delle masse e dell’individuo nel regime totalitario. Cruciale a questo discorso la collaborazione delle masse. Come collaborano?
attraverso il linguaggio e ragione domina la realtà, schema tipico tra le varie modalità di controllare la realtà è la dicotomia “noi” e “loro” dividere l’esterno in un’opposizione binaria, diventa ancora più gigantesco nella personalità totalitaria. Dice non possiamo capire Lagher se lo dividiamo così, c’è tutta una serie di zona grigia, per esempio prigionieri stessi che per avere più cibo si mettono al servizio dei carnefici. Il Figlio di Saul (2015) sulla figura di un appartenente al Sonder commando, sono utilizzati per alcuni mesi per fare il lavoro più sporco, nel film vediamo un campo di sterminio, alla fine della guerra. Si apre il film volto del protagonista, e dietro di lui tutti i massacri che avvengono. Lui deve aspettare che queste persone vengono uccise e gasati, poi prendono corpi e li distruggono. Si creano tonnellate di cenere, l’organizzazione del campo di sterminio, usa lo sfuocato, non si distinguono le persone ma si vedono le azioni, si vede come vive il Sonderkommandos. È incatenato in questa situazione di privilegiato (mangiano di più, hanno favori, si impadroniscono dei beni delle vittime) sopravvivono meglio, idea di scappare poi. In realtà questi individui devono essere uccisi dopo mesi, fanno quello che ci aspetteremo fatto dai nazisti, ma viene svolto da gruppi di prigionieri. Arrivano nel campo, con la promessa di pulirsi e bere il thè, si sentono le botte. Poi viene pulito tutto ogni volta, il campo è organizzato per riciclare tutto. Vengono strappati denti d’oro, uno si occupa delle valige. C’è tutta una catena di zona grigia, perché sono persone che hanno perso la dignità. Il figlio di Saul cerca di riscattarsi, c’è un ragazzo, bambino molto giovane, e lui si occupa che abbia una sepoltura, non bruciato, o che sia vittima di autopsia. Questo bambino esce non morto, con problemi respiratori. Cerca di convincere l’addetto alle autopsia in cui vengono analizzati cadaveri, di seppellirlo. Sembra l’Inferno dantesco, lui cerca di dargli una sepoltura, che è assurdo all’interno del sito del trauma, di seppellirlo con i riti, purtroppo non ci riuscirà. Esempio di cosa ci spiega Levi, che ci dice non c’è divisione tra buoni e cattivi. Per chi l’ha vissuto non è facile distingue nettamente, è uno spazio in cui si superano tutti i confini del giusto e dell’ingiusto. Tanto più l’area del potere è ristretta più ha bisogno di ausiliari esterni , tipo la repubblica di Vichy in Francia e i Sonderkommandos. L’imitazione pedissequa del vincitore, o la voglia di avere un minimo di potere. Nel film vediamo che chiedono elenchi con i nomi degli appartenenti del Sonderkommandos, sono una 70 di persone e scoprono che poi vengono anche essi eliminati. Dal punto di vista concreto che chi apre chiude le camere sono le stesse vittime. Levi cita Manzoni (se Questo è un uomo pieno di elementi che fanno riferimento ad autori italiani). I Sonderkommandos sono dei pervertiti nella funzione che i provocatori (come dice Manzoni) gli assegnano, animo portato a diventare qualcosa di estremo nel male che incarnano, sono della parte del male anche se sono vittime. Saggio di Lowental (saggi di Francoforte): gli ostaggi patteggiano per i carnefici Levi individua tre casi:
Chi aspirava al potere? Ifrustrati, i sadici e chi subiva il contagio degli oppressori. Perché si diventa Kapos? Dice Levi come Arednt, dice che la struttura gerarchica viene ricreata e basata sulla violenza. Levi ha capacità di analisi, pur essendo una vittima. Il Lager spazio gerarchico, organizzato, attira l’uomo avido di potere, così come l’uomo d’istinti moderati. Nel film di Saul, vediamo la brutalità nelle persone del Sondekommandos, che sono destinati a morire, che poi all’interno c’è una sua gerarchia. Il lager è spazio chiuso, c’è una tensione più forte rispetto allo spazio più ampio (di città o nazione) e accresce questa dinamica. La scelta morale che vediamo ne Il figlio di Saul è un’eccezione, gli altri dicono sei pazzo, lui lo porta nello spazio interno al campo del Sonderkommando. Il protagonista non parla e agisce, e si trova contro i suoi compagni, questo può significare la morte di tutto il gruppo, il corpo non può essere sepolto, ma deve essere bruciato. Lui fa questa scelta morale silenziosa e la porta fino dalla fine. Sonderkommando= squadra speciale, destinati a gestire forni crematori. Mantenere ordine dei nuovi arrivati e introdotti nelle camere a gas e smaltire le ceneri. Nel film vengono buttate in un fiume, buttare cenere dentro il fiume, perché sa che nel gruppo incaricato di smaltire le ceneri c’è un rabbino, e lo vuole raggiungere. Nessuno di loro doveva sopravvivere, erano testimoni più vicini del genocidio. Auschwitz 12 squadre, e come dice Levi pochi sopravissuti e nessuno vuole parlare. Come vengono scelti? Reclutamento:
vita normale, il terrore pervade tutta la vita comune, attraverso quello che abbiamo detto prima. Se questi individui non corrispondono nel loro agire, accusato di atteggiamento ostile. I regimi totalitari si differenziano non solo dalla democrazia ma anche dall’autoritarismo. Regimi autoritari si differenziano perché… fine a far funzionare le strategie di mantenimento, è una strategia di consenso, deterrente per limitare sommosse, o attirare troppo l’attenzione degli stati vicini, strategia di forte controllo, non arriva al regime totalitario che per agire deve avere un ampio consenso di massa, e di non essere intruso da parte della comunità internazionale. Dice Arednt il totalitarismo è la comparsa del male radicale. Messo in campo strategie di controllo e annientamento. La comparsa di un male radicale. Non ci sono paralleli con la vita nei campi di concentramento, è un orrore in quest’altezza cronologica nel ’52 non era mai stato immaginato, era aldilà dell’immaginazione. C’è è anche un lasciar fare, non ci sono paralleli con la vita nei campi di concentramento, perché rimane fuori dalla vita e dalla morte. In questo periodo condensa quello che accadeva. Tema caro anche a Levi, internati si trasformano, queste persone se restano tanti anni (levi ci è stato un anno). Gli internati è come se avessero dismesso la loro umanità. Diventano individui mia nati, diventano completamente alieni agli altri, nella Banalità del male: “Il male non è mai radicale ma soltanto estramo”, radicalità= profondità, e non ha nemmeno dimensione demonica, perché è una possibilità umana, non è attribuibile al Diavolo, è una possibilità umana, si espande come un fungo, è frustrato perché non trova nulla, questa è la sua profondità. Interrogazione sul male non porta a nulla, la ragione di quel male non c’è, perché è un male gratuito e banale, era molto semplice, lineare come ideologia. Attraverso lo studio su origini del totalirismo, esamina storia europea dagli ultimi 20 anni dell’ottoncento fino II guerra mondiale, e l’antisemitismo. Nasce con Defrus (j’accuse) la stampa diede grande risalto a questo evento, Zola chiese giustizia. Importante perché da questo profilo storico e politico in un periodo che dura in sostanza quasi 70 anni, delinea caratteristiche del regime totalitario. Per la prima volta questo libro spiega come è fatto un regime totalitario e diventa una nuova categoria storica. Due tesi: -novità stato totalitario, senza precedenti nella storia, ciò che non c’è prima è la forma dello stato totalitario due esempi di forme contemporanee mai esistite prima di stato totalitario (Stalin e Hitler) stessi scopi stesso sistema totalitario. Per Arednt entrambi esistono mobilitando masse. Parla di due modelli che hanno avuto anche una lunga durata, libro anni ’50, tesi parlando di questi due insieme al totalitarismo sconfitto dalla guerra. Sia nazismo che stalinismo, nascono mobilitando la massa, è un’entità che caratterizza fortemente il totalitarismo, sono individui provati da congiunture economiche, pagano difficoltà economica e conflittualità politica. Si pensi alla repubblica di Weimar vengono ammazati due esponenti del socialismo tedesco, azione violenta contro partito che rappresentava al sinistra operaia, c’era una forte mobilitazione delle masse, c’è un momento di dramma nella società tedesca, quindi questa idea della repubblica di Weimar comincia a crollare. I regimi totalitari offrono quasi un senso del ritorno all’ordine, hanno paura della povertà e in secondo luogo dei cambiamenti. L’idea di appartenere ad un popolo superiore è un qualcosa di piacevole, e non ha soluzione di offrire alle proprie paure e propri bisogni, idea appartenere suprematismo razziale. Stato totalitario usa ad usare il terrore mira a spezzare la libertà individuale, la categoria di nemico interno è molto importante
nello stato totalitario, ha anche la scienza che lavora per trovare nuove armi di annientamento. Ci sono dei forti legami con il regime, fiat con il fascismo, erano funzionali al totalitarismo, gara a trovare arma più potente per vincere la guerra, non solo nemici interni ma anche esterni. Nel momento in cui sei definito nemico interno hai finito. L’individuo attraverso il terrore costratto a non associarsi con altri, la vita nella polis, nella comunità, attraverso la propria presenza in un insieme. Scopo totalitarismo è quello di cancellare le vittime, non permette al nemico si dia degna sepoltura. Stato totalitario segue una forte coerenza logica. Levi 24 anni combatteva nella resistenza, catturato dalla polizia fascista e portato ad Aushwitz. Peculiarità totalitarismo coerenza logica. Una filosofa come la Arednt è sensibile al fatto che cerca la coerenza. Questa decostruzione degli istinti di sopravvivenza che non fossero più semplici da realizzare, che riesce a costruire una fuga è una cosa ben più complessa. Sostiene che si tratta di una logica ferrea, riescono a reggersi perché sono coerenti, crollano quando non hanno più consenso di massa. Si “risveglia” acquisisce la forze di ribellarsi. Ideologia totalitaria cerca di modellare la realtà, viene incapsulata all’interno del complotto, idea tipica di tutti gli stati autoritari, il re e il tiranno teme i complotti, sono più esposti questi individui. La mentalità del complotto è conseguente in modo in cui il totalitarismo l’idea minuziosa della realtà. Totale distacco e indipendenza con la realtà dei fatti, tutta la realtà viene manipolata secondo i propri principi e confini, riesce ad entrare adirittura nei legami familiari Società di massa fatta di individui isolati, forte conformismo sociale (Adorno dice pericolo del consumismo) dice Arendt non è più la vita attiva dei greci ma attività è finalizzata al fare, al produrre e lavorare. Caratteristiche fondamentali del totalitarismo: Hannah Arednt approfondisce la figura del capo, il corpo del dittatore diventa qualcosa aldilà della sua vita, la nazione si identifica con il suo capo. Si avvale del terrore, non la si ama, la si tema, si crede di amarla, ci si rispecchia e si vuole essere come lui, dall’altro lato la si teme, quindi individuo non si relazione con altri individui perché la relazione con lui. Terrore: componente emozionale, c’è poca razionalità, tema molto difficile dal punto di vista filosofico. Il totalitarismo non elimina leggi presistenti ma istaura una propria legge, legge del movimento della natura. Un progetto coerente che è finalizzato a questo. Fine ultimo: creazione di una nuova umanità, che elimina gli individui a vantaggio della specie, massa più importanti dell’individuo che è portatore di disallineamenti con l’ideologia totalitaria. Consenti di creare un’umanità diversa. Come si traduce in realtà la Legge di movimento di natura? Si realizza con TERRORE TOTALE, non solo contro chi ha un diversa op politica, ma contro TUTTI. Vuole muoversi come selezione naturale, il terrore a cosa serve? Serve a sezionarlo, la natura lo fa in tempo lunghi, in questo caso in tempi molto rapidi. Elementi favorevoli al terrore: