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Riassunto del libro di Connerton per Antropologia Culturale
Tipologia: Sintesi del corso
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Come la modernità dimentica di Paul Connerton
Introduzione → È problematico il rapporto della modernità con l’oblio. Esistono vari tipi di oblio strutturale, legati a diverse formazioni sociali e alcuni di questi sono specifici della cultura moderna. L’intero sistema sociale contemporaneo ha cominciato poco a poco a perdere la capacità di ricordare il proprio passato. Le persone sono ossessionate dal timore di una perdita della memoria, di un’amnesia collettiva, che trova una goffa espressione nella cosiddetta mode retro, o moda del passato. La memoria viene quindi sfruttata dai mercanti e diventa un oggetto della società dei consumi. Per modernità si intende la trasformazione oggettiva del tessuto sociale provocata dall’avvento del mercato mondiale capitalista, che distrugge i divieti di tipo feudale e ancestrale, e a livello psicologico determina l’allargarsi delle possibilità offerte ai singoli, liberandoli gradualmente da gerarchie prestabilite. Cronologicamente questo processo inizia verso la metà del 19esimo secolo. Esistono i luoghi della memoria: che la memoria dipenda dalla topografia è un’idea antica, la cosiddetta “ arte della memoria ” dominava la cultura classica e venne poi rielaborata nel Medioevo e nel Rinascimento. Con locus intendiamo un luogo facilmente memorizzabile: una casa, un angolo, una colonna. I loci possono essere realmente percepiti oppure immaginati. Funzionano come una griglia su cui vengono situate in un certo ordine le cose da ricordare: le cose vengono dunque ricordate ripercorrendo mentalmente la griglia di luoghi. Il presupposto dell’intero sistema è che l’ordine dei luoghi preservi l’ordine delle cose da ricordare. Aspetti dell’arte della memoria: (1) dipende da un sistema stabile di luoghi e (2) l’atto del ricordare è legato al corpo. La modificazione degli spazi della vita moderna ha fatto dimenticare all’uomo la dimensione umana della vita, l’esperienza di vivere e lavorare in un mondo di relazioni sociali note.
Due tipi di luoghi della memoria → due modi diversi in cui l’atto del ricordare può essere legato a un particolare luogo: commemorazione (= luogo della memoria) e locus (= sito di memoria culturale).
storie trova anche un’espressione grafica: la proiezione di un io fisico sulla casa è chiaramente visibile nei disegni dei bambini occidentali che rappresentano le cose con due finestre e una porta che si possono leggere come due occhi e una bocca. Importante anche l’arredamento: i manufatti rappresentano legami con persone amate e familiari. Questi oggetti generalmente non sono sistemati in ordine casuale; i ricordi vengono posizionati nei punti centrali della casa, es. caminetto. La prossimità dei tesori di famiglia al punto centrale della casa produce una sensazione di contatto e continuità. Le abitazioni sono quindi loci di memoria perché non appartengono soltanto al presente, ma a un periodo di tempo che si estende anche nel passato. Un altro esempio di locus è la strada urbana. Può assumere rilevanza sul piano politico, grazie a manifestazioni e simili. Le strade migliori sono quelle che si ricordano. Quando pensiamo a una città, probabilmente ci viene in mente una strada particolare che è rimasta impressa nella nostra memoria. Un’immagine emblematica della città come la Prospettiva Nevskij di San Pietroburgo o le strade che si diramano da Piazza del Popolo a Roma. Capacità di offrire una Gestalt, di introdurre un ordine e offrire un’immagine emblematica che rende memorabili una o più strade. Non è da sottovalutare poi l’importanza degli incroci: accelerano gli incontri, piacevoli o spiacevoli che siano. Questo tipo di contatti fugaci determinano la vita della strada urbana. Eventi triviali che però sommati costituiscono una rete di fiducia: fermarsi per una birra in un bar, chiedere consiglio a un negoziante, incontrare qualcuno che non si vedeva da un po’. La frequenza di incroci influenza la qualità della vita urbana: una rete di strade diventa un testo sociale memorabile, anche grazie alla frequenza degli incroci. Un rete stradale è più densa di significato più è provvista di incroci ravvicinati tra loro.
La commemorazione è un luogo di memoria efficace ma genera delle ambiguità. Es. culto dei monumenti e dei musei pubblici → rapporto tra commemorazione e oblio è reciproco → la minaccia dell’oblio genera la commemorazione e la costruzione di monumenti commemorativi genera oblio. La commemorazione quindi implica che alcune cose vengano ricordate e altre dimenticate. Meccanismo evidente nei memoriali di guerra, in cui i soldati vengono rappresentati nascondendo la violenza e l’aggressività e nascondono il modo in cui i soldati morivano. Il locus nonostante sia meno esplicito è ancora più efficace. Una casa, costruita lentamente e con la fatica, faceva parte della biografia di famiglia, così come un edificio pubblico faceva parte della biografia collettiva degli abitanti della città. È efficace grazie al potere di codificazione del luogo (codificazione intenzionale o prodotta da una tradizione, es. costruire case seguendo pratiche abituali). Spazi prodotti e regole culturali sono legati tra loro. Il nostro corpo si appropria degli spazi familiari: rendere un manufatto parte della nostra vita. La topografia è allo stesso tempo culturale e multisensoriale: culturale nel senso che il rapporto con i luoghi è vissuto soprattutto in compagnia di altre persone ed è multisensoriale perché percepiamo i luoghi e localizziamo i sensi, i sensi definiscono i luoghi. Il ricordo di particolari tipi di disposizioni spaziali alimenta determinate disposizioni emotive. In sostanza c’è una specie di concretezza, un “dare per scontato” che distingue un locus dalla commemorazione. Quest’ultima ha qualcosa in comune con un’opera d’arte: crediamo che un dipinto o una scultura sia un messaggio più o meno impegnativo esplicitamente rivolto a noi, che richiede attento interesse e concentrazione. Il locus invece viene vissuto direttamente: anche se siamo coscienti di pensare a esso, lo consideriamo come qualcosa di normalmente familiare. È lì perché noi ci viviamo, lo attraversiamo, lo accettiamo come qualcosa che fa parte della vita. È questo il potere del locus, che lo rende un luogo di memoria più importante della commemorazione, la cui costruzione è spesso determinata dal desiderio cosciente di commemorare o dall’inconfessata paura di dimenticare.
Temporalità dell’oblio → molte pratiche materiali moderne sono coinvolte nel processo dell’oblio culturale. Con temporalità si intende gli orari istituzionalizzati e organizzati che strutturano l’esperienza individuale del tempo: tempo del processo lavorativo, del consumo, delle strutture delle carriere lavorative e tempo della produzione dell’informazione. Ognuno di questo tipo di temporalità comporta un’abbreviazione della storia e una corrispondente forma di oblio culturale. Sommate insieme generano una forma sistematica di oblio culturale.
Questa razionalità del tempo è facilmente visibile nell’organizzazione delle carriere lavorative. Il lavoro tipico a tempo pieno offre una continuità fondata su un alto grado di standardizzazione temporale. Standardizzazione assicurata dal contratto, da un orario di lavoro regolare, da uno stipendio e da un luogo di lavoro. Tutto questo finché non si arrivò al crollo economico tra le due guerre mondiali (1929-1933) che causò la disoccupazione di tantissimi lavoratori salariati. La struttura lavorativa capitalista crollò e questo minò la fiducia che si aveva nel sistema capitalista. Fra gli anni ’50 e ’70 si ebbe invece il boom economico, la produzione industriale mondiale quadruplicò e tutti quelli che un tempo erano considerati prodotti di lusso divennero accessibili a tutti: frigoriferi, lavatrici, telefoni. Il cittadino medio poteva ora vivere come nella generazione precedente vivevano solo le persone molto ricche. Ma tutto questo creò l’istituzionalizzazione del mercato del lavoro precario e la diffusione dei contratti di lavoro temporaneo. Idea che venne sfruttata fin da subito dalle grandi società, che praticamente licenziava il 30% dei suoi dipendenti per poi reimpiegarli, senza coperture sanitarie e pensionistiche di cui precedentemente godevano. L’effetto immediato del capitalismo informazionale fu quindi di eliminare la struttura delle carriere della forza lavoro operaia. Con il boom economico molte società americane annunciarono l’eliminazione di una serie di quadri, chiamando questa operazione “ristrutturazione”, lasciando quindi senza lavoro una gran massa di medi dirigenti non proprio giovanissimi che difficilmente avrebbero trovato posizioni simili. L’erosione della fiducia ha impatto sul tempo: la fiducia richiede tempo affinché possa instaurarsi. Si tende a presumere che le persone e le circostanze che si sono rivelate in passato degne di fiducia continuino ad esserlo e viceversa: si tende a credere al permanere di ciò che è familiare. La familiarità è dunque il requisito fondamentale per la fiducia e la sfiducia. Tutto questo ha reso ormai obsoleta l’idea tradizionale di una vita lavorativa più o meno continua, ricompensata da un salario regolare. L’aumento della speranza di vita degli individui è controbilanciato dalla riduzione della speranza di vita delle loro carriere.
informazione, ci viene ricordato che stiamo perdendo la possibilità di concentrarci su altre. Questa sensazione di non avere mai abbastanza tempo può trasformarsi in vero e proprio panico. Oblio e nostalgia del momento vissuto procedono dunque di pari passo. Il tempo del presente è così pieno da scoppiare, mentre il tempo del passato viene svuotato.
Abbiamo quindi a che fare con diversi tipi di oblio il cui effetto globale è di installare un oblio sistemico all’interno della struttura della modernità.
Topografie dell’oblio → la topografia del moderno spazio urbano. Il luogo è sempre meno un fattore determinante delle nostre vite. Non siamo più radicati in un luogo. La casualità del luogo in cui nasciamo non determina più il lavoro che andremo a fare etc. Si parla quindi di sradicamento, o perdita del luogo. La mobilità ha sostituito la localizzazione: alcuni tipi di mobilità sono dovuti a persone che lasciano la propria casa per poter sopravvivere, altri tipi di mobilità indicano invece benessere mentale e fisico. Nel nuovo spazio moderno gli incontri sono rari e brevi, a dispetto di quanto avveniva nelle piccole città. Questo comporta l’eliminazione di alcune modalità di comportamento e di emozione, ad es. la memoria volontaria (Proust), cioè informazioni sul passato che non hanno nessuna traccia del passato. Il paesaggio della città è come uno schermo: saturo di informazioni. Il campo sociale è pieno di stimoli sensoriali.
Qual è l’effetto degli spazi della cultura contemporanea sulla trasmissione della memoria culturale? Questi spazi generano un particolare tipo di amnesia culturale. Vengono esaminati 3 aspetti: