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Le dinamiche del commercio marittimo nel mediterraneo tra il xvii e il xviii secolo, con particolare attenzione al ruolo degli imperi europei come l'inghilterra, l'olanda, la spagna e la francia. Esplora le rotte commerciali, i conflitti per il controllo marittimo e l'impatto di queste dinamiche sullo sviluppo economico e politico degli stati coinvolti. Vengono esaminati anche il declino dell'impero ottomano e l'ascesa della russia come potenze marittime, offrendo una panoramica completa delle trasformazioni geopolitiche del periodo. Il testo evidenzia come il controllo dei mari influenzasse il potere e la prosperità delle nazioni, delineando un quadro complesso delle interazioni tra commercio, politica e conflitti nel contesto mediterraneo.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Già nel periodo della pace mediterranea e nel periodo in cui il Mediterraneo era dominato dall'impero ottomano e con una presenza meno rilevante dell'impero spagnoli, anche altri popoli del nord europa che non si affacciavano sul Mediterraneo iniziarono a commerciare in questo mare in particolare dal 1600 gli olandesi e poi gli inglesi, trasportavano dal Mar Baltico (Russia Polonia) pellame e ferro in cambio di olio e vino (prodotti tipici del Mediterraneo), ma soprattutto i cereali. La produzione di cereali dell'area mediterranea era bassa rispetto alla necessità. Quindi gli olandesi trasportavano dalla Ucraina ed alla Polonia una grande quantità di cereali impegnando numerose navi e dando fastidio in particolare ai mercanti barbareschi che non vedevano di buon occhio questi mercanti provenienti dal nord che si affacciavano sul Mediterraneo. Si arrivò anche a scontri armati e che si conclusero con trattati di commercio con Tunisi e Algeri. Dalla metà del 600 gli olandesi (ormai in declino un po ovunque) vengono sostituiti dagli inglesi che trasportano non solo prodotti inglesi ma anche prodotti delle loro colonie (pepe zucchero tabacco seta), che raggiunti i porti inglesi vengono riesportati. In particolare la Levant company (creata nel 1592 da Elisabetta) col compito di dedicarsi ai commerci con l'impero ottomano, divenne a metà del ‘600 protagonista del commercio Mediterraneo Inghilterra e impero ottomano vedevano nella Spagna un loro nemico comune e quindi le loro legami commerciali erano molto forti e le Capitolazioni ottomane cercavano di favorire il commercio inglese. Dal 1600 alla metà del 1700 contrasto tra L'Inghilterra è Olanda nei confronti dell'impero spagnolo riguarda sia il mediterraneo sia l’Atlantico, come già visto. Sempre nel 1600 è forte il conflitto tra Spagna e Francia in particolare dopo la pace dei Pirenei conclusa nel 1659 con un ridimensionamento spagnolo e l’ascesa della monarchia di Luigi XIV ed è proprio il re Sole che riprende quella politica mediterranea legata al controllo della penisola italiana che i suoi predecessori avevano abbandonato dopo la pace di Cateau-Cambresis in cui la Spagna aveva preso il controllo dell'Italia meridionale. Ma non inizia con un'impresa militare bensì decide la realizzazione di un'opera pubblica grandiosa il Canal de deux Mer la realizzazione di un canale che continuando il fiume Gironda collegava l'Atlantico al Mediterraneo questo avrebbe permesso alle navi francesi di evitare di circumnavigare la Spagna per arrivare nell'atlantico. Quest'opera (voluta da Luigi e Colbert) non si realizzò nel breve periodo però fu uno stimolo per la Francia per sviluppare la sua flotta e in pochi anni diventare la più grande marineria del Mediterraneo. Nel 1675 la flotta francese riesce apprendere Messina e Palermo togliendola agli spagnoli e nonostante qualche anno dopo le due città ritornarono alla Spagna, il Mediterraneo centrale era passato sotto il controllo della francia di Luigi XIV che si impose anche sui principi barbareschi (bey) del Nord Africa con cui fece degli importanti accordi commerciali che garantivano alle navi francesi una navigazione sicura nel Mediterraneo. Quindi la fine del ‘600 nel Mediterran vede il rafforzamento della potenza inglese l’ascesa della Francia e la decadenza spagnola naturalmente tutto questo si riflette negativamente sui commerci della penisola italiana. ( L’unica eccezione Livorno che il granduca Dè medici fece diventare porto franco, senza dazi di entrata e di uscita delle merci, diventando il porto preferito dei mercanti inglesi verso l'impero ottomano.) La decadenza spagnola però non coinvolse il Portogallo che nel 1640 era tornato ad essere uno stato indipendent e (dal 1580 al 1640 era unito alla corona di Spagna e aveva visto una decadenza del suo
dominio coloniale e dei commerci anche ad opera degli olandesi e degli inglesi) e nel 1662 grazie a un matrimonio (di Caterina con Carlo II d'inghilterra) entrò sotto l'influenza inglese. Da quel momento il Portogalla cambia la politica economica: si orienta sulla produzione di frutta olive, vini come il Porto, oltre al sale del fiume Sado tutti prodotti esportati nell’europa del Nord. Inoltre con il Brasile, unica grande colonia rimasta, continuavano i commerci di beni coloniali: tabacco e zucchero. L'impero ottomano tra il 17 e 18° secolo Se il 1600 il 1700 sono secoli di grande dinamicità della vita economica, commercoale europea, l'impero ottomano attraversa un periodo di relativa stasi. La conquista di Creta aveva convinto l'impero di essersi assicurato definitivamente il controllo del Mediterraneo quindi gli ottomani decidono di guardare verso l'Europa centro orientale , Polonia ,Ucraina, Balcani al confine con l’impero asburgico. Nel 1682 gli ottomani dopo un accordo con la nobiltà ungherese che era insofferente della dominazione asburgica organizza un'imponente spedizione militare con l'obiettivo di conquistare di Vienna (capitale dell'impero asburgico) anche in questo caso si formò una Lega Santa promossa da Papa Innocenzo 11 a cui prese parte l'Europa cattolica, Polonia Venezia, l'impero germanico e la Russia ortodossa da notare che non vi presero parte Francia Olanda e in Inghilterra per gli stretti legami commerciali e con l'impero ottomano. l'esercito di Qara Mustafa Pascià arriva alle mura di Vienna ma da subito l'esercito turco mostrò la sua arretratezza tecnologica militarmente, nei questi 200 anni dalla presa di Costantinopoli, l'esercito turco non si era evoluto così come quello e degli eserciti europei e dopo una lunga battaglia gli ottomani abbandonarono l'assedio e da questo momento finisce il progetto di espansione dell'impero turco in Europa. Quell'esercito che per due secoli aveva avuto la meglio nei campi di battaglia mostrava la sua inferiorità tecnologica. Anzi la situazione si capovolge inizia la progressiva ric onquista da parte dei cattolicissimi asburgo d'austria dei territori dell'europa centrale e danubiana sotto con la pace di Carlowiz 1699 l'impero asburgico recupera l'Ungheria la Croazia la Slavonia e la Transilvania. Di questa situazione di debolezza ne approfittano anche le province dell'impero in particolare l'Egitto, le aree nel Magreb che cominciano a richiedere maggiore autonomia dal governo di Istanbul. L'adriatico asburgico e veneziano Con i territori acquisiti con la pace di Carlovic l'impero asburgico ottiene uno sbocco sul Mar Adriatico e quindi sul Mediterraneo e anche verso il Mar Nero questo va nella stessa direzione già presa dalla politica asburgica che aveva capito di avere nel Danubio il grande fiume che scorreva lungo una grande parte del territorio dell'impero attraversando Vienna una perfetta via di comunicazione per il commercio, e aveva iniziato a creare una Marina danubiana.
Si concentrò quindi dall'altra parte del suo territorio, sul Mar Baltico, con la costruzione di San Pietroburgo e qui, sul Mar Baltico portò avanti il suo progetto di espansione marittima commerciale la Russia con Pietro il Grande si impose tra protagonisti del sistema delle potenze europee. L'impero ottomano tra modernità e declino. Il fallimento dell'assedio di Vienna e la pace di Carlowiz rappresentano una svolta nella storia dell’impero ottomano. Da questo momento in poi inizierà un periodo di alternarsi di periodo di declino e rinnovamento e modernità. All'inizio del 1700, con Ahmed III ci sarà un periodo di fioritura della vita sociale e culturale dell'impero (chiamato l'epoca dei tulipani per la passione che aveva il sultano per questi fiori). Tuttavia dal punto di vista politico non sarà un periodo facile in quanto sia le province balcaniche sia quelle arabe iniziarono a fare pressioni per ottenere maggiore autonomia : per esempio a Tripoli e in Moldavia. Il sultano Ahmed cercò di aff rontare con prudenza queste tensioni consapevole che l'impero aveva bisogno di tranquillità e pace questa fu l'occasione per modernizzare la società e lo stato. Infatti era consapevole che a crisi militare sfociata nella pace di Carloviz e nelle perdite di territori rifletteva anche una crisi economica e finanziaria di un impero che era rimasto indietro e fermo rispetto allo sviluppo delle nuove potenze europee. Quindi inizia una politica di rinnovamento Innanzi tutto si decise una diminuzione delle tasse sui contadini e sulle attività commerciale , un maggior controllo sulle entrate fiscali che rivelò numerosi evasioni. Venne ridotto il numero dei giannizzeri si fece quindi una politica per eliminare gli sprechi di denaro causati dalla corruzione e dalla negligenza. Inoltre era consapevole che ciò che aveva colpito maggiormente l'impero erano stati i cambiamenti nel commercio: le grandi potenze europee con le loro colonie avevano portato una varietà e una quantità di prodotti che stavano sostituendo quelli commercializzati dagli ottomani. Quindi il controllo dei commerci nel Mediterraneo stava sfuggendo dalle mani del potere centrale ottomano e dai Capitolati. Per questo motivo dal 1719 al 1730 vennero inviati nelle principali capitali europee ambasciatori osservatori per comprendere la vita politica e della società di quei paesi in questo modo fu chiaro che gli Stati europei avevano conosciuto un'evoluzione sociale, politica, tecnologica che era sfuggita dalle all'impero turco, e fu chiaro anche che gli ottomani non potevano più considerarsi i padroni di quello spazio politico ed economico che avevano controllato fino a quel momento. Questo fu anche un'occasione per far conoscere alle capitali europee la grande raffinatezza della cultura ottomana nella quale si fondevano elementi arabi, siriani, persiani fu questo un periodo di sviluppo culturale dove Ahamed II invitò alla corte di Istanbul artisti stranieri trasformando la sua corte in un centro di divertimenti e di accoglienza. Fu un periodo di rinnovamento artistico figurativo architettonico che portò anche ha uno sviluppo urbano della città di Istanbul. Nel 1730 tuttavia ci fu una ripresa della guerra tra l'impero ottomano e l'impero persianocon la sconfitta dell'impero ottomano, la rivolta dei giannizzeri e l’abdicazione di Ahmed III, l'epoca dei tulipani era così terminata che inizio una fase di indebolimento.
Il mare inglese A metà del 700 lo spazio Mediterraneo si presentava molto diverso: non era più il “lago ottomano” dei secoli precedenti per il declino della potenza ottomana. Accanto a questo c'era stato anche il declino dell'altro protagonista della vita mediterranea: la Spagna imperiale. Si può dire che il Mar Mediterraneo si era trasformato in un mare inglese. Con gli accordi fatti nel 1703 con il Portogallo, che entrò sotto la protezione inglese, l'Inghilterra ottenne la possibilità di esportare in Portogallo senza restrizioni doganali, i suoi tessuti e le sue lane pregiate e E acquistare i preziosi vini portoghesi come il Porto a prezzi competitivi. Questo gli permise di spostare la guerra verso la penisola iberica e impossessarsi di posizione chiave Del Mediterraneo: primo fra tutti nel 1704 la conquista della Rocca di Gibilterra fondamentale per il passaggio fra il Mediterraneo e l'oceano Atlantico e in seguito l'occupazione dell'isola di minorca nelle Baleari. L'Inghilterra quindi iniziava la sua strategia militare commerciale nel Mediterraneo grazie alla superiorità navale e all'occupazione di luoghi strategici. Iniziò anche a interessarsi del Mediterraneo centrale e orientale: