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Contabilità e bilancio, Sintesi del corso di Contabilità Aziendale

Riassunto per la preparazione all’esame di contabilità e bilancio.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 09/03/2021

rhbmna
rhbmna 🇮🇹

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Contabilità e bilancio
Disciplina nazionale
È fondata sull'Art. 2423 e seguenti del Codice civile, più le modifiche derivanti dalla direttiva 2013/34/UE e
dai successivi decreti che l’hanno attuata (D.Lgs. 139/2015 e il D.Lgs. 136/2015):
- semplificazioni e riduzione dei costi amministrativi delle imprese di ridotte dimensioni (vedi tabella);
- introdotto il criterio del costo ammortizzato come criterio di valutazione dei crediti, debiti e titoli di
debito;
- introdotto il criterio del fair value per gli strumenti finanziari derivati;
- modifiche al contenuto dello SP, CE, NI, rendiconto finanziario e relazione sulla gestione
La disciplina giuridica va interpretata e integrata con i principi contabili nazionali: i più autorevoli, in
passato, erano quelli statuiti da Commissioni nominate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e
Consiglio Nazionale dei Ragionieri.
Dalla fine del 2001 tale competenza è passata all’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), che si propone
come standard setter(=organismo) nazionale rappresentativo delle principali classi di soggetti interessati ai
bilanci. L'OIC ha emanato dei principi che ogni azienda deve adottare. Questi principi hanno un numero
specifico progressivo.
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Contabilità e bilancio

Disciplina nazionale

È fondata sull'Art. 2423 e seguenti del Codice civile, più le modifiche derivanti dalla direttiva 2013/34/UE e dai successivi decreti che l’hanno attuata (D.Lgs. 139/2015 e il D.Lgs. 136/2015):

  • semplificazioni e riduzione dei costi amministrativi delle imprese di ridotte dimensioni (vedi tabella);
  • introdotto il criterio del costo ammortizzato come criterio di valutazione dei crediti, debiti e titoli di debito;
  • introdotto il criterio del fair value per gli strumenti finanziari derivati ;
  • modifiche al contenuto dello SP, CE, NI, rendiconto finanziario e relazione sulla gestione La disciplina giuridica va interpretata e integrata con i principi contabili nazionali: i più autorevoli, in passato, erano quelli statuiti da Commissioni nominate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Consiglio Nazionale dei Ragionieri. Dalla fine del 2001 tale competenza è passata all’Organismo Italiano di Contabilità ( OIC) , che si propone come standard setter(=organismo) nazionale rappresentativo delle principali classi di soggetti interessati ai bilanci. L'OIC ha emanato dei principi che ogni azienda deve adottare. Questi principi hanno un numero specifico progressivo. PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Fino al 2001: •IAS – International Accounting Standard (principi) •SIC – Standing Interpretation Committee (interpretazioni degli standard di base) Dal 2002: •IFRS – International Financial Reporting Standard (principi) •IFRIC – International Financial Reporting Interpretation Committee (interpretazioni). CAP 2 - Le clausole generali alla base del bilancio di esercizio Le funzioni del bilancio: ✔ Render conto sulloperato dellorgano esecutivo (= organo di amministrazione nelle aziende che redige il bilancio) (funzione di controllo del lavoro degli amministratori) ✔ Strumento conoscitivo della situazione economica, finanziaria e patrimoniale per la formulazione di giudizi sullattività passata e per la programmazione di decisioni future (funzione informativa interna) ✔ Informativa verso lesterno (stakeholder) --> il bilancio è l'unico documento pubblico, che tutti possono vedere. Serve per scegliere i propri fornitori e creditori. I stakeholder (=portatori di interesse) sono:

  1. Conferenti capitale di rischio (apportato dai soci, i quali rischiano di non vedersi restituire le somme investite nel capitale sociale);
  2. Dirigenti, amministratori e sindaci. Sindaci del collegio sindacale i quali hanno il compito di vigilare sul lavoro degli amministratori;
  3. Dipendenti (per poter lavorare, l'azienda deve andare avanti); 4 ) Clienti (ci tiene che l'azienda vada bene perché vuole prodotti efficienti e nel caso volesse dei ricambi, l'azienda deve essere duratura);
  4. Fornitori (per riavere i crediti);
  5. Banche e istituti di credito (vogliono vedersi restituiti i propri soldi con gli interessi --> società bancabile quando va mediamente bene) ;
  6. Obbligazionisti ;
  7. Società controllate, collegate o controllanti ;

Il bilancio (clausola generale - art. 2423)

La clausola generale è l’articolo di base che inizia a definire i principi del bilancio. Ci dice l’obbiettivo e ci dice come si compone. Tale articolo si compone in 6 commi. Obiettivo: garantire l’intelligibilità del bilancio. Ovvero, il documento deve poter essere ben interpretato da chi lo legge, sia interno che esterno. Definizione della composizione del bilancio: ♣ Stato patrimoniale (prospetto numerico) ♣ Conto economico (prosp. numerico) ♣ Nota integrativa (prospetto qualitativo, discorsivo) 🡪 serie di info esposte in forma libera finalizzate ad integrare il contenuto degli schemi, nonché info supplementari. ♣ Rendiconto finanziario (D. Lgs. 139/2015) Postulati di bilancio : (Il bilancio deve sempre essere stilato tenendo conto di questi principi) 🡪 “True and fair view” Chiarezza 🡪 fair: Il bilancio deve essere comprensibile sia dal punto di vista del contenuto degli schemi e della nota integrativa che della sostanza delle info esposte. Ex: Se ho uno schema fisso, posso modificarlo suddividendo delle voci, ma solo se il fine è renderlo più chiaro. Art. 2423-ter --> impone:

  • L’applicazione di schemi di bilancio previsti;
  • Il divieto di raggruppamento di voci; in modo che le info siano ANALITICHE.
  • L’elenco separato delle singole componenti del capitale e del reddito senza che vi sia compensazione di partite. Veridicità 🡪 true: ≠ verità assoluta. Il bilancio deve rappresentare un “quadro fedele” dell’attività aziendale. Si parla di veridicità come attendibilità e credibilità. Ex: Ci sono più tipi di verità, per esempio posso ammortizzare un macchinario in 5 anni con $2000 o in 4 anni da $2500, al contrario non posso ammortizzare in 100 anni. Il macchinario deve essere ammortizzato sistematicamente per il suo periodo di utilità futura. Correttezza 🡪 fair: rappresentare i valori in correlazione con i principi contabili. Gli amministratori devono manifestare onestà e neutralità nel redigere il bilancio per:
  • evitare favoritismi
  • evitare distorsione di potenziale informativo del bilancio con l’esito di falsare la situazione patrimoniale. Correttezza intesa come correttezza economica, ragionevolezza nell’applicazione dei processi di stima.

Ci sono anche dei commi rilevanti, quali:

Irrilevanza delle informazioni di bilancio 🡪 COMMA 4 Tra i principi generali di redazione, il D. Lgs. 139/2015 ha introdotto anche il principio di irrilevanza/rilevanza. Prima del D. Lgs. 139/2015 la rilevanza delle informazioni di bilancio era un principio disciplinato solamente dall’OIC 11 (era solo prassi) e non dal Codice civile (ora invece sì, dunque è legge). Dal 2016 non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa se l’effetto è irrilevante ai fini di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili. Le società devono scrivere nella nota integrativa i criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione. Ex: con Ratei e Risconti. - > Pr. Di competenza Flusso finanziario posticipato Flusso finanziario anticipato RILEVANZA - > Un’info è rilevante quando la sua omissione o errata indicazione potrebbe influenzare le decisioni prese dagli utilizzatori del bilancio d’esercizio. Principio di OBBLIGO DI DEROGA 🡪 COMMA 5 «Se, in casi eccezionali, l ’applicazione di una disposizione degli articoli seguenti (del Codice civile) è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato». Se l’applicazione di principi contabili derivanti dal Codice civile non garantisce una rappresentazione veritiera e corretta della situa economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa, gli amministratori dovranno derogare alle disposizioni del Codice civile. Dunque, dovranno trovare, utilizzando corretti principi contabili, una rappresentazione che non segue i principi civilistici, ma che rispetta i requisiti di veridicità e correttezza. In questo caso, deve essere spiegato nella nota integrativa.

scambio di mercato (passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà) che rende la misurazione del valore ottenuto CERTA ed OGGETTIVA;

- Principio di correlazione - > stabilisce che i costi di competenza siano quelli che si correlano ai ricavi realizzati , ovvero quelli relativi ai fattori produttivi che si presume non potranno più avere utilità economica.

  1. Valutazione separata 🡪 Gli elementi eterogenei ricompensati nelle singole voci devono essere valutati separatamente , questo richiama l’esigenza di evitare compensi di partite o raggruppamenti di voci , col fine di avere un bilancio chiaro e corretto.
    1. Costanza dei criteri di valutazione 🡪 Devono essere utilizzati gli stessi criteri di valutazione in ciascun esercizio in modo da permettere comparazioni temporali tra bilanci riferiti ad una stessa azienda, ma redatti in momenti diversi. Ulteriori principi di redazione (postulati): ♣ Utilità del bilancio d’esercizio per i destinatari e completezza dell’informazione (in modo che sia in grado di soddisfare le esigenze informative di tutti i soggetti); ♣ Comparabilità (spaziale e temporale) ♣ Conformità del procedimento di formazione del bilancio ai principi contabili (il documento effettua un’analisi dettagliata di ciascuna fase esponendo le modalità di svolgimento) ♣ Funzione informativa e completezza della Nota Integrativa ♣ Verificabilità dell’informazione (applicazione di opportune procedure di controllo interne ed esterne). Accanto ai principi generali ed ai principi di redazione, la disciplina civilistica definisce specifici criteri. Il principio base di valutazione è il costo di acquisto o di produzione; si fa riferimento al primo quando l’elemento oggetto di valutazione è acquisito da terza economia, al secondo quando invece lo stesso rappresenta il risultato di processi interni di produzione. Non rappresenta, però, un criterio di assoluta applicazione; esso infatti, può essere abbandonato nei casi in cui una sua applicazione non conduca ad una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’azienda (deroga ovviamente da riportare nella nota integrativa).

FINALITÁ E PRINCIPI GENERALI DEL BILANCIO NELLA DISCIPLINA INTERNAZIONALE

Scopo del bilancio: Fornire informazioni agli utilizzatori privilegiati del bilancio , ovvero gli investor (primary users ) nell’assumere decisioni relative al finanziamento dell’azienda. La disciplina internazionale ha introdotto gerarchie tra i postulati. Prudenza e Prevalenza della sostanza sulla forma non sono menzionati tra i principi + importanti. Sono sottostanti al principio di competenza. Ex: acquisto un titolo a 100, ma a fine anno il valore del titolo è di 120. Nella disciplina nazionale agisce il criterio del costo storico (il mio titolo vale 100 fino a quando non lo vendo effettivamente a 120, quindi la plusvalenza viene realizzata quando lo vendo per prudenza). Nella disciplina internazionale agisce il criterio

di Fair value , ovvero il valore corrente di mercato. Il principio della prudenza è un sotto-principio. Quindi anche se effettivamente non ho venduto i titoli, contabilizzo i 20 come ricavo. Questo avviene perché l’investitor deve sempre essere informato dei valori correnti.

Cap 3 - La struttura e il contenuto del bilancio di esercizio

Il bilancio di esercizio è composto da stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa e rendiconto finanziario (D.Leg 139/2015). Inoltre, la relazione sulla gestione viene aggiunta ad alcune imprese di grandi dimensioni. Secondo la disciplina internazionale hanno anche il PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO. La composizione del bilancio di esercizio Facendo riferimento alla normativa civilistica italiana attualmente vigente, lo stato patrimoniale e il conto economico devono essere redatti secondo schemi obbligatori e vincolanti , mentre riguardo al rendiconto finanziario non dà un vero e proprio schema, ma si limita a definire quale deve essere il suo contenuto informativo. Vi è una tripartizione di importanza di voci:

1. MACROCLASSI precedute da lettere alfabetiche maiuscole, che evidenziano, in via sintetica, distinti raggruppamenti di valori; 2. CLASSI di valori contrassegnate con numeri romani, che individuano in modo più analitico le componenti delle singole macro-classi; 3. VOCI indicate con numeri arabi e lettere alfabetiche minuscole, attraverso le quali vengono ulteriormente disaggregate le componenti delle classi. Le macro-classi e le classi sono OBBLIGATORIE e costituiscono l'elemento rigido dei modelli di rappresentazione di sintesi in quanto non sono ammesse modifiche di nessuna specie nella loro articolazione. La divisione in voci è lasciata alla discrezionalità del compilatore che si assumerà i rischi ad esso correlati (se servono per rendere più chiaro e corretto il bilancio può fare questa distinzione). Per ogni macro-classe, dunque classe e voce, si devono indicare i dati specifici sia dell'anno corrente che dell'anno precedente in modo da poter rendere possibile un confronto di bilancio tra i vari anni. Tutte le società hanno l'obbligo di tenere la contabilità, ma solo le società di CAPITALI hanno l'obbligo di presentare e pubblicare il bilancio con questo schema. Dunque, l'obbligo di pubblicazione e di rappresentazione attraverso lo schema civilistico per:

  • Società in accomandita per Azioni (S.a.p.A.)
  • Società per Azioni (S.p.A.)
  • Società a responsabilità limitata (S.r.l.)
  • Società cooperative
  • Lo schema di stato patrimoniale evidenzia anche diverse info utili per l'analisi della situazione finanziaria dell'azienda, come ad esempio le info sulle scadenze dei debiti e crediti. Mi dice quando sarò in grado di incassare un credito, se in breve o medio-lungo termine.
  • I valori che compongono l'attivo devono essere esposti in bilancio al netto dei fondi rettificativi a essi correlati. (fondi di ammortamento e di svalutazioni - > vanno scritti con segno " - ") - > se imm. = 0 posso averli, ma li ho nettatati e per scoprirlo devo vedere la NOTA INTEGRATIVA. ≠ FONDO TFR, QUOTA F.DO RISCHI E ONERI COMMENTO DI TRE VOCI:
  1. ANTICIPI AI FORNITORI: vanno scritti nella classe di valori in cui il fattore produttivo confluirà a seconda della propria destinazione economica. Ci sono 2 tipi di anticipi: anticipi di immobilizzazioni o su beni di consumo o materie prime. Il primo (=anticipi la cui attività è di medio-lunga durata) va all'interno delle immobilizzazioni(B), mentre il secondo (=l'anticipo di uso a breve termine) va nell'attivo circolante(C).
  2. CREDITI: ci sono 2 tipi di crediti (segue criterio della destinazione economica)-> credito di FUNZIONAMENTO/REGOLAMENTO (=breve termine) e credito di FINANZIAMENTO (=medio-lungo termine). Quindi, il primo va sempre nell'attivo circolante (C) [dopo se l'incasso va entro un anno o di più cambia la voce, ma si trova sempre in C], mentre il secondo nelle immobilizzazioni finanziarie(B). Tuttavia, per esempio se hai un credito di finanziamento nei confronti di una tua controllata che verrà concluso dopo poco tempo (breve durata), in questo caso andrà nell'attivo.
  3. TITOLI E PARTECIPAZIONI: si possono acquistare partecipazioni (=azioni che detengo nei confronti di una società) o titoli (= obbligazioni/BOT che detengo nei confronti di una società, un qualcosa che non mi permette di diventare socio di un'azienda, ma è solo un titolo di credito grazie al quale posso ricevere un flusso finanziario). Anche qui vige il criterio della destinazione economica. Se ho un investimento SPECULATIVO [investimento in cui si punta ad aumentare la propria liquidità] va nell'attivo circolante (in C III), mentre se ho un investimento DUREVOLE [acquisto delle partecipazioni, delle azioni, diventando un azionista rilevante di un'altra società], questo andrà scritto nelle immobilizzazioni (B III). STATO PATRIMONIALE SECONDO IAS/IFRS Lo stato patrimoniale secondo lo IAS 1 non ha uno schema rigido , ma ha solo un elenco di voci. Ci sono 2 metodi di rappresentazione:
  4. Corrente/ Non corrente - > divisione in base alla destinazione economica (tutto ciò che è legato al ciclo produttivo= corrente --- tutto ciò che non è legato al ciclo produttivo=non corrente) in tutte le macro-classi, anche nei debiti ≠ disciplina nazionale dunque, debiti di funzionamento (a breve termine) - > passività correnti debiti di finanziamento (a medio-lungo termine) - > pass. non correnti
  1. Liquidità/ Esigibilità - > in questo caso, le attività e le passività patrimoniali sono classificate seguendo un criterio di specie finanziaria , che tende a separare gli elementi patrimoniali liquidabili o esigibili nel breve periodo da quelli a medio/lungo termine. CONTO ECONOMICO Esso rappresenta la situazione reddituale dell’impresa in funzionamento con una sintesi di valori economici positivi e negativi attribuiti sulla base del criterio di competenza economica , che consente la determinazione del reddito di esercizio.
  • C'è uno schema obbligatorio : art.Leg 2425 del Codice civile
  1. INCREMENTO DI IMMOBILIZZAZIONI PER VALORI INTERNI (cioè i costi capitalizzati per fattori produttivi a utilizzo pluriennale costruiti internamente ) è compresa nel valore della produzione (A) SCHEMA DI CONTO ECONOMICO (IAS 1) Lo schema può essere classificato in 2 modi:
  2. Costi classificati per "natura" - > come quella nazionale
  3. Costi classificati per "destinazione" - > i costi vengono classificati in base a dove vengono utilizzati. Gli schemi internazionali sono costruito secondo il Comprehensive income statement :si deve fare uno schema di conto economico che dia 2 indicazioni diverse, ovvero in uno si deve dare la rappresentazione del conto economico dei valori realizzati (Income statement) e nell'altro la rappresentazione del conto economico in cui si tiene conto dei plusvalori non ancora realizzati (other comprehensive income). Non esiste uno schema rigido predefinito ma solo un elenco di voci minime necessarie. NOTA INTEGRATIVA Ha la funzione di fornire l'analisi e l'illustrazione dei dati sintetici contenuti negli schemi di Stato Patrimoniale e di Conto Economico.
  • Contenuto obbligatorio : art. 2427 del Codice civile
  • Determinazione per la comprensione della dinamica economica caratterizzante l'esercizio
  • Necessità di fornire indicazioni in merito ad informazioni di dettaglio relative alle differenti voci di bilancio
  • Necessità di indicare tutte le informazioni complementari ritenute necessarie al bilancio per raggiungere il fine proprio
  • Necessità di fornire rappresentazione di uno schema contenente la " composizione del patrimonio netto" ad un "prospetto delle variazioni intervenute nelle parti ideali di patrimonio netto "(=quello internazionale) RENDICONTO FINANZIARIO (dinamica del cash flow) Esso consente l'apprezzamento delle condizioni di economicità procedendo all'analisi dei fenomeni caratterizzanti la dinamica finanziaria dell'impresa in funzionamento. Dice quanta cassa hai prodotto. Il D. Lgs. 139/2015 ha modifica l’art. 2423 C.C. introducendo l’obbligo del rendiconto finanziario anche per le società che applicano il Codice civile per redigere il bilancio d’esercizio. Prima del D. Lgs. 139/2015 il bilancio era composto da Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa, mentre dal 2016 anche dal Rendiconto Finanziario (obbligo). Viene introdotto l’art. 2425-ter che dispone:

Dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide (≠disciplina internazionale), all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento e da quella di finanziamento , ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci. (APPLICAZIONE DELL'OIC 10[?]) La struttura del rendiconto finanziario Individuazione di tre principali aree in grado di spiegare le cause che possono avere generato variazioni nella risorsa finanziaria presa a riferimento

**- Attività di investimento

  • Attività operative
  • Attività di finanziamento** 2 METODOLOGIE DI PREDISPOSIZIONE (come per OIC 10):
  1. Metodo diretto (consigliato) I flussi di incasso e di pagamento attinenti all’area operativa sono identificati in via diretta, attraverso l’evidenziazione delle principali cause che li hanno generati.
  2. Metodo indiretto Rettifica del reddito netto di esercizio per tenere conto di eventuali oneri (=incarico/obbligo che si deve sostenere necessariamente in quanto previsto o disciplinato dalla legge) o proventi (=utile, un guadagno) che non hanno avuto impatto finanziario nel corso dell’esercizio , oppure esponendo dapprima i valori attinenti ai ricavi ed ai costi operativi così come desumibili dal conto economico. DISCILINA INTERNAZIONALE (IAS 7)
  • disponibilità liquide (cash on hand) - > disponibilità liquide che ho in mano, nonché nelle banche, in questo momento. (concetto di cassa per l’Italia)
  • disponibilità liquide equivalenti (cash equivalents) (sono quelle possedute per soddisfare gli impegni (come investimenti) di cassa a breve termine) - > ce le ho in banca, le ho investite (ma investimento a breve) e che mi possono tornare indietro. (concetto di cassa internazionale ) RELAZIONE SULLA GESTIONE (art. 2428 c.c.) Non rappresenta un documento costitutivo del bilancio di esercizio, ma ha la funzione di correlare il medesimo con informazioni utili per una migliore comprensione della situazione patrimoniale-finanziaria e della dinamica reddituale.
  • Deve contenere un resoconto dell’andamento della gestione della società
  • Deve contenere informazioni circa alcuni aspetti gestionali critici
  • Deve contenere informazioni concernenti i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio e l’evoluzione prevedibile della gestione aziendale

LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI E IMMATERIALI

Definizione: Le immobilizzazioni sono gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati “ durevolmente ” nello svolgimento della gestione, contribuendo a formarne la struttura tecnica, organizzativa e strategica dell’impresa. Quindi le immobilizzazioni sono tali che essi permangono nel patrimonio aziendale sia in senso temporaneo, ma anche se si è verificato il mantenimento del legame funzionale con la gestione. Riferimenti legislativi e professionali nazionali ✓ Artt. 2424, 2425, 2426, 2427 Codice civile ✓ OIC 16 (materiali) e 24 (immateriali) ✓ OIC 9 (impairment test - > test per vedere se l'immobilizzazione ha perso valore = svalutazione per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali) Le immobilizzazioni si dividono in materiali , immateriali (la cui caratteristica fondamentale è l'intangibilità) e finanziarie (leasing).

B. I

  1. Se incarico un soggetto di elaborare un business plan, questo costo è un'immobilizzazione immateriale
  2. la parte più avanzata di una ricerca ecc... Criteri generali di valutazione e di rappresentazione secondo il Codice civile Secondo le disposizioni civilistiche le immobilizzazioni acquistate da terze economie sono valutate al costo di acquisto , nel quale si computano anche gli oneri accessori. Invece, le immobilizzazioni prodotte o costruite internamente vengono valutate al costo di produzione , che comprende tutti i costi direttamente imputabili al bene + una quota parte degli altri costi. Il criterio generale adottato è quello del costo storico sempre per il pr. della prudenza. Il costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Le immobilizzazioni sono iscritte in bilancio al valore netto contabile , ovvero il costo originario al netto degli ammortamenti e delle svalutazioni dell'esercizio in questione e di quelli precedenti. L’immobilizzazione che alla data di chiusura dell’esercizio risulti durevolmente di valore inferiore al valore netto contabile deve essere svalutata (Perdita di valore non programmata dovuta a cause di obsolescenza e/o fenomeni di mercato e settore) ≠ AMMORTAMENTO (riduce il valore del bene in base all'utilizzo che ne viene fatto). Il minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. L'art. 2427 al numero 3-bis chiede che nella nota integrativa siano indicati le info riguardanti la svalutazione (=la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni...). La perdita di valore, per il principio della prudenza, deve essere iscritta a conto economico, mentre sulla base del nuovo valore dell'immobilizzazione dovrà essere rideterminato il piano di ammortamento.

SPESE DI MANUTENZIONE:

a - > in genere il valore residuo (il costo al quale lo vorrò vendere ) è irrilevante poiché il bene viene acquisito per un completo sfruttamento, che ne approssima allo zero il valore finale. (nel caso del terreno invece si considera il v. r.); b - > è dunque il periodo di tempo durante il quale l'impresa stima di poter utilizzare convenientemente l'immobilizzazione; c - > 2 criteri: sistematicità (criterio che rende costante in termini temporali l’ammortamento)e criterio a quote costanti. COSTRUZIONE IN ECONOMIA

  • COSTI DIRETTI CAPITALIZZABILI
  • QUOTA PARTE COSTI INDIRETTI (strettamente di produzione):
  • Ricorrente (io azienda sono solito farli internamente) = capitalizzabili
  • Non ricorrenti (io azienda li faccio raramente) = non capitalizzabili
  • QUOTA PARTE COSTI INDIRETTI NON CAPITALIZZABILI: **- COSTI AMMINISTRATIVI
  • COSTI COMMERCIALI DI VENDITA
  • COSTI STRAORDINARI IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI (intangibili, mancanza di consistenza fisica)** Condizioni per la capitalizzazione dei costi:
  1. costi effettivamente sostenuti - > ex: ho comprato il marchio da un’altra azienda o costo di registrazione del marchio.
  2. non esauriscono la loro utilità nell’esercizio di sostenimento
  3. manifestano una capacità di produrre benefici economici futuri (deve essere ammortizzato, nel caso in cui non mi desse più benefici, dovei svalutarlo tutto). Il valore d’iscrizione non può eccedere il valore recuperabile. (ovvero valore maggiore tra valore realizzabile tramite alienazione e valore d’uso ) Le immobilizzazioni immateriali si suddividono in base al diverso grado di immaterialità in: