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Concetto di fair play, Sintesi del corso di Educazione fisica

cos'è il fair play e come viene applicato

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 11/05/2021

Egi_07
Egi_07 🇮🇹

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FAIR PLAY
Il fair play, che significa letteralmente "gioco leale", riporta le regole dell' essere sportivo, che
vanno a coronare il vero giocatore che rispetta ogni tipo di regola.
Il regolamento del fair play stato stilato dal Panathlon International, ovvero un organismo che che
induce le persone ad essere sportivi lealmente, intrecciando ad esso i suoi valori morali e culturali.
Questa e altre associazioni fanno i comitati Nazionali e Internazionali per il Fair Play.
Il fari play:
- è contrario all' imbroglio;
- disdegna le furbizie al limite della regola;
- rifiuta categoricamente il doping, nella maniera più assoluta;
- combatte le molestie, gli abusi, la violenza, il razzismo, lo sfruttamento, l' eccessiva
commercializzazione e la corruzione.
I valori dello sport vengono rispettati da giusti comportamenti, con lo scopo di ricercare la vittoria
tramite un confronto leale con gli avversari, che in genere vengono indicati con il termine di etica
sportiva. L' essere antisportivo altro non fa che assicurarsi, nella maggior parte dei casi, la vittoria
in modo sleale, penalizzando in modo compromettente l' avversario. In particolare il punto 6 dei
Principi fondamentali della Carta olimpica, statuto dell’ordinamento sportivo internazionale, recita
testualmente: “Le società e le associazioni sportive sono soggetti dell’ordinamento sportivo e
devono esercitare con lealtà sportiva le loro attività, osservando i principi, le norme e le
consuetudini sportive, nonché salvaguardando la funzione popolare, educativa, sociale e culturale
dello sport”. Il Fair play, o lealtà sportiva, è quindi un valore spirituale che consente di individuare i
connotati benefici dello sport ed il suo rispetto è ciò che attribuisce un alto riconoscimento sociale
e morale allo stesso movimento sportivo, partendo dai dirigenti e coinvolgendo gli atleti, in
particolare quelli che praticano l’attività sportiva ai più alti livelli, che devono rappresentare per
molti giovani dei modelli di riferimento ed hanno dunque una grande responsabilità nei loro
confronti. Loro per primi devono fornire sani modelli comportamentali e metterli in pratica
durante lo svolgimento dell’attività sportiva. Il lato educativo, formativo e sociale dello sport si
mostra in tutta la sua forza soltanto quando il fair play viene posto al centro dell’attenzione di
tutti, praticanti e non, mentre lo sport perde questo ruolo se (o quando) il fair play viene
considerato solamente un concetto marginale. Al Fair Play deve essere dunque attribuita la
massima priorità da parte di coloro che, direttamente o indirettamente, favoriscono e
promuovono esperienze sportive. In definitiva il fair play è lo spirito sportivo, ed è ciò che deve
distinguere lo sport da altre forme di interazione e convivenza sociale.
Tanto che nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) ha pubblicato “La Carta del Fair
Play”, un decalogo di comportamenti che manifestano Fair Play. Eccoli:
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FAIR PLAY

Il fair play, che significa letteralmente "gioco leale", riporta le regole dell' essere sportivo, che vanno a coronare il vero giocatore che rispetta ogni tipo di regola. Il regolamento del fair play stato stilato dal Panathlon International, ovvero un organismo che che induce le persone ad essere sportivi lealmente, intrecciando ad esso i suoi valori morali e culturali. Questa e altre associazioni fanno i comitati Nazionali e Internazionali per il Fair Play. Il fari play:

  • è contrario all' imbroglio;
  • disdegna le furbizie al limite della regola;
  • rifiuta categoricamente il doping, nella maniera più assoluta;
  • combatte le molestie, gli abusi, la violenza, il razzismo, lo sfruttamento, l' eccessiva commercializzazione e la corruzione. I valori dello sport vengono rispettati da giusti comportamenti, con lo scopo di ricercare la vittoria tramite un confronto leale con gli avversari, che in genere vengono indicati con il termine di etica sportiva. L' essere antisportivo altro non fa che assicurarsi, nella maggior parte dei casi, la vittoria in modo sleale, penalizzando in modo compromettente l' avversario. In particolare il punto 6 dei Principi fondamentali della Carta olimpica, statuto dell’ordinamento sportivo internazionale, recita testualmente: “Le società e le associazioni sportive sono soggetti dell’ordinamento sportivo e devono esercitare con lealtà sportiva le loro attività, osservando i principi, le norme e le consuetudini sportive, nonché salvaguardando la funzione popolare, educativa, sociale e culturale dello sport”. Il Fair play, o lealtà sportiva, è quindi un valore spirituale che consente di individuare i connotati benefici dello sport ed il suo rispetto è ciò che attribuisce un alto riconoscimento sociale e morale allo stesso movimento sportivo, partendo dai dirigenti e coinvolgendo gli atleti, in particolare quelli che praticano l’attività sportiva ai più alti livelli, che devono rappresentare per molti giovani dei modelli di riferimento ed hanno dunque una grande responsabilità nei loro confronti. Loro per primi devono fornire sani modelli comportamentali e metterli in pratica durante lo svolgimento dell’attività sportiva. Il lato educativo, formativo e sociale dello sport si mostra in tutta la sua forza soltanto quando il fair play viene posto al centro dell’attenzione di tutti, praticanti e non, mentre lo sport perde questo ruolo se (o quando) il fair play viene considerato solamente un concetto marginale. Al Fair Play deve essere dunque attribuita la massima priorità da parte di coloro che, direttamente o indirettamente, favoriscono e promuovono esperienze sportive. In definitiva il fair play è lo spirito sportivo, ed è ciò che deve distinguere lo sport da altre forme di interazione e convivenza sociale. Tanto che nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) ha pubblicato “La Carta del Fair Play”, un decalogo di comportamenti che manifestano Fair Play. Eccoli:
  • Fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dalla importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa;
  • conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato;
  • rispettare i miei avversari come me stesso;
  • accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all’errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo;
  • evitare le cattiverie e le aggressioni nei miei atti, e mie parole o miei scritti;
  • non usare artifici o inganni per ottenere il successo;
  • rimanere degno della vittoria, così come nella sconfitta;
  • aiutare chiunque con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;
  • portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo;
  • essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti. Il fair play è quindi un criterio guida al quale deve attribuita la massima priorità da tutti quelli che, direttamente o indirettamente, favoriscono e promuovono esperienze sportive per i bambini e i giovani. E così debbono innanzitutto confrontarsi con esso nella loro attività coloro che emanano regole sportive: Governi a tutti i livelli e enti e organizzazioni nazionali ed internazionali rappresentativi dello sport e delle singole discipline sportive. Ma anche chi è chiamato ad applicarle: le società sportive e di educazione fisica, gli istituti di formazione, gli organi delle professioni sanitarie e farmaceutiche. Ma anche coloro che vivono nel mondo dello sport, i mezzi di comunicazione di massa, i rappresentanti dei settori commerciali tradizionalmente legati allo sport – inclusi i fabbricanti, i rivenditori e le agenzie del marketing di beni sportivi – devono assumere una responsabilità nel contribuire alla promozione del fair play; ed infine i singoli soggetti, ossia genitori, insegnanti, allenatori, arbitri, giudici di gara, dirigenti sportivi, amministratori, giornalisti, medici e farmacisti, compresi gli atleti di alto livello che costituiscono modelli di comportamento per tutti.