

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La tesina racconta la vita e le opere di Catullo Gaio Valerio
Tipologia: Dispense
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Catullo Gaio Valerio nacque a Verona nel 84 a.C. da un’agiata famiglia, che difatti possedeva una casa a Verona e a Roma, una villa a Sirmione sul Garda ed un’altra fra Tivoli e la Sabina. A Catullo fu data un’educazione severa e rigorosa, come in tutte le buone famiglie dell’epoca. Nel 60 a.C. si trasferì a Roma per terminare i suoi studi; arrivato nella capitale vide una città in tumulto, nella quale prevalevano le lotte politiche e un sempre maggiore individualismo, sia in ambito culturale e letterario che in ambito politico. Sempre nella capitale, Catullo entrò a far parte di un circolo letterario detto dei neoteroi o poetae novi. In questo circolo ci si ispirava alla poesia greca di Callimaco e il poeta strinse amicizia con uomini di un certo prestigio come Cornelio Nepote, famoso oratore, e Quinto Ortensio Ortalo. Anche se interessato alle vicende politiche del tempo, Catullo preferì abbandonarsi alla vita di città e ai piaceri che essa offriva. A Roma avvenne l’incontro con una donna, di cui si innamorò e questo divenne la gioia e la tragedia della sua vita di uomo e poeta. Questa donna nelle sue opere veniva chiamata con lo pseudonimo di Lesbia.^1 L’anno d’inizio di questo amore non è noto, ma è noto l’anno in cui è cessato, il 55 a. C., sebbene già dal 57 a.C., la morte del fratello aveva allontanato Catullo da Lesbia, difatti ci furono un succedersi di rotture e riconciliazioni. Sempre nel 57 a.C., il poeta seguì Gaio Memmio in Bitinia, si presume per rimediare alle tragiche condizioni finanziarie, dovute alla sua prodigalità; tornò da questo viaggio senza aver ottenuto nulla, dopo essersi recato sulla tomba del fratello sepolto presso il promontorio Reteo. Tornato in Italia, cercò pace nella sua villa a Sirmione. Tali notizie sono state dedotte dai suoi Carmi. Molti autori hanno dedotto che Catullo sia morto nel 54 a.C., dato che quando morì aveva trent’anni.
L’unica opera scritta da Catullo è il Liber, composta da 116 carmi. Questa opera non fu pubblicata da lui, ma si pensa che i carmi furono messi insieme dai suoi amici, i quali adottarono il criterio della somiglianza delle forme metriche e dell’ampiezza dei componenti per unirli. Così i carmi di Catullo possono essere suddividi in tre sezioni:
episodio dell'abbandono di Arianna prendendo spunto dalla scena intessuta nell'arazzo donato agli sposi. Il carme 65 è la dedica all'oratore Ortensio della versione del carme di Callimaco La chioma di Berenice , contenuta nel carme 66. La polimetria dei carmi di Catullo rappresenta il suo animo, la lingua è viva e familiare con espressioni un po' ricercate e grecismi nei carmi maggiori; inoltre, è il maggiore dei poetae novi , dagli antichi chiamato poeta doctus , con un evidente allusione ai soli carmi maggiori, ma la sua poesia sgorga anche negli strati più intimi dell'anima, difatti in lui si fondono armonicamente la poesia riflessiva e spontanea. Gli amori di Catullo furono narrati da A.Panzini nel romanzo Il bacio di Lesbia (1937) e da Th. Wilder nel romanzo The Ides of March (1950). Oltre alla tematica amorosa, quello cardine del poeta, nei carmi si alternano anche tematiche differenti: quelli scritti contro vizi e virtù pubbliche, particolarmente contro ipocriti, moralisti, truffatori e mediocri. Inoltre, erano presenti anche carmi dedicati alla famiglia e al tema dell’amicizia. In particolare, gli affetti parentali sono i legami a cui Catullo fa appello per dimenticare Lesbia e i suoi tradimenti. Il carme 101, in particolare, è uno dei più significativi, in quanto dedicato al fratello morto.^2
Odi et Amo (tradotto "Odio e Amo") è l’introduzione e il titolo del carme 85, compare nella sezione degli “epigrammi” (la terza e ultima della raccolta catulliana). È forse l'epigramma più noto di tutto il suo Liber. Pur essendo composto da un unico distico elegiaco, questo carme racchiude in sé tutto il mondo interiore di Catullo. Il poeta esordisce con un'antitesi "Odi et amo" che è forse la massima espressione del dissidio interiore del poeta: difatti, da una parte è presente l'amore passionale per Lesbia, dall'altra l'odio profondo per i suoi continui tradimenti. Nell'avverbio interrogativo "quare" è presente l'intero dubbio catulliano: egli sa di non poter rispondere razionalmente alla sua tribolazione intrinseca. L'amore veniva tradizionalmente considerato come un'esperienza contraddittoria: la poetessa greca Saffo, alla quale Catullo si era ispirato, lo aveva definito con un potentissimo ossimoro <