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Ottimizzazione SEO e Accessibilità Web: Guida Completa, Appunti di Comunicazione Grafica

Appunti lezioni "Comunicazione digitale e multimediale" parte A del professor Santangelo. Il numero delle pagine è elevato perchè ci sono molte immagini che servono per comprendere i concetti. Università di Pavia 2021 CIM

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 18/04/2021

Silviabernareggi
Silviabernareggi 🇮🇹

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COMUNICAZIONE DIGITALE _ L. Santangelo
Internet e web, un po’ di storia…
La prima rete nasce per scopi puramente militari
Internet nasce negli anni 60, in piena guerra fredda (tra Russia cioè URSS e America) come risposta al
primato sovietico nella conquista dello spazio (1957) - I russi tramite lo sputnik avevano conquistato lo
spazio e si era reduci della Seconda guerra mondiale quindi si pensava che sarebbe scoppiata un’altra
guerra.
Nel tentativo di prevenire un eventuale conflitto bellico, da entrambe le parti si inizia a studiare a un
sistema alternativo di comunicazione che potesse garantire a due persone poste in qualsiasi punto del
mondo di potere continuare a comunicare tra di loro anche in caso di guerra.
Oltre alla corsa allo spazio c'è stata la corsa allo sviluppo di un’infrastruttura alternativa aa quella esistente
che potesse consentire una comunicazione tra due persone anche in caso di conflitto bellico.
La battaglia fu vinta dall’America che grazie all’Advanced Research Project Agency (ente
governativo americano) hanno sviluppato un’infrastruttura per poter consentire a due persone di poter
comunicare tra di loro: prese il nome di ARPAnet.
Viene quindi concepita e sviluppata una struttura ridondante a maglie, come alternativa a quella
gerarchica (es rete dei pescatori che anche se la tagli non cede)
La prima rete fisica nasce il 25 ottobre 1969 e vede coinvolti solo quattro nodi:
ol’UCLA (University of California, Los Angeles),
olo Stanford Research Institute,
ol’UCSB (University of California, Santa Barbara)
ol’University of Utah
*nodo= punto da cui parte o arriva la comunicazione.
È emblematico che ci siano 3 università perché da quella data altre università hanno deciso di aderire al
progetto, diventare nodi del progetto. La rete inizia perciò ad essere utilizzata anche per scopi di ricerca
oltre a quelli militari per cui era nata.
La rete Arpanet iniziava infatti ad essere sfruttata anche per comunicare risultati scientifici di ricerca.
Arpanet nasce perché era necessario comunicare ma affinché ci sia comunicazione è necessario che sia
rispettato un protocollo di comunicazione: cioè una serie di regole che devono essere rispettate mentre
si comunica affinché l’interlocutore possa capire (es grammaticali). semplificare la comunicazione che ha
dei protocolli, una serie di regole (es. grammaticali) che le dà modo di avvenire.
I protocolli sono quelli che ancora oggi utilizziamo.
Il primo fu l’SMTP, nel 1972, ovvero il protocollo che consentiva/consente l’invio della e-mail. Nasce
perciò la posta elettronica e il simbolo @ che indica la residenza della casella di posta elettronica.
Alla fine degli anni 80, il numero di nodi collegati ad ARPAnet 3 di 300.000 e l’utilizzo è quasi
esclusivamente per ragioni scientifiche
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COMUNICAZIONE DIGITALE _ L. Santangelo

Internet e web, un po’ di storia…

La prima rete nasce per scopi puramente militariInternet nasce negli anni 60, in piena guerra fredda (tra Russia cioè URSS e America) come risposta al primato sovietico nella conquista dello spazio (1957) - I russi tramite lo sputnik avevano conquistato lo spazio e si era reduci della Seconda guerra mondiale quindi si pensava che sarebbe scoppiata un’altra guerra.  Nel tentativo di prevenire un eventuale conflitto bellico, da entrambe le parti si inizia a studiare a un sistema alternativo di comunicazione che potesse garantire a due persone poste in qualsiasi punto del mondo di potere continuare a comunicare tra di loro anche in caso di guerra. Oltre alla corsa allo spazio c'è stata la corsa allo sviluppo di un’infrastruttura alternativa aa quella esistente che potesse consentire una comunicazione tra due persone anche in caso di conflitto bellico.  La battaglia fu vinta dall’America che grazie all’Advanced Research Project Agency (ente governativo americano) hanno sviluppato un’infrastruttura per poter consentire a due persone di poter comunicare tra di loro: prese il nome di ARPAnet.  Viene quindi concepita e sviluppata una struttura ridondante a maglie , come alternativa a quella gerarchica (es rete dei pescatori che anche se la tagli non cede) La prima rete fisica nasce il 25 ottobre 1969 e vede coinvolti solo quattro nodi: o l’UCLA (University of California, Los Angeles), o lo Stanford Research Institute, o l’UCSB (University of California, Santa Barbara) o l’University of Utah *nodo= punto da cui parte o arriva la comunicazione. È emblematico che ci siano 3 università perché da quella data altre università hanno deciso di aderire al progetto, diventare nodi del progetto. La rete inizia perciò ad essere utilizzata anche per scopi di ricerca oltre a quelli militari per cui era nata. La rete Arpanet iniziava infatti ad essere sfruttata anche per comunicare risultati scientifici di ricerca. Arpanet nasce perché era necessario comunicare ma affinché ci sia comunicazione è necessario che sia

rispettato un protocollo di comunicazione : cioè una serie di regole che devono essere rispettate mentre

si comunica affinché l’interlocutore possa capire (es grammaticali). semplificare la comunicazione che ha dei protocolli, una serie di regole (es. grammaticali) che le dà modo di avvenire. I protocolli sono quelli che ancora oggi utilizziamo.  Il primo fu l’SMTP, nel 1972 , ovvero il protocollo che consentiva/consente l’invio della e-mail. Nasce perciò la posta elettronica e il simbolo @ che indica la residenza della casella di posta elettronica.  Alla fine degli anni 80, il numero di nodi collegati ad ARPAnet è di 300.000 e l’utilizzo è quasi esclusivamente per ragioni scientifiche

Ad un certo punto si realizza però che non era più possibile usare l’infrastruttura ARPAnet per questo duplice motivo, cioè da una parte per comunicazioni legate al mondo scientifico e dall’altra per comunicazioni riservate.

 Avviene quindi una scissione :

  • Da una parte c’era MILnet, rete usata esclusivamente dai militari
  • Dall’altra rimaneva ARPAnet usata per scopi di ricerca. Data questa scissione nel 1983 ARPAnet adotta una serie di protocolli, i TCP/IP come standard di comunicazione e la rete inizia a chiamarsi Internet. (MILnet invece usa protocolli a volte segreti ma comunque diversi). Vediamo una serie di passaggi nella storia di Internet :  Il 30 aprile 1986, Internet arriva in Italia : il primo messaggio fu inviato da Pisa presso la sede del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (oggi l’Istituto di Telematica e Informatica del CNR) alla Pennsylvania con la rete Internet attraverso satelliti del Telespazio in Abruzzo. Finalmente quindi anche le università italiane possono far parte di questa rete mondiale.  Il passaggio successivo, nella prima metà degli anni 90, fu quello di consentire l’accesso a questa rete anche alle aziende. Internet quindi non veniva più usato solamente per motivi di ricerca ma anche per fini commerciali e quindi per business.  Nel 1991 nasce il protocollo HTTP e il linguaggio HTML. Nasce di fatto il Web  il 6 agosto 1991, Tim Barners-Lee realizza il primo sito web della storia , ancora visibile all’indirizzo http://info.cern.ch/  Nel 1996 ci sono 10 milioni di computer collegati a InternetNel 2015 il numero sale a 3.3 miliardi in tutto il mondo  Entro il 2020 si stimano 30 miliardi di dispositivi connessi in tutto il mondo Internet è l’infrastruttura che offre diversi servizi (esempio, il web, la posta elettronica, le applicazioni che consentono di vedere in streaming le partite) utilizzando diversi protocolli.

Il Web

Internet è l’infrastruttura che offre una serie di servizi, per ciascuno dei quali viene usato un protocollo. Servizio= sono diversi, per esempio il Web, la posta elettronica, la musica e i film in streaming… NB. Internet e Web non sono sinonimi, sono due cose diverse -> il web è uno dei servizi che Internet offre.

- Una classificazione automatica esaustiva risulta essere complessa. Per questo nel web 1.0 nascono le web directory (ad esempio DMOZ- https://www.dmoz- odp.org/), ovvero repository di link di siti suddivisi per categoria tematiche o parola chiave. Veniva usato un metodo mono-dimensionale statico, rappresentato tramite un albero con struttura gerarchica. = era fattibile perché i siti web non erano tantissimi, oggi sarebbe impossibile. - Il Web 2.0 invece risolve in maniera elegante questo problema, girando il problema all'utente stesso; L’utente, infatti, può indicizzare le informazioni con delle parole chiave, dette hashtag , da lui selezionate secondo le sue esigenze e preferenze.

Si è quindi introdotta la folksonomy , ovvero una tassonomia decretata dagli utenti che sfrutta la

conoscenza collettiva della comunità in rete. Non viene quindi più utilizzato un metodo mono-dimensionale statico e gerarchico, rappresentabile tramite un albero, ma un sistema multidimensionale rappresentabile attraverso una nuvola chiamata tag cloud. Questo significa che non c’è una gerarchia dei tag, essi si trovano all’interno di questa “nuvola”. Abbiamo quindi solo cambiato il modo in cui le informazioni vengono classificate. Siamo quindi passati da una tassonomia basata sulla classificazione dei siti web in base ai contenuti ad una Folksonomy (gli utenti classificano le informazioni).

Applicazioni del Web 2.

Gli strumenti che sono stati messi a disposizione degli utenti sono stati:  Forum  Wiki  Blog  RSS  Social Network  CMS

Vediamole nel particolare:

1. I FORUM

È una piattaforma informatica che consente a più utenti che condividono interessi comuni di avviare conversazioni tematiche. Il suo nome deriva dal latino “forum” ovvero foro, che indicava la piazza centrale delle antiche città romane (la piazza, il mercato, il luogo pubblico). Infatti, i forum sono dei luoghi virtuali in cui le persone si ritrovano e parlano di argomenti specifici, dei luoghi di discussione comune. Ogni discussione ( thread ) rappresenta un argomento, ogni messaggio della discussione ( post ) rappresenta il contributo del singolo utente Le discussioni sono di solito moderate da un moderatore.

2. I WIKI

È una piattaforma collaborativa in cui più utenti contribuiscono a generare contenuto. La modifica del contenuto è aperta a tutti gli utenti (generalmente quelli registrati) ma tutte le modifiche vengono tracciate in modo da consentire eventualmente il “ rollback ”, ovvero il recupero della versione precedente. Il termine Wiki deriva dalla parola hawaiana e significa “rapido”, “molto veloce”. Si tratta infatti di uno strumento che deve consentire la pubblicazione rapida di informazioni. Il wiki sicuramente più famoso è Wikipedia , un’enorme enciclopedia tradotta in oltre 250 lingue e attualmente contenente oltre 6 milioni di articoli, suddivisi per disciplina, dall’informatica alla medicina, alla storia, ecc…

3. I BLOG

Il nome deriva dalla contrazione di web log ossia traccia su rete, è un sito dove l'autore scrive degli articoli che vengono poi visualizzati in ordine cronologico inverso , a partire dal più recente al più vecchio. La scrittura di ogni singolo post è facilitata, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma di editing. Lo scrittore di un blog viene denominato blogger. I contenuti pubblicati dal blogger possono essere commentati dai visitatori del blog, generando di fatto delle conversazioni

4. GLI RSS

RSS = Really Simple Syndication Sono degli aggregatori di contenuti: sono delle informazioni altamente strutturate che contengono una struttura ben precisa. I lettori degli RSS devono solo prendere man mano le informazioni che vengono pubblicate in questo RSS. Si tratta di uno dei più popolari formati per la distribuzione dei contenuti Web e la presentazione sotto altre forme. RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali è composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, ecc). Quando vengono pubblicate delle notizie in formato RSS, la

Si è iniziato quindi a parlare di come cercare di risolvere il problema , cioè come cercare di capire la relazione tra le informazioni che si trovano online (oltre alla loro veridicità). È impensabile fare questa gestione a mano.  L’idea è quella di trovare un modo per far sì che siano le macchine e non l’uomo ad effettuare un’analisi della conoscenza provenienti dalle fonti. Le macchine quindi devono riuscire ad analizzare le informazioni che vengono via via pubblicate sul web ed effettuare un’analisi sulla qualità e sulle relazioni che intercorrono tra le informazioni. SOLUZIONE:

Il Semantic web

Il termine viene coniato nel 2001 da Tim Berners-Lee , un informatico britannico, padre del Web. Nel Semantic Web tutte i documenti accessibili tramite Web (pagine web, immagini, file, video, ecc) vengono associati a informazioni e dati (denominati metadati ) che ne specificano il contesto semantico. La soluzione è utilizzare le macchine per analizzare la conoscenza proveniente da diverse fonti.

Dall’inizio del nuovo millennio, i ricercatori lavorano al Semantic Web  un'infrastruttura

basata su metadati per svolgere ragionamenti sul Web. Si cerca di rendere capaci le macchine di analizzare la conoscenza. L’idea è di definire un’infrastruttura sul metadato cioè all’informazione vengono associati dei metadati che, non vengono utilizzati da noi umani, ma dalle macchine che grazie ad essi elaborano l’informazione e deducono nuova conoscenza.

  1. Da una parte c’è l’elemento principale – IL METADATO – che viene associato alle informazioni
  2. Dall’altra c’è un AGENTE SEMANTICO (componenti automatizzati) che è in grado di prendere e analizzare l’informazione per dedurre ulteriori informazioni, conoscenze. Si vuole rendere automatica l’elaborazione dell’informazione attraverso una strutturazione dell’informazione: l’informazione deve essere strutturata e per esserlo bisogna assegnare all’informazione i metadati attraverso i quali possono elaborare l’informazione e dedurre nuova conoscenza. Ma tutte le informazioni devono essere collegate tra di loro : quindi le informazioni sono associate al metadato e il metadato deve essere in qualche modo associato a un CONSTESTO SEMANTICO attraverso L’ONTOLOGIA (questo per poter fare l’analisi semantica). Non si vuole cambiare l’infrastruttura del mondo Web oppure costringere le macchine a “capire” il linguaggio umano, ma si vuole cambiare il modo in cui la conoscenza umana viene rappresentata, utilizzando collegamenti semantici anziché semplici hyperlink. NB. Questo processo non è ancora realtà ma si sta andando verso questa direzione.

Es. benefici del Web Semantico

Supponiamo che un documento parli del Signor Ciampi. Magari altri documenti distribuiti nel web parlano del Signor Ciampi, ma come facciamo a capire che sia lo stesso soggetto? Per raggiungere questo obiettivo, le informazioni pubblicate sul web devono essere codificate in uno standard differente, più strutturato, denominato RDF (Resource Description Framework) Tramite l’RDF (Resource Description Framework), ogni informazione viene decomposta in uno o più “statement” (asserzioni), dove ogni statement viene descritto da una terna : soggetto (la risorsa), predicato (la proprietà) e oggetto (il valore). Ad esempio, si considerino le due asserzioni relative a un ex Presidente della Repubblica Italiana:  Il signor Ciampi vive a Roma  Il signor Ciampi ha codice fiscale CMPCLZ20T09E625V Le due asserzioni possono quindi essere rappresentate schematicamente nel seguente modo: Ciascun elemento viene quindi assegnato ad una risorsa (un URI [Uniform Resource Indentifier] del web) in modo che la risorsa possa essere identificata univocamente Quindi, attraverso RDF siamo in grado di strutturare delle frasi. Ogni singolo elemento di una asserzione può essere trattato e classificato in maniera indipendente. Attraverso le ontologie , ovvero un sistema di codifica dell’informazione, si riesce ad assegnare il significato a ciascun termine Una ontologia quindi è quindi un metodo per rappresentare la conoscenza e le regole che consentono di dedurre ulteriore conoscenza

ONTOLOGIA

Attualmente lo standard per la definizione di ontologie è il linguaggio OWL (Web Ontology Language), definito dal W3C , un ente americano che sovrintende alla realizzazione del Web Semantico. Lo scopo di OWL è descrivere delle basi di conoscenze, effettuare delle deduzioni su di esse e integrarle con i contenuti delle pagine Web.

Semantic Web: i tre elementi fondamentali

  1. I METADATI : permettono di poter descrivere le informazioni in maniera strutturata
  2. essi sono associati a una SEMANTICA : un significato attraverso l’utilizzo delle ONTOLOGIE.
  3. Grazie ad esse e alle informazioni strutturate GLI AGENTI SEMANTICI possono dedurre nuove conoscenze, portano a una reale evoluzione delle conoscenze Attraverso la rappresentazione strutturata della conoscenza e l’utilizzo delle ontologie quale insieme di regole per l’organizzazione della conoscenza, un agente semantico potrà essere in grado di recuperare le

NB. La comunicazione tra client e server, affinché vada a buon fine, deve essere garantita attraverso la

condivisione di un protocollo di comunicazione -> un insieme di regole che permette alle due parti che

partecipano alla comunicazione di capire cosa dicono. Il protocollo di comunicazione deve rispettare le regole sintattiche e semantiche attraverso cui devono essere inviate le richieste e le risposte. Il web è quindi l’insieme delle pagine web che possono essere accedute dal client e tutti gli insiemi di protocolli che governano questa comunicazione. Una pagina web è a tutti gli effetti un documento di testo formattato in una certa maniera all’interno del quale ci sono una serie di informazioni e metadati (quelli che vengono generalmente usati dal browser per rappresentare graficamente la pagina).

HTTP

Esistono diversi protocolli di comunicazione. Quello più usato nel web è HTTP ( HyperText Transfer Protocol ). È un protocollo che viene usato per accedere al servizio web ed infatti è proprio il prefisso che si trova nei link per accedere alle pagine web. L’HTML è un linguaggio che ci permette di poter scrivere le pagine web che vengono poi richieste attraverso il protocollo http. Affinché una pagina web possa essere richiesta attraverso il protocollo http e poi visualizzata grazie al linguaggio html vi è il bisogno di applicativi dedicati, chiamati browser (Firefox, Edge, Google Chrome) L’utente può effettuare richieste di accesso alle pagine web e visualizzare i risultati delle risposte ricevute dal server Le richieste che vengono inviate dal client riguardano le pagine Web. (è un documento di testo) L’insieme delle pagine Web forma un sito web Un sito web si compone di diverse pagine ipertestuali , collegate tra loro in maniera non sequenziale attraverso un link (collegamento)

I browser

I browser sono applicativi che sono in grado di:

  1. Preparano, impacchettano la richiesta utilizzando il protocollo HTTP e la inviano al server
  2. Il server riceve la richiesta al cui interno c’è l’indicazione della risorsa richiesta (la pagina web a cui l’utente vuole accedere)
  3. La richiesta viene preparata dal server e poi inviata al client. Quando il client riceve la risposta, il browser reindirizza graficamente le risposte ricevute, la pagina, in modo da consentire all’utente di “navigare” attraverso i collegamenti ipertestuali della pagina web (collegamenti a una pagina esterna, differente)

Esempi di browser: Chrome, Firefox, Edge

I Browser: quote di mercato

Questo serve per avere una visione dei browser che vengono maggiormente utilizzati. Chrome è quello che ha una quota di mercato più notevole.

I pacchetti

Sono delle richieste che vengono inviate dal client verso il server o risposte dal server al client e i messaggi di risposta inviati da quest’ultimo, vengono trasmessi sotto forma di pacchetti. Un pacchetto è quindi una struttura dati che contiene informazioni relative al mittente, al destinatario, alla risorsa richiesta, ecc. Il protocollo di comunicazione definisce la struttura del pacchetto che il client deve preparare. Noi utenti non dobbiamo fare niente, semplicemente nel momento in cui scriviamo nella barra di ricerca il link che cerchiamo, automaticamente inizia questo processo -> il browser prepara una richiesta (pacchetto definito secondo uno standard preciso che risponde al nome di protocollo http) con le informazioni relative all’utente (chi è, da dove viene, cosa cerca…) e lo invia al server. Quindi ad esempio il formato del pacchetto HTTP è differente da quello SMTP (contenuto e formato differente) pertanto anche le applicazioni che vengono utilizzate devono essere differenti.

Indirizzi IP

Vogliamo entrare sul sito della Casa Bianca  Come si fa a sapere dove si trova il servizio a cui vogliamo inviare la comunicazione?  Come fa il server a rispondere alla nostra richiesta? Il modo per identificare la posizione di ciascun server e client è attraverso l’indirizzo IP. Affinché il client possa a inviare un pacchetto a un server geograficamente lontano e affinché possa ricevere le informazioni di cui necessita, è necessario non solo condividere il protocollo (HTTP) ma anche avere un modo per identificare UNIVOCAMENTE (non possono essere uguali) le parti coinvolte nella comunicazione:

Nodi (router) e Terminali (server e client) sono collegati attraverso una rete di noti collegata tra loro attraverso un canale di comunicazione (link) Il canale è il mezzo fisico su cui viene effettivamente trasferito il pacchetto. Nell’immagine di prima, i canali sono appunti le linee che collegano i diversi nodi. Differenti tecnologie:  Cavi coassiali (simili ai cavi dell’antenna)  Doppino in rame  Fibra Ottica  Onde (wireless, infrared, bluetooth) I canali infatti possono essere:  Fisici= cavi che possono essere toccati  Onde elettromagnetiche

Le porte

Quando il nostro server riceve la comunicazione, il servizio risponde alle richieste. Sullo stesso server possono esserci diversi servizi (sistemi che sono in grado di comprendere un protocollo di comunicazione). Es. servizio web, servizio di posta elettronica, servizio di file sharing ecc… che lavorano sulla stessa macchina, la quale viene identificata univocamente con l’indirizzo IP Immaginiamoci il server come un hotel, in cui ci sono tante stanze. In ogni stanza c’è un omino che risponde alle richieste: chiamato servizio, istanza.  L’indirizzo IP, quindi, serve per identificare i nodi dal punto di vista “geografico”.  Tuttavia, lo stesso server “fisico” può essere in grado di rispondere a diversi servizi (ad esempio un servizio HTTP, un servizio FTP e un servizio SMTP) Dietro ad ogni stanza dell’hotel c’è una porta, ciascuna delle porte viene identificata univocamente attraverso un numero: es la porta 80 identifica sempre un servizio web e quindi il protocollo http. Oltre a identificare in maniera univoca il server sulla rete Internet, bisogna identificare univocamente anche il servizio sul medesimo server. In questo caso si utilizzano le “ porte ”. Servizi differenti usano porte differenti. Generalmente i servizi hanno porte predefinite (ad esempio 80 per HTTP, 21 per FTP, 25 SMTP gestisce la posta elettronica)  Ci sono 65536 differenti porte Esempio : se scriviamo nella barra delle ricerche http://corriere.it80 il server mi invia direttamente nella pagina corretta in quanto la porta inserita (80) è corretta. Se invece al posto di 80 scrivo 85, il server caricherà a vuoto fino a dire che è impossibile raggiungere il sito.

Il DNS

Per comunicare con un server (e richiedere una pagina Web), un client deve conoscere quindi l’indirizzo IP del server. L’uomo, tuttavia, preferisce ricordare i nomi anziché i numeri, per cui ad ogni indirizzo IP di ogni server viene assegnato un nome DNS Ad esempio 193.204.35.100 corrisponde a www.unipv.it L’associazione tra nomi e indirizzi IP viene effettuata attraverso un server DNS , a cui ogni nodo della rete fa riferimento ogni volta che deve inviare un pacchetto. Il DNS è infatti un servizio che traduce i nomi in indirizzi IP. Sistema di gestione dei nomi di dominio.

La struttura dell’URL

http://www.unipv.it: 80 /index.php

- protocollo di comunicazione - nome DNS del server a cui collegarsi - porta (se di default si può omettere) - risorsa a cui collegarsi NB. Perché i client hanno bisogno di un indirizzo IP? Sembra evidente la necessità di dotare ogni server di un indirizzo IP, in modo che questo possa essere raggiungibile, ma perché lo stesso accade per i client? Una comunicazione è fatta di una richiesta e di una risposta. Se il client non avesse un indirizzo IP, il server non potrebbe mai inviare la risposta.

Indirizzi IP statici e dinamici

Indirizzo IP statico = l’indirizzo dei server I server devono essere configurati per avere sempre lo stesso indirizzo IP in modo che un nome DNS venga risolto sempre con lo stesso indirizzo IP.  Indirizzo IP dinamico = l’indirizzo dei client Nel caso dei client infatti, non è necessario avere un indirizzo statico, per cui i dispositivi fissi e mobili che si collegano alla rete internet ricevono un indirizzo IP dinamico che cambia nel tempo

Siamo in una fase di transizione , in cui le aziende stanno ancora usando l’IPv4 ma sono finiti e quindi per questo si sta pensando a questa transizione.

Struttura di un IPv6:

 gli indirizzi IPv4 sono rappresentati da 4 ottetti  gli indirizzi IPv6 vengono invece rappresentati con 8 “sedicetti”

Struttura di un sito web

Un sito web è composto da diverse pagine ipertestuali , collegate tra di loro attraverso link, che possono essere accedute da un client attraverso dei server. Ogni pagina viene scritta con uno specifico linguaggio comprensibile al browser, in modo che possa essere rappresentata graficamente. Affinché il browser possa rappresentare correttamente la risorsa richiesta, è necessario che questa sia stata scritta utilizzano uno specifico linguaggio, denominato linguaggio HTML.

Il linguaggio HTML

HTML è l’acronimo di HyperText Markup Language (traduzione letterale: linguaggio a marcatori per ipertesti). È un linguaggio di markup nato per la formattazione e l’impaginazione di documenti ipertestuali disponibili. Dal 1989, anno in cui venne definito, ad oggi, l’HTML ha subito profonde trasformazioni , arrivando fino alla versione 5. È stato a ffiancato da altre tecnologie , quali CSS e script lato server e lato client.

Non è possibile dare alla pagina web attraverso l’HTML un dinamismo (di dati) ovvero sulla base dell’input dell’utente il sistema, l’applicazione reagisce e fornisce un output che dipende dai dati che gli ha passato l’input. (es fornisco data di nascita… e ottengo il codice fiscale)  NO L’HTML è un linguaggio di markup, che con dei tag definisce la struttura e i contenuti della pagina web (serve solo a questo). I contenuti statici sono rappresentati dall’HTML.

CSS

Definisce la grafica, è un linguaggio usato per definire la formattazione di documenti HTML. I contenuti statici quindi vengono definiti dall’HTML, la grafica viene definita dai CSS. È un modo elegante per poter dividere il testo da come il testo viene rappresentato. L'introduzione del CSS si è resa necessaria per separare i contenuti delle pagine HTML dalla loro formattazione o layout e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine stesse sia per gli utenti, garantendo contemporaneamente anche il riutilizzo di codice ed una sua più facile manutenzione. Anche CSS ha subito profonde trasformazioni  oggi è arrivato alla versione 3.

Script Server side e Client Side (serve per la dinamicità)

L’HTML è quindi un linguaggio di definizione , non può quindi essere considerato un vero linguaggio di programmazione. Non possiede quindi le caratteristiche di “ dinamicità ” (ad esempio non è possibile, utilizzando HTML, costruire una pagina Web che faccia calcoli aritmetici o mostri dei dati in base all’input passato dall’utente). Quindi è stato necessario creare dei veri linguaggi di programmazione (cosa che HTML e CSS non sono) al fine di introdurre questa componente dinamica. Per questo tipo di compiti, il linguaggio HTML viene affiancato dagli script lato server o lato client :  si intende dire chi è, tra le due che partecipano alla comunicazione, che si occupa di elaborare l’informazione. Il client inizia la comunicazione e la invia al server che ricevendola risponde. Sono due macchine fisiche diverse (es. due cellulari). Client side indica chi delle due si occupa di elaborare un’informazione, in questo caso appunto client. RICAPITOLANDO:

- HTML; CSS = linguaggi di definizione che non aggiungono dinamicità al documento - CLIENT SIDE; SERVER SIDE = linguaggi di programmazione che aggiungono dinamicità. * Client Side= es. JavaScript * Server Side= es. PHP

Approccio ibrido

Nella maggior parte dei casi, le applicazioni Web difficilmente vengono realizzati utilizzando esclusivamente strumenti server side o client side. Un approccio ibrido mira ad utilizzare entrambe le tecnologie (lato server e lato client). Di solito infatti non viene usata una sola tecnologia ma vengono usate insieme per fornire all’utente un’esperienza più intensa.

Sistemi di persistenza dei dati _ DATABASE

Nessuno delle tecnologie viste finora (HTML, CSS, PHP, JavaScript) è in grado di garantire la persistenza dei dati. (in modo che possano essere recuperati in qualsiasi momento) Per questo motivo, siti web di medie e grandi dimensioni si appoggiano a database in grado di rendere persistenti i dati che vengono trasmessi dai client. Si tratta di uno degli elementi che entrano in gioco quando si sviluppa un’applicazione. Maria vorrebbe essere assunta e quindi sta compilando il Form dicendo chi è. Spedisce il curriculum all’azienda che gestisce il server web. L’azienda, ovvero il server web che si trova all’ascolto alla porta 80 in attesa di richieste http recupera la richiesta di Maria e la salva in maniera persistente in un database.

Due famiglie di database

Ci sono diversi tipi di database. Immaginiamo di fare una ricerca su Google sui gatti: quello che avviene è effettuare una ricerca in un database che colleziona le informazioni sui siti web. Ci interfacciamo perciò con un database. Abbiamo una collezione di dati, enorme o meno come ad esempio i dati degli studenti di UniPv. Gestire i dati non può avvenire su documenti word ma bisogna gestirli e strutturarli memorizzandoli all’interno di database relazionali, servono per memorizzare in maniera persistente i dati per:

- scopi transazionali  allo scopo di gestire le transazioni (risponde al dettaglio) (es. faccio l’esame di comunicazione digitale, prendo 30 e ciò deve essere registrato nel libretto didattico e per farlo vi è il bisogno di un database) - scopi analitici: che rispondono a domande del tipo “qual è la natura degli studenti che si iscrivono a CIM, da che scuola vengono? Ecc..” insomma analisi dei dati. Dietro ai servizi web c’è sempre un database che consente la memorizzazione persistente delle informazioni

Vediamo ora i due differenti usi che vengono fatti dei database:

1. SQL  sono database relazionali, ovvero creati circa 40 anni fa.

Si tratta di un linguaggio che agevola la manipolazione dei dati. Sono utilizzati sia per scopi transazionali sia per scopi analitici. Penso si tratti di un database originale, ovvero creato circa 40 anni fa.

2. NoSQL  creati negli ultimi anni. “No” sta per not only SQL oppure, nel senso negativo, sistemi che

non lavorano con l’SQL che è un modo, un linguaggio per recuperare i dati. Sono utilizzati per specifici contesti.