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Grammatica e Lessico: Opposizioni, Grammaticalizzazione e Lessicalizzazione, Appunti di Linguistica

Un'analisi approfondita delle distinzioni tra grammatica e lessico, esplorando concetti chiave come la grammaticalizzazione e la lessicalizzazione. vengono esaminate le opposizioni obbligatorie della grammatica, i morfemi grammaticali, e la distribuzione del significato tra i due canali. inoltre la tipologia dei deittici, dei riflessivi, dei distributivi e dei quantificatori, fornendo esempi concreti in diverse lingue. si analizzano infine i sostituenti, la loro funzione anaforica e cataforica, e il concetto di sostituente zero.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 09/05/2025

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FONDAMENTI DI GRAMMATICA capitolo 8
Il termine grammatica (dal greco «arte dello scrivere») ha indicato per secoli la considerazione del
linguaggio nella sua totalità, e quindi un sinonimo di linguistica.
Nel corso della sua storia grammatica è stato impiegato in ambienti diversi (logica, filosofia…) con le
più svariate accezioni.
In ogni caso, quel che “grammatica” ha in comune in tutte le accezioni è il riferimento a un insieme di
regole e regolarità, nonché di obblighi che bisogna rispettare pur operando liberamente, questo è il
senso del termine per la linguistica.
OPPOSIZIONI E DISTINZIONI
grammatica ≠ lessico
riguarda le caratteristiche la scelta delle
morfologiche parole
delle parole
grammatica ≠ sintassi
delle categorie che si occupa di un ordine delle parole
intervengono e della loro combinazione
nella (“frase”, “ordine delle parole”) sono nozioni
combinazione di sintassi.
delle parole
(“nome”, “verbo”,
“aggettivo”) nozioni di gram.
GRAMMATICA GENERALE E GRAMMATICHE PARTICOLARI
Per molti secoli la linguistica ha dato per scontato di poter applicare le stesse nozioni grammaticali
all’analisi di tutte le lingue. Credevano che tutte le lingue derivassero da un’unica lingua originaria
ovvero il latino e che quindi tutte avessero la stessa grammatica.
in seguito ci fu una distinzione di due diversi tipi di grammatica:
grammatica grammatica
universale/ particolare
generale tipica di ogni
uguale per tutte le singola lingua
lingue in quanto
manifestazioni
diverse di un unico
modello
Oggi non tutti sono d’accordo nel dire che la grammatica delle lingue sia una, poichè l’utente delle
lingue è l’essere umano, limitato nelle sue capacità di elaborare informazioni,così da imporre a tutte
le lingue una determinata forma.
UN SISTEMA DI OPZIONI OBBLIGATORIE
GRAMMATICA= INSIEME DELLE OPZIONI OBBLIGATORIE TRA CUI OCCORRE SCEGLIERE
UNA VOLTA COMPIUTA UNA SCELTA LESSICALE LIBERA.
tale definizione si basa sull’opposizione tra grammatica e lessico (i due canali entro cui si
distribuisce il significato). Caratteri importanti delle opzioni grammaticali:
I. carattere oppositivo (ES: un singolare si definisce distinguendosi da un plurale; un presente si
oppone a un passato o a un futuro…)
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FONDAMENTI DI GRAMMATICA capitolo 8 Il termine grammatica (dal greco «arte dello scrivere») ha indicato per secoli la considerazione del linguaggio nella sua totalità, e quindi un sinonimo di linguistica. Nel corso della sua storia grammatica è stato impiegato in ambienti diversi (logica, filosofia…) con le più svariate accezioni. In ogni caso, quel che “ grammatica” ha in comune in tutte le accezioni è il riferimento a un insieme di regole e regolarità, nonché di obblighi che bisogna rispettare pur operando liberamente, questo è il senso del termine per la linguistica. OPPOSIZIONI E DISTINZIONI grammatica ≠ lessico riguarda le caratteristiche la scelta delle morfologiche parole delle parole grammatica ≠ sintassi delle categorie che si occupa di un ordine delle parole intervengono e della loro combinazione nella (“frase”, “ordine delle parole”) sono nozioni combinazione di sintassi. delle parole (“nome”, “verbo”, “aggettivo”) nozioni di gram. GRAMMATICA GENERALE E GRAMMATICHE PARTICOLARI Per molti secoli la linguistica ha dato per scontato di poter applicare le stesse nozioni grammaticali all’analisi di tutte le lingue. Credevano che tutte le lingue derivassero da un’unica lingua originaria ovvero il latino e che quindi tutte avessero la stessa grammatica.

in seguito ci fu una distinzione di due diversi tipi di grammatica:

grammatica grammatica universale/ particolare generale tipica di ogni uguale per tutte le singola lingua lingue in quanto manifestazioni diverse di un unico modello Oggi non tutti sono d’accordo nel dire che la grammatica delle lingue sia una, poichè l’utente delle lingue è l’essere umano, limitato nelle sue capacità di elaborare informazioni,così da imporre a tutte le lingue una determinata forma. UN SISTEMA DI OPZIONI OBBLIGATORIE GRAMMATICA= INSIEME DELLE OPZIONI OBBLIGATORIE TRA CUI OCCORRE SCEGLIERE UNA VOLTA COMPIUTA UNA SCELTA LESSICALE LIBERA. tale definizione si basa sull’opposizione tra grammatica e lessico (i due canali entro cui si distribuisce il significato). Caratteri importanti delle opzioni grammaticali:

I. carattere oppositivo (ES: un singolare si definisce distinguendosi da un plurale; un presente si

oppone a un passato o a un futuro…)

II. numero limitato: per ogni opzione non si possono avere infinite alternative, ma solo gruppi di

alternative che oscillano tra 2 (ES: singolare e plurale) e 10/15 (ES: nel sistema dei casi di alcune lingue). GRAMMATICA E LESSICO MORFEMI GRAMMATICALI: costituiscono un insieme chiuso di elementi che formano opposizioni semplici ES: se una lingua ha morfemi di caso, il caso va scelto entro una ristretta gamma di opzioni. SONO I MORFI GRAMMATICALI A FORMARE L’OGGETTO PRINCIPALE DELLA GRAMMATICA, IN QUANTO SONO I PORTATORI DELLE OPZIONI OBBLIGATORIE. Il contenuto espresso da una lingua per codificarsi è ripartito in 2 diversi canali:

GRAMMATICA LESSICO

la grammatica il lessico consiste consiste nell’analisi nell’analisi delle delle opzioni opzioni NON OBBLIGATORIE OBBLIGATORIE che le lingue impongono nel canale grammaticale ES: se consideriamo il genere del nome in inglese non ha espressione in forma grammaticale ma può averla in forma lessicale >the cat / the she-cat il gatto / il lei-gatto= la gatta pertanto in inglese la nozione di genere del nome non è grammaticalizzata ma lessicalizzata: essa è codificata non da un elemento grammaticale (morfo) ma da una parola a sé stante. GRAMMATICALIZZAZIONE In diacronia (evoluzione nel tempo) , il significato può distribuirsi tra i canali della grammatica e del lessico attraverso 2 processi:

1. lessicalizzazione : un contenuto originariamente grammaticale trova espressione in una voce lessicale apposita, ad esempio: la trasposizione del suffisso -ismo in parola “gli ismi del Novecento”. 2. grammaticalizzazione : inverso, un’entità lessicale si grammaticalizza, il suo significato diventa un morfo grammaticale, es: in francese ne…..pas, in origine pas significava “passo” e ora è un morfo grammaticale che significa negazione. ANALOGICO E DIGITALE Esiste una differenza tra la forma lessicale e quella grammaticale che il contenuto può assumere: GRAMMATICA =esprime il contenuto digitalmente (numericamente)

ES: il tempo viene per lo più codificato sul verbo Tuttavia esistono delle discordanze, nelle lingue romanze il nome e le classi di parole connesse (pronomi e aggettivi) impongono un’opzione di genere e una di numero; in arabo la stessa opzione è caratteristica anche del verbo, dove per diverse persone è richiesta la distinzione tra una persona maschile e una femminile, ecc… EQUIPAGGIAMENTO BASICO Le lingue hanno alcune proprietà grammaticali costanti che ne costituiscono l’equipaggiamento basico. La grammatica di tutte le lingue contiene infatti risorse rispondenti a funzioni universali della specie umana. REGOLARITÀ E PARTIZIONE IN CLASSI In nessuna lingua le parole sono tutte totalmente diverse. Le parole di ogni lingua hanno delle regolarità di comportamento e aspetti in comune, così da poter essere suddivise in classi, ognuna delle quali caratterizzata da alcune proprietà. ES: in italiano il plurale -i delle parole maschili in -o appare in molte unità → è un fenomeno di classe. DEITTICI (DEISSI) Tra gli elementi del lessico di tutte le lingue appare una classe costituita da deittici (dal greco déiknymi “mostrare”), formata da pronomi, avverbi, verbi e locuzioni, dotati di una funzione specifica. I deittici, infatti, non hanno una referenza stabile, ma cambiano referenza secondo il contesto interno ed esterno. Deittici tipici sono i pronomi personali: io indica colui che emette l’enunciato, può indicare diverse persone in base al momento e a colui che parla. Ogni lingua ha un certo repertorio di parole che cambiano referenza a seconda del contesto in cui vengono preferite (indicano entità diverse a seconda della situazione). ES: tu, questo, quello, qui, lì, oggi, ieri, allora, ecc sono deittici perchè indicano entità diverse a seconda della situazione. La deissi rappresenta linguisticamente:

  • la situazione spazio-temporale (dimostrativi, avverbi etc) in cui l’enunciato è emesso (in relazione al tempo dell'enunciazione si parla di origodeittica);
  • le persone che emettono o ricevono l'enunciato (pronomi). I deittici non hanno una referenza stabile, ma cambiano a seconda del contesto. RIFLESSIVI E DISTRIBUTIVI Alcune classi di parole (e alcuni deittici) hanno la funzione di segnalare la riflessività e la distributività. ES: Luisa si veste, si è un deittico riflessivo (l’azione si riflette sul soggetto che la compie; il “si” è coreferente del soggetto. Il fenomeno della riflessività interessa solitamente pronomi personali e aggettivi possessivi). Alcune lingue hanno due serie di deittici: una composta di riflessivi e di non-riflessivi. Questa distinzione è attiva nelle terze persone dove data la molteplicità degli enti che possono essere indicati dalla terza persona la confusione è possibile. La complessità dei riflessivi alla terza persona si nota maggiormente nei fenomeni di distributività. ES: i bambini hanno scritto un tema con la maestra e ognuno ha usato la sua penna. L’aggettivo possessivo può essere sia il coreferente di “maestra” che di “ognuno”. Nel secondo caso l’enunciato è distributivo, I deittici distributivi implicano che esistano più penne, ognuna delle quali appartiene a un bambino. L’enunciato distribuisce gli elementi di un insieme (bambini) in modo tale che a ciascuno dei suoi componenti corrisponda un elemento dell’altro insieme (penne).

PAROLE GENERALI

Le lingue offrono risorse per supplire la mancanza (provvisoria o permanente) di parole specifiche. es: questa storia non mi piace, pur potendo essere usata con significato specifico, qui è una parola generale. QUANTIFICATORI Tutte le lingue hanno mezzi per indicare il numero di volte che un certo oggetto viene preso in conto, servono a permettere all’utente di esprimere la quantità; questi sono i quantificatori, non si conosce lingua che non li abbia. I mezzi di cui le lingue si servono per quantificare possono essere distinti in 3 categorie:

a. marche morfologiche, in grado di indicare il numero cardinale

b. classe di parole specializzata per esprimere la cardinalità cioè i numerali ES: uno, due, tre…

c. classe di parole specializzata per esprimere quantità approssimate ovvero gli indefiniti

ES: nulla, qualche, tutto… Il numerale zero e l’indefinito nessuno sono sinonimi. SOSTITUENTI/PRO-FORME sono parole appartenenti a varie classi (pronomi, aggettivi, verbi…) che in determinate circostanze sostituiscono sintagmi di cui prendono la referenza. ES: non conosco tuo fratello e non l ’ho mai visto - tuo fratello è il sintagma pieno (contiene cioè il nome vero e proprio a cui il sostituente si riferisce) mentre lo è la sua pronominalizzazione. lo è il sostituente del sintagma pieno che è il suo punto d’attacco, “lo” e “tuo fratello” sono coreferenti. SOSTITUENTI A DESTRA E A SINISTRA p I sostituenti hanno un orientamento:

  • punto d’attacco a sx : anaforici (anafora,«rinvio verso l’alto» è il meccanismo che li mette in funzione) ES: ho visto il libro di cui mi hai parlato.
  • punto d’attacco a dx : cataforici (catafora, «rinvio verso il basso» è il meccanismo che li mette in funzione) ES: che sappia fare questo lavoro, c’è solo Mario. Alcuni sostituenti possono operare in modo sia anaforico che cataforico, altri invece operano in una sola direzione. Inoltre il punto d’attacco può essere:
  • sintagmatico (nell’ambiente sintagmatico) ES: ho dato al bambino il latte, ma lui non l’ha bevuto.
  • extra-sintagmatico (nell’ambiente esterno, nella realtà) ES: lei è una donna gentile. CLASSI DI SOSTITUENTI I sostituenti sono di varia natura, alcuni sono dedicati perchè svolgono solo la funzione di sostituenza; come in italiano i pronomi clitici (lo,la,ne,si, ci…) e i pronomi personali tonici (io,tu,lui…). i sostituenti sono selettivi: alcuni prendono come punto d’attacco solo specifiche classi di parole (ES: gli aggettivi), altri invece possono attaccarsi a entità di varia natura. ES: dice che la borsa salirà, ma io non ci credo - ci sostituisce un’intera completiva (che la borsa salirà). Un caso particolare di sostituenza con punto d’attacco esteso è quello degli INCAPSULATORI: si tratta di sostituenti non dedicati, formati da parole o sintagmi che assumono la funzione di sostituente solo in determinati ambienti sintagmatici. Incapsulatori tipici dell’italiano sono: fatto, circostanza, evento e altre parole di significato generico che possono attaccarsi a elementi diversi, sia anaforicamente che cataforicamente. ES: l’alluvione ha distrutto la città; questa circostanza rende difficile ogni ricostruzione - circostanza incapsula l’intero enunciato precedente l’alluvione ha distrutto la città.