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Apprendimento Cooperativo: Metodologia, Contesto e Applicazioni, Dispense di Pedagogia

1. La metodologia scelta è il Cooperative Learning, ovvero l’apprendimento cooperativo che prevede l’interazione tra più soggetti, i quali aiutandosi reciprocamente, raggiungono obiettivi comuni e cercano di migliorare il loro apprendimento.

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 22/06/2016

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Cooperative Learning
1. La metodologia scelta è il Cooperative Learning, ovvero l’apprendimento
cooperativo che prevede l’interazione tra più soggetti, i quali aiutandosi
reciprocamente, raggiungono obiettivi comuni e cercano di migliorare il loro
apprendimento.
2. Il motivo per cui abbiamo scelto questa metodologia è perché esso è un
approccio didattico che considera il lavoro svolto in piccoli gruppi di studenti
come miglioramento individuale in relazione al rendimento scolastico, alle
abilità cognitive, sociali e all'autostima: esso è una delle esperienze di
apprendimento più efficaci.
3. Il contesto scientifico di riferimento è il costruttivismo. Esso è una corrente
teorica che nasce negli anni ’70 del secolo scorso, con lo scopo di soddisfare la
necessità di andare oltre l’approccio cognitivista, che paragonava la mente
dell’uomo ad un computer: l’informazione in entrata (input) viene
interiorizzata ed elaborata per poi produrre una risposta in uscita (output).
Secondo il costruttivismo, l’apprendimento non è una semplice acquisizione di
conoscenze astratte e indipendenti dal soggetto, ma è un processo di costruzioni
di significati negoziati insieme agli altri.
Il massimo esponente di questa prospettiva è Jerome Brunersecondo cui
l’apprendimento nasce dal confronto, dalla discussione tra studenti, pari, docenti
ed esperti dell’educazione.
Da questa panoramica teorica americana che si sviluppa la metodologia del
Cooperative Learning.
4. Tale metodologia influenza la dimensione temporale in quanto riduce i tempi di
apprendimento. Gli studenti mediante l’apprendimento cooperativo impiegano
meno tempo ad apprendere poiché c’è una discussione continua.
Questa metodologia influenza anche la dimensione spaziale in quanto all’interno
del gruppo l’individuo è messo in condizione tale da rispettare determinate
regole sociali, come ad esempio rispettare il turno per poter parlare, rispettare le
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Cooperative Learning

  1. La metodologia scelta è il Cooperative Learning, ovvero l’apprendimento cooperativo che prevede l’interazione tra più soggetti, i quali aiutandosi reciprocamente, raggiungono obiettivi comuni e cercano di migliorare il loro apprendimento.
  2. Il motivo per cui abbiamo scelto questa metodologia è perché esso è un approccio didattico che considera il lavoro svolto in piccoli gruppi di studenti come miglioramento individuale in relazione al rendimento scolastico, alle abilità cognitive, sociali e all'autostima: esso è una delle esperienze di apprendimento più efficaci.
  3. Il contesto scientifico di riferimento è il costruttivismo. Esso è una corrente teorica che nasce negli anni ’70 del secolo scorso, con lo scopo di soddisfare la necessità di andare oltre l’approccio cognitivista, che paragonava la mente dell’uomo ad un computer: l’informazione in entrata (input) viene interiorizzata ed elaborata per poi produrre una risposta in uscita (output). Secondo il costruttivismo, l’apprendimento non è una semplice acquisizione di conoscenze astratte e indipendenti dal soggetto, ma è un processo di costruzioni di significati negoziati insieme agli altri. Il massimo esponente di questa prospettiva è Jerome Brunersecondo cui l’apprendimento nasce dal confronto, dalla discussione tra studenti, pari, docenti ed esperti dell’educazione. Da questa panoramica teorica americana che si sviluppa la metodologia del Cooperative Learning.
  4. Tale metodologia influenza la dimensione temporale in quanto riduce i tempi di apprendimento. Gli studenti mediante l’apprendimento cooperativo impiegano meno tempo ad apprendere poiché c’è una discussione continua. Questa metodologia influenza anche la dimensione spaziale in quanto all’interno del gruppo l’individuo è messo in condizione tale da rispettare determinate regole sociali, come ad esempio rispettare il turno per poter parlare, rispettare le

opinioni degli altri e confrontarsi in modo adeguato, che gli serviranno poi nel momento in cui si troverà ad agire in un contesto molto più ampio. Ma allo stesso tempo è anche lo spazio che influenza la metodologia, in quanto più il contesto è stimolante più i soggetti riescono ad apprendere facilmente. Dal punto di vista della didattica, invece, il cooperative learning non deve essere confuso con il semplice lavoro di gruppo, poiché l’apprendimento cooperativo si attua secondo una metodologia precisa con l’obiettivo di valorizzare e integrare gli allievi, in particolare coloro che presentano difficoltà di apprendimento e di integrazione sociale. Il primo compito dell’insegnante è quello di educare le competenze relazionali proprie e quelle degli allievi all’assunzione di comportamenti che contribuiscono, all’interno dei gruppi, all’accettazione reciproca. Un altro compito dell’insegnante è quello di creare e sostenere uno spirito di collaborazione in classe, in cui si richiede una progettazione di compiti appropriati a piccoli gruppi, l’osservazione e la stimolazione dell’interazione del gruppo, l’intervento e l’aiuto dato agli allievi per monitorare l’apprendimento che acquisiscono. Dunque, a differenza della lezione tradizionale frontale che si fonda sulle capacità didattiche e relazionali del docente, l’apprendimento cooperativo si concentra sullo sviluppo del senso di responsabilità di ogni allievo e del gruppo in generale.

  1. Una modalità efficace del cooperative learning può essere ilJigsaw, letteralmente gioco ad incastro, puzzle. L’idea base è che gli studenti in classe spesso vivono situazioni di insofferenza e di rifiuto perché non si sentono protagonisti e responsabilizzati. Attraverso un gioco ad incastro ad ogni allievo viene assegnato un compito che è essenziale di gruppo, senza il quale il gruppo intero viene penalizzato, quindi ogni allievo si sente responsabilizzato a partecipare attivamente all’attività didattica. Le fasi di questo intervento sono tre: I. nella prima fase la classe viene divisa in gruppi di 4 o 5 allievi, tali gruppi vengono chiamati “gruppi base”.

Bibliografia

  • Carugati F., Selleri P., Psicologia dell’educazione , Il Mulino, Bologna 2005;
  • De Simone G., Epistemologia del New Web , Pensa Multimedia, Lecce 2011;

Sitografia

  • www.apprendimentocooperativo.it;