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Intelligenza creativa dewey, Appunti di Psicologia Sociale

Intelligenza creativa, il cui titolo originale è The Need for a Recovery of Philosophy, costituisce uno scritto elaborato da Dewey nel 1916 e pubblicato nel 1917 in un volume miscellaneo, intitolato Creative Intelligence. Essays in the Pragmatic Attitude. Il saggio consiste in una discussione sull’impegno dell’intellettuale e sulla funzione della filosofia all’interno della società.

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 07/11/2016

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INTELLIGENZA CREATIVA
DEWEY
INTRODUZIONE
il saggio è un discorso intorno all'intelligenza impegnata o all'impegno dell'intellettuale
il concetto deweyano di intelligenza impegnata scaturisce dal concetto di esperienza come
sviluppo dell'esistenza biologicamente e socialmente intesa
la conoscenza è solo un momento, purché sia fondamentale
l'uomo è nel mondo ed è parte della realtà
altrettanto è la mente come manifestazione dell'attività dell'intero organismo
il comportamento adattivo è caratterizzato da plasticità e dalla capacità di affrontare nuove
domande con nuove risposte
vi sono due modi di vivere:
1. bruto e materiale essere al mondo, caratterizzato dal soggiacere agli eventi
2. modo finalistico: essere parte integrante degli avvenimenti sottraendosi alla loro
presa di direzione
l'individuo è concepito come elemento costitutivo della natura in grado di agire da fattore
dinamico di ricostruzione del senso della natura stessa
la considerazione temporale di Dewey è che la realtà ha in se un carattere pratico
l'intelligenza esprime tale carattere sottolinea il legame temporale della mente con gli eventi
e la sua visione storica della realtà
non si deve parlare dell'uomo e del mondo ma dell'uomo nel mondo
l'unificazione dell'uomo con se stesso e con l'universo è un processo temporale
l'intelligenza umana è integrante del corsi degli eventi dell'universo
essa ha il compito si assicurare che il corso sia uno sviluppo e non un movimento
convulso
conoscenza pensiero
Visione retrospettiva delle cose Visione prospettica
Il valore della conoscenza è subordinato al suo uso nel pensare
i valori dell'umanità devono essere conservati nella conoscenza per poter essere accresciuti
per opera dell'azione sorretta dal pensiero
il pragmatismo era la dottrina filosofica di una società democratica, bisognosa dell'impiego
dell'intelligenza per allargare l'azione degli uomini
Dewey si scagliò contro l'assolutismo filosofico (credenza di una realtà assoluta)
era a favore dell'instaurazione di una società aperta a comunicare, che facesse filosofia a
favore di una trasformazione progressiva della realtà
la filosofia non è una contemplazione della realtà ultima, bensì una visione di nuovi sviluppi
delle condizioni attuali
essa è visione, immaginazione, riflessione
è scaturita da un pensiero pratico e morale e apre la via al suo soddisfacimento
è una fase intermedia delle due fasi d'azione: non c'è un'immediata identificazione del
pensare con l'agire pratico
il legame tra pensiero e azione è stretto: il primo prospetta delle ipotesi che solo la
conferma attiva trasforma in conoscenze. L'azione entra nell'intero processo costruttivo
del sapere
la filosofia afferma la funzione sociale dell'intelligenza
acquista significato quando è vista nel suo nesso
Dewey concepisce la filosofia non come un passivo riflesso della civiltà che persiste
attraversi i mutamenti, bensì come mutamento essa stessa
la storia della filosofia diventa perciò vita intellettuale della società
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INTELLIGENZA CREATIVA

DEWEY

INTRODUZIONE

  • il saggio è un discorso intorno all'intelligenza impegnata o all'impegno dell'intellettuale
  • il concetto deweyano di intelligenza impegnata scaturisce dal concetto di esperienza come sviluppo dell'esistenza biologicamente e socialmente intesa
  • la conoscenza è solo un momento, purché sia fondamentale
  • l'uomo è nel mondo ed è parte della realtà
  • altrettanto è la mente come manifestazione dell'attività dell'intero organismo
  • il comportamento adattivo è caratterizzato da plasticità e dalla capacità di affrontare nuove domande con nuove risposte
  • vi sono due modi di vivere:
    1. bruto e materiale essere al mondo, caratterizzato dal soggiacere agli eventi
    2. modo finalistico: essere parte integrante degli avvenimenti sottraendosi alla loro presa di direzione
  • l'individuo è concepito come elemento costitutivo della natura in grado di agire da fattore dinamico di ricostruzione del senso della natura stessa
  • la considerazione temporale di Dewey è che la realtà ha in se un carattere pratico
  • l'intelligenza esprime tale carattere sottolinea il legame temporale della mente con gli eventi e la sua visione storica della realtà
  • non si deve parlare dell'uomo e del mondo ma dell'uomo nel mondo
  • l'unificazione dell'uomo con se stesso e con l'universo è un processo temporale
  • l'intelligenza umana è integrante del corsi degli eventi dell'universo ◦ essa ha il compito si assicurare che il corso sia uno sviluppo e non un movimento convulso conoscenza pensiero Visione retrospettiva delle cose Visione prospettica
  • Il valore della conoscenza è subordinato al suo uso nel pensare
  • i valori dell'umanità devono essere conservati nella conoscenza per poter essere accresciuti per opera dell'azione sorretta dal pensiero
  • il pragmatismo era la dottrina filosofica di una società democratica, bisognosa dell'impiego dell'intelligenza per allargare l'azione degli uomini
  • Dewey si scagliò contro l'assolutismo filosofico (credenza di una realtà assoluta)
  • era a favore dell'instaurazione di una società aperta a comunicare, che facesse filosofia a favore di una trasformazione progressiva della realtà
  • la filosofia non è una contemplazione della realtà ultima, bensì una visione di nuovi sviluppi delle condizioni attuali ◦ essa è visione, immaginazione, riflessione ◦ è scaturita da un pensiero pratico e morale e apre la via al suo soddisfacimento
  • è una fase intermedia delle due fasi d'azione: non c'è un'immediata identificazione del pensare con l'agire pratico ◦ il legame tra pensiero e azione è stretto: il primo prospetta delle ipotesi che solo la conferma attiva trasforma in conoscenze. L'azione entra nell'intero processo costruttivo del sapere
  • la filosofia afferma la funzione sociale dell'intelligenza ◦ acquista significato quando è vista nel suo nesso
  • Dewey concepisce la filosofia non come un passivo riflesso della civiltà che persiste attraversi i mutamenti, bensì come mutamento essa stessa
  • la storia della filosofia diventa perciò vita intellettuale della società
  • Dewey indica il contributo della civiltà e della filosofia medievale alla formazione del mondo moderno
  • ''senza il freno della sapienza antica, la riscossa dell'individuo nel rinascimento sarebbe stata impossibile''
  • senza essere passato attraverso un periodo di tremenda disciplina ed aver elaborato gradualmente nuovi costumi, l'individuo non sarebbe stato altro che una fonte di confusione e disturbo per la civiltà
  • l'individuo è libero nella misura in cui porta avanti la cultura del suo tempo
  • la tradizione è la necessaria contropartita dell'innovazione
  • il medioevo fu un periodo di assimilazione ed assorbimento ▪ i valori morali e religiosi, politici e sociali, incorporati nelle due grandi istituzioni vennero autoritariamente imposti all'individuo
  • il problema del mondo moderno è stato il mantenimento dei valori morali attraverso la comprensione e la decisione dell'individuo ▪ l'individuo doveva saper esprimere dai propri bisogni le forme organizzate della vita associata autenticandone il valore e non distruggendolo ▪ il problema del mondo era soprattutto pratico di civiltà
  • la relazione tra il senso e l'intelletto va intesa solo nel senso che ciò che è riveste importanza conoscitiva solo in rapporto con ciò che può essere esperito ◦ non esiste altro modo di valida determinazione di oggetti di possibile esperienza
  • il pragmatismo deweyano era la risposta al problema del pensiero moderno ◦ l'inclusione dell'azione nel processo costruttivo della conoscenza rappresentava una profonda istanza filosofica ◦ il pensiero trapassa in conoscenza mercé l'azione ◦ l'azione effettiva tra il dato attuale e l'evento nuovo è realizzata mercé questa diviene verità o genuine conoscenza ◦ solo l'azione come progresso può uscire dall'impasse della teoria della conoscenza
  • la possibilità che hanno le cose di operare non come stimoli futuri ma come indicatori di future conseguenze determina la loro qualità di significati
  • la funzione del conoscere è sempre espressa in connessione tra esperienza data e un'esperienza specifica possibile desiderata
  • è quindi l'utilizzo dei significati l'uso che si fa delle ipotesi, che costituisce l'elemento centrale della teoria sperimentale o del pragmatismo ◦ l'uso significa che la verità è sintesi del significato e del risultato considerata retrospettivamente
  • le possibilità di futuri sviluppi contenuti delle situazione costituiscono il suo elemento ideale
  • l'idealità è una caratteristica immanente dell'esperienza
  • ideale, valore e significato rappresentano le possibilità ancora irrealizzate dell'esperienza presente intelligenza Strumento per prospettare e rendere attuabili le possibilità organo atto a sviluppare il valore ideale Non è realtà per eccellenza, bensì il lievito della stessa esperienza
  • Il presente è pieno di ulteriori possibilità ◦ se l'ideale fosse una realtà già attuata, l'attività sarebbe pura ripetizione
  • l'ideale ha un senso se inteso come la perenne inadeguatezza delle condizioni esistenti
  • la causa dell'intelligenza è la proiezione delle possibilità future implicite
  • l'aspirazione suprema dell'essere è quella di attuare l'unità dell'ideale e del reale ◦ questa esigenza si traduce in un'incessante operosità ◦ religiosa è l'aspirazione, ma essi si può soddisfare soltanto traducendosi in modi concreti

L'INTELLIGENZA CREATIVA

  • il progresso intellettuale ha luogo in due modi:
    1. l'aumento della conoscenza viene organizzato attorno a vecchie concezioni elaborare e raffinate
    2. altre volte tale incremento richiede in mutamento qualitativo
  • le menti degli uomini diventano fredde per i loro problemi precedenti
  • le loro perplessità passate sono irreali e non premono più per ricevere una soluzione
  • la filosofia non fa eccezione: essa è particolarmente conservatrice
  • l'insegnamento della filosofia nell'ambito accademica ha rafforzato questo conservatorismo la filosofia scolastica persiste dopo che i pensieri degli uomini si erano ormai rivolti in altre direzioni
  • la filosofia, quando viene insegnata, tende a ingrandire la storia del pensiero passato e pone l'accento su punti in cui gli uomini si sono divisi in scuole, lasciano in disparte le preoccupazioni dirette per le difficoltà attuali
  • mai come in questo periodo si richiede di lasciar cadere le vecchie soluzioni
  • questa saggio vuole essere un tentativo per promuovere l'emancipazione della filosofia da un'adesione troppo intima ai problemi tradizionali
  • vuole sollevare il problema della genuinità dei problemi nelle condizioni attuali della scienza e della vita sociale CAP 1
  • uno dei motivi per cui si tengono vivi i dibattiti antichi è il concetto tradizionale di esperienza
  • quel concetto è del tutto insostenibile alla luce della scienza attuale
  • differenze principali tra esperienza ortodossa e attuale Esperienza ortodossa Esperienza attuale L'esperienza è un fatto conoscitivo L'esperienza appare come il rapporto tra un essere vivente e il suo ambiente naturale e sociale l'esperienza è una cosa psichica, compenetrata di soggettività L'esperienza suggerisce di se un mondo genuinamente oggettivo che entra nelle azioni degli uomini e che subisce modificazioni attraverso le loro risposte Nella misura in cui viene ammesso qualcosa al di la del mero presente, è solo il passato che conta l'essenza dell'esperienza risiede nella registrazione di ciò che è avvenuto L'esperienza nella sua forma vitale è sperimentale è caratterizzata da una proiezione il suo tratto saliente è,appunto, la connessione con il futuro La tradizione empiristica è legata al particolarismo i nessi e le continuità sono estranei all'esperienza L'esperienza intesa come sottostare a un ambiente e al suo sforzo per dominarlo in nuove direzioni è pregnante di nessi Esperienza e pensiero sono termini antitetici l'inferenza ca oltre l'esperienza e perciò o è priva di validità oppure è misura della disperazione con la quale ci lanciamo in un mondo di cose stabili e di altre persone L'esperienza è piena di inferenza non esiste nessuna esperienza cosciente senza inferenza la riflessione è nativa e costante
  • Sperimentare significa vivere, dove v'è esperienza c'è un essere vivente
  • la vita non è possibile senza un appoggio diretto dell'ambiente
  • le riuscite attività dell'organismo reagiscono sull'ambiente per produrre modificazioni favorevoli al loro avvenire
  • è potere dell'uomo rispondere a ciò che accade in modo da modificare la direzione
  • la vita dell'uomo è in parte sostenuta dall'ambiente ma non è pacifica emanazione di esso ◦ è costretta a lottare ◦ le sue attività per modificare i cambiamenti, devono neutralizzare gli eventi ostili ◦ la vita comunque permane soltanto in virtù dell'appoggio dell'ambiente
  • l'autoconservazione è sempre indiretta: prodotto del modo con cui le attività presenti influiscono sulla direzione presa
  • l'adattamento all'ambiente non significa accettazione passiva ◦ quanto più alto è il tipo di vita, più l'adattamento prende l'aspetto di un reciproco dei fattori ambientali nell'interesse della vita
  • l'esperienza è primariamente un processo di subire: ◦ l'organismo deve sopportare le conseguenze delle sue azioni ◦ il subire non è mai mera passività ◦ la nostra passività è atteggiamento attivo
  • l'esperienza è questione di simultanee azioni e passioni ◦ ciò che noi subiamo sono esperimenti ne cambiamento del corso degli eventi ◦ ogni equilibrio è precario Perché non siamo in grado di andare pari passo coi cambiamenti dell'ambiente ◦ gli ostacoli sono stimoli alla variazione ◦ l'affermare il progresso umano è stato stimolato dai mali
  • l'adattamento non è uno stato senza tempo, bensì un processo continuo ◦ l'adattamento del corpo all'ambiente richiede tempo in senso pregnante ◦ ciò che si verifica nell'ambiente interessa l'organismo
  • lo sperimentare mostra le cose nel loro aspetto non finito, ◦ ciò che viene finito ha importanza in quanto influisce sull'avvenire e non per se stesso
  • importante è quindi l'anticipazione ◦ l'esperienza dev'essere prospettica
  • successo e sconfitta sono categorie primarie della vita
  • speranza e ansietà sono qualità dominanti dell'esperienza
  • la riconquista immaginativa del passato è indispensabile per la riuscita dell'avvenire CAP 2
  • questa descrizione dell'esperienza è in netto contrasto con quella della filosofia ortodossa
  • l'empirismo storico è stato empirico in senso tecnico e controverso
  • l'esperienza di un essere vivente è costituita per necessità da legami e connessioni
  • l'aspetto essenziale dell'esperienza è che essa non ha un luogo nel vuoto ◦ soltanto perché l'organismo è nel mondo e le sue attività sono correlate, esso è capace di subire delle core e di cercar di ridurre gli oggetti a mezzi per assicurarsi il proprio successo
  • l'esperienza mostra ogni serie di connessioni, dalla più intime a una giustapposizione puramente esterna
  • empiricamente quindi l'esistenza è caratterizzata da legami attivi e continuità di ogni specie
  • negare questa eterogeneità è ridurre le difficoltà della vita
  • l'esperienza consiste nella facilitazione
  • controversie tra razionalismo e empirismo ◦ le connessioni sono omogenee di nome e di fatto, se genuine, sono tutte dovute al pensiero o, se empiriche,sono sottoprodotti arbitrari di particolari passati
  • non tutto l'empirismo prima di Hume e Kant fu sensistico
  • la dottrina che le sensazioni e le idee sono altrettante esistenze separate fu una deduzione
  • il principale problema dell'empirismo ortodosso è quello dell'esistenza di un mondo esterno ◦ in armonia col concetto di esperienza legata a un soggetto particolare un mondo dev'essere esterno all'esperienza invece di essere la sua materia
  • l'alleanza storica dell'empirismo e dell'idealismo ha portato alla descrizione dell'esperienza forzando i fatto reali ◦ secondo queste concezioni, tutto ciò che può essere sperimentato è il fuggevole e momentaneo stato mentale ◦ l'esistenza del passato cade al di fuori del dato dell'esperienza
  • più istruttivi sono gli idealismi nati dall'unione della ragione del razionalismo storico e la materia storica psichica dell'empirismo storico ◦ essi hanno riconosciuto la genuinità delle connessioni e l'importanza del sentimento
  • il punto fondamentale sta nel percepire quanto lontano sia il pensiero
  • l'idealismo è meno formale del razionalismo storico ◦ tratta il pensiero o la ragione mediante funzioni costruttive ◦ in questa concezione il pensiero perde la sua astrattezza
  • queste conseguenze hanno solo una portata professionale
  • una crisi pratica può collocare a un livello esagerato il rapporto delle idee con la vita
  • lo spiegamento di tutta l'intelligenza per accrescere l'efficacia della forza adoperata non è comune
  • è necessario avere una filosofia che intervenga fra l'adesione a una regola confusamente empirica e la subordinazione sistematizzata dell'intelligenza a finalità preesistenti CAP 4
  • la descrizione dell'esperienza è stata primariamente una deduzione da essa
  • l'aspetto caratteristico è che l'esperienza raccoglie attorno a un centro o a un soggetto che è fuori e opposto al corso dell'esistenza naturale
  • la divulgazione di questa idea è dovuta alla forma assunta dalle preoccupazioni religiose degli uomini ◦ per questo sono state intenzionalmente oltre mondane ◦ si concentrarono attorno a una caduta che non era avvenimento della natura, bensì una catastrofe originaria che l'aveva corrotta ◦ il dramma supremo aveva avuto luogo in un anima o in uno spirito che non poteva essere concepito altrimenti che come non naturale
  • quando Cartesio e altri si sottrassero dagli interessi medievali, mantennero idee comuni come quella che la conoscenza viene esercitata da un potere extra-naturale e opposto al mondo che deve conoscere
  • la cosa principale è che il soggetto fu concepito come essere fuori dal mondo
  • il problema teologico di conseguire la conoscenza di Dio come realtà ultima fu trasformato nel problema filosofico circa la possibilità di conseguire la conoscenza della realtà
  • se l'ipotesi è che l'esperienza è qualcosa di opposto al mondo allora il problema di come l'io o la mente o l'esperienza possa conseguire la conoscenza è un problema senza significato
  • il problema della conoscenza com'è concepito nell'industria epistemologica è il problema della conoscenza generale
  • cosa significa ''in generale''? ◦ Nella vita ordinaria vi sono molti tipi di problemi particolari, ma non ce un problema della conoscenza in generale ◦ esistono casi specifici di riuscita o successo ed essi hanno un tale carattere che è possibile scoprire le condizione che conducono alla riuscita po all'insuccesso ◦ la dichiarazione di queste condizioni costituisce la logica

◦ il problema della conoscenza è polo opposto a quello epistemologico ◦ si tratta di conclusioni specifiche intorno alle giuste conclusioni da raggiungere ◦ implicano la differenza fra la conoscenza e l'errore che deriva da giusti o sbagliati modi d'indagine

  • quando le prevalenti idee religiose erano fondate attorno all'idea dell'io straniero e pellegrino nel mondo, il concetto che il portatore dell'esperienza è antitetico al mondo invece di essere in esso sembrava un idea congeniale ◦ la dottrina della continuità biologica ha distrutto questa concezione ◦ le scienze sociale riconoscono che la vita associata non è un fatto di giustapposizione fisica, bensì un intercorso di comunità d'esperienza
  • una credenza nell'evoluzione organica che non si estenda senza riserve al modo in cui il soggetto dell'esperienza viene concepito è una credenza esoterica ◦ vi sono molti che credono che sogni,allucinazioni non possano venir spiegati se non sulla base della teoria che un io eserciti un'influenza modificatrice ◦ il presupposto logico è che la coscienza è al di fuori dell'oggetto reale e che quindi ha il potere di trasformare la realtà in apparenza ◦ essi sembrano inconsapevoli del fatto che questa supposizione rende la coscienza sovrannaturale
  • i razionalisti negano qualsiasi intervento miracoloso della conoscenza ◦ tentano di trovare qualche via che conservi intatta la nozione della conoscenza come un rapporto di carattere generale tra soggetto e oggetto ◦ i sogni e le allucinazioni accadono nei centri organici di esperienza ◦ se si accetta lo sviluppo biologico il soggetto dell'esperienza è almeno un animale continuo con le altre forme organiche in un processo di organizzazione più complessa ◦ l'esperienza non è identica con le azioni del cervello ◦ è l'intero paziente-agente organico in tutta la sua interazione con l'ambiente naturale e sociale
  • il modo epistemologico di concepire i sogni dipende dall'isolamento della mente dall'intima partecipazione con gli altri cambiamenti nello stesso nesso continuo ◦ poiché appartiene a una bottiglia l'essere integra, lo scoppiare è un avvenimento anormale, paragonabile alle allucinazione ◦ l'incidente interferisce con le conseguenze alle quali la bottiglia è destinata
  • i sogni sono qualcosa di esterno al corso regolare degli eventi, sono in esso e di esso ◦ non sono distorsioni conosciute della realtà ◦ sono altre cose realizzata ◦ sono spesso stati considerati pronostici di ciò che avverrà
  • un'allucinazione può condurre una persona a contattare un medico e questa è una conseguenza giusta ◦ tale consultazione indica che il soggetto la considerava come un indice di conseguenze temute ◦ l'allucinazione può condurre il soggetto ad anticipare delle conseguenze che in realtà scaturiscono dal possesso di una grande ricchezza ◦ l'allucinazione è un disturbo del corso normale degli eventi ◦ l'accadimento è usato erroneamente in rapporto all'eventualità
  • usare le allucinazioni come un segno di lesioni organiche che minacciano la salute, significa ottenere il benefico risultato di vedere un medico
  • l'allucinazione esiste ed è reale al pari di ogni altro evento
  • la irrealtà della persecuzione non è una questione soggettiva
  • la capacità di prevedere le conseguenze future può definire ciò che si intende per mente o per coscienza
  • il conoscere non produce cambiamento ma esso è un cambiamento
  • a causa di questo cambiamento un oggetto possiede verità o errore ◦ è classificabile come fatto o fantasia
  • in qualsiasi empirica situazione della vita quotidiana o della scienza la conoscenza significa qualcosa che viene affermato di un'altra cosa
  • il trattare la conoscenza come una relazione presentativa fra il conoscente e l'oggetto rende necessario considerare il meccanismo della presentazione come costituente l'atto del conoscere
  • il meccanismo psicologico della presentazione viene identificato con l'operazione del conoscere
  • le cattive conseguenze sono di due tipi
    1. il problema della relazione fra mente e corpo è diventato parte del problema della possibilità della conoscenza in generale
    2. l'effetto del processo del conoscere è lasciato andare come privo di rilievo per la teoria del conoscere
  • i metodi del conoscere praticati nella vita quotidiana e della scienza sono esclusi dalla considerazione nella teoria filosofica ◦ le costruzione di quest'ultima diventano sempre più artificiali ◦ una confusione della logica con la fisiologia ha dato vita a un'ibrida epistemologia ◦ gli eventi fisici che sono implicati nel verificarsi dei dati per il conoscere sono trattati come se costituissero essi l'atto del conoscere CAP 5
  • la filosofia sostiene di essere una forma o modo di conoscere
  • se si raggiunge la conclusione che il conoscere è un modo di impiegare gli accadimenti fisici allo scopo di aumentare il potere per dirigere le conseguenza
  • la filosofia diventa una prospettiva su possibilità future in vista di conseguire il meglio e di allontanar il peggio
  • la filosofia dovrà abdicare ogni pretesa di avere un peculiare interesse alla realtà ultima con l'oggetto reale
  • la tradizione filosofica discrimina la conoscenza filosofica dagli altri modi di conoscere in virtù di una presupposta preoccupazione intima con la realtà suprema
  • questa tradizione è molto radicata e lo si nota dal fatto che Bergson non trova il coraggio di abbandonare l'identificazione della filosofia con la ricerca del veramente reale
  • Dewey è convinto che il mantenimento da parte della filosofia della nozione di una realtà feudale superiore agli eventi di ogni giorno è la fonte principale del crescente isolamento della filosofia dal senso comune ◦ la filosofia nel suo rapporto con difficoltà reali si trova ostacolata dal riferimento a realtà più reali ◦ l'identificazione della causa della filosofia col concetto di una realtà superiore è la fonte di un crescente isolamento
  • tutto ciò che avviene è ugualmente reale, gli accadimenti non hanno tutti lo stesso valore
  • le loro conseguenze variano rispettivamente
  • nel pensiero occidentale i greci furono i primi a stabilire la distinzione fra il genuino e lo spurio in modo generalizzato
  • poiché non possedevano alcuna tecnica di analisi sperimentale furono costretti a trattare la differenza tra vero e falso come indicatori di due tipi di esistenza: 1. quella veramente reale 2. quella apparentemente reale
  • la differenza tra vero è falso fu trattata grossolanamente a causa della mancanza di strumenti
  • quando la pratica della scienza procedeva in queste condizioni la scienza e la filosofia furono una sola cosa ◦ avevano a che fare con la realtà ultima nella sua rigidità degli accadimenti ordinari
  • il riconoscimento della recava sicurezza in questo mondo e salvezza nell'altro
  • è importante notare che nessuna delle filosofie moderne di superiore realtà o dell'oggetto reale ritiene che la propria concezione importi una differenza quale quella tra peccato e santità
  • nel suo contesto la filosofia della realtà ultima tende ad essere una dialettica ingegnosa esercitata da parte di pochi che hanno conservato antiche promesse
  • considerato che lo sviluppo della scienza è consistito nell'invenzione di un'attrezzatura, essa continua a distinguere il vero dallo spurio
  • dopo che l'umanità ha imparato a riporre la sua fiducia in procedimenti specifici per compiere le sue distinzioni fra vero e falso, la filosofia arroga a se il compito di far valere tale distinzione
  • in termini di verità e falsità Dewey ritiene che il giudizio spetti alla scienza e a una filosofia che si ponga sul piano scientifico
  • la riconciliazione di filosofia e scienza è un assunto essenziale della posizione deweyana
  • se è vero che il soggetto è parte integrante del corso degli eventi , l'io diviene una conoscenza
  • la distinzione significativa non è più fra conoscente e mondo, ma tra modi diversi di essere in movimento
  • l'io diviene un conoscente o una mente quando l'anticipazione di conseguenze future opera come suo stimolo
  • la preoccupazione ora consiste nel capire l'effetto che ha questa concezione sulla natura del mondo
  • Dewey parla di ''futuro implicito nel presente'' ◦ le cose presenti vengono in esso adoperate come segni di eventi avvenire ◦ è l'anticipazione del futuro la prospettiva che costituisce l'atto conoscitivo ◦ esso è quindi il mezzo adeguato a operare una modificazione degli avvenimenti ◦ senza la conoscenza lo sviluppo sarebbe causale e non intenzionale ◦ il pragmatismo introduce quindi la responsabilità etica nel pensiero
  • per il pensiero deweyano la risposta popolare alla filosofia pragmatista è stata mossa da due considerazioni: 1. alcuni hanno pensato che essa offrisse delle specie di sensazioni per certe idee religiose la cui consistenza era stata minacciata 2. altri la salutarono considerandola come un segno che la filosofia stava per abbandonare la sua lontananza. Fu salutata come segno che i filosofi erano intenzionati a far misurare il valore del loro filosofare da prove responsabili
  • l'universo epistemologico del discorso è così talmente tecnico che solo quelli che sono stati istruiti nella storia del pensiero pensano in r di esso ◦ non è mai accaduto infatti che dei lettori non specializzati interpretassero la teoria
  • quelli che avevano una preparazione professionale, introdussero quella dottrina nel senso che la conoscenza modificasse le cose nel mero atto di guardare ad essenziale il cambiamento prodotto nelle cose dall'io nel conoscere non è immediato e trasversale ◦ è longitudinale, consiste nella nuova direzione data a dei mutamenti che già stanno avvenendo
  • la differenza che lo caratterizza dagli altri modi di risposta è il fatto riguardante il comportamento responsivo che costituisce il conoscere
  • conoscere è l'atto stimolato dalla previsione si conseguire e di allontanare delle conseguenze
  • la filosofia ha un compito negativo: ◦ deve negare quell'intelligenza che non è altro che un occhio distante ◦ deve far valere il fatto che l'emergere dell'immaginazione e del pensiero è relativo alla connessione delle sofferenze degli uomini con le loro azioni
  • rilevare l'intelligenza come organo della guida di questa trasformazione significa rendere chiarificazione del pensare di infinito significato per l'azione
  • considerato che tale elaborazione dev'essere compiuta mediante la loro applicazione a tutte le discipline che hanno connessione con la condotta umana,
  • Dewey crede che vi sia un senso genuino in cui la realizzazione della posizione cardine dell'intelligenza è un problema peculiare tra i tanti problemi che vivono, specialmente negli Stati Uniti
  • se di recente la storia del pensiero è caduta sotto il dogma tedesco occorre solo una piccola indagine per accorgersi che che quel dogma testimonia un'esistenza nazionalistica
  • Dewey crede che la filosofia in America si perderà se non sarà in grado di portare alla consapevolezza i bisogni dell'America ◦ questo bisogno e questo principio sono costituiti dalla necessità di un controllo delle linee d'azione mediante il metodo dell'intelligenza ma che l'insieme complessivo degli impulsi che preannunciano ciò che è desiderabile e indesiderabile e che trovano il modo di uscire a favore del bene immaginato ◦ ci affidiamo al passato come ad un'autorità in rovina ◦ solo l'immersione della filosofia in un sapere tecnico ci impedisce di vedere che questa è l'essenza dell'apriorismo ◦ l'idealismo diventa spesso una consacrazione dello spreco e della negligenza
  • la fede nel potere dell'intelligenza è desiderabile nel presente e a inventare gli strumenti della sua attuazione è la nostra salvezza
  • è una fede che dev'essere alimentata e resa articolata ◦ ciò che costituisce un compito abbastanza grande per la nostra filosofia.