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Contabilità e bilancio, Dispense di Contabilità

Dispensa di contabilità e bilancio, basata su miei appunti

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 14/05/2026

qcdw9yb2bg
qcdw9yb2bg 🇮🇹

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Dispensa rielaborata di contabilita - basata esclusivamente sul file fornito Pagina 1
Dispensa rielaborata di Contabilità
Versione completa e studiabile: mantiene l'ordine del file originale, i capitoli, i paragrafi e i
concetti presenti, riscrivendoli in forma più chiara. Gli esempi sono solo esplicativi e servono a
capire i concetti già presenti nella dispensa.
Come studiarla
Questa non è una sintesi breve: ogni parte segue il materiale originale. Per preparare l'esame, leggi prima la
spiegazione discorsiva, poi memorizza parole chiave, distinzioni e criteri. Le parti in azzurro aiutano a capire i
concetti più astratti con esempi o frasi da ricordare.
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Scarica Contabilità e bilancio e più Dispense in PDF di Contabilità solo su Docsity!

Dispensa rielaborata di Contabilità

Versione completa e studiabile: mantiene l'ordine del file originale, i capitoli, i paragrafi e i

concetti presenti, riscrivendoli in forma più chiara. Gli esempi sono solo esplicativi e servono a

capire i concetti già presenti nella dispensa.

Come studiarla

Questa non è una sintesi breve: ogni parte segue il materiale originale. Per preparare l'esame, leggi prima la spiegazione discorsiva, poi memorizza parole chiave, distinzioni e criteri. Le parti in azzurro aiutano a capire i concetti più astratti con esempi o frasi da ricordare.

Riferimento al file originale: pagina 1 Le fonti giuridiche e professionali del bilancio di esercizio sono caratterizzate dalla tendenza verso l'armonizzazione internazionale, cioè l'orientamento verso un unico insieme di principi contabili da applicare uniformemente in tutti i Paesi che aderiscono, con l'obiettivo di favorire la comparabilità delle informazioni, l'utilità per i destinatari, la tutela del risparmio, un efficiente funzionamento dei mercatii e il controllo da parte dei revisori. Nell'Unione Europea questo processo è iniziato nel 1978 e nel 1983 grazie alla pubblicazione di due direttive (cont annuali e consolidatii delle imprese industriali, commerciali e di servizi), le quali sono state recepite in Italia nel 1991 (con il D. Lgs. 127/1991). In Italia si è realizzato un progresso dell'armonizzazione e della trasparenza del bilancio, grazie in particolare agli schemi di stato patrimoniale e conto economico caratterizzati da strutture e contenuti obbligatori, creando quindi un'armonizzazione nazionale; invece a livello internazionale le direttive, dato che permettevano ai singoli Stat di recepire le regole a proprio modo, non hanno facilitato il processo di armonizzazione poiché gli stati hanno effettuato scelte disomogenee. All'inizio del 2000, la UE sta perseguendo gli obiettivi di armonizzazione del bilancio attraverso i principi contabili dello IASB (International Accounting Standard Board), un'istituzione privata che rappresenta le principali classi di interessi delle informazioni di bilancio. Per assicurare un esito migliore rispetto alle direttive, si è deciso di utilizzare lo strumento del regolamento, il quale, dopo l'approvazione dal Consiglio e dal Parlamento Europeo (perché gli IFRS sono creati da privati), diventa legge in tutti i Paesi dell'UE. In tal modo si realizza un'armonizzazione di bilancio tra fonti giuridiche e professionali in cui legge e principi contabili coincidono. Però l'adozione degli IFRS (International Financial Reporting Standard), secondo il regolamento 1606/2002, è obbligatoria solo per la redazione del bilancio consolidatiio da parte delle società quotate; inoltre ogni Stato ha esteso la loro adozione ad altre aziende e bilanci, creando different ambit di applicazione degli stessi e quindi non favorendo l'armonizzazione contabile. Le fonti giuridiche del bilancio d'impresa sono fondate sul codice civile o su leggi e decret legislativi che lo integrano; invece le fonti professionali sono i principi contabili statuiti dall'OIC (Organismo Italiano di Contabilità), per le imprese che adottano la disciplina nazionale, o dallo IASB, per le imprese che adottano gli IFRS. In Italia la principale disciplina è relativa alle società di capitali e si differenzia per la quotazione dei titoli nei mercatiii:

Esempio: se due società simili usano regole contabili diverse, confrontare utile, debiti e patrimonio diventa difficile. L'armonizzazione serve a rendere i bilanci comparabili.

Le società quotate e gli ent di interesse pubblico devono redigere i bilanci secondo la disciplina internazionale, cioè con gli IFRS omologat dall'UE.

Le società che si finanziano senza la quotazione delle proprie azioni devono redigere i bilanci secondo la disciplina nazionale, cioè sul Codice Civile (art. 2423 e seguenti) supportato dai principi contabili dell'OIC.

LA DISCIPLINA NAZIONALE

La disciplina nazionale per le società di capitali che esercitano attività industriale, commerciale e di servizi, è fondata sugli articoli dal 2423 al 2435-ter del codice civile, il quale disciplina la redazione del bilancio delle S.p.A., che viene estesa a tutte le altre società di capitali. Uno degli obiettivi dei provvedimenti legislativi è quello di semplificare e ridurre i costi amministrativi delle imprese di ridotte dimensioni, in particolare per quanto riguarda la composizione del bilancio; quindi è stata introdotta una disciplina differenziata in base alle dimensioni delle imprese, le quali sono divise in:

Micro imprese: imprese che per 2 anni consecutivi non superano almeno 2 dei seguent limiti: o Totale dell'attivo patrimoniale: 175.000 € o Totale dei ricavi: 350.000 €

SIC: Standing Interpretation Committee (interpretazioni).

Riferimento al file originale: pagina 3 Mentre a partire dal 2002, a seguito di un processo di ristrutturazione dello IASB, sono denominati:

IFRS: International Financial Reporting Standard;

IFRIC: International Financial Reporting Interpretation Committee (interpretazioni). In Italia devono far fronte a quest principi le società quotate, le banche e le assicurazioni. Un avvicinamento tra disciplina nazionale e internazionale c'è stato con il D. Lgs. 139/2015, con il quale si ha l'obbligo di redazione del rendiconto finanziario, il divieto di capitalizzare i costi di ricerca, la valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivat e la valutazione al costo ammortizzato dei crediti, debiti e titoli di debito. Per quanto riguarda l'armonizzazione del bilancio vi sono ancora grandi differenze: la disciplina internazionale è incentrata sugli investitori, mentre quella nazionale ha l'obiettivo più vasto di soddisfare le esigenze di tutti i portatori di interessi legati alla società. Per le società che adottano i principi contabili nazionali, gli effetti del COVID-19 sul bilancio d'impresa sono stati disciplinat da provvedimenti legislativi e documenti professionali; innanzitutto il Decreto Liquidità, cioè il D.L. 23/2020 ha introdotto alcuni cambiamenti:

Esempio: se due società simili usano regole contabili diverse, confrontare utile, debiti e patrimonio diventa difficile. L'armonizzazione serve a rendere i bilanci comparabili.

Rinvio di un anno dell'entrata in vigore del codice delle crisi d'impresa e dell'insolvenza;

Non vengono applicate le disposizioni che regolano la riduzione del capitale sociale per perdite ed inoltre non è operato lo scioglimento delle società per riduzione o perdita del capitale sociale;

Possibilità di redigere il bilancio 2020 seguendo il principio della continuità aziendale anche se il COVID-19 lo ha messo in discussione; ovviamente se l'assenza di continuità non è legata alla pandemia, allora si devono applicare i principi dell'OIC 11. In più la legge 126/2020 introduce modifiche in alcune aree valutative del bilancio:

Esempio: un macchinario vale molto se l'azienda continuerà a usarlo; se l'azienda chiude, potrebbe valere meno perché va venduto rapidamente.

Facoltà di sospendere gli ammortamentii per le immobilizzazioni materiali e immateriali;

Modifica sulla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni. Le disposizioni civilistiche in materia di bilancio si trovano negli art. da 2423 a 2435-bis:

Da 2423 a 2427: redazione del bilancio in termini di principi, contenuto e criteri di valutazione;

2428: relazione sulla gestione;

2429: relazione dei sindaci e deposito del bilancio. In particolare l'art. 2423 enuncia la clausola generale, la quale condiziona il contenuto dei principi di redazione e dei criteri di valutazione; essa si sviluppa in 6 commi ed il suo obiettivo è quello di garantire intelligibilità (chiarezza) delle informazioni di bilancio:

1° COMMA: definisce il contenuto del bilancio, il quale è considerato un documento unitario composto da ulteriori documenti: o Stato patrimoniale: uno schema che illustra la situazione patrimoniale-finanziaria

dell'impresa; o Conto economico: uno schema che evidenzia il risultato economico dell'esercizio; o Rendiconto finanziario: uno schema che evidenzia i flussi di disponibilità liquide; o Nota integrativa: una serie di informazioni esposte in forma libera con l'obiettivo di integrare il contenuto degli schemi e fornire al lettore informazioni supplementari. La redazione del bilancio è responsabilità degli amministratori.

2° COMMA: definisce che il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'impresa: o Principio della chiarezza:

Applicazione degli schemi di bilancio previsti: i criteri di classificazione delle voci sono garanzia di chiarezza espositiva;

2.1 FINALITÀ E PRINCIPI GENERALI DEL BILANCIO NELLA DISCIPLINA NAZIONALE

Si deve tenere conto dei provent e degli oneri di competenza indipendentiiemente dall'incasso/pagamento. (COMPETENZA)

Si deve tenere conto dei rischi e delle perdite di competenza anche se conosciut dopo la chiusura dell'esercizio. (PRUDENZA, COMPETENZA)

Gli elementi eterogenei vanno valutat separatamente. (PRUDENZA)

I criteri di valutazione non possono essere modificat da un esercizio all'altro. (COSTANZA DEI CRITERI) L'articolo racchiude 5 principi, i quali costituiscono, in parte, i 7 postulatii del bilancio definit dall'OIC 11:

Principio di prudenza: o Gli utili sono di competenza dell'esercizio se realizzat alla data di chiusura, mentre le perdite e i rischi vanno considerat di competenza anche se verranno conosciut successivamente. o Valutazione separata degli elementi eterogenei in modo tale da evitare che eventuali plusvalori di alcuni elementi possano compensare i minusvalori di altri (per esempio per le rimanenze).

Principio della prospettititiva della continuità aziendale (going concerne principle): o Ci si riferisce alla situazione d'impresa in funzionamento; o È prevista una deroga a causa del COVID-19.

Principio della rappresentazione sostanziale: o La prevalenza della sostanza sulla forma; dovrebbe porre maggiore attenzione alla sostanza delle operazioni evitando di far prevalere gli aspet formali.

Riferimento al file originale: pagina 6

Principio di competenza: o È il criterio temporale con il quale i componenti positivi e negativi del reddito sono imputat al conto economico per determinare il risultato d'esercizio:

Esempio: vendita a dicembre e incasso a gennaio: il ricavo appartiene comunque a dicembre, perché l'operazione economica è avvenuta lì.

I ricavi sono di competenza dell'esercizio se il ciclo produttivo è terminato e lo scambio di mercatiio è avvenuto (principio di realizzazione).

I cost sono di competenza se correlat ai ricavi realizzati, cioè sostenut per la produzione economica.

Principio della costanza dei criteri di valutazione: o Devono essere utilizzat gli stessi criteri di valutazione in ciascun esercizio per permettere comparazioni tra bilanci della stessa azienda; o Il criterio più utilizzato nella disciplina civilistica è quello del costo (maggiormente prudenziale):

Costo di acquisto: se il bene è stato acquistato da terze economie (in cui possono essere compresi gli oneri accessori).

Costo di produzione: se il bene è stato realizzato internamente all'impresa (in cui possono essere compresi i cost accessori, tra cui anche gli oneri di finanziamentiio per la fabbricazione).

Costo ammortizzato: si basa su un processo di ripartizione del valore tenendo conto del fattore temporale. Il criterio del costo può essere soggetto a deroghe ed in tal caso le stesse devono essere giustificate nella nota

integrativa e devono essere descritti gli effetti della mancata applicazione.

Da ricordare: la nota integrativa spiega i numeri dei prospetti e rende il bilancio più comprensibile.

Principio di rilevanza;

Principio di comparabilità: o Comparabilità nel tempo: tra bilanci della stessa azienda e redat in date diverse; o Comparabilità nello spazio: tra bilanci di aziende diverse. Perché la comparabilità possa esserci devono sussistere alcune condizioni: o La forma di presentazione deve essere costante, i modi di esposizione delle voci devono essere uguali o comparabili; o I criteri di valutazione adottat devono essere costant; o I mutament strutturali e gli event eccezionali devono essere descrit nelle note del bilancio. Il modello internazionale IAS/IFRS accoglie le finalità e i principi del bilancio in 2 document:

Framework for the Preparation and Presentation of Financial Statements;

IAS 1. Il Framework è uno strumento dello IASB volto all'armonizzazione normativa dei principi e delle procedure contabili. Il Framework fornisce indicazioni sulle finalità del bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali e affronta tematiche come l'identificazione dei destinatari, la struttura del documento di sintesi… Il Framework non si colloca in posizione sovra-ordinata rispetto agli standard poiché il suo obiettivo primario è quello di fornire assistenza al Board nella definizione di nuovi standard e nel loro aggiornamento e revisione; inoltre l'equilibrio tra Framework e standard contabili è dato dalla regola che in caso di ipotesi di conflitto devono sempre prevalere gli standard. Secondo il Framework lo scopo del bilancio è fornire informazioni agli utilizzatori privilegiati del bilancio, cioè gli investors, i fornitori di capitale e altri finanziatori (identificati come primary users), in modo tale da permettere loro di assumere decisioni relative al finanziamentiio dell'azienda. In materia di postulatii di bilancio il documento introduce una gerarchia, poiché distingue le caratteristiche qualitative in 2 categorie:

Caratteristiche fondamentali: o Significatività: legata al valore predittivo e confirmatorio delle informazioni di bilancio; o Rappresentazione fedele: deriva da 3 caratteristiche:

Neutralità;

Completezza;

Attendibilità.

Caratteristiche migliorative:

2.2 FINALITÀ E PRINCIPI GENERALI DEL BILANCIO NELLA DISCIPLINA INTERNAZIONALE

Riferimento al file originale: pagina 7 o Comparabilità; o Verificabilità; o Tempestività; o Comprensibilità. Non vengono considerat i principi di prudenza e prevalenza della sostanza sulla forma poiché vengono considerat come elementi atti a suggerire criteri di valutazione. La disciplina internazionale e la disciplina nazionale sono caratterizzate da numerose differenze in merito alle finalità e ai principi generali, le quali però non identificano la superiorità di una o dell'altra:

Esempio: un credito verso un cliente in difficoltà non va considerato automaticamente sicuro: il rischio va già considerato in bilancio.

CAPITOLO 3: LA STRUTTURA E IL CONTENUTO DEGLI SCHEMI DI

BILANCIO

Riferimento al file originale: pagina 8 o Art. 2425-ter: rendiconto finanziario; o Art. 2435-bis: bilancio in forma abbreviata; o Art. 2435-ter: bilancio delle micro imprese.

Esempio: un'impresa può avere utile ma poca cassa se i clienti non pagano. Il rendiconto finanziario mostra i movimenti di liquidità.

Direttiva europea 34/2013 recepita nell'ordinamento giuridico italiano con il D. Lgs. 139/2015;

Principi contabili nazionali emanat dall'OIC;

Principi contabili internazionali dello IASB, in particolare: o IAS 1: presentazione del bilancio; o IAS 7: rendiconto finanziario.

Guide operative dell'OIC riguardo all'adozione dei principi contabili internazionali. Il bilancio di esercizio si compone di 4 elementi:

Stato patrimoniale;

Da ricordare: lo stato patrimoniale è una fotografia a una certa data. Mostra cosa ha l'impresa e da dove arrivano le risorse.

Conto economico;

Rendiconto finanziario;

Nota integrativa. In più è prevista la redazione di un ulteriore documento, la relazione sulla gestione, che integra il bilancio di informazioni riguardo lo svolgimento dell'attività aziendale e i suoi sviluppi futuri. L'art. 2423 sottolinea che i documenti che costituiscono il bilancio devono rendere possibile una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della realtà aziendale colta nei 3 principali momenti che la contraddistinguono (risultato economico, situazione patrimoniale e finanziaria). Per realizzare il fine del bilancio assumono importanza i criteri di classificazione dei valori accolt nelle tavole di sintesi:

La chiara esplicitazione dei criteri di classificazione permette una immediata e corretta comprensione;

Se la struttura dei prospettiti è mantenuta costante nel tempo ed è impiegata da un notevole numero di aziende, viene favorita la comparabilità. I valori accolt nello stato patrimoniale e nel conto economico sono espost con l'impiego di diversi livelli di aggregazione:

Macroclassi: indicate con le lettere maiuscole, evidenziano sinteticamente distint raggruppament di valori.

Classi di valori: indicate con i numeri romani, indicano più analiticamente le singole macroclassi.

Singole voci: indicate con numeri arabi e lettere minuscole, disaggregano ulteriormente le componenti delle classi di valori. Lo stato patrimoniale presenta tut e 3 i livelli di aggregazione, mentre il conto economico si

sviluppa solamente in macroclassi e singole voci. Si ha l'obbligo di indicazione del valore corrispondente attinente all'esercizio precedente per perseguire il principio di comparabilità delle informazioni di bilancio; inoltre se le voci non sono comparabili, quelle dell'esercizio precedente devono essere adattate e in tal caso i cambiamenti devono essere segnalati e commentat nella nota integrativa. Un fattore limitativo della disciplina di bilancio delle piccole imprese riguarda il mancato obbligo di pubblicazione del bilancio di esercizio per le società di persone e per le imprese individuali, poiché non sono assoggettate dagli articoli del codice civile (solo società di capitali), ma è previsto che provvedano alla redazione delle sintesi di esercizio nell'ambito dell'inventario annuale. Però suscita qualche perplessità il mancato obbligo di pubblicazione del bilancio, ma il motivo di questa scelta è da osservarsi nell'aspetto patrimoniale delle società: infattititi, le imprese in questione, essendo caratterizzate dalla responsabilità personale illimitata, ciò può giustificare un regime semplificato, in quanto si ha una maggiore tutela dei terzi. Il documento del bilancio che sintetizza la struttura e la composizione del capitale di funzionamento è lo stato patrimoniale, il quale ha l'obiettivo di informare riguardo alla situazione patrimoniale finanziaria dell'impresa in un dato istante; inoltre non deve essere interpretato disgiuntamente dagli andamenti passat e dalle prospettititive future.

3.3 LO STATO PATRIMONIALE

Riferimento al file originale: pagina 9 Infat i valori che lo compongono sono espressione di processi in corso di svolgimento, la cui determinazione è suscettibile di stime e congetture, quindi le valutazioni sono da interpretare come valori attribuibili all'insieme delle condizioni produttive a disposizione dell'azienda e alle loro relazioni in un dato istante.

LA STRUTTURA DELLO STATO PATRIMONIALE SECONDO LA NORMATIVA CIVILISTICA

ITALIANA

Le caratteristiche strutturali riguardanti lo stato patrimoniale si trovano nelle disposizioni contenute agli articoli 2424 e 2424-bis, in cui è specificato che tale prospettitito deve essere rappresentato a sezioni contrapposte (attivo e passivo). Il criterio di classificazione dei valori è quello della destinazione economica, il quale per ricondurre i valori alle classi e alle macroclassi utilizza la destinazione che i fattori produttivi subiscono. Tale impiego per quanto riguarda le passività è più complicato rispetto alle attività, infattiti la distinzione tra "immobilizzazioni" e "attivo circolante" (presente nelle attività) non esiste nelle passività, in cui invece esiste un'unica macroclasse "debit" che comprende diverse classi di valori passivi classificate per natura. I valori che compongono lo stato patrimoniale devono essere esposti al netto dei fondi rettificativi ad essi correlati:

Da ricordare: lo stato patrimoniale è una fotografia a una certa data. Mostra cosa ha l'impresa e da dove arrivano le risorse.

Non possono essere utilizzat valori del passivo per rettificare valori dell'attivo;

I fondi correlabili direttamente a valori dell'attivo (fondi rischi, fondi ammortamentiio, fondi svalutazione) non vengono evidenziati nello stato patrimoniale, ma sono sottratti direttamente dalla voce attiva a cui si riferiscono, evidenziando il valore netto;

Esempio: se un bene perde valore in modo durevole, il valore contabile deve essere ridotto per non mostrare una situazione troppo favorevole.

Le quote incrementative di tali fondi sono desumibili dal conto economico, ma la complessiva dinamica dei valori net esposti nell'attivo deve essere indicata nella nota integrativa per permettere di apprezzare il quadro completo e analitico della situazione patrimoniale;

I "fondi rischi ed oneri" possono essere accolt nel passivo se non direttamente correlabili all'attivo. Alcune voci compaiono sia nell'attivo immobilizzato, sia nell'attivo circolante e la loro iscrizione è dovuta a particolari logiche, come per esempio:

  • i)

Disponibilità liquide e valori equivalenti;

  • j)

Attività classificate come "possedute per la vendita" e attività incluse nei gruppi di dismissione classificati come "posseduti per la vendita" (IFRS 5);

  • k)

Debit commerciali e altri debiti;

  • l)

Fondi rischi e oneri;

  • m) Passività finanziarie, esclusi i valori

indicat nei punti k), l);

  • n)

Passività e attività per imposte correnti;

  • o)

Passività e attività per imposte differite;

  • p)

Passività attinent ai gruppi in dismissione classificate come "possedut per la vendita" (IFRS 5);

  • q)

Quote di pertinenza di terzi, esposte nel patrimonio netto di gruppo;

  • r)

Capitale emesso e riserve attribuibili ai soci della controllante. Lo IAS 1 richiede che alcune informazioni di dettaglio possano essere evidenziate direttamente nello stato patrimoniale o altriment nella nota integrativa, in cui devono essere fornite le informazioni analitiche riguardo a ciascuna categoria di azioni, alla natura e allo scopo delle riserve di patrimonio netto. I principi contabili internazionali prevedono che gli elementi attivi e passivi possano essere classificat secondo 2 criteri:

Corrente/non corrente: gli elementi sono distint tra la quota corrente e quella non corrente riguardo al ciclo operativo (se esso non è identificabile si suppone una durata di 12 mesi);

Liquidità/esigibilità: gli elementi sono classificat secondo un criterio finanziario che separa gli elementi patrimoniali liquidabili (attività) o esigibili (passività) nel breve periodo o a medio/lungo termine. Lo IAS 1 ha una preferenza verso il metodo corrente/non corrente, specificando che il metodo alternativo può essere utilizzato se il settore d'impresa o altre circostanze, rendano maggiormente efficaci le informazioni impiegando il criterio finanziario.

Riferimento al file originale: pagina 12 Per classificare le attività o passività corrent lo IAS 1 individua alcuni criteri:

Attività corrent: o Attività che si prevede siano utilizzate o vendute entro il normale ciclo operativo; o Attività detenute a scopo di vendita; o Attività che si prevede siano utilizzate entro i 12 mesi successivi alla chiusura d'esercizio; o Attività costituite da disponibilità liquide o valori equivalenti.

Passività corrent: o Passività che si prevede siano estinte entro il normale ciclo operativo; o Passività assunte per attività di trading; o Passività che si prevede siano estinte entro i 12 mesi successivi alla chiusura d'esercizio; o Passività per le quali l'impresa può differire il regolamento entro i 12 mesi successivi. Il conto economico rappresenta la situazione reddituale dell'impresa in funzionamento con una sintesi di valori economici positivi e negativi che consentono la determinazione del reddito d'esercizio, il quale è espressione della variazione del

capitale netto di funzionamento in un periodo amministrativo per effetto delle operazioni di gestione; inoltre rappresenta il valore congetturato più significativo per apprezzare la dinamica economico-reddituale d'impresa. Il reddito di esercizio è un risultato economico soltanto astrattamente attribuito ad un periodo amministrativo, poiché il sistema dei valori rappresentato è continuo, unitario e dinamico, quindi solamente per finalità operative viene irrealmente scomposto in vari periodi. quindi il reddito d'esercizio è un valore ipotetico, in quanto concorrono alla sua formazione valori congetturati e stimati, determinat da ipotesi sulla gestione futura; inoltre è un valore astratto, poiché i criteri che attribuiscono i componenti positivi o negativi non sono assoluti, ma relativi al concetto di reddito di esercizio.

Da ricordare: il conto economico racconta come si forma utile o perdita durante l'esercizio.

LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO SECONDO LA NORMATIVA CIVILISTICA

ITALIANA

La struttura del conto economico, prevista dall'art. 2425 del codice civile, si configura attraverso un'esposizione in forma scalare con cost classificat per natura. Riguardo ai criteri di classificazione il Legislatore ha optato per la distinzione dei cost per natura e non mediante l'attribuzione a specifiche aree gestionali; quindi le aggregazioni sono orientate a raggruppare i componenti negativi di reddito avent la stessa natura. Vi sono altri elementi che contraddistinguono la logica di costruzione del conto economico:

I ricavi, i provent, i cost e gli oneri devono essere indicati al netto dei resi, degli scont, degli abbuoni, dei premi e delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti;

Le variazioni delle rimanenze di magazzino vanno inserite nel valore della produzione se riguardano i beni per cui è almeno iniziato il processo di trasformazione (prodotti in corso di lavorazione, semilavorati, prodotti finiti e lavori in corso su ordinazione); il loro contributo può essere positivo o negativo in base alla valutazione in sede di costruzione di sintesi di esercizio. Invece le variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, sono classificate nei costi della produzione, poiché rappresentano fattori produttivi per cui non è ancora iniziato il

Esempio: materie prime, semilavorati e prodotti finiti sono rimanenze, ma hanno significato diverso in base allo stadio produttivo.

3.4 IL CONTO ECONOMICO

Riferimento al file originale: pagina 13 processo produttivo.

Riferimento al file originale: pagina 14

Il valore della produzione comprende gli "increment di immobilizzazioni per lavori interni", cioè i cost capitalizzati per fattori produttivi di durata pluriennale costruit internamente all'impresa. Il reddito d'esercizio non è influenzato da tale valore poiché viene interpretato come rettifica dei cost sostenut per realizzare la costruzione in economia e vengono classificat nei cost della produzione. Rispetto allo schema di conto economico in vigore prima del recepimento della direttiva europea 34/2013, il documento non evidenzia un'apposita sezione dedicata ai provent e agli oneri straordinari. Una parziale attenuazione della lacuna informativa può essere osservata nelle disposizioni dell'art. 2427 del codice civile, in cui si prevede che eventuali cost e ricavi di incidenza eccezionale devono essere esplicitat nella nota integrativa mediante l'indicazione del loro importo e della loro natura, con lo scopo di fornire informazioni utili per comprendere la dinamica reddituale d'impresa.

Da ricordare: il conto economico racconta come si forma utile o perdita durante l'esercizio.

LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO SECONDO I PRINCIPI CONTABILI

INTERNAZIONALI

ancora realizzati, lo IAS 1 suggerisce criteri di contabilizzazione differenti:

La riclassificazione tra gli elementi che formano il reddito di esercizio può essere adottata per proventi o oneri correlabili alla traduzione di bilanci in valuta estera nel momento in cui vengono realizzat in via definitiva, e anche per quelli correlabili ad attività disponibili per la vendita e a strumenti finanziari derivat di copertura dei flussi di cassa.

Per le variazioni delle riserve di rivalutazione correlate alla valutazione a fair value delle immobilizzazioni e per i proventi e oneri correlati ai piani pensionistici per i dipendentiii, devono essere rilevate nel prospettitito dei comprehensive income e non devono essere riclassificate nell'utile o nella perdita di esercizi successivi. Le variazioni della riserva di rivalutazione andranno trasferite tra gli utili portat a nuovo negli esercizi successivi; i proventi e gli oneri possono essere iscritti tra gli utili portati a nuovo nell'esercizio in cui sono stati rilevati tra i comprehensive income. Lo IAS 1 stabilisce che non devono essere distint gli elementi reddituali derivant da operazioni di gestione straordinaria, poiché tut i valori discendono dall'attività ordinaria ed inoltre ciò elimina i problemi connessi alla soggettività che tale classificazione richiede. Lo IAS 1 indica che devono essere presentate voci addizionali, intestazioni e risultat parziali per consentire al lettore un'efficace comprensione della dinamica reddituale d'impresa. Sotto il profilo strutturale, il conto economico deve essere redatto in forma scalare e i cost possono essere classificati per:

Da ricordare: il conto economico racconta come si forma utile o perdita durante l'esercizio.

Natura: raggruppat in funzione della causa che ne ha generato la formazione;

Destinazione: classificat mediante l'impiego che hanno subito nelle aree gestionali. Il principio contabile internazionale non esprime una preferenza tra i due, ma la scelta deve essere effettuata dall'impresa secondo la metodologia ritenuta più adatta in ogni singolo caso. Il rendiconto finanziario consente l'apprezzamento delle condizioni di economicità che contraddistinguono il divenire della gestione aziendale analizzando i fenomeni caratterizzant la dinamica finanziaria. Le informazioni di natura finanziaria offerte dallo stato patrimoniale hanno un contenuto statico, mentre il rendiconto finanziario dimostra, in termini di variazioni/flussi la dinamica che ha portato alla formazione dei valori di fine periodo, evidenziando anche l'impatto della dinamica reddituale su quella finanziaria. L'ordinamento giuridico italiano, prima del recepimento della direttiva europea 34/2013, del D. Lgs. 139/2015 e dell'introduzione dell'art. 2425-ter che sancisce l'obbligatorietà del rendiconto finanziario, non prevedeva l'obbligo di redazione di tale documento. Il contenuto del documento riguarda l'ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all'inizio e alla fine dell'esercizio, e i flussi finanziari derivant dall'attività operativa, di investimentiio e di finanziamentiio, comprendendo anche le operazioni con i soci.

Da ricordare: lo stato patrimoniale è una fotografia a una certa data. Mostra cosa ha l'impresa e da dove arrivano le risorse.

IL RENDICONTO FINANZIARIO NEI PRINCIPI CONTABILI ITALIANI

La redazione del documento era stata suggerita nell'ambito dei principi contabili nazionali elaborat dalla Commissione per la loro statuizione.

3.5 IL RENDICONTO FINANZIARIO

Riferimento al file originale: pagina 16 Infat il documento n. 2 consigliava la redazione del rendiconto finanziario come prospettitito supplementare indispensabile per la corretta rappresentazione della situazione patrimoniale finanziaria; inoltre veniva ribadita l'importanza di tale documento che riassumeva le fonti di finanziamentiio e i relativi impieghi. Nel 2014 l'OIC ha emanato un apposito documento, l'OIC 10 "rendiconto finanziario", ribadendo l'importanza della sua rilevanza informativa; infattiti esso fornisce informazioni per valutare la situazione finanziaria della società e la sua evoluzione. Esso inoltre fornisce informazioni riguardo:

Esempio: un'impresa può avere utile ma poca cassa se i clienti non pagano. Il rendiconto finanziario mostra i movimenti di liquidità.

Disponibilità liquide prodotte o assorbite dall'attività operativa e il loro impiego o copertura;

Capacità di affrontare impegni finanziari a breve termine;

Capacità di autofinanziarsi. L'OIC 10 individua la risorsa finanziaria cui fa riferimento per la costruzione del rendiconto, la quale è rappresentata dalle disponibilità liquide (depositi bancari, assegni, cassa); mentre per quanto riguarda le cause che possono avere generato variazioni nella risorsa finanziaria vengono distinte 3 aree:

Attività operativa: gli elementi che la compongono sono l'insieme dei flussi finanziari generati dall'attività di produzione e vendita e anche i flussi generat dalle operazioni non identificabili né tra le attività di investimentiio, né tra quelle di finanziamentiio. (Incassi da clienti, rimborsi assicurativi, pagament a fornitori, a dipendentiii, pagament o rimborsi di imposte sul reddito…). Per evidenziare tali flussi possono essere impiegat 2 metodi: o Metodo indiretto: il reddito netto di esercizio è rettificato per tenere conto di oneri o provent che non hanno avuto impatto finanziario durante l'esercizio (ammortamentiio, accantonamento ai fondi…), di sfasament temporali tra cicli economici e finanziari (crediti e debiti di regolamento…) e di componenti di reddito correlabili alle attività di finanziamentiio e investimentiio; o Metodo diretto: presentazione dei flussi finanziari positivi e negativi lordi evidenziat dalle principali cause che li hanno generat.

Riferimento al file originale: pagina 17

Attività di investimentiio: flussi finanziari derivant da operazioni di acquisizione o dismissione di immobilizzazioni e da attività finanziarie non immobilizzate. (Esborsi e incassi per immobilizzazioni, titoli, partecipazioni…).

Esempio: un impianto usato per anni è un'immobilizzazione; merci acquistate per essere rivendute rientrano nell'attivo circolante.

Attività di finanziamentiio: operazioni che provocano la modificazione quantitativa e qualitativa del capitale proprio e dell'indebitamento dell'impresa. (Incassi da aument di capitale proprio a pagamento, prestit obbligazionari, prestiti, esborsi per pagamento dei dividendi, rimborsi di capitale, prestiti…). L'OIC propone infine precisazioni riguardant la rappresentazione degli interessi e dei dividendi:

Gli interessi incassati e pagati devono essere presentat nell'attività operativa, salvo casi in cui si riferiscano direttamente a investimentiii o finanziamentiii;

I dividendi incassat devono essere inclusi nell'attività operativa, mentre quelli pagat nell'attività di finanziamentiio.

IL MODELLO DI RENDICONTO FINANZIARIO SUGGERITO DAI PRINCIPI CONTABILI

INTERNAZIONALI

Nello IAS 7 ("statement of cash flow") viene sancito che il rendiconto finanziario è un documento fondamentale e parte integrante del bilancio. Suggerisce la sua redazione privilegiando la rappresentazione dei flussi di cassi impiegando come risorsa finanziaria di riferimento:

Esempio: un'impresa può avere utile ma poca cassa se i clienti non pagano. Il rendiconto finanziario mostra i movimenti di liquidità.

Disponibilità liquide (cash on hand): immediatamente disponibili e anche deposit a disposizione presso banche;

La nota integrativa può essere redatta in forma semplificata;

Può essere omessa la redazione della relazione sulla gestione nel caso in cui nella nota integrativa vengano fornite le informazioni in merito alle azioni proprie e alle eventuali partecipazioni nell'impresa controllante. L'omissione di tale documento può causare l'assenza di informazioni sull'evoluzione della gestione e ciò può essere considerato pregiudizievole per un flusso informativo tra azienda e ambiente. Per le micro-imprese possono anche evitare la redazione della nota integrativa e della relazione sulla gestione. Il bilancio di esercizio è composto da 4 document:

Stato patrimoniale;

Conto economico;

Rendiconto finanziario;

Nota integrativa, la quale è inscindibile con i primi tre prospettititi.

4.1 PREMESSE

CAPITOLO 4: NOTA INTEGRATIVA, RELAZIONE SULLA GESTIONE E

ALTRI DOCUMENTI DI BILANCIO

Riferimento al file originale: pagina 19 In più è prevista la redazione di un ulteriore documento, cioè la relazione sulla gestione, che correda il bilancio di informazioni riguardant lo svolgimento dell'attività aziendale e dei suoi sviluppi futuri. quindi la nota integrativa è un documento costitutivo del bilancio obbligatorio soltanto per le imprese di certe dimensioni ed inoltre non è oggetto di approvazione dall'assemblea. Tali documenti consentono al lettore di comprendere le dinamiche gestionali attraverso una rappresentazione discorsiva e narrativa degli accadimenti.

Da ricordare: la nota integrativa spiega i numeri dei prospetti e rende il bilancio più comprensibile.

RUOLI E FUNZIONI DELLA NOTA INTEGRATIVA

La sua funzione è di fornire l'analisi e l'illustrazione dei dati contenuti negli schemi di bilancio e permettere una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale d'impresa; l'obiettivo della nota integrativa è di illustrare i valori contabili integrandosi con i prospettiti. quindi le sue funzioni sono:

Funzione integrativa: integra elementi ed informazioni di carattere qualitativo che non possono essere fornit dagli schemi di bilancio;

Funzione illustrativa: vengono rappresentat i criteri adottat dagli amministratori nel compiere i processi valutativi, quindi illustra le scelte adottate;

Funzione esplicativa: descrive gli aspet presentat negli schemi di bilancio che all'interno di essi non possono essere descrit in maniera dettagliata ed inoltre commenta le variazioni intervenute nelle voci. Il Legislatore non ha definito uno schema obbligatorio della nota integrativa, ma ha prescritto il contenuto minimo. Essa si sviluppa in vari punti:

Dal 2 al 9: informazioni sui valori dello stato patrimoniale;

Da ricordare: lo stato patrimoniale è una fotografia a una certa data. Mostra cosa ha l'impresa e da dove arrivano le risorse.

Dal 10 al 14: informazioni sui valori del conto economico;

Dal 15 al 22-septies: informazioni varie, anche di carattere extracontabile. quindi il codice civile prevede:

Criteri di valutazione per le classi di valori, rettifiche e i criteri utilizzat per la conversione di valori espressi in moneta non di conto;

Movimentazione delle immobilizzazioni materiali;

Movimentazione delle immobilizzazioni immateriali;

  • 3-bis. Misura e le motivazioni delle riduzioni di valore, la durata utile, il valore di mercatiio e l'influenza sui risultat economici

delle immobilizzazioni (sia materiali che immateriali);