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Fair-play (relazione), Guide, Progetti e Ricerche di Educazione fisica

Relazione di scienze motorie sul fair-play

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 22/03/2022

ErasmoBarberio
ErasmoBarberio 🇮🇹

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Il fair play
Il fair play, ovvero “gioco leale”, costituisce un atteggiamento che rende lo sport un’attività che
incorpora valori come responsabilità, rispetto e amicizia, elementi fondamentali nell’attività
sportiva. Per molti esso si basa nel rispetto del regolamento di un determinato sport ma in realtà
vuol dire molto di più. Questo fa sì che l’avversario venga considerato prima di tutto un compagno
di gioco.
Nell’anno 2012 il CONI ha deliberato il Codice di Comportamento Sportivo. Esso contiene i vari
principi di un gioco corretto che tutti i soggetti di un ordinamento sportivo sono obbligati a seguire
e in caso contrario sono sanzionati. Queste regole però sono solamente le fondamentali perciò,
come detto prima, non bastano a favorire lo sviluppo del fair play.
Risulta invece molto più completo il Codice Europeo di Etica sportiva, deliberato nel 1992. In esso
sono dichiarati gli intenti dei Ministri europei dello sport e si basa sul fair play come un concetto
essenziale in sport agonistici e non. Partendo dal presupposto che chiunque ha il diritto di
praticare sport vengono associati i vari impegni e responsabilità a governi, organizzazioni sportive
e singole persone.
Il compito principale del governo è quello di sostenere quelle associazioni che fanno uso di un
gioco leale e stimolare quelle carenti in esso. Un esempio è promuovere il fair play negli istituti
scolastici di ogni grado.
Organizzazioni e società devono creare un ambiente che favorisca un gioco corretto ( come
premiazioni per il fair play o spingere la stampa a promuovere esso) e educare la crescita dei
giovani.
Infine, le singole persone sono tenute a gestire il proprio comportamento in funzione del codice
ma anche a non permettere eventuali violazioni.
Attualmente è evidente la poca importanza che viene data al concetto di gioco leale; basti pensare
ai frequenti episodi di violenza, doping, corruzione e scommesse che hanno influito sui risultati ma
soprattutto macchiato l’immagine dello sport. Questo è dovuto generalmente ai grandi interessi
economici che oggi girano intorno allo sport. In altri casi si tratta anche della voglia di vittoria delle
società. Quest’obbiettivo è una cosa giustissima ma non va assolutamente raggiunto con
l’imbroglio. In una competizione è naturale e necessario voler sempre vincere e non voler mai
perdere ma bisogna anche saper perdere e quindi accettare la sconfitta.

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Il fair play

Il fair play, ovvero “gioco leale”, costituisce un atteggiamento che rende lo sport un’attività che incorpora valori come responsabilità, rispetto e amicizia, elementi fondamentali nell’attività sportiva. Per molti esso si basa nel rispetto del regolamento di un determinato sport ma in realtà vuol dire molto di più. Questo fa sì che l’avversario venga considerato prima di tutto un compagno di gioco. Nell’anno 2012 il CONI ha deliberato il Codice di Comportamento Sportivo. Esso contiene i vari principi di un gioco corretto che tutti i soggetti di un ordinamento sportivo sono obbligati a seguire e in caso contrario sono sanzionati. Queste regole però sono solamente le fondamentali perciò, come detto prima, non bastano a favorire lo sviluppo del fair play. Risulta invece molto più completo il Codice Europeo di Etica sportiva, deliberato nel 1992. In esso sono dichiarati gli intenti dei Ministri europei dello sport e si basa sul fair play come un concetto essenziale in sport agonistici e non. Partendo dal presupposto che chiunque ha il diritto di praticare sport vengono associati i vari impegni e responsabilità a governi, organizzazioni sportive e singole persone. Il compito principale del governo è quello di sostenere quelle associazioni che fanno uso di un gioco leale e stimolare quelle carenti in esso. Un esempio è promuovere il fair play negli istituti scolastici di ogni grado. Organizzazioni e società devono creare un ambiente che favorisca un gioco corretto ( come premiazioni per il fair play o spingere la stampa a promuovere esso) e educare la crescita dei giovani. Infine, le singole persone sono tenute a gestire il proprio comportamento in funzione del codice ma anche a non permettere eventuali violazioni. Attualmente è evidente la poca importanza che viene data al concetto di gioco leale; basti pensare ai frequenti episodi di violenza, doping, corruzione e scommesse che hanno influito sui risultati ma soprattutto macchiato l’immagine dello sport. Questo è dovuto generalmente ai grandi interessi economici che oggi girano intorno allo sport. In altri casi si tratta anche della voglia di vittoria delle società. Quest’obbiettivo è una cosa giustissima ma non va assolutamente raggiunto con l’imbroglio. In una competizione è naturale e necessario voler sempre vincere e non voler mai perdere ma bisogna anche saper perdere e quindi accettare la sconfitta.