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18:36 eall 46 (>) € Indietro storia Q ®@ STORIA CAPITOLO 1 Aprendo un atlante del XV secolo possiamo notare le diverse estensioni e suddivisione degli stati europei rispetto ad oggi. Il paragone tra gli stati vecchi e nuovi ci porta ad un'idea di continuità errata in quanto è un errore pensare che gli antichi anglosassoni non siano altro che gli attuali inglesi. La storia è da definizione qualcosa che è diverso da noi oggi, ovviamente c’è qualcosa che accomuna oggi tutti gli inglesi oltre alla lingua e gli stessi modi di vita ma è sbagliato studiare la storia per rintracciare le radici degli inglesi fino agli anglosassoni. Nel medioevo sono esistiti inoltre diversi stati che ad oggi non sono comparabili con alcuno stato attuale e facciamo in fretta a non soffermarci nemmeno perché è facile dimenticare che la storia poteva andare anche diversamente. Ogni tanto qualcuno da di nuovo voce a queste radici per rivendicare un'identità ed ecco che gli scozzesi diventano i diretti discendenti dei celti. La scoperta delle proprie radici locali che si contrappone all'identità nazionale fonda i suoi presupposti sulla stessa presunzione dei patrioti risorgimentali che sostenevano che l'italiano fosse sempre esistito benché diviso ormai da mille anni. Passando alla definizione di stato e di regno , molti storici negano l’esistenza di stati dal medioevo all’età moderna argomentando che l’unico vero stato sia stato istituito nel mondo occidentale tra la fine ‘800 e inizio ‘900 ed era dotato di caratteristiche: piena sovranità su un territorio ben definito e difeso da ingerenze esterne e interne, monopolio della forza e del diritto, controllo più o meno esteso sulle risorse di interesse pubblico , una propria moneta ecc....ecc.... Uno stato antico come quello carolingio invece era amministrato da funzionari locali come i conti che erano rappresentanti diretti dell’imperatore nelle loro contee. | poteri del conte possono essere riassunti nella formula esercito, strada e assemblea giudiziaria. Adunava l’esercito quando necessario, curava la manutenzione delle strade, presiedeva il placito e per sostenere lui e i suoi collaboratori costringeva gli uomini a lavorare per l'interesse pubblico. | libri sostenevano tutte queste funzioni come pubbliche presentando il conte come funzionario pubblico ma a differenza degli odierni funzionari statali il conte non aveva una formazione e non aveva nemmeno grandi limiti se non quelli prescritti in pochi e snodati provvedimenti. Il conte carolingio no era altro che un guerriero e tutto ciò che doveva saper fare era dare ordini e farle rispettare, viveva e regnava in un contesto politico che si reggeva sull’oralità e sui rapporti personali. Lo stato rea per lui sola la fedeltà al suo sovrano che veniva ricambiata in fiducia e benefici. Uno stato fatto di persine e forza militare. La parola pubblico era usata da pochi alfabetizzati del tempo che scrivevano le leggi che il re inviava ai suoi conti cioè i capitolari e con quella parola si richiamava alla tradizione del passato dell'impero romani, richiamo assolutamente non privo di significato in quanto le azioni degli uomini non sono condizionate soltanto dalla realtà ma anche dalla concezione ideologica della realtà. - LA PSICOLOGIA DEI PERSONAGGI Frasi come ‘Alarico ha attaccato Roma per creare un suo regno ‘’ oppure ‘’Carlo Magno ha attaccato i Longobardi per difendere i suoi confini” tendono a semplificare troppo la storia e attribuiscono una psicologia sbagliata ai personaggi secondo la logica buono-cattivo attuale. In primo luogo l’uomo non è rimasto uguale ma la sua psicologia e mentalità cambia nel tempo come cambiano anche i contesti materiali e culturali in cui egli opera. Non ha senso nemmeno leggere il passato sulla base dei giudizi di valore che abbiamo attualmente, per quanto possa sembrare cinico affermarlo la guerra e la violenza in passato non erano sempre dei disvalori così come la vita umana non ha sempre avuto l’alto valore attuale. Per Alarico saccheggiare Roma non era il tentativo di costituire un suo stato quanto in realtà una ripicca per un mancato pagamento di alcuni suoi servigi. A quei tempi i barbari erano federati, alleati, dell'impero e lo aiutavano a difendere i suoi confini ad un prezzo però che si alzava quanto più diventassero essenziali. Alarico non voleva quindi fondare un regno ma fare carriera nell'impero Romano aspirando a cariche pubbliche più alte. do