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Completive dichiarative e usi di quod, Dispense di Lingua Latina

Appunti del professore sulla grammatica latina, nello specifico dichiarative e usi di quod, con esercizi.

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 15/03/2023

achille-soprano
achille-soprano 🇮🇹

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Lezione 40- lunedì 19 aprile e giovedì 22 aprile
Sintassi: Le subordinate completive introdotte da quod
1. Accedit huc quod infractae fortunae homines magis amicorum studia desiderant vel praesidii
vel solacii gratia. (Val. Max.)
2. Minime quidem miror quod Plato in Xenocrate discipulo suo tam constanter moderatus fuit..
(Val. Max.)
1. In questa frase complessa la principale accedit huc “a questo si aggiunge…” regge una
subordinata introdotta da quod col verbo all’indicativo.
Tale subordinata ha valore completivo, in quanto è indispensabile a dare senso compiuto alla
principale, che richiede infatti un soggetto (che cosa si aggiunge) per il verbo alla terza persona
singolare (in forma impersonale).
Il valore sintattico che assume quod è definito dichiarativo, in quanto “dichiara” come un dato
di fatto la frase che introduce; l’italiano lo rende con la congiunzione “che”:
“A questo si aggiunge che gli uomini sventurati (lett. dalla sorte spezzata) desiderano
maggiormente le attenzioni degli amici, sia per sostegno che per sollievo”.
2. In questo caso, il quod dichiarativo introduce una completiva oggettiva, che cioè costituisce
l’oggetto del verbo della principale miror.
Non mi meraviglio davvero che Platone nei confronti del suo discepolo Senocrate sia stato
così fermamente severo”.
Il quod dichiarativo ha la funzione di dichiarare un enunciato; sviluppa tale funzione dal pronome
relativo neutro, usato in riferimento all’intera frase che introduce. La subordinata introdotta da quod
ha di norma il verbo all’indicativo (viene dichiarato un dato di fatto).
Esso corrisponde in italiano alla congiunzione dichiarativa “che”, che del resto deriva dal relativo
neutro plurale quae, usato sistematicamente nel registro colloquiale della tarda latinità in funzione
dichiarativa.
Ribadiamo a questo proposito che l’italiano ha drasticamente semplificato il sistema delle
completive dichiarative, inglobandole in un’unica categoria e generalizzando, ad esprimerle, il
“che” dichiarativo alla forma esplicita, e l’infinito preceduto da “di” o da “a” alla forma implicita.
Attenzione:
Frequentemente dopo il quod dichiarativo si trova anche il congiuntivo, quando la frase è in un
contesto soggettivo, che cioè riferisce l’opinione dell’autore dell’enunciato. Si tratta del
congiuntivo obliquo. Per ora, una volta riconosciuto il costrutto del quod dichiarativo, possiamo
tradurre tranquillamente all’indicativo.
I verbi reggenti
Le completive introdotte da quod dichiarativo dipendono, in funzione soggettiva o oggettiva a
seconda dei casi, da verbi o locuzioni che appartengono prevalentemente alle seguenti aree
semantiche:
Aggiungere, tralasciare: addo “aggiungo”; praetereo “tralascio”; huc accedit “a ciò si
aggiunge”.
Sentimento (gioia, dolore, meraviglia): gaudeo “gioisco”; maereo “mi addoloro”, miror “mi
meraviglio”; mirum est “è stupefacente”.
Giudizio o valutazione (positiva o negativa): gratulor “mi congratulo”; criminor “accuso”;
opportune/incommode fit “avviene a proposito/a sproposito; bene facio “faccio bene”.
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Lezione 40- lunedì 19 aprile e giovedì 22 aprile

Sintassi: Le subordinate completive introdotte da quod

1. Accedit huc quod infractae fortunae homines magis amicorum studia desiderant vel praesidii vel solacii gratia. (Val. Max.) 2. Minime quidem miror quod Plato in Xenocrate discipulo suo tam constanter moderatus fuit.. (Val. Max.) 1. In questa frase complessa la principale accedit huc “a questo si aggiunge…” regge una subordinata introdotta da quod col verbo all’indicativo. Tale subordinata ha valore completivo , in quanto è indispensabile a dare senso compiuto alla principale, che richiede infatti un soggetto (che cosa si aggiunge) per il verbo alla terza persona singolare (in forma impersonale). Il valore sintattico che assume quod è definito dichiarativo , in quanto “dichiara” come un dato di fatto la frase che introduce; l’italiano lo rende con la congiunzione “che”: “A questo si aggiunge che gli uomini sventurati (lett. dalla sorte spezzata) desiderano maggiormente le attenzioni degli amici, sia per sostegno che per sollievo”. 2. In questo caso, il quod dichiarativo introduce una completiva oggettiva , che cioè costituisce l’oggetto del verbo della principale miror. “ Non mi meraviglio davvero che Platone nei confronti del suo discepolo Senocrate sia stato così fermamente severo”.

Il quod dichiarativo ha la funzione di dichiarare un enunciato; sviluppa tale funzione dal pronome relativo neutro, usato in riferimento all’intera frase che introduce. La subordinata introdotta da quod ha di norma il verbo all’indicativo (viene dichiarato un dato di fatto). Esso corrisponde in italiano alla congiunzione dichiarativa “che”, che del resto deriva dal relativo neutro plurale quae , usato sistematicamente nel registro colloquiale della tarda latinità in funzione dichiarativa. Ribadiamo a questo proposito che l’italiano ha drasticamente semplificato il sistema delle completive dichiarative, inglobandole in un’unica categoria e generalizzando, ad esprimerle, il “che” dichiarativo alla forma esplicita, e l’infinito preceduto da “di” o da “a” alla forma implicita.

Attenzione: Frequentemente dopo il quod dichiarativo si trova anche il congiuntivo, quando la frase è in un contesto soggettivo, che cioè riferisce l’opinione dell’autore dell’enunciato. Si tratta del congiuntivo obliquo. Per ora, una volta riconosciuto il costrutto del quod dichiarativo, possiamo tradurre tranquillamente all’indicativo.

I verbi reggenti Le completive introdotte da quod dichiarativo dipendono, in funzione soggettiva o oggettiva a seconda dei casi, da verbi o locuzioni che appartengono prevalentemente alle seguenti aree semantiche:

  • Aggiungere , tralasciare : addo “aggiungo”; praetereo “tralascio”; huc accedit “a ciò si aggiunge”.
  • Sentimento (gioia, dolore, meraviglia): gaudeo “gioisco”; maereo “mi addoloro”, miror “mi meraviglio”; mirum est “è stupefacente”.
  • Giudizio o valutazione (positiva o negativa): gratulor “mi congratulo”; criminor “accuso”; opportune/incommode fit “avviene a proposito/a sproposito; bene facio “faccio bene”.

Attenzione: In dipendenza da alcuni di questi verbi, è possibile attribuire alla subordinata introdotta da quod un valore causale, senza che il senso non cambi in modo significativo: Tibi gratulor, quod te de provincia decedentem summa laus et summa gratia provinciae prosecuta est. (Cic.) “Mi congratulo con te che / poiché, mentre te ne andavi dalla provincia, ti ha accompagnato un’immensa lode e un’immensa gratitudine (da parte) della provincia.” A dimostrazione del fatto che il quod causale non è che una specificazione del quod dichiarativo.

Esercizio

  1. Gratulor tibi quod victoriam obtinuisti. 2. Non tibi obicio quod hominem dignissimum tuis moribus, Apollonium, Niconis filium, Drepanitatum, qui nunc A. Claudius vocatur, omni argento optime facto spoliasti ac depopulatus es. (Cic.) 3. Ecce Gripi scelera! Quod istaec res male evenit tibi, Gripe, gratulor. (Plaut.) 4. Sane gaudeo quod te interpellavi. (Cic.) 5. Dupliciter delectatus sum quod ipse risi et quod te intellexi iam posse ridere. (Cic.) 6. Opportunissime accidit quod postridie eius diei Germani in castra venerunt. (Caes.) 7. Graviter Senatus tulit quod Q. Petilium consulem fortissime adversus Ligures pugnantem occidere milites passi essent. (Val. Max.) 8. Quapropter minus mirari debemus, quod amplissima Cn. Pompei auctoritas totiens cum libertate luctata est. (Val Max.)

La funzione epesegetica

Illud quoque memoria repetendum est, quod tribunis plebis intrare curiam non licebat. (Val. Max.) “Bisogna ricordare anche questo , che ai tribuni della plebe non era lecito entrare nella curia”.

In questo caso il quod dichiarativo è anticipato (in posizione prolettica) nella frase reggente dal pronome neutro illud , che introduce in modo generico il contenuto che viene esplicitato nella frase dichiarativa. Quod ha dunque funzione epesegetica , cioè esplicativa della locuzione prolettica. Nella traduzione, renderemo il quod epesegetico con una normale dichiarativa, magari rafforzata da “cioè”.

La locuzione prolettica Nella maggioranza dei casi, il prolettico è costituito da un pronome dimostrativo o determinativo neutro, singolare o plurale ma a volte può consistere in un sostantivo o anche in un avverbio : Nam Persarum admodum probabile institutum fuit, quod liberos suos non prius aspiciebant quam septimum annum inplessent, quo parvulorum amissionem aequiore animo sustinerent. (Val. Max.) “Infatti una consuetudine dei Persiani era piuttosto lodevole (meglio: i Persiani avevano una consuetudine piuttosto lodevole), cioè di non vedere i loro figli prima che avessero compiuto il settimo anno, per poter sopportare con animo più sereno la perdita dei piccoli.”

Esercizio

  1. Illud quoque nobis accedit incommodum, quod M. Iunius, qui hanc causam aliquotiens apud te egit, homo et in aliis causis exercitatus et in hac multum ac saepe versatus, hoc tempore abest, nova legatione impeditus. (Cic.) 2. Id iam lucrum est, quod vivis. (Mart.) 3. Hoc enim uno praestamus maxime feris, quod colloquimur inter nos et quod exprimere dicendo sensa possumus. (Cic.) 4. Hoc nos pessimos facit , quod nemo vitam suam respicit. (Sen.) 5. Et hoc ad rem pertinet, quod Valerius Corvinus primus Messanam vicit. (Sen.) 6. Magnum hoc ego duco, quod placui tibi. (Cic.) 7. Id dolemus, quod eo iam frui nobis non licet. (Cic.) 8. Ea non laudantur modo a plerisque, sed, quod

Quanto al fatto che scrivi di voler conoscere la situazione dello stato, il conflitto è gravissimo, ma le forze (contendenti) sono impari”.

  • Molto comune è la locuzione idiomatica quod ad Caesarem pertinet (o attinet ): “per quanto riguarda Cesare”. Quod ad Catonem pertinet, satis dictum est. (Sen.) “Per quanto riguarda Catone, si è detto abbastanza”.
  • Frequente è anche il nesso Quod si… , “E se…”, sempre in inizio di periodo: Quod si etiam prudentissimi peccant, cuius non error bonam causam habet? (Sen.) “E se anche i più saggi peccano, l’errore di chi non ha una buona giustificazione?”

Esercizio

  1. Quod mihi de nostro statu, de Milonis familiaritate, de levitate et imbecillitate Clodi gratularis, minime miramur te tuis ut egregium artificem praeclaris operibus laetari. (Cic.) 2. Quod existimas meam causam coniunctam esse cum tua, certe similis in utroque nostrum error fuit. (Cic.) 3. Quod me Agamemnonem aemulari putas, falleris. (Nep.) 4. Equidem, quod ad me pertinet, quo me vertam, nescio. (Cic.) 5. Quod vero impudentiam admiratus es eorum patronorum qui, cum parva nescirent, magna profitentur, facilis est et prompta defensio. (Cic.) 6. Nam quod ad populum pertinet, semper dignitatis iniquus iudex est qui aut invidet aut favet. (Cic.) 7. Quod me rogas atque hortaris ut apud te sim, voluntas tua mihi valde grata est. (Cic.) 8. Quod pertinaciter studes et omnibus omissis hoc unum agis, ut te meliorem cotidie facias, et probo et gaudeo, nec tantum hortor ut perseveres sed etiam rogo. (Sen.)

Quod relativo negli incisi con valore di “cosa che” Spesso troviamo frasi incidentali introdotte da quod del tipo di questa: Regulus est enim locuples, factiosus, curatur a multis, timetur a pluribus, quod plerumque fortius amore est. (Plin. Iun.)

Quod in questo caso ha funzione di pronome relativo, usato in riferimento all’intera frase precedente; lo possiamo rendere con la locuzione “cosa che”, o con un’espressione più specifica appropriata al contesto: “Regolo è infatti ricco, intrigante, è adulato da molti, è temuto da più, ( cosa che ) sentimento che di solito è più forte dell’amore”.

A volte quod non segue, ma precede la frase cui è riferito (cioè si trova in posizione prolettica rispetto ad essa): Vivere tota vita discendum est et, quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori. (Sen.) “Per tutta la vita bisogna imparare a vivere e, cosa di cui forse ti meraviglierai di più, per tutta la vita bisogna imparare a morire”.

Esercizio

  1. Decessit Corellius Rufus et quidem sponte, quod dolorem meum exulcerat. (Plin. Iun.) 2. Interim, quod inter omnes Stoicos convenit, rerum naturae adsentior. (Sen.) 3. Illi maiorum fortia facta memorando clariores sese putant. Quod contra est. Nam quanto vita illorum praeclarior, tanto horum socordia flagitiosior. (Sall.) 4. Est homo non modo prudens, verum etiam, quod iuvat, curiosus. (Cic.) 5. Fabianus ait, quod nostri quoque parentes videre, puerum Romae fuisse statura ingentis viri. (Sen.)

Gli usi di quod

1. Pronome o aggettivo a. Relativo : lo riconosciamo in quanto è preceduto da un referente neutro singolare: Flumen est Arar, quod per fines Haeduorum et Sequanorum in Rhodanum influit, incredibili lenitate. (Caes.) “Il fiume Arar, che scorre attraverso i territori degli Edui e dei Sequani, è (di incredibile lentezza) incredibilmente lento”.

b. Relativo con omissione dell’antecedente : lo riconosciamo in quanto la frase che regge il quod manca di un elemento del nucleo (un nominativo o un accusativo neutro singolare). Lo traduciamo con la locuzione “ciò che” o simili. Quod prius domicilium inpotentis viri fuerat nunc religiosae severitatis monumentum est. (Val. Max.) “Ciò che prima era stata la dimora di un uomo dissoluto, ora è un monumento di religiosa austerità”.

c. Nesso del relativo : lo riconosciamo sia in quanto è collocato all’inizio del periodo, sia, soprattutto, in quanto il suo referente si trova nel periodo precedente; il più delle volte, la frase introdotta dal nesso è la principale. In questa funzione, spesso il relativo ha valore aggettivale, cioè è concordato con un sostantivo. Lo traduciamo con un dimostrativo. Caesar ad flumen Tamesim exercitum duxit; quod flumen uno omnino loco pedibus atque hoc aegre transiri potest. (Caes.) “Cesare condusse l’esercito verso il fiume Tamigi; questo fiume si può attraversare a piedi soltanto in un punto e anche in questo con fatica”.

In alcuni casi, il nesso è riferito all’intera frase precedente: Mobilis enim et inquieta homini mens data est, vaga et quietis inpatiens et novitate rerum laetissima. Quod non miraberis, si primam eius originem aspexeris. (Sen.) “Infatti all’uomo è stata data una mente versatile e inquieta, errabonda, e insofferente della quiete, e incredibilmente felice delle novità. Di questo non ti meraviglierai, se considererai la sua (prima) origine”.

d. Relativo con significato di “cosa che” : lo riconosciamo dalla sua collocazione in frasi incidentali, cioè prive di stretto nesso sintattico col resto del periodo; può essere riferito sia alla frase immediatamente precedente, sia alla successiva. Ad philosophiam te confer si vis salvus esse, si securus, si beatus, denique si vis esse, quod est maximum, liber. (Sen.) “Consacrati alla filosofia se vuoi essere salvo, sicuro, felice, infine se vuoi essere, cosa che è la più grande, libero”.

e. Aggettivo interrogativo : lo riconosciamo in quanto è concordato con un sostantivo neutro singolare, e in quanto introduce frasi interrogative dirette o indirette. Lo traduciamo “quale”. Quod ergo officium boni principis est? (Sen.) “Qual è dunque il compito del buon principe?”

f. Aggettivo indefinito : lo riconosciamo in quanto è concordato con un sostantivo neutro singolare, e in quanto si trova in posizione enclitica dopo connettori come si, nisi, ne, num… che esprimono eventualità o negazione. Lo traduciamo “qualche”. Si quod est crimen, meum est. (Sen.) “Se c’è qualche colpa, è mia”.

infantum. (Sen.) 7. Causa transeundi fuit quod ab Suebis complures annos exagitati bello premebantur et agri cultura prohibebantur. (Caes.) 8. Quod meum consilium exquiris, id est tale ut capere facilius ipse possim, quam alteri dare. (Cic.) 9_._ Caesar, postquam ex Menapiis in Treveros venit, duabus de causis Rhenum transire constituit; quarum una erat quod Germani auxilia contra se Treveris miserant; altera, ne ad eos Ambiorix receptum haberet. (Caes.) 10. Non est meum vitium quod iracundus sum, quod nondum constitui certum genus vitae: adulescentia haec facit (Sen.)

I Belgi preparano una ribellione contro i Romani

Cum esset Caesar in citeriore Gallia in hibernis, ita ut supra demonstravimus, crebri ad eum rumores adferebantur, litterisque item Labieni certior fiebat omnes Belgas, quam tertiam esse Galliae partem dixeramus, contra populum Romanum coniurare obsidesque inter se dare. Coniurandi hae erant causae: primum, quod verebantur ne, omni pacata Gallia, ad eos exercitus noster adduceretur; deinde, quod sollicitabantur ab nonnullis Gallis, partim qui populi Romani exercitum hiemare atque inveterascere in Gallia moleste ferebant, partim qui, mobilitate et levitate animi, novis imperiis studebant. His nuntiis litterisque commotus Caesar duas legiones in citeriore Gallia novas conscripsit et inita aestate in interiorem Galliam Q. Pedium legatum misit. (Caes.)

Superiorità degli Ateniesi a Maratona

Itaque Plataeensium adventu decem milia armatorum completa sunt, qui mirabili flagrabant pugnandi cupiditate. Quo factum est ut plus quam collegae Miltiades valeret. Eius ergo auctoritate impulsi Athenienses copias ex urbe eduxerunt locoque idoneo castra fecerunt. Deinde postero die sub montis radicibus, acie instructa, proelium commiserunt. Datis^1 etsi non aequum locum videbat suis, tamen fretus numero copiarum suarum confligere cupiebat, eoque magis, quod priusquam Lacedaemonii auxilium ferrent Atheniensibus dimicare utile arbitrabatur. Itaque in aciem peditum centum, equitum decem milia produxit proeliumque commisit. In quo tanto plus virtute valuerunt Athenienses, ut decemplicem numerum hostium profligarint adeoque perterruerint, ut Persae non castra, sed naves petierint. Qua pugna nihil adhuc exstitit nobilius: nulla enim umquam tam exigua manus tantas opes prostravit. (Nep.)

  1. Dati è il comandante delle truppe persiane.

Cesare decide di attraversare il Reno

Germanico bello confecto multis de causis Caesar statuit sibi Rhenum esse transeundum. Quarum illa fuit iustissima quod, cum videret Germanos tam facile impelli ut in Galliam venirent, suis quoque rebus eos timere voluit, cum intellegerent et posse et audere populi Romani exercitum Rhenum transire. Accessit etiam quod illa pars equitatus Usipetum et Tenctherorum, quae praedandi frumentandique causa Mosam transierat neque proelio interfuerat, post fugam suorum se trans Rhenum in fines Sugambrorum receperat seque cum his coniunxerat. (Caes.)