





Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Chi sono gli immigrati, diversi tipi di immigrati, periodizzazione delle immigrazioni, tendenze generali e dinamiche ricorrenti dei processi migratori, cause dei movimenti migratori (spiegazioni micro e macro), approccio transnazionale, regolazione normativa
Tipologia: Appunti
1 / 9
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!






02/10/
Chi sono gli immigrati? la definizione di immigrato varia a seconda dei sistemi giuridici, delle vicende storiche e delle contingenze politiche, il contesto quindi è fondamentale per poter dare una definizione.
Nazioni Unite : “ persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno ”. Questa definizione include tre elementi fondamentali:
Nel linguaggio comune noi definiamo come “ immigrati ” solo una parte degli stranieri che risiedono stabilmente e lavorano nel nostro paese: non sono immigrati per es. i francesi, tedeschi... lo stesso vale per il termine “ extracomunitario” : ha un valore di tipo giuridico, cioè si intende “ fuori dalla comunità europea” , tale termine viene considerato come un sinonimo di straniero (non lo è lo statunitense ma lo è il rumeno- erroneamente ). Quindi per noi lo straniero/extracomunitario sono coloro che provengono dai paesi poveri, e non da quelli ricchi e sviluppati, contiene un’implicita valenza negativa , implica una doppia alterità/discriminazione: il fatto di essere straniero e di essere povero (quando un individuo o un gruppo si libera di uno di uno di questi due stigmi, cessa di essere considerato un immigrato)
Dobbiamo pensare alla migrazione come a un processo , non è un evento statico ma cambiano e si evolvono nel corso del tempo. Le migrazioni non sono nemmeno l’evento isolato che caratterizza la persona individuale ma è inserita all’interno di un sistema di reti (pluralità di attori e istituzioni). Lo stato è centrale per capire i processi migratori.
Le migrazioni vanno considerate come una costruzione sociale complessa , in ci agiscono tre principali gruppi di attori:
L’interazione tra le dinamiche autopropulsive degli immigrati e i processi di inclusione nella società ricevente dà origine alle minoranze etniche. Il concetto ha a che fare non solo con l’insediamento stabile di immigrati stranieri, che dà vita a nuove generazioni che nascono e crescono in un paese diverso da quello dei genitori, ma anche con il rifiuto o la resistenza a considerarli membri s pieno titolo della società in cui vivono, con la conseguenza dell’esposizione a condizioni discriminatorie. Ne derivano le seguenti caratteristiche:
DIVERSI TIPI DI IMMIGRATI : si differenziano in base ad alcune caratteristiche:
a. Immigrati per lavoro : oggi non sono più in prevalenza maschi e non sono necessariamente poco istruiti e poveri di esperienze professionali, comunque quando vengono nel nostro paese trovano lavoro solitamente irregolare, sottopagato e senza tutele.
I problemi principali di questi tipi di immigrati sono le diminuite possibilità di ingresso regolare , le limitazioni nel riconoscimento dei titoli di studio. Il fine principale di tale tipo di immigrato è quello di integrarsi nella società attraverso il lavoro , senza il lavoro si fa fatica ad avere una propria identità e a mantenere un tenero di vita dignitoso. Era uno stato di migrazione tipicamente maschile, ma sempre più spesso sta diventando un processo di migrazione femminile perché è aumentata la domanda di alcune servizi ( badanti, donne di servizio ), queste sono attività con scarso miglioramento e crescita lavorativa, a differenza degli uomini che spesso svolgono un lavoro dove le condizioni possono migliorare ( doppia discriminazione : perché donna e perché immigrata). Vantaggi per le donne : danno diritto ad un alloggio e pasti, quindi si risparmia molto denaro che viene inviato come rimesse alle famiglie rimaste in patria.
b. Immigrati stagionali o lavoratori a contratto : hanno un permesso regolare di lavoro per un limitato periodo di tempo. È tipico del lavoro in agricoltura. In teoria finito il permesso la persona dovrebbe ritornare in patria ma spesso non è così.
c. Immigrati qualificati e gli imprenditori : nel nostro paese ce ne sono pochi, ma è un tipo di immigrazione internazionale che non viene contrastata ma è altamente desiderata perché si tratta di immigrati con alti titoli di studio che possono portare grossi vantaggi nel settore economico. A volte esistono proprio specifici programmi di reclutamento. Imprenditori: danno vita all’imprenditorietà etnica.
d. Famigliari a seguito (persone che entrano nel paese grazie al ricongiungimento famigliare): sono una categoria diventata importante in particolare dopo la chiusura delle frontiere nei confronti dell’immigrazione per lavoro, è la modalità principale attraverso la quale le persone entrano nel paese in maniera legale. Questo ha delle conseguenze sociali , in particolare sui servizi sociali che devono rispondere in modo dignitoso ai nuovi bisogni che nascono. Inoltre ci sono state anche conseguenze lavorative poiché è aumentata la quota di popolazione immigrata che non partecipa al mercato del lavoro.
e. Rifugiati e richiedenti asilo: popolazione in forte crescita legati a eventi del proprio paese che costringe la persona a scappare dal proprio paese
a. Rifugiato : persona che risiede al di fuori del proprio paese di origine, che non può o non vuole ritornare a causa di un ben fondato timore di persecuzione per motivi si razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale, opinione politica.
TENDENZE GENERALI DEI PROCESSI MIGRATORI , sviluppatesi negli ultimi anni:
a. La globalizzazione generale delle migrazioni : aumentano i paesi con persone con caratteristiche e culture diverse (eterogeneità linguistica, etnica, culturale e religiosa).
b. Accelerazione delle migrazioni : crescita quantitativa che comportano la difficoltà di politiche efficaci di governo dei processi
c. (^) Differenziazione delle migrazioni : difficoltà di regolazione politica, con continui spostamenti tra le categorie per aggirare i controlli governativi.
d. La femminilizzazione delle migrazioni : sia per ricongiungimento che per lavoro, spesso autonome e precedenti all’arrivo dei mariti e figli.
Bohning : la migrazione è un processo e si sviluppa attraverso quattro fasi tipiche individuate (idealtipo):
Questo modello è stato ampiamente criticato perché si concentra quasi esclusivamente all’immigrazione per lavoro (maschile) non prendendo in considerazione le altre categorie.
Miller e Castles : è uno schema alternativo ed è più attento al ruolo delle reti sociali e attribuisce rilievo alla dimensione politico istituzionale , in termini di inclusione/esclusione degli immigrati, e anche agli atteggiamenti della società ricevente, come accettazione/rifiuto:
a. PRIMO STADIO: migrazioni temporanee da lavoro da parte dei giovani con l’invio dei proventi in patria (rimesse).
b. SECONDO STADIO : prolungamento del soggiorno e sviluppo delle reti sociali basate sulla parentela e sulla provenienza, motivate dal bisogno di aiuto reciproco nel nuovo contesto.
c. TERZO STADIO : ricongiungimento famigliare, insediamento a lungo periodo e progressivo orientamento verso la società ricevente. Emergono comunità etniche (associazioni, negozi, luoghi di ritrovo, servizi professionali…)
d. QUARTO STADIO : insediamento permanente che in virtù delle politiche della società può portare all’acquisizione della cittadinanza o alla marginalizzazione socioeconomica e alla formazione di minoranze etniche discriminate.
Le critiche di tale approcci si riferiscono al fatto che viene sottovalutato il ruolo della donna nei movimenti migratori.
Bastenier e Dassetto : ciclo migratorio : approccio che pone l’accento sulla dimensione dinamica dei processi di inserimento degli immigrati. Tre fasi:
a. PRIMA FASE : marginalità salariale , condizione di lavoro dipendente e inserimento nella classe operaia lavoratore straniero o immigrato.
b. SECONDA FASE : è compresa tra i 5 e i 15 anni dall’arrivo, in cui avvengono nuovi ingressi e ricongiungimenti familiare. Oltre ad alimentare il mercato del lavoro, l’immigrazione svolge una funzione demografica compaiono nuovi attori, le donne e i minori immigrati.
c. TERZA FASE : la popolazione di origine straniera si stabilizza, i figli entrano nell’adolescenza, sorgono leader e si affermano movimenti che richiedono nuovi rapporti con la società ricevente coinclusione, immigrati e nativi sono elementi significativi dell’ambiente in cui tutti vivono.
Anche in questo modello le migrazioni per lavoro rappresentano il momento iniziale e le donne entrano in scena successivamente in relazione ai ricongiungimenti famigliari.
04/10/
ALTRE SPIEGAZIONI MACROSOCIOLOGICHE : la migrazione può essere intesa anche come un processo strutturale legato alla domanda di lavoro povero da parte dei sistemi economicamente più sviluppati. Ci sono tre teorie che spiegano perché assistiamo a questo processo migratorio
a. Da una parte ci sono i lavori protetti, buoni , ben retribuiti
b. (^) dall’altra ci sono i lavori instabili, insicuri , con bassa considerazione sociale
Per proteggere questi lavori sicuri che vengono svolti dagli autoctoni è necessario scaricare tutta l’incertezza dei lavori insicuri su un altro mercato, quindi sugli immigrati. Per tutelate il sistema di mercato primario , lavori ben pagati e tutelati, dobbiamo scaricare l’incertezza sui lavori incerti, quindi sul mercato secondario. Il prestigio dei migranti non deriva dal lavoro, come per gli autoctoni, ma dal successo che avrà quando torna in patri, quindi dalle risorse che può mettere a disposizione della famiglia quando torna in patria.
CRITICHE :
SPIEGAZIONI MICROSOCIOLOGICHE: si contrappongono alle spiegazioni macrosociologiche, in quanto sono spiegazioni che partono dalle decisioni individuali.
a. Spiegazione strettamente economica da un punto di vista dell’economia classica : i soggetti sono soggetti razionali e quindi migrano perché valutano da una parte i costi e i benefici della migrazione. Questa scelta viene fatta in base al reddito che hanno e al reddito che potrebbero avere migrando in un altro paese. Essendo una valutazione costi benefici, chi non parte non lo fa perché i costi sarebbero maggiori rispetto ai benefici.
b. Nuova economia delle migrazioni : non è più solo l’individuo che sceglie ma la famiglia. Si decide tutti insieme se vale la pena partire e quale membro deve partire, sapendo che se un soggetto ha successo nel processo migratorio, almeno parziale, la famiglia può beneficiare dalle rimesse che rappresentano una sorta di assicurazione contro la disoccupazione, l’invecchiamento e il peggioramento delle condizioni economiche. Un miglioramento nelle condizioni di vita nel paese di origine, non necessariamente arresta il processo di migrazione, ma anzi potrebbe accadere il contrario perché aumentano i desideri e le aspirazioni delle persone e questo è un incentivo per migrare ulteriormente.
CRITICHE :
Combinano la dimensione micro e macro sociologiche. Le migrazioni sono il portato non solo delle scelte individuali o di attrazione dei paesi più ricchi ma sono viste come un effetto delle reti di relazioni interpersonali tra immigrati e potenziali migranti.
Network : complessi di legami interpersonali che collegano migranti, migranti precedenti e non migranti nelle aree di origine e di destinazione, attraverso vincoli di parentela, amicali e comunanza di origine. I migrati quindi decidono di emigrare verso determinati paesi anche perché hanno nel paese ospitante dei punti di riferimento.
Le teorie dei network intendono le migrazioni come incorporate in reti sociali che attraversano lo spazio e il tempo (hanno un loro ciclo di vita): si formano, diventano più forti e ampie ma possono anche decrescere e sparire. Le decisioni individuali quindi si basano anche su questa dimensione, ma sono influenzate anche da fattori macro e soggettivi. Questo ci dimostra che non è così semplice definire il perché le persone decidono di emigrare.
APPROCCIO TRANSNAZIONALE : l’attenzione è posta sui processi mediante i quali gli immigrati costruiscono le reti sociali che connettono la società di origine con quella di insediamento. Le reti si sviluppano in un paese ma possono mantenere dei solidi legami con il proprio paese di origine. Quindi il flusso migratorio è nei due sensi: verso il paese di origine quindi le conseguenze che scaturiscono dalla migrazione di una persona, nel paese che viene lasciato, come cambia la situazione e che cosa determina la migrazione. I migrati quado partono non tagliano i rapporti con la famiglia nel proprio paese. Il fatto che si