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Capitolo 3 Contabilità e bilancio, Appunti di Contabilità

Appunti lezione Prof. Cecchi e Prof. Nardini

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 10/09/2017

Aliceseverini
Aliceseverini 🇮🇹

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CAPITOLO 3
ASPETTI FORMALI
Il bilancio ha composizione multipla:
STATO PATRIMONIALE RENDICONTO FINANZIARIO
CONTO ECONOMICO NOTA INTEGRATIVA
E’ obbligo degli amministratori redigere il bilancio e sottoscriverlo.
La struttura formale è RIGIDA: lo stato patrimoniale e il conto economico hanno uno schema
obbligatorio, il rendiconto finanziario si basa sui principi contabili #NOVITA’, e la nota
integrativa ha un contenuto minimo obbligatorio.
STATO PATRIMONIALE (ART. 2424)
STRUTTURA
La normativa comunitaria non ha imposto uno schema unico del bilancio. Da una parte c’è lo
schema contrapposto e scalare, dall’altra di natura e di destinazione.
Incrociandoli otteniamo 4 TIPI DI BILANCIO.
nel nostro stato patrimoniale abbiamo una sezione di ATTIVO e una sezione di PASSIVO.
L’ATTIVO è diviso in MACROCLASSI:
A. Crediti vs soci per versamenti ancora dovuti
B. Immobilizzazioni (materiali, immateriali e finanziarie)
C. Attivo circolante
D. Ratei e risconti
Stessa cosa per il PASSIVO:
A. Patrimonio netto
B. Fondi rischi e oneri
C. TFR
D. Debiti
E. Ratei e risconti
#NOVITA’ D.LGS 139/2015
ART. 2357 TER
3- L’acquisto di azioni proprie comporta una riduzione del patrimonio netto di eguale importo,
tramite l’iscrizione nel passivo del bilancio di una specifica voce, con segno negativo.
ART. 2426 C.1 N° 11 BIS
Le riserve di patrimonio che derivano da operazioni di fair value utilizzate per la copertura
dei flussi finanziari attesi, non sono considerate nel computo del patrimonio netto e, se
positivi, non sono disponibili e utilizzabili a copertura delle perdite.
ATTIVO
Le poste che analiticamente espongono i componenti di patrimonio e reddito possono
essere classificate per:
NATURA: secondo le caratteristiche proprie del componente (origine)
DESTINAZIONE: secondo il ruolo che quel componente riveste per l’azienda.
Esempio:
Acconti a fornitori natura di credito
è destinato a diventare una futura immobiliz. o attivo
circolante
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CAPITOLO 3

ASPETTI FORMALI

Il bilancio ha composizione multipla:

STATO PATRIMONIALE → RENDICONTO FINANZIARIO

CONTO ECONOMICO → NOTA INTEGRATIVA

E’ obbligo degli amministratori redigere il bilancio e sottoscriverlo. La struttura formale è RIGIDA: lo stato patrimoniale e il conto economico hanno uno schema obbligatorio, il rendiconto finanziario si basa sui principi contabili #NOVITA’, e la nota integrativa ha un contenuto minimo obbligatorio.

STATO PATRIMONIALE (ART. 2424)

STRUTTURA

La normativa comunitaria non ha imposto uno schema unico del bilancio. Da una parte c’è lo schema contrapposto e scalare, dall’altra di natura e di destinazione. Incrociandoli otteniamo 4 TIPI DI BILANCIO. nel nostro stato patrimoniale abbiamo una sezione di ATTIVO e una sezione di PASSIVO. L’ATTIVO è diviso in MACROCLASSI: A. Crediti vs soci per versamenti ancora dovuti B. Immobilizzazioni (materiali, immateriali e finanziarie) C. Attivo circolante D. Ratei e risconti Stessa cosa per il PASSIVO: A. Patrimonio netto B. Fondi rischi e oneri C. TFR D. Debiti E. Ratei e risconti

#NOVITA’ D.LGS 139/ ART. 2357 TER 3- L’acquisto di azioni proprie comporta una riduzione del patrimonio netto di eguale importo, tramite l’iscrizione nel passivo del bilancio di una specifica voce, con segno negativo. ART. 2426 C.1 N° 11 BIS Le riserve di patrimonio che derivano da operazioni di fair value utilizzate per la copertura dei flussi finanziari attesi, non sono considerate nel computo del patrimonio netto e, se positivi, non sono disponibili e utilizzabili a copertura delle perdite.

ATTIVO

Le poste che analiticamente espongono i componenti di patrimonio e reddito possono essere classificate per:

  • NATURA: secondo le caratteristiche proprie del componente (origine)
  • DESTINAZIONE: secondo il ruolo che quel componente riveste per l’azienda. Esempio: Acconti a fornitori → natura di credito → è destinato a diventare una futura immobiliz. o attivo circolante

Pacchetto azionario → natura partecipazione al capitale → destinate al controllo duraturo o alla speculazione Questo visto ora è un criterio di classificazione. Come invece possiamo ORDINARLE?

CRITERIO CLASSIFICATORIO & CRITERIO ORDINATORIO

Per l’attivo di bilancio ho:

  • CRITERIO CLASSIFICATORIO: DESTINAZIONE e NATURA
  • CRITERIO ORDINATORIO: TEMPORALE crescente e TEMPORALE decrescente

La REGOLA GENERALE (ART.2424 BIS) dice che gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni. Ad esempio i CREDITI: alcuni li trovo nelle immobilizzazioni e qui ci sono i crediti che impiegherò più tempo ad incassare. Altri li trovo nell’attivo circolante, e sono i crediti a breve termine.

In subordine, per alcune poste, si recupera anche una classificazione temporale secondo

la natura finanziaria. #

Esempio: La società Alfa vanta un credito verso la controllata Beta per 100’000. Se il finanziamento è legato a una precisa strategia tale per cui la holding funge sostanzialmente da banca e si impegna a coprire i fabbisogni finanziari delle controllate, il credito si sostanzia come un’ IMMOBILIZZAZIONE. Se invece il credito è stato erogato una tantum per aiutare eccezionalmente un’impresa del gruppo, esso viene considerato parte dell’ATTIVO CIRCOLANTE.

Come per i crediti, ci sono altre attività di identica natura che possono trovare diversa iscrizione nello Stato Patrimoniale (per il principio di DESTINAZIONE):

  • acconti a fornitori
  • partecipazioni
  • titoli diversi dalle partecipazioni #NOVITA’ ciò non avviene più per le azioni proprie.

Ci sono poi alcune poste classificate per natura e basta, un semplice elenco, prescindono dal criterio temporale, e sono: CREDITI VS SOCI e RATEI E RISCONTI. Ciò per dare risalto ad alcuni valori particolari. Infatti CAPITALE SOCIALE - CREDITI VS SOCI = CAPITALE VERSATO, informazione di immediata percezione a garanzia dei terzi.

PASSIVO

PATRIMONIO NETTO-FONDI PER RISCHI E ONERI-TFR-DEBITI-RATEI E RISCONTI

Nel passivo le poste sono classificate per NATURA (origine), il criterio della natura finanziaria è debole. La Macroclasse C (TFR) avrebbe potuto essere iscritta nei debiti, ma viene messa a parte sempre per dare risalto ad alcuni valori particolari. La STRUTTURA è molto rigida, abbiamo:

  • MACROCLASSI, contrassegnate con lettere maiuscole (A, B, C…)

Gestione straordinaria → Gestione straordinaria RICAVI STRAORDINARI

  • COSTI STRAORDINARI = REDDITO ANTE IMPOSTE Gestione tributaria → Imposte sul reddito - IMPOSTE SUL REDDITO = REDDITO NETTO Il conto economico si divide in alcune sezioni: A. VALORE DELLA PRODUZIONE B. COSTI DELLA PRODUZIONE (Differenza tra valore e costi della produzione A-B) C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA’ FINANZIARIE E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI #NOVITA’ Questa sezione è stata eliminata Il risultato prima della imposte è A-B (+ o -) C (+ o -) D (+ o -) E
  1. Imposte sul reddito d’esercizio
  2. Utile e perdita dell’esercizio

Confrontando i due schemi appena fatti notiamo che:

Il Conto economico, prima dell’art. 2425, era per NATURA a Valore Aggiunto. Le Gestioni tipica e atipica, ordinaria e straordinaria sono confuse. Le Macroclassi A e B non corrispondono quindi al “reddito operativo”.

RENDICONTO FINANZIARIO (ART. 2425 TER)

LA STRUTTURA

Il rendiconto finanziario comprende principalmente investimenti e finanziamenti. Dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente:

  • l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide ( all’inizio dell’esercizio e alla fine dell’esercizio)
  • i flussi finanziari dell’esercizio derivanti da: attività operativa, attività di investimento, attività di finanziamento Ivi comprese le operazioni con i soci.

Ancora non c’è una tabella definitiva, però devo avere due anni da confrontare in due colonne, due righe con le liquidità all’ 1/1 e al 31/12 e in mezzo tutto quello che è successo.

LA FORMA ABBREVIATA (ART. 2435)

La riforma del bilancio ha reso molto più impegnativo il bilancio delle grandi imprese, mentre per quelle più piccole ho la FORMA ABBREVIATA. Per vedere se una società è di piccole dimensioni e quindi posso utilizzare un bilancio di forma abbreviata, devo vedere se la società, per due bilanci consecutivi, non abbia superato due dei seguenti limiti (anche di diversa natura):

  • totale dell’attivo dello SP 4’400’00 euro
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni 8’800’000 euro
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio 50 unità Esempio: Si consideri la situazione di un’impresa che: 2016: superamento di due dei tre limiti 2017: mancato superamento di due dei tre limiti 2018: mancato superamento di due dei tre limiti 2019: superamento di due dei tre limiti

Nel 2016, 2017, 2019 deve redigere il bilancio normale. Nel 2018 può redigere il bilancio in forma abbreviata.

LA STRUTTURA

Nello Stato Patrimoniale abbiamo:

  • solo le voci contrassegnate con lettere maiuscole o con numeri romani
  • le voci A e D dell’attivo possono essere comprese nella voce CII
  • la voce E del passivo può essere compresa nella voce D Nel Conto Economico invece abbiamo una raggruppamento delle voci

La cosa importante è che NON abbiamo la relazione sulla gestione nè il rendiconto finanziario.

BILANCIO MICRO-IMPRESE (ART. 2435 TER)

I limiti si riducono ancora. Il bilancio per le micro-imprese si può applicare solo alle società che per due esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti:

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale 175’000 euro
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni 350’000 euro
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio 5 unità