






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto capitoli 4,5,6 del libro Emergere dalla lunga notte
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 12
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Il pensiero postcoloniale si è sviluppato nelle scienze umane e sociali negli anni 80 del’900 come critica, si fonda su -poststruttiralismo -psicanalisi
petrolifera del 1974 si cerca di bloccare un’immigrazione favorita al tempo delle due guerre mondiali per incrementare la manodopera industriale) Lotta per la visibilità e contro la discriminazione e gli stereotipi che prendono le mosse dall’idea che la nazione francese sia il frutto di identificazioni svariate dei suoi membri. (L’imperativo di eguaglianza proprio del modello repubblicano francese implicava che ogni differenza venisse trascurata con la conseguente critica di ogni discriminazione positiva. I media, soprattutto la televisione, mettevano in scena la violenza dell’indifferenza e della discriminazione dando vita a pregiudizi, per es. le persone di colore apparivano solo nelle trasmissioni musicali e sportive come attori comici o cantanti, nelle pubblicità si marcava il carattere esotico delle minoranze, giustificando la mancata integrazione nella società francese) Interesse per gli studi storico-filosofici e sociologici sulla razza, la sua cristallizzazione nella schiavitù e le conseguenze sulla costituzione delle minoranze. Dispute bizantine Di recente la critica postcoloniale si è spostata dall’ambito letterario e teorico a quello delle scienze sociali degenerando in una disputa che mira: A sminuire gli studi postcoloniali tenendo viva la confusione tra questa corrente di pensiero e l’uso che ne viene fatto da alcuni detentori francesi, ovvero uno strumento di lotta, scontro e rifiuto Ignorare che esiste una tradizione di tali studi che colloca la storia dl colonialismo in quella dell’imperialismo Minimizzare la portata del colonialismo e il suo impatto nelle società autoctone, idea avvalorata dal fatto che in alcuni paesi la colonizzazione fu breve Considerare il colonialismo un caso particolare del fenomeno imperialistico Utilizzare la sociologia storica per interpretare i fatti coloniali riducendoli al passaggio dall’Impero allo Stato-nazione ( Nell’ambito storico non vi sono metodi di spiegazione univoci) Affermare che tali studi si siano occupati dei discorsi più che delle pratiche reali, svalutando l’importanza che tali studi danno alle dimensioni immaginarie, fatti psichici, interazioni intersoggettive e comportamenti dei soggetti coloniali e la loro risposta alle norme coloniali e ignorando che tutto ciò è strettamente legato alle pratiche sociali e fulcro dei vincoli coloniali. Essa è fondata da una prospettiva culturale e politica, conseguenza diretta del colonialismo e le cui implicazioni riguardano identità della Francia e i limiti e le ambiguità del suo modello democratico, che trova manifestazione nel desiderio di controllo e frontiera delle identità e in quello di allargamento della cittadinanza. Desiderio di provincializzazione Il desiderio di provincializzazione ( frontiere) è espresso da correnti neorevisioniste e provincialiste eterogenee il cui punto di incontro è il rifiuto di qualsiasi prospettiva diversa da quella occidentale, le quali attraverso stereotipi razzisti cercano di riattivare il mito della superiorità occidentale, presentano la questione della coesione nazionale in maniera timorosa e coltivano il fantasma dell’ ’’uomo senza Altro’’ ( Altro è lo straniero, colui nel quale non ci si
Antiche e nuove cartografie L’organizzazione delle frontiere in Africa Risale all’epoca dell’economia delle imprese commerciali = è il frutto di un processo culturale e sociale che consisteva nel creare punti di incontro e di negoziazione tra europei che avevano stabilito le loro sedi sulle coste e gli autoctoni ( precede la Conferenza di Berlino 1884-1885) Con la colonizzazione assume la funzione di delimitazione dei possedimenti coloniali delle diverse potenze Assume struttura cristallizzata durante l’impero informale (abolizione tratta schiavi e repressione movimenti di resistenza) grazie all’azione di commercianti e missionari Svolta militare= creazione fortini, penetrazione nell’entroterra e repressione rivolte locali Lo Stato coloniale integrando funzione amministrativa, economica e politica ( introduzione di circoscrizioni amministrative accompagnate da imposte, lavori forzati, colture di rendita, urbanizzazione e scolarizzazione) cerca di affermare il controllo fisico dei territori conquistati e legittimarsi. Si sono sviluppate diverse forme di strutturazione coloniale degli spazi economici, politici e amministrativi, Frontiere interne: Grande impatto La razza diventa un fattore strutturante e un requisito di accesso alle risorse. Colonie di popolamento. In Sudafrica i trasferimenti di popolazione nell’800 e nel ‘ hanno portato alla formazione di 14 entità territoriali con statuto ineguale e 3 tipi di territorio: 1) province bianche con pieno godimento dei diritti; 2) bantustan indipendenti, gruppi etnici omogenei;3) bantustan autonomi. Frazionamento che si ripercuote anche nell’organizzazione urbana dando vita a un vero sistema di apartheid. Organizzazione spazi rurali attraverso la differenziazione dei regimi fondiari in proprietà individuali nelle zone bianche e regimi misti nelle zone comunali , distribuitone etnica delle risorse naturali preziose per l’agricoltura e flussi migratori causati dalla dispersione delle famiglie nere. In Kenya sono state create le riserve di manodopera per estendere il possesso individuale e limitare le forme di mezzadria dei coltivatori neri sulle proprietà dei bianchi. I regimi postcoloniali nel ridefinire entità territoriali interne hanno ripreso e radicalizzato queste forme di strutturazione ,soprattutto nelle zone rurali , con modalità diverse in base alle regioni e all’influenza delle élite locali e delle confraternite religiose celandole dietro la creazione di nuove circoscrizioni amministrative, province e municipalità attraverso l’associazione di parentela, etnicità e somiglianza religiosa o culturale, ma spesso inventandone di nuove. Ciò ha causato una cristallizzazione delle identità etniche che è sfociata nella proliferazione di ideologie che promuovono l’autoctonia , soprattutto quando l’etnia diventa un requisito d’accesso non solo alle risorse e al suolo ma anche alla cittadinanza, e le lotte in tal senso si sono accentuate con il multipartitismo e la creazione di nuove circoscrizioni elettorali. Sviluppo diseguale , eredità della colonizzazione, crea disomogenea concentrazione demografica. Dagli anni ’30 agli anni ’70 del ‘900 lo sviluppo delle colture di rendita e delle comunicazioni hanno portato la popolazione a riversarsi verso le coste o i grandi agglomerati urbani ( Lagos, Dakar) creando i centri di gravità demografica.
e la vita quotidiana si definisce attraverso minaccia e incertezza, le lotte sociali assumono forme di guerriglia). Dispersione potere o Cause
precarizzazione e il livellamento dello status di uomo e donna. La poligamia rappresenta una strategia per accumulare risorse. Maggiore diffusione del divorzio.
Nuove riconfigurazioni culturali, 2 preponderanti: