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Contabilità aziendale: Costi del lavoro e finanziamenti - Prof. Balluchi, Appunti di Contabilità Aziendale

Appunti ed esercizi delle lezioni di Contabilità e Bilancio dell'anno accademico 2021-2022

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 30/03/2022

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CONTABILITÀ E BILANCIO D’IMPRESA
La determinazione d’azienda ha come scopo la rappresentazione attraverso un definito linguaggio
gli accadimenti, i processi e le combinazioni d’azienda. Queste determinazioni hanno come scopo
ed obiettivo quello di produrre informazioni che possono essere utilizzate dal soggetto economico
oppure da altri stakeholder, come clienti fornitori ovvero le banche, oppure stakeholder nell’ambito
ambientale. Le informazioni sono utili nel processo decisionali del soggetto economico ma anche
altri che hanno interesse nei processi posti in essere dall’azienda.
Ci sono diverse determinazioni quantitative:
- Determinazioni previste per legge, quindi obbligatorie. (es. redazione del bilancio
d’esercizio, dunque tenuta della contabilità generale).
- Determinazioni volontarie, tenute dalle aziende volontariamente. Queste avvengono
nell’ambito della contabilità interna, quella analitica, utilizzato nei processi di
programmazione e controllo.
- Determinazioni ordinarie o straordinarie in funzione alla regolarità con cui esse vengono
fatte: scrittura in partita doppia; dunque, analisi della gestione continuativa con riferimento
a periodo amministrativo è una determinazione ordinaria.
- Determinazioni straordinarie che avvengono in momenti eccezionali dell’impresa (es. casi
di aziende in cessione, in fusione, trasformazione o conferimento). Quindi tutte le funzioni
solitamente svolte una volta nella vita dell’impresa.
- Determinazioni interne o esterne, dunque in funzione della destinazione delle informazioni
che producono. Quelle interne sono volte a soddisfare i bisogni del soggetto economico,
esigenze informative. Quelle esterne servono per soddisfare interessi informativi esterni,
come ad esempio il bilancio economico-finanziario.
- Determinazioni antecedenti, concomitanti e susseguenti rispetto al momento di
svolgimento delle operazioni alle quali le stesse si riferiscono. Le determinazioni antecedenti
vanno a definire aspetti quantitativi o qualitativi di operazioni che devono ancora avvenire.
(es. piani, programmi, budget). Le determinazioni concomitanti avvengono mentre l’attività
aziendale si svolge (es. scritture continuative in partita doppia). Le determinazioni
susseguenti fanno riferimento ad analisi di valori che riguardano operazioni viste in
passato, già terminate (es. calcolo del reddito).
- Determinazioni continue, discontinue e cicliche avvengono in relazione alla sistematicità
dell’esigenza informativa alla quale rispondono. Le scritture in partita doppia sono
determinazioni continue, ovvero svolte in maniera sistematica durante tutta la vita
dell’impresa. Quelle discontinue avvengono in momenti particolati in funzione di diverse
esigenze informative (es. chiusura bilancio dopo 6 mesi). Nelle determinazioni cicliche
l’obiettivo di informazioni che si vogliono reperire con riferimento a diversi cicli dell’azienda
(es. business plan).
- Determinazioni quantitative o qualitative, basate sull’utilizzo di strumenti di natura
quantitativa (
à
determinazione economico-quantitative d’azienda) dunque
determinazioni di tipo contabile.
Le determinazioni quantitative d’impresa comprendono determinazioni di tipo CONTABILI, dunque
classificano, raccolgono ed elaborano i risultati.
Quando non si utilizza il conto per determinazioni allora si utilizzano determinazioni extra-
contabili, come elaborazioni matematiche e statistiche o descrizioni e analisi dei fenomeni
d’impresa.
Tutte queste determinazioni sono tra di loro interdipendenti e complementari. (contabilità
generale e contabilità analitica).
à
sistema di determinazioni.
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CONTABILITÀ E BILANCIO D’IMPRESA

La determinazione d’azienda ha come scopo la rappresentazione attraverso un definito linguaggio gli accadimenti, i processi e le combinazioni d’azienda. Queste determinazioni hanno come scopo ed obiettivo quello di produrre informazioni che possono essere utilizzate dal soggetto economico oppure da altri stakeholder, come clienti fornitori ovvero le banche, oppure stakeholder nell’ambito ambientale. Le informazioni sono utili nel processo decisionali del soggetto economico ma anche altri che hanno interesse nei processi posti in essere dall’azienda. Ci sono diverse determinazioni quantitative:

  • Determinazioni previste per legge , quindi obbligatorie. (es. redazione del bilancio d’esercizio, dunque tenuta della contabilità generale).
  • Determinazioni volontarie , tenute dalle aziende volontariamente. Queste avvengono nell’ambito della contabilità interna, quella analitica, utilizzato nei processi di programmazione e controllo.
  • Determinazioni ordinarie o straordinarie in funzione alla regolarità con cui esse vengono fatte: scrittura in partita doppia; dunque, analisi della gestione continuativa con riferimento a periodo amministrativo è una determinazione ordinaria.
  • Determinazioni straordinarie che avvengono in momenti eccezionali dell’impresa (es. casi di aziende in cessione, in fusione, trasformazione o conferimento). Quindi tutte le funzioni solitamente svolte una volta nella vita dell’impresa.
  • Determinazioni interne o esterne , dunque in funzione della destinazione delle informazioni che producono. Quelle interne sono volte a soddisfare i bisogni del soggetto economico, esigenze informative. Quelle esterne servono per soddisfare interessi informativi esterni, come ad esempio il bilancio economico-finanziario.
  • Determinazioni antecedenti, concomitanti e susseguenti rispetto al momento di svolgimento delle operazioni alle quali le stesse si riferiscono. Le determinazioni antecedenti vanno a definire aspetti quantitativi o qualitativi di operazioni che devono ancora avvenire. (es. piani, programmi, budget). Le determinazioni concomitanti avvengono mentre l’attività aziendale si svolge (es. scritture continuative in partita doppia). Le determinazioni susseguenti fanno riferimento ad analisi di valori che riguardano operazioni viste in passato, già terminate (es. calcolo del reddito).
  • Determinazioni continue, discontinue e cicliche avvengono in relazione alla sistematicità dell’esigenza informativa alla quale rispondono. Le scritture in partita doppia sono determinazioni continue, ovvero svolte in maniera sistematica durante tutta la vita dell’impresa. Quelle discontinue avvengono in momenti particolati in funzione di diverse esigenze informative (es. chiusura bilancio dopo 6 mesi). Nelle determinazioni cicliche l’obiettivo di informazioni che si vogliono reperire con riferimento a diversi cicli dell’azienda (es. business plan).
  • Determinazioni quantitative o qualitative , basate sull’utilizzo di strumenti di natura

quantitativa ( à determinazione economico-quantitative d’azienda) dunque

determinazioni di tipo contabile. Le determinazioni quantitative d’impresa comprendono determinazioni di tipo CONTABILI, dunque classificano, raccolgono ed elaborano i risultati. Quando non si utilizza il conto per determinazioni allora si utilizzano determinazioni extra- contabili, come elaborazioni matematiche e statistiche o descrizioni e analisi dei fenomeni d’impresa. Tutte queste determinazioni sono tra di loro interdipendenti e complementari. (contabilità

generale e contabilità analitica). à sistema di determinazioni.

VALORE : oggetto delle determinazioni d’azienda. La contabilità rileva valori connessi alle singole operazioni (valori elementari) e li ricongiunge per riferirli ai processi economici e alle combinazioni economiche parziali e generali. Il risultato sono i

valori di sintesi. à sistema di valori d’impresa.

Il sistema dei valori è correlato alle operazioni di esterna gestione, dunque in contatto con l’ambiente (acquisto, vendita, finanziamenti). Con queste operazioni vi è uno scambio con l’ambiente che è uno scambio monetario. Da un punto di vista contabile, tutte le operazioni vengono osservate nel momento della moneta e del credito (MMC), dunque si hanno operazioni contabili quando si verifica la variazione che sorge nei valori finanziari (al momento dell’emissione della fattura).

La contabilità ha come oggetto la variazione di valori che possono avere valenza positiva o negativa. La contabilità osserva le variazioni finanziarie a seguito delle operazioni di gestione e le variazioni economiche a seguito delle operazioni di gestione. Le variazioni finanziarie positive sono:

  • Legate alla liquidità, come contanti, variazioni di conto corrente bancario, incassi di assegni circolari, assegni di conto corrente postale.
  • Variazioni positive dei crediti e negative dei debiti (di regolamento e finanziamento). Le variazioni finanziarie negative sono:
  • Quando si ha diminuzione del denaro, in conto corrente bancario, conto corrente postale e cassa, quando si ha un aumento di debiti di finanziamento o di funzionamento, quando si ha una diminuzione di crediti di finanziamento o funzionamento. Peggiorativa dal punto di vista di liquidità immediata, dal punto di vista di posizione finanziaria passiva rispetto l’esterno ed estinzione di crediti di funzionamento e finanziamento.

Variazioni economiche positive : aumenta la ricchezza dell’impresa, aumenta il capitale netto, una variazione positiva che migliora il reddito, quindi più ricavi di vendita e allo stesso tempo meno costi di acquisto. La rettifica di un costo viene considerata una variazione economica positiva. Variazioni economiche negative : variazioni negative che caratterizzano il capitale netto dell’azienda, come ad esempio diminuisce il capitale sociale perché un socio esce dalla società. Quando si distribuiscono utili, quando si sostengono costi per acquisti di fattori produttivi oppure quando si verifica una rettifica in confronto a dei ricavi, dunque un minor ricavo. Il conto riferito, aperto o intestato ad uno specifico oggetto, es. cassa, capitale, debiti verso fornitori. Viene istituito inserendo un valore iniziato, poi trasformato in seguito dalla gestione. Sezione di sinistra: addebito Sezione di destra: accredito La differenza tra avere e dare rappresenta il saldo.

Tre fasi principali:

  1. Si osserva l’operazione, si vanno a capire quali sono le variazioni di valori finanziari e quali di valori economici.
  2. Queste variazioni devono essere determinate con il loro segno, va interpretato se positivo o negativo.
  3. Viene fatta la registrazione delle variazioni nei conti.

ESEMPIO: In data 10 marzo vi è stato un acquisto di merci per un importo pari a 10.000,00 €, regolamento a termine (dilazione di pagamento). Dal punto di vista finanziario: debito verso i fornitori e deve essere posta in avere. Dal punto di vista economico: implica il sostenimento di un costo, un VE-. ESEMPIO: In data 20 marzo vi è la vendita di merci per un importo pari a 20.000,00 €, regolamento a termine. Finanziario: si osserva un + crediti verso clienti per 20.000, inserito nella sezione in dare Economico: è un ricavo, dunque un VE+, che aumenta con la vendita delle merci. Deve essere rilevato nella posizione opposta dunque in avere. ESEMPIO: In data 25 marzo vi è il pagamento di debiti verso fornitori per 6.000,00 € a mezzo banca. In dare ho una variazione finanziaria positiva di 6.000 perché l’azienda paga 6.000 € a mezzo banca, quindi utilizzando un assegno bancario o un bonifico, comunque utilizzando un conto corrente bancario. Dal punto di vista del fornitore si estingue il debito che l’azienda aveva, si ha meno debiti. Dal punto di vista delle risorse contanti, diminuisce la banca, la banca è un valore finanziario ed essendo – 6.000 nel conto corrente deve essere visualizzato dal punto di vista della banca nella sezione avere.

à caso di permutazione finanziaria: le operazioni di gestione vengono osservate solo in un unico

aspetto; dunque, si hanno variazioni di valori finanziari.

ESEMPIO: Il giorno 27 marzo perviene una fattura ad un fornitore di materie prime per un importo pari a 10.000€ + IVA al 22%. È un’operazione di acquisto quindi si ha un sacrificio in termine di ricchezza, un costo. Siamo in posizione di debito verso il fornitore. Inoltre, l’IVA è un credito verso lo stato, deve pagarla al fornitore, ma queste le vengono restituite dallo stato. Debito di regolamento=fornitori. ESEMPIO: Il 10 agosto si riceve una fattura da un professionista per prestazioni di consulenza amministrativa per un valore pari a 3.500€ + IVA 22%. RETTIFICHE DI VALORI

In caso di merci difettose, riduzione dei costi di acquisto precedentemente sostenuti con à sconti,

premi, abbuoni. Il conto di acquisto o materie prime c/acquisto è un conto uni fase, funziona solo nel DARE del conto. È una variazione economica negativa. Per ciò che riguarda le rettifiche di valori, viene emessa un nuovo conto che si può chiamare:

  • Resi su acquisti
  • Sconti su acquisti
  • Premi su acquisti Il fornitore è obbligato ad emettere un altro documento, chiamato “nota di credito”. L’IVA viene assolta dalle imprese ma non considerandola come costo, ma erario, tiene traccia dell’iva applicata ma sarà a costo del consumatore. La nota di credito tiene anche l’entità di iva che l’azienda deve alla fine avere addebito verso lo stato. ESERCIZIO: La società gamma S.R.L restituisce merci precedentemente acquistate in quanto difettose ad un fornitore, il quale il 25 luglio provvede ad emettere una nota di credito per un valore pari a 1.500€ + IVA 22%. Si tratta di una VE+ in quanto vi è una rettifica sul prezzo pagato prima, diminuisce la posizione debitoria verso il fornitore. Infine, si ha una VF- perché l’azienda aveva rilevato in funzione della fattura d’acquisto un’IVA a credito su un certo ammontare di costo si acquisto che si è ridotto.

ESEMPIO: La società delta S.R.L ottiene un premio di 2.5000€ + IVA 22% da un fornitore per aver raggiunto la soglia minima di acquisti di 1 milione di € di forniture e merci nel trimestre, per cui si riceve nota di credito il 3 aprile. In dare abbiamo meno debiti verso fornitori, quindi VF+ Premi su acquisti è un valore economico positivo, in avere, quindi VE+ Il debito verso l’Erario, l’IVA a debito, da rilevare in avere perché è un valore finanziario, non è un costo, perché in questo caso non è indetraibile, ma è una posizione finanziaria negativa verso lo stato. Gli sconti possono essere riconosciuti CONTESTUALMENTE, quindi nel momento in cui l’azienda acquista i fattori produttivi, oppure successivamente. Avremo in dare meno crediti verso fornitori, una VF+, in avere con data successiva alla data di fattura d’acquisto, avremo sconti su acquisti, VE+ perché è una rettifica, un costo minore. Variazione finanziaria negativa dell’IVA a debito, VF-. ESEMPIO (sconto inserito in fattura): La società lambda S.p.A. acquista merci per 10.000€ + IVA 22% ottenendo contestualmente uno sconto del 10% sul valore della prestazione. La relativa fattura perviene il 12 ottobre. Si tratta di un’operazione d’acquisto, quindi avremo merci c/acquisti che è un VE-, quindi lo vedremo in dare. Inoltre, avremo una posizione di credito verso lo stato per l’IVA che l’azienda paga al fornitore, ma che non deve gravare sull’azienda stessa perché acquista le merci nello svolgimento di un’attività produttiva e per legge non è destinataria finale dell’imposta sul valore aggiunto. Avremo una rettifica di costo, uno sconto in avere, un VE+; infine, avremo. Il debito verso fornitori. ACQUISTI DI IMMOBILIZZAZIONI Fattori produttivi pluriennali, a fecondità ripetuta, rimangono in azienda per più esercizi. Non sono costi di esercizio, ma investimento, che va a rappresentare il capitale dell’azienda. Il costo di esercizio, infatti, non è il costo di acquisto ma la quota di ammortamento.

Acquisto da terzi à il fornitore emette una fattura che comprende il valore dell’impianto, l’IVA ed

in quel momento il processo di liquidazione dell’operazione implica il calcolo di un debito verso quel fornitore. La differenza sta che non debbo considerarlo nel costo di esercizio ma bensì il valore va inserito nello stato patrimoniale. In fase di acquisto può capitare che l’azienda paghi degli oneri accessori: spese che l’azienda sostiene per far si che l’impianto funzioni e lo renda utilizzabile nei processi di produzione.

Costruzione in economia à l’azienda si costruisce il proprio fabbricato.

Extracomunitari à le merci arrivano dal fornitore, si fermano alla dogana e poi l’azienda ritira le

merci alla dogana. L’IVA viene richiesta dalla dogana, non c’è nella fattura che arriva dal fornitore non appartenente all’unione europea. L’azienda sostiene verso la dogana il costo dell’IVA. L’azienda prende le merci ed il doganiere emette una “bolletta doganale”, la quale elenca i costi che l’azienda deve sostenere per aver fatto acquisto in un paese extracomunitario. ESEMPIO: Acquisto delle merci: merci c/acquisti sono sempre VE-, ma non va scritto nel conto in dollari, ma in €. Il 18 agosto è favorevole per l’euro. Il 25 agosto l’azienda si reca a recuperare le merci in dogana e deve sostenere dei servizi di sdoganamento per 2.000€ e poi l’IVA sia per la merce acquistata sia sul servizio di sdoganamento. (VF+, in dare). Il 25 agosto l’azienda paga il doganiere, che è direttamente lo stato; dunque, c’è anche una diminuzione di risorse bancarie per la somma. (VF-) Banca C/C. Spesso però alla dogana c’è un’azienda che offre servizi di trasporto delle merci, con uno spedizioniere. L’azienda deve sostenere il costo del servizio di sdoganamento, e l’anticipo da parte dello spedizioniere alla dogana dei dazi. ESERCIZIO: L’azienda rileva le spese di trasporto, un acquisto di servizi dunque un costo, una VE- in dare. Dazi e servizi doganali calcolati dallo spedizioniere, sempre in dare VF+. Inoltre, l’azienda deve pagare l’IVA allo spedizioniere, sulla quantità delle merci acquistate dal fornitore straniero, i 350 sono l’iva che lo spedizioniere ha anticipato al doganiere per conto dell’azienda + l’iva sulle spese di trasporto + l’iva sui servizi doganali. L’iva è a credito (la si rileva in dare VF+) perché l’azienda acquista questo servizio verso fornitore. Debito verso fornitore, VF- in avere.

MODALITÀ DI PAGAMENTO

  • Pagamentio immediato
  • Pagamento anticipato
  • Pagamento differito Attraverso:
  • Cassa
  • Banca c/c
  • Effetti o cambiali passive
  • Ricevute bancarie ESEMPIO: il 5 febbraio viene effettuato il pagamento a un fornitore per precedenti forniture di merci attraverso assegno bancario pari a 8.000€. Diminuzione di debiti verso fornitori VF+ in dare Diminuzione delle risorse monetarie, VF- in avere. ESEMPIO (pagamento immediato): in data 28 maggio si provvede al pagamento in contanti di un fornitore di servizi per un valore pari a 150€. Si estingue il debito verso il fornitore, VF+ in dare. Si trova meno denaro in cassa, dunque VF-, in avere. Non ci sono valori economici perché il debito è compensato da un’uscita di cassa o di banca. Pagamento differito : può essere estinto attraverso strumenti bancari, come la cambiale passiva e la ricevuta bancaria. Sono titoli di natura esecutiva, implica un’azione legale verso l’azienda che viene obbligata l’azienda magari a pagare dopo aver venduto i suoi prodotti finiti. Il titolo è esecutivo perché può

essere usato per operazioni di finanziamento: scontato ecc. à un’azienda che è titolare di un

effetto attivo da parte sua, presenta l’effetto in banca, la quale anticipa i soldi sul controcorrente dell’azienda relativo all’importo dell’effetto passivo.

Girata à ho intestato un effetto attivo come beneficiario, siccome devo pagare il debito utilizzo

quell’effetto passivo verso il fornitore. Si tratta di una sorta di assegno/cambiale dietro sottoscrivo io titolare dell’azienda pergiurata verso il fornitore, il quale diventa il titolare dell’importo scritto sull’effetto passivo. La cambiale passiva è esecutiva (si può scontare ecc.) solo se c’è applicato un bollo, per il quale l’azienda sostiene un costo quando essa è intestataria dell’effetto passivo. L’incasso da parte del fornitore del debito che l’azienda ha per l’acquisto di merci può essere effettuato anche attraverso l’utilizzo di ricevute bancarie. Non si tratta di effetti passivi, non hanno le stesse caratteristiche della cambiale. Le riba sono essenzialmente documenti che la banca emette a favore dell’azienda e si impegna a gestire lei l’incasso dei crediti dell’azienda stessa. Da parte dell’azienda che acquista non esistono rilevazioni che si possono effettuare. Pagamento tramite effetti:

  • Quando l’azienda accenta l’anticipo da parte del cliente, non si rileva un valore economico. C’è muno scambio di moneta, non materie prime o merci. Il credito verso il fornitore viene registrato utilizzando Fornitori c/anticipi, che è una posizione di credito verso l’azienda fornitrice, una VF+. Va applicata l’IVA a credito quando si anticipa ad un fornitore, VF+ sempre in dare. Poi fornitori VF- in avere. Poi si rileva il debito verso il fornitore che contestualmente viene assolto, per l’anticipo; dunque, VF+ in dare e la chiusura immediata di quel debito attraverso banca: Banca c/c VF- in avere. Il 23 luglio arriva la fattura di acquisto: Il costo di acquisto è il totale del valore della prestazione, quindi 40.000€, VE-, costo di acquisto in dare. L’IVA a credito va calcolata non si 40.000€, ma su 40.000-16.000 perché l’abbiamo già pagata precedentemente: VF+, in dare. Liquidazione della posizione del fornitore a seguito dell’arrivo della fattura totale. Quando l’azienda paga il fornitore però deve dare 45.280 – l’anticipo ovvero 16.000. Quindi avremo in dare fornitori per 45.280 VF+ perché si estingue il debito verso il fornitore. Inoltre, si chiude il conto aperto il 3 luglio, l’estinzione della posizione di credito dell’azienda verso il fornitore, dunque Fornitori c/anticipo VF-, calcolo la differenza e vado a determinare l’effettiva uscita di banca con Banca c/c verso il fornitore. (VF- in avere) In questo caso il conto fornitori c/anticipo lo chiudo quando rilevo il pagamento attraverso la banca. Rilevo la fattura di acquisto ma l’iva dobbiamo ricordarla di calcolarla meno l’uva a credito pagata prima. In molti casi vengono pagati dei professionisti per svolgere determinati lavori, sono coloro che hanno una partita IVA e offrono un servizio ad oggetto di tassazione. In questo caso, l’azienda opera come sostituto di imposta, in fase di pagamento ad un commercialista, invece di dargli il 100 % del servizio che ha offerto, gli deve trattenere una entità di tasse che poi deve riversare allo stato (ritenute d’acconto). ESERCIZIO: Il giorno 22 settembre si effettua il pagamento tramite banca di una parcella notarile pervenuta in data 15 settembre per un valore pari a 12.000€ + IVA 22% effettuando la ritenuta del 20% sull’importo della prestazione, e provvedendo il giorno 16 del mese successivo al versamento della stessa a mezzo banca. Acquisto dell’esercizio: compensi notarili, una variazione economica negativa in dare, VE-. IVA a credito, VF+ Debito, fornitori somma, VF-.

Il 22 settembre l’azienda paga al notaio il debito, la fattura è 14.640, ma non arrivano quelli, perché lo stato chiede all’azienda di trattenere il 20% come acconto sulle imposte che il notaio deve pagare allo stato. Noi dobbiamo pagare al notaio 14.640-20% sul valore della prestazione (non sul valore compreso IVA). Erario c/ritenute è un VF-, perché l’azienda poi quei soldi li deve dare allo stato. E un debito che l’azienda ha rispetto allo stato. Il notaio incasserà quindi 12.240€ che equivale all’uscita di banca c/c, VF- in avere. Il 16 ottobre l’azienda deve pagare l’erario, la trattenuta del 20% effettuata sullo stipendio del professionista. Si avrà Erario c/ritenute in avere VF+ estinzione del debito verso lo stato Ed in avere meno banca, 2.400€. Pagamento con monete di conto differenti: a volte può essere utili su cambi o perdite su cambi, cambia di giorno in giorno. ESEMPIO: Io ho un debito verso un fornitore americano, quando vado a pagarlo però cambia il valore dell’€ rispetto al $. In dare, estinguo il debito verso il fornitore estero, VF+, che ha un certo valore 8.500€, ma non mi escono di banca interi, mi escono di banca il valore dei soldi al momento del pagamento; dunque, meno in questo caso ed escono 8.300€, con banca c/c in avere, VF-. Dunque, la differenza la rilevo come utile a favore dell’azienda, aumenta la ricchezza dell’azienda, dunque, gli utili su cambi sono una VE+, in avere. ESEMPIO: Si è affermato un apprezzamento della sterlina o la diminuzione del valore dell’euro.

RETTIFICHE DI VALORE:

In questo caso sono VE-, diminuiscono il valore di ricavo che è stato oggetto in fase di emissione di fattura. I resi su merci, se sono di qualità scarsa, resi su vendite, se non conformi in quanto è stato indicato dall’azienda cliente. In alcuni casi però avvengono perché si raggiunge una certa quantità di acquisti, quindi avvengono sconti, premi e abbuoni. Danno origine ad un’analisi di IVA a credito. VE-, rispetto al ricavo. L’azienda deve emettere un documento: nota di credito. Deriva dall’esigenza di omogeneità dei valori. ESEMPIO: il 15 maggio si provvede ad emettere una nota di credito nei confronti di un cliente che ha riscontrato parte di merce difettosa all’interno della precedente fornitura per un valore pari a 2.000€ + IVA 22%. I ricavi di vendita rilevati nella fattura come VE+ corrispondenti al prezzo devono però essere rettificati, ma è necessario utilizzare un canto specifico. Il conto resi su vendite VE-, perché indica un minor ricavo, poi avremo in dare una VF+ con l’IVA a credito, perché è uno storno di un’IVA già registrata in fase di fattura come Iva a debito, quindi una diminuzione della posizione debitoria verso l’erario per 440€. La somma è la VF- di minori crediti verso cliente, movimentata in avere perché concretizza meno crediti. ESEMPIO: Il 27 febbraio viene emessa una nota di credito per un premio-quantità concesso ad un cliente per un valore pari a 1.000€ + IVA 22%. In fase di emissione di riconoscimento del premio dovrò rilevare una rettifica ad un VE+, quindi premi su vendite è un VE- in dare. L’IVA a credito perché si ha un minor debito verso lo stato, quindi VF+ ed infine in avere minor credito verso il cliente, VF-. ESEMPIO: sconto sulla fornitura originaria. Lo sconto è una rettifica al valore del ricavo e deve essere quindi applicato a 20.000€, non 20.000 + IVA.

Dunque, lo sconto sarà un VE-, il valore della prestazione indicando il conto con “prodotti finiti c/vendite” con VE+ in avere e in avere rilevo anche l’IVA a debito, che è un VF- ma è calcolata sul valore della prestazione (20.000) meno il valore dello sconto (2000). Poi vado a calcolare il credito verso cliente, un VF+, e la rilevo in dare. Se l’operazione ha IVA esente, non si movimenta l’IVA, ma si rileva solo lo sconto ed il valore del credito. Si tratta di minor conto verso cliente. VENDITE DI IMMOBILIZZAZIONI:

  • Vendita / cessione
  • Demolizione
  • Permuta (l’azienda cede il macchinario usato ad un’altra azienda che glielo vende nuovo) Per la vendita a terzi, la variazione economica positiva non è determinata dal prezzo di acquisto – prezzo di vendita, perché quel bene è già stato utilizzato per un certo numero di anni. Bisogna calcolare il valore che il bene ha in quel momento, perché c’è un certo valore che l’impianto può cedere da quel momento fino alla sua fine:
  • VALORE NETTO CONTABILE (V.N.C) = COSTO STORICO – F.DO AMMORTAMENTO Questo valore rispecchia l’utilità che l’impianto ancora deve cedere nella sua vita utile; quindi, negli anni in cui quell’impianto è economicamente utilizzabile. L’ammortamento solitamente viene svolto per applicare il principio di competenza economica. Questo, infatti, prevede che il costo di acquisto di immobilizzazione non debba gravare esclusivamente sull’acquisto, ma attraverso il processo di ammortizzamento, ogni anno si va ad accantonare in un contenitore, che si chiama f.do di ammortamento, l’utilità che l’impianto ha consumato in ciascun anno. È un esito di natura economica. à ESERCIZIO: Esistono due possibili metodologie