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Connerton. Come la modernità dimentica, Sintesi del corso di Antropologia

Riassunto schematico in punti del libro di Connerton sull'oblio della modernità.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 12/07/2019

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Connerton. Come la modernità dimentica
I. Introduzione
Dal XX secolo si sviluppa “un’ industria” culturale a che porta, no ai giorni nostri, dei
dibattiti sul valore della memoria.
Che senso hanno questi dibattiti? Perché oggi si dà un grande valore alla memoria? la tesi
di Connerton è che la modernità ha un rapporto problematico con l'oblio.
Esistono tipi di oblio strutturale specici della cultura moderna Molti critici hanno fornito
una serie di indicazioni:
Hobsbown La distruzione dei legami con le generazioni passate è uno dei fenomeni più
tipici del 900
Le goe il pubblico è ossessionato dalla memoria e questa paura trova espressione
nella “moda del retò” ben strutturata dai mercanti del passato perché la memoria oggi è
una degli oggetti meglio venduti
Judt commenta l’opera di Nora e nota che dopo la cancellazione di vasti programmi di
Storia nelle scuole può accadere che vaste porzioni del passato collettivo diventino
luoghi di oblio (lieux d’oublì) per molti cittadini.
Terdinam inquadra il problema su due poli: troppa memoria e troppo poca memoria.
Beck il motivo è da individuare nel futuro, perché è pensando ad esso che si compiono
determinate scelte.
Per modernità Connerton si riferisce alla trasformazione del tessuto sociale con
l’avvento del mercato mondiale capitalista che abolisce i divieti delle organizzazione
precedenti e determina l’allargarsi delle possibilità individuali, liberando i singoli dalle
gerarchie immutabili. il processo inizia nel XIX sec.
La modernità è caratterizzata da un particolare tipo di oblio ma per denire l’oblio
bisogna prima denire la memoria.
Esistono diversi tipi di memoria ma Connerton si soerma sui luoghi della memoria e il
rappor
to tra topograa e memoria perché per gli antichi la memoria era descritta come un
insieme di loci l’arte delle memoria era parte del grande sistema di retorica che a partire
dai pensatori greci come Aristotele, passando per i maestri della retorica come Cicerone e
giungendo no ai domenicani come Tommaso d’Aquino o Giordano Bruno
Gli aspetti importanti dell’arte della memoria è che:
a. Dipende da un sistema stabile di luoghi
b. L’atto del ricordare ha a che vedere con il corpo e quindi la memoria ha come scala la
dimensione umana
Questi aspetti dell’arte della memoria orono indizi essenziali per la comprensione del tipo
di oblio la tesi di Connerton è che l’oblio è caratteristico della modernità e che un’
importante fonte di oblio è legata ai processi che privano la vita sociale di una
dimensione locale e umana ciò che viene dimenticato è qualcosa di profondo: la
dimensione umana della vita il senso della vita fondato su memorie condivise subisce la
modicazione strutturali degli spazi della vita moderna.
II. Due tipi di luoghi della memoria
Bisogna distinguere i luoghi di commemorazione (il toponimo e il pellegrinaggio) e
locus (intesi come siti di memoria culturale come la casa e la strada)
1. I luoghi di commemorazione sono i luoghi della memoria.
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Connerton. Come la modernità dimentica

I. Introduzione

  • Dal XX secolo si sviluppa “un’ industria” culturale a sé che porta, fino ai giorni nostri, dei dibattiti sul valore della memoria.
  • Che senso hanno questi dibattiti? Perché oggi si dà un grande valore alla memoria? la tesi di Connerton è che la modernità ha un rapporto problematico con l'oblio.
  • (^) Esistono tipi di oblio strutturale specifici della cultura moderna →Molti critici hanno fornito una serie di indicazioni:
  • Hobsbown → La distruzione dei legami con le generazioni passate è uno dei fenomeni più tipici del 900
  • Le goffe→ il pubblico è ossessionato dalla memoria e questa paura trova espressione nella “moda del retò” ben strutturata dai mercanti del passato perché la memoria oggi è una degli oggetti meglio venduti
  • Judt commenta l’opera di Nora e nota che dopo la cancellazione di vasti programmi di Storia nelle scuole può accadere che vaste porzioni del passato collettivo diventino luoghi di oblio (lieux d’oublì) per molti cittadini.
  • Terdinam inquadra il problema su due poli: troppa memoria e troppo poca memoria.
  • Beck il motivo è da individuare nel futuro, perché è pensando ad esso che si compiono determinate scelte.
  • Per modernità Connerton si riferisce alla trasformazione del tessuto sociale con l’avvento del mercato mondiale capitalista che abolisce i divieti delle organizzazione precedenti e determina l’allargarsi delle possibilità individuali , liberando i singoli dalle gerarchie immutabili. il processo inizia nel XIX sec.
  • La modernità è caratterizzata da un particolare tipo di oblio ma per definire l’oblio bisogna prima definire la memoria.
  • Esistono diversi tipi di memoria ma Connerton si sofferma sui luoghi della memoria e il rappor
  • to tra topografia e memoria perché per gli antichi la memoria era descritta come un insieme di loci l’arte delle memoria era parte del grande sistema di retorica che a partire dai pensatori greci come Aristotele, passando per i maestri della retorica come Cicerone e giungendo fino ai domenicani come Tommaso d’Aquino o Giordano Bruno
  • Gli aspetti importanti dell’arte della memoria è che:

a. Dipende da un sistema stabile di luoghi

b. L’atto del ricordare ha a che vedere con il corpo e quindi la memoria ha come scala la

dimensione umana

  • Questi aspetti dell’arte della memoria offrono indizi essenziali per la comprensione del tipo di oblio la tesi di Connerton è che l’oblio è caratteristico della modernità e che un’ importante fonte di oblio è legata ai processi che privano la vita sociale di una dimensione locale e umana ciò che viene dimenticato è qualcosa di profondo: la dimensione umana della vita il senso della vita fondato su memorie condivise subisce la modificazione strutturali degli spazi della vita moderna.

II. Due tipi di luoghi della memoria

  • Bisogna distinguere i luoghi di commemorazione (il toponimo e il pellegrinaggio) e locus (intesi come siti di memoria culturale come la casa e la strada)

1. I luoghi di commemorazione sono i luoghi della memoria.

▲ I luoghi di commemorazione hanno dei nomi propri: i toponimi sono i nomi

individuali dei luoghi , ma non si limitano ad indicare un luogo. I toponimi hanno una loro semantica che può essere

■ Trasparente che evocano una serie di eventi conosciuti e quindi agiscono

come mnemonici di una geografia morale che richiama alla mente comportamenti esemplari in modo talmente efficace che la semplice menzione racchiude una storia ben nota.

■ Opachi. nascondono il passato del luogo e ne celano la storia la storia che

si nascondono dietro i toponimi riguarda il controllo esercitato su un territorio e su altre popolazioni. ex. Rinominazione delle strade dopo la rivoluzione francese come origine della storia durante la rivoluzione le strade iniziarono a chiamarsi come gli ideali della rivoluzione. Napoleone capì invece che bisognava anche commemorare il passato e quindi rinominò le strade con nomi storici antecedenti all’ancien regime: invasione dei nomi di ufficiali e delle battaglie napoleoniche. Altro esempio: nella Papua nuova Guinea i toponimi sono densi di significato e richiamano delle vere e proprie biografie.

▲ I luoghi di commemorazione assumono codici molto elaborati e sono legati agli

spazi gran parte delle cerimonie si svolgono in spazi ben definiti (piazze, case, templi, chiese) si tratta di luoghi in cui i movimenti sono atti al superamento di una soglia

■ I riti di passaggio vedono l’individuo transitare da uno stadio della vita all’altro.

■ Il pellegrinaggio il superamento della soglia e la dimensione liminare sono molto

estesi pellegrinaggio è uno spostamento verso un luogo sacro che può durare anche mesi

♦ nel medioevo era parte integrante della vita di ogni individuo Roma è la prima città

che divenne centro di pellegrinaggio. In 5 anni riedificata apposta per accogliere migliaia di pellegrini

♦ il pellegrinaggio è definito da una serie di prescrizioni spaziali e di divieti spaziali la

prescrizione di avvicinarsi sempre di più al sacro centro è l’aspetto più frequente più si arriva al centro più la strada si sacralizza più ci si avvicina alla mete più il pellegrino si sente avvolto

♦ Lefebvre suddivide lo spazio in «fondamento dell’azione» con cui intende i luoghi da

dove derivano le energie e i luoghi verso cui le energie sono indirizzate; per «campo dell’azione» intende la mobilità dell’attore sociale questo fa del corpo un campo spaziale e il pellegrino è localizzato in ogni momento e fa riferimento agli altri attori sociali, mobili anch’essi, piuttosto che agli oggetti.

2. Altro spazio della memoria è il locus inteso come sito della memoria. il concetto di locus

comprende diversi ordini di grandezza

▲ La casa :

♦ La casa è un ordine di rappresentazione e in quanto tale può essere letta come un

sistema mnemonico

♦ perché è un mezzo di rappresentazione statico ricordarsi le cose in base alla

disposizione degli oggetti nella casa.

♦ È vista come se fosse un testo sociale, che rivela le capacità strutturanti di chi la abita

nelle Fiji è la mappa delle gerarchie e codici di comportamento

♦ La storia della vita della casa è legata alla storia della vita di chi la abita la proiezione

dell’io sulla casa per il bambino, la presenza di alcuni oggetti che rivelano molto della vita di chi la abita.

percepiamo i luoghi e localizziamo i sensi, i luoghi hanno un senso e i sensi definiscono i luoghi.

  • Il locus viene vissuto distrattamente , è un insieme di oggetti da guardare e ascoltare, come qualcosa di familiare lo accettiamo come qualcosa che fa parte della nostra vita
  • Per questo motivo è luogo di memoria più importante della commemorazione

III. Temporalità e oblio

  • Le differenti pratiche di temporalità nelle pratiche materiali moderne portano all’oblio attraverso un’abbreviazione della storia.
  • Le temporalità sono di 4 tipi:

1. Temporalità dei processi di lavoro:

  • la prima cosa che si dimentica nel mondo del lavoro è il processo di lavoro il tempo inizia ad essere prezioso e quindi la sua minuziosamente parcellizzato e disciplinato si opacizza il tempo indispensabile al processo di trasformazione del lavoro.
  • l’opacità del tempo del processo lavorativo è definito dalla «reificazione» vista come forma di feticismo perché il feticismo è la trasformazione delle capacità umane negli attributi delle «cose» invenzioni tecnologiche, leggi, appaiono oggi naturali e non si intendono più come risultato di un processo creativo.
  • Il processo produttivo capitalista è caratterizzato dalla perdita di memoria perché l’accesso al ricordo dei processi passati è bloccato il processo lavorativo diventa opaco perché il lavoratore è escluso dai processi di produzione della merce.
  • Anche quando la merce esce fuori dal processo di produzione ed entra nel mercato avviene lo stesso : le origini naturali del prodotto, i materiali, le relazioni umane e il lavoro umane dietro di esse sono oscurat i, dimenticati. il caso di Chicago
  • Dunque, si parla di oblio dell’azione sociale che investe intere società altro esempio è la campagna : chi frequenta la campagna ma viene da fuori (artisti, cittadini, industriali) ha inventato il concetto di «paesaggio» termine ambiguo, che evidenzia una separazione tra chi lavora la campagna e chi no. Esalta gli aspetti visivi e pittorici del territorio, mentre la campagna per la gente del luogo è dove ci si guadagna da vivere, dove si spendono le proprie fatiche la «natura» è la base fisica del loro lavoro. gli estranei percepiscono come luogo romantico e di isolamento, ma è una percezione errata! La fatica degli agricoltori, il lavoro, è completamente cancellato dalla loro prospettiva
  • Anche nel caso dei luoghi si può annotare una differenza tra carta e itinerario. L’itinerario sottintende un viaggio o uno spostamento di persone, la carta rappresenta un’area in maniera del tutto indifferente ai punti di partenza e arrivo con la nascita del discorso scientifico, tra il XV e il XVII secolo, rappresenta il sapere geografico del luogo eliminando dal suo contesto il riferimento al viaggio che l’aveva preceduta (per fare una carta devi percorrere le strade).
  • Il processo di oblio è stato identificato da Marx con i termini «feticismo» e «reificazione» a cui poi sostituisce il verbo «dimenticare» per questo le merci appaiono enigmatiche:

perché la gente dimentica che l’origine del profitto è nel plusvalore estratto dal lavoro umano e dimenticano l’azione umana che crea gli oggetti industriali immessi nei mercati, e più i mercati sono urbani si concentrano e si estendono, più si dimentica l’origine delle cose.

2. Temporalità dei processi di consumo:

  • Comprare oggetti di consumo significa partecipare al sistema dello scambio della merce anziché al sistema di scambio del dono. Si tratta di due tipi di scambi ben differenti:
  • Nella pubblicazione del 1922, argonauti del pacifico occidentale, Malinowski descrive il kula, il sistema di scambi di doni a cui partecipavano 14 isole dell’arcipelago trobriandese. Il ciclo di scambi prevedeva la circolazione in senso orario di collane e in senso antiorario venivano scambiati bracciali: oggi oggetto compiva un giro completo entro un periodo di tempo compreso tra i due e i dieci anni. Lo scambio del dono favorisce la formazione di memoria culturale che si fonda una triplice sistema di obblighi : il donare, il ricevere e il ricambiare secondo Mauss lo scambio del dono è la risposta alla mano invisibile teorizzata dall’economista Smith perché offre alle persone degli incentivi a collaborare all’interno di una serie di scambi strutturali poiché il ciclo del dono completa quello del mercato. Nello scambio del dono Mauss ci vede una catena mnemonica di obblighi poiché esso rafforza la memoria.
  • Lo scambio di merci favorisce oblio perché il consumo è fortemente temporale soprattutto a causa dell’estetizzazione delle merci. Verso la fine del XIX secolo degli economisti tedeschi colpiti dal fenomeno delle grandi esposizioni coniò il termine Austellungswert (= capacità produttiva della rappresentazione stessa). La pubblicità è il feticismo della merce. Fu proprio durante il periodo delle esposizioni che l’accento cominciò a spostarsi da valore d’uso a valore di scambio di una merce. Si veda ad esempio l’opposizione fra la moda contemporanea e le leggi suntuarie primitive: le leggi suntuarie primitive sono caratterizzate da rigidità e legate ad una serie di discriminazioni di rango sociale e gerarchico. Esattamente come la moda, ma la moda dà invece un’illusione di accesso , di democrazia del consumatore e questo determina un tasso di ricambio elevato. La moda rimanda costantemente al presente: deve essere nel presente per essere moda. Visti i limiti del ricambio dei beni materiali, i capitalisti si sono spostati sui servizi, dove il controllo del tempo non si focalizza più sulla disciplina ma sul desiderio di immediatezza: forni a microonde, negozi aperti h24, ecc. L’oblio , vitale per la produzione dell’obsolescenza , è un ingrediente fondamentale per la progressione del mercato.

3. Temporalità delle strutture delle carriere lavorative:

  • Nelle società precapitalistiche gli atti di memoria condivisi si concentravano principalmente sui saperi tecnici si conservavano i saperi professionali acquisiti mediante l’apprendistato durante il quale venivano incorporati i saperi del mestiere. Poi c’erano i commercianti, visti come intermediari fra la comunità di villaggio e il mondo esterno. Il rapporto tra venditore e acquirente era gestito da taciti rituali tutto il processo lavorativo era legato alla dilatazione del tempo è la dilatazione del tempo che permette agli atti di memoria di stabilirsi all’interno del gruppo (se non hai il tempo di scambiare due chiacchiere con il negoziante, o con il fornitore, non crei atti di memoria e rimani estraneo) anche qui il tempo ha la sua routine e le sue regole.
  • Nel sistema lavorativo del capitalismo industriale emerso nel XIX secolo, il tempo diventa più razionale i processi produttivi diventano più precisi , puntuali e quindi più calcolabili.
  • Nella seconda metà del Novecento il capitalismo informazionale ha poi creato situazioni di precarietà lavorativa eliminando le strutture delle carriere operaie. Solo pochi posti per personale altamente qualificato trova spazio, ma anche le strutture delle carriere dei professionisti iniziano ad essere a rischio perché mentre nei primi anni Ottanta il crollo riguardò più le masse operaie, ora sono le carriere dei colletti bianchi a rischiare. La
  • Connerton apporta 3 esempi :

1. scala di insediamento umano:

  • nella mnemotecnica, una delle tecniche è il « sistema dei loci ». È un sistema mnemonico che vuole che si tengano a mente gli spazi quotidiani all’interno dei quali nascono le idee. Le scale di insediamento sono gli spazi in cui sorgono queste tecniche. Essendo utilizzate dalle élite, lo spazio urbano costituito da crocevia e muri, era lo spazio preso in considerazione.
  • La scala dei primi insediamenti europei è piccola e delimitati dalle mura della città, quindi da un perimetro che è il loro punto di focalizzazione centrale che è anche uno degli elementi caratteristici del disegno urbano.
  • La prima cosa che fa la modernità è lo smantellamento dei confini la città moderna insieme è un labile e mobile e sempre prossimo all’espansione.
  • Con lo sviluppo del proletariato urbano, si creò la frattura tra luoghi e persone e la trasformazione della scala della città è dovuta alla separazione fisica tra luogo di lavoro e abitazione. Eppure, lo spazio in cui vivevano le nuove classi operaie era ancora piccolo: la fabbrica si raggiungeva a piedi e fu proprio l ’esiguità di queste dimensioni a far sì che potesse nascere la coscienza di classe : gli operai si organizzavano nei caffè, nei teatri, ecc.
  • La storia della città è stata dunque una storia di dispersion e, dalla città concentrica a quella senza confini: la scala della città si è talmente trasformata che le città sono sempre meno entità fisiche con un punto di focalizzazione sempre meno a dimensione umana

2. La produzione della velocità.

  • Simbolo di questo fenomeno è l’autostrada che non è solo la risoluzione a problemi di traffico ma anche un aspetto dell’immaginario sociale: la circolazione.
  • La produzione di massa delle autostrade iniziò dopo la Seconda Guerra Mondiale ed ha cancellato progressivamente la distinzione fra abitazione e viaggio. La topografia viene letta attraverso l’automobile : non acquistiamo la macchina per vedere la città ma per avere libertà di movimento.
  • Spesso ciò che vediamo dal finestrino è l’unico approccio ad un determinato ambiente. La velocità cancella il terreno (Virilio la chiama estetica della scomparsa ) e le automobili tolgono alla strada la connotazione di “luogo di incontro ” di cui aveva goduto in passato.
  • L’atto del camminare ha invece una tripla funzione espressiva: a. è un processo di appropriazione del sistema topografico ; b. è una realizzazione spaziale di un luogo ; c. implica rapporti fra posizioni distanti. Camminare è dunque uno spazio di espressione.
  • Per funzionare la nostra memoria ha bisogno di un certo grado di stabilità e la stabilità del nostro sistema spaziale viene minata dalla velocità che dotano il visibile dell’evanescenza.

3. Distribuzione dell’ambiente edificato.

  • All’inizio degli anni Trenta, Kracauer scrisse molte riflessioni sulla transitorietà della topografia urbana : Berlino e Parigi erano i due opposti di questa riflessione. Berlino è il “luogo dove tutto si dimentica”, soprattutto per l’invenzione di nuovi materiali da costruzione per ottenere leggerezza, apertura e velocità.
  • Nel corso delle distruzioni del paesaggio edificato la memoria viene minata. L’architettura di volumi viene sempre più spesso sostituita da architettura di superficie (che

possiamo definire postcartesiana), omogenea, in cui ogni cosa si assomiglia. L’accelerato metabolismo di questi edifici genera attenuazione della memoria. il capitalismo ristruttura continuamente i paesaggi urbani e annienta lo spazio tramite l’investimento in ferrovie e strade. La distruzione dei componenti urbani è una aggressione verso il corpo umano secondo Mauss l’uomo ha bisogno di punti privilegiati nello spazio: luoghi centrali, elevati, soglie. con l’erosione dello spazio pubblico è cancellata la memoria pubblica lo spazio moderno è uno spazio ripulito in cui ogni cosa si somiglia.

  • Dal punto di vista della memoria culturale non è significativa l’abbondanza di oggetti, quanto la loro durata esempio: Fra tutte le strutture obsolescenti, la principale è l’insegna : a Las Vegas l’insegna è più importante del luogo anzi, senza insegna non c’è luogo.
  • E cosa succede se le cose smettono di esistere? Lo vediamo con l’informazione: oggi una parte sempre più grande di persone produce informazione e una parte sempre più piccola produce cose.

Questi tre elementi, legai tra loro si rafforzano generando una diffusa amnesia culturale. Questi tre elementi sono a loro volta generati dal processo di produzione capitalista l’oblio è parte integrante del processo di produzione capitalista stesso incorporato dagli spazi fisici in cui viviamo.

V. Conclusione

Quando emerge questo oblio culturale? Accadde per una serie di rotture: emergere delle megalopoli , maggiore importanza ai mezzi di comunicazione, e lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione il XX secolo è quindi un periodo in cui si concentrano tante trasformazioni. dove? In realtà è un problema che sta riguardando l’intera umanità , ma il processo è cominciato prima in certe parti del mondo Chi ha vissuto e chi lo sta vivendo? Si possono distingue 4 categorie di persone: gruppo dominante, gruppo subalterno; migranti economici e rifugiati politici. Ognuno di queste categorie è legata a luoghi specifici. Per il gruppo subalterno l’area residenziale è dove si intrecciano le reti sociali è un’area fisica concepita come un’estensione della casa che trasmette un senso di appartenenza. quando su un’area di questo tipo incombe la minaccia di una distruzione fisica, i suoi membri si uniscono per fronteggiarla perché minacciati dall’attacco contro le loro memorie. Anche la storia dell’immigrazione di massa fa parte della storia dell’oblio moderno perché lo spostamento da un paese all’altro , nonostante si siano mantenuti dei contatti con la madre patria, ha generato un oblio delle radici.

  • La tesi di Connerton è che la moderna produzione dello spazio tende a creare amnesia culturale. ci sono state però delle resistenze al cambiamento:

1. come l’inerzia topografica si sa che il piano stradale urbano è il più inflessibile al

cambiamento. I sistemi abitativi e il piano stradale sono elementi particolarmente resistenti.

2. Resistenza al cambiamento umano come nell’esempio di Parigi che a fine 800 attraversò

un processo di trasformazione urbanistica che però portò alla creazione di un organismo ufficiale incaricato di lottare contro le distruzioni. archivio fotografico di Atget fa parte di questa resistenza. in effetti la fotografia fa da contrappunto all’innovazione della velocità. l’archivio di Atget è l’archivio dei luoghi della Parigi premoderna fotografò tutto ciò che gli sembrava arcaico e trasformò i resti dell’ancien regime in un grande archivio fotografico.