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Riassunto breve, ma ben fatto.
Tipologia: Sintesi del corso
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John Dewey scrisse Creative Democracy nel 1939 in cui esprimeva la sua idea della democrazia, diceva che essa era molto più delle regole che la caratterizzavano e che aveva a che fare con il pragmatismo e lo strumentalismo. Dewey nel 1888 pubblicò un ampio saggio, The Ethics of Democracy, per confutare le tesi sostenute da Maine nel libro Popular Government. Dewey era nato nel 1859 nel New England, in un importante centro di lavorazione del cuoio, la madre era religiosa e il padre proprietario di una drogheria. Dewey si era iscritto all'Università del Vermont e seguì il dottorato in filosofia all'Università John Hopkins. I temi più ricorrenti erano: l'avversione per la speculazione inglese, la predilezione per la filosofia classica tedesca, la critica dell'empirismo, la dottrina dell'esperienza, il tema della separazione e della divisone tra sé e mondo, ricondotti all'influenza del contesto culturale del New England. L'incontro con Morris portò Dewey a rivalutare la capacità critica della ragione, ripresa dal darwinismo sociale. Prende spunto dal volume Popular Government di Maine, perciò la democrazia è soltanto una forma di governo che attribuisce il potere alla maggioranza, nelle società di fine '800. La prima critica di Dewey è che Maine respinge l'artificio del contratto, ma mantiene l'idea che è sottesa al contrattualismo, cioè quella che gli uomini siano semplici individui, finché non stipulano un contratto. A questa concezione Dewey contrappone l'idea che gli uomini non sono isolati atomi sociali, ma uomini nel dispiegarsi dei rapporti tra gli uomini e ritiene che soltanto quando l'individuo abbia trovato nella società il proprio posto allora abbia raggiunto il suo pieno sviluppo, non perde la propria individualità, ma si realizza pienamente. Contesta però l'idea che a un solo individuo debba essere affidato il controllo assoluto della società, una volta conferito il potere a uno o a pochi inevitabilmente essi agiranno non più in nome dell'interesse comune, ma del proprio. Nei dieci anni che passò a Chicago Dewey elaborò lo strumentalismo, influenzato dal cambiamento della città. Dewey dedicò le sue energie all'ambito educativo, tentando di realizzare un'esperienza di educazione democratica, l'idea era quella che la scuola avrebbe potuto costituire un laboratorio di democrazia. Il saggio che attesta il delinearsi della posizione di Dewey è The Reflex Arc Concept in Psychology, del 1896. La teoria dell'arco riflesso offriva la possibilità di comprendere il comportamento umano riferendosi alla teoria stimolo-risposta. Dewey scrive che se un atto ne stimola un altro, è perché entrambi cadono dentro una coordinazione più ampia.
Gli stimoli sono in sostanza condizionati dall'esperienza, cioè un'unità non sistematica e non presupposta, ma che si realizza e si definisce nel rapporto tra un essere vivente con il suo ambiente fisico e sociale. Anche nella ricerca della certezza, la filosofia appare a Dewey come il simbolo dell'intelligenza umana, per questo è lo strumento adatto a ricercare la certezza. Successivamente Dewey esponeva il passaggio da una concezione filosofica a una influenzata dalla scienza. Dewey è convinto che sia possibile rivendicare l'esperienza come una guida nella scienza e conferirle un ruolo che gli empiristi di un tempo non potevano darle. Una nuova concezione di esperienza, meno schematica e limitata è quella di Dewey per cui l'affermarsi di una psicologia riferita alla biologia ha permesso una formulazione più adeguata della natura dell'esperienza, secondo la quale dovunque c'è vita, c'è comportamento e attività. L'interazione tra organismo e ambiente diviene centrale e la conoscenza viene considerata secondaria e le sensazioni non sono più stimoli isolati ed esterni. Dewey ritiene morale quell'atteggiamento volto a scoprire le cause dei mali che affliggono gli uomini e all'identificazione di piani e metodi per eliminarli o ridurli. In The New Republic Dewey fu tra coloro che sin dall'inizio contribuirono all'impresa. Herbert Croly, Lippmann e Weyl tentavano di realizzare un equilibrio tra ideali morali e approccio realistico alle questioni sociali, ma anche la Guerra Mondiale. Dewey, Croly e Lippmann sostenevano l'intervento americano nella Prima Guerra Mondiale come occasione per la realizzazione della democrazia, cosa che non avvenne. Per Dewey i trattati di pace difficilmente potevano conciliarsi con l'idea di Wilson di una pace e di una collaborazione democratica tra le nazioni. Gli studiosi focalizzavano l'attenzione sulla rilevanza delle dinamiche psicologiche nello studio della politica, metteva in dubbio la convinzione che gli uomini, determinati dagli istinti della natura e dell'ambiente naturale e sociale, fossero in grado di azioni politiche razionali e la possibilità della realizzazione della democrazia. Secondo il filosofo, riproporre una psicologia sociale che non rendesse a priori impossibile la democrazia era possibile con l'abitudine, cioè una predisposizione acquisita a modi determinati di risposta. I cittadini votavano in base a immagini che non corrispondevano ai fatti: le loro scelte influivano però nelle concrete dinamiche sociali e politiche. Per Lippmann, in sostanza, i cittadini possono al massimo scegliere chi deciderà per loro e la democrazia deve garantire il benessere, lui ritiene che per il suo buon funzionamento sia sufficiente lasciare spazio all'aristocrazia. Al contrario, per Dewey una democrazia non è tale se non favorisce la realizzazione delle potenzialità di ogni individuo: limitare la conoscenza dei fatti solo agli esperti significa limitare le possibilità di realizzazione degli individui, concezione proposta in The Public and its Problems. Lo Stato democratico nasce dal pubblico riconosciuto che esercita un peso nella scelta dei rappresentanti.
La fiducia nell'uomo comune è parte integrante del credo democratico e lui deve attivarla nelle attitudini di tutti i giorni. Denunciare il nazismo equivale a incoraggiare la non sincertà se non siamo spinti da pregiudizi razziali. La fede democratica nell'eguaglianza umana è la convinzione che qualsiasi essere umano ha diritto alle eguali opportunità di ogni altra persona per sviluppare qualsiasi dono egli abbia. I sostenitori degli Stati totalitari reputano la fede nelle capacità dell'intelligenza un'utopia, intolleranza e abuso come causa di differenze di razza, colore, ricchezza o grado di cultura sono un tradimento al modo di vita democratico. Nella democrazia un'autentica fede è nella possibilità di tenere dispute, controversie e conflitti nella quale entrambe le parti imparano dal dare all'altro una possibilità di esprimere se stesso, invece di avere una sola parte che sopprime l'altra. Il processo dell'esperienza è educativo, la fede nella democrazia è una sola cosa con la fede nell'esperienza e nell'educazione e per esperienza si intende la libera interazione di singoli esseri umani con le condizioni circostanti. Il compito della democrazia è quello della creazione di un'esperienza nella quale tutti possano contribuire.