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coniche determinante e mantrici, Dispense di Geometria Lineare

descrizione delle coniche determinante e matrici

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 18/06/2019

andrea-marino-12
andrea-marino-12 🇮🇹

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Fissiamo nel piano un sistema di riferimento cartesiano ortogonale
O,~
x,~
y,u.
Definizione
Una conica è il luogo dei punti, propri o impropri, reali o immaginari, che
con le loro coordinate omogenee (x0,y0,t0)soddisfano un’equazione di
secondo grado omogenea nelle variabili x0,y0,t0:
a11x02+2a12x0y0+a22 y02+2a13x0t0+2a23y0t0+a33 t02=0.
Per considerare i punti propri della conica teniamo conto del fatto che
x=x0
t0ey=y0
t0. Allora, dividendo per t02:
a11
x02
t02+2a12
x0
t0
y0
t0+a22
y02
t02+2a13
x0
t0+2a23
y0
t0+a33 =0
a11x2+2a12xy +a22 y2+2a13x+2a23y+a33 =0.
Questa è l’equazione della conica in forma non omogenea.
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Anteprima parziale del testo

Scarica coniche determinante e mantrici e più Dispense in PDF di Geometria Lineare solo su Docsity!

Fissiamo nel piano un sistema di riferimento cartesiano ortogonale O , ~ x , ~ y , u.

Definizione

Una conica è il luogo dei punti, propri o impropri, reali o immaginari, che con le loro coordinate omogenee (x ′ , y ′ , t′) soddisfano un’equazione di secondo grado omogenea nelle variabili x ′ , y ′ , t′:

a 11 x ′^2 + 2 a 12 x ′y ′^ + a 22 y ′^2 + 2 a 13 x ′t′^ + 2 a 23 y ′t′^ + a 33 t′^2 = 0_._

Per considerare i punti propri della conica teniamo conto del fatto che x = x^

t ′^ e^ y^ =^

yt ′^. Allora, dividendo per^ t

′^2 :

a 11

x ′^2 t′^2

  • 2 a 12

x ′ t′

y ′ t′^

  • a 22

y ′^2 t′^2

  • 2 a 13

x ′ t′^

  • 2 a 23

y ′ t′^

  • a 33 = 0

⇒ a 11 x 2 + 2 a 12 xy + a 22 y 2 + 2 a 13 x + 2 a 23 y + a 33 = 0_._

Questa è l’equazione della conica in forma non omogenea.

Ad ogni conica associamo la matrice simmetrica:

B =

 

a 11 a 12 a 13 a 12 a 22 a 23 a 13 a 23 a 33

 .

Se poniamo:

x ′^ =

  

x ′ y ′ t′

   e^ x^ =

  

x y 1

   ,

allora l’equazione della conica può essere scritta in forma compatta. La forma omogenea può essere scritta in questo modo:

tx ′Bx ′ (^) = 0 ,

mentre quella non omogenea in quest’altro:

tx Bx = 0_._

Se a 11 = a 12 = a 22 = 0, allora la conica è riducibile e contiene la retta impropria t′^ = 0. Supponiamo a 11 6 = 0. Dividiamo l’equazione per y ′^2 :  



a 11

( x ′ y ′

) 2

  • 2 a 12

x ′ y ′^

  • a 22 = 0 t′^ = 0_._

In questo caso otteniamo i punti impropri (−a 12 +

√ a^212 − a 11 a 22 , a 11 , 0 ) e

(−a 12 −

√ a 122 − a 11 a 22 , a 11 , 0 ).

Se a 11 = 0, abbiamo: { 2 a 12 x ′y ′^ + a 22 y ′^2 = 0 t′^ = 0_._

e otteniamo i punti impropri ( 1 , 0 , 0 ) e (a 22 , − 2 a 12 , 0 ).

In ogni caso, si ottiene che i punti impropri di una conica che non contiene la retta impropria sono sempre 2 e sono:

I (^) reali e distinti se a^212 − a 11 a 22 > 0 I (^) reali e coincidenti se a^212 − a 11 a 22 = 0 I (^) immaginari e coniugati se a^212 − a 11 a 22 < 0_._

Definizione

Una conica irriducibile si dice:

I (^) iperbole, se ha due punti impropri reali e distinti I (^) parabola, se ha due punti impropri reali e coincidenti I (^) ellisse, se ha due punti impropri immaginari e coniugati.

Fissiamo nel piano due sistemi di riferimento O , ~ x , ~ y , u e O′ , X ~ , Y ~ , u. Sia P = (x , y ) un punto del piano. Se vogliamo passare da O′ , X ~ , Y ~ a O , ~ x , ~ y occorre effettuare una rototraslazione, cioè una composizione tra una rotazione e una traslazione: {

x = X cos θ − Y sen θ + a y = X sen θ + Y cos θ + b ,

dove O′^ = (a , b) in O , ~ x , ~ y e θ è l’angolo formato da ~ i e ~ I.

~ x

~ y

O

O′

~ i

Y^ ~

X^ ~

~ I

θ

Se:

x =

 

x y 1

  e X =

 

X

Y

  ,

allora le equazioni del cambiamento di coordinate si possono scrivere nella forma: x = QX ,

con:

Q =

 

cos θ − sen θ a sen θ cos θ b 0 0 1

 

matrice della rototraslazione.

Se θ = 0, allora abbiamo una traslazione.

~ x

~ y

O

O′

Y^ ~

X^ ~

Le equazioni di una traslazione sono: { x = X + a y = Y + b_._

Teorema

Data una conica Γ a coefficienti reali di equazione t x Bx = 0 , è sempre possibile effettuare una rototraslazione, di matrice Q, tale che Γ nel nuovo riferimento O′ , X ~ , Y ~ , u abbia una delle due forme:

I) α X 2 + β Y 2 = γ II) β Y 2 = 2 γ X.

Inoltre, dette B e A la matrice della conica e la sottomatrice dei termini di secondo grado in x e y , rispettivamente, e B′^ e A′^ le corrispondenti matrici per la conica in forma canonica, si ha:

a) B e B′^ hanno lo stesso determinante e lo stesso rango b) A e A′^ sono simili, e, quindi, hanno lo stesso polinomio caratteristico, stesso determinante e stessa traccia.

Osservazione

Se:

A =

( a 11 a 12 a 12 a 22

) ,

allora Tr(A) = a 11 + a 22 è la traccia di A. (^) 11 / 41

Studio dell’ellisse in forma canonica

L’equazione canonica dell’ellisse reale è del tipo:

x 2 a^2

y 2 b^2

Essa rientra tra le coniche del tipo I α x 2 + β y 2 = γ , con αγ = (^) a^12 e βγ = (^) b^12. L’equazione canonica dell’ellisse immaginaria è:

x 2 a^2

y 2 b^2

Notiamo che per l’ellisse reale Tr(A) · |B| < 0, mentre per l’ellisse immaginaria Tr(A) · |B| > 0.

  1. L’origine O = ( 0 , 0 ) è il centro di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ (− α,β ) ∈ Γ.
  2. L’asse ~ x è asse di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ ( α,β ) ∈ Γ.
  3. L’asse ~ y è asse di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ (− α, β ) ∈ Γ.

~ x

~ y

O

( α, β )

( α,β )

(− α, β )

(− α,β )

Sia a > b. In tal caso, consideriamo i punti F 1 = (c , 0 ) e F 2 = (−c , 0 ), con c =

a^2 − b^2. F 1 e F 2 sono detti fuochi dell’ellisse. Si dimostra che l’ellisse si può ottenere come il luogo dei punti P = (x , y ) del piano tali che: PF 1 + PF 2 = 2 a_._

Le rette d 1 : x = a

2 c e^ d^2 :^ x^ =^ −^

a^2 c sono dette direttrici relative ai fuochi F 1 e F 2. Sull’asse maggiore vi sono i due fuochi.

~ x

~ y

O

F 2 F 1 asse maggiore

d 2 d 1

Proposizione

I rapporti: PF 1 d(P , d 1 )

e

PF 2

d(P , d 2 )

sono, al variare di P sull’ellisse Γ, costanti e uguali a una costante e = ca , detta eccentricità dell’ellisse. Inoltre si prova che e < 1 , cioè:

PF 1 d(P , d 1 )

PF 2

d(P , d 2 )

= e =

c a

< 1 ∀P ∈ Γ.

Studio dell’iperbole in forma canonica

L’equazione canonica dell’iperbole è del tipo:

x 2 a^2

y 2 b^2

Essa rientra tra le coniche del tipo I α x 2 + β y 2 = γ , con αγ = (^) a^12 e β γ =^ −^

1 b^2.

  1. L’origine O = ( 0 , 0 ) è il centro di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ (− α,β ) ∈ Γ.
  2. L’asse ~ x è asse di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ ( α,β ) ∈ Γ.
  3. L’asse ~ y è asse di simmetria, perché se ( α, β ) ∈ Γ =⇒ (− α, β ) ∈ Γ.

L’asse ~ x è l’unico dei due assi di simmetria che incontra l’iperbole in due punti reali, V 1 = (a , 0 ) e V 2 = (−a , 0 ). Sono i due vertici dell’iperbole e l’asse ~ x è detto asse trasverso.

~x

~y

O

asse trasverso V 2 V 1