
































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto per studenti frequentanti del corso di "destination management" tenutosi dal prof. Sainaghi, De Carlo e Goetz. Comprende: - Riassunto dei capitoli per frequentanti del libro "la gestione strategica dei distretti turistici" (modulo Sainaghi) - Riassunto dei capitoli per frequentanti del libro "la valutazione della strategia di destinazione" (modulo De Carlo) - Riassunto completo del libro "Tourist Experience Design" (modulo Goetz)
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 40
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!

































LA GESTIONE STRATEGICA DEI DISTRETTI TURISTICI – Capitolo 1
Per definire con precisione il fenomeno e il sistema turistico viene presa in considerazione la prospettiva di analisi. La prospettiva di analisi sintetizza il puto di vista assunto dall’autore nel processo definitorio. Vengono date più definizioni:
Identificando il cliente si comprende cosa sia il fenomeno turistico e gli elementi caratterizzanti il sistema turistico. Si riprende lo schema di Leiper (che descrive il sistema turistico come l’insieme di 3 elementi – il soggetto, l’elemento geografico e l’elemento settoriale). La prospettiva incentrata sulla domanda permette di superare la trasversalità settoriale del turismo, che annovera attività per le quali i turisti rappresentano il target di clientela principale o esclusivo e attività per le quali i turisti possono rappresentare solo uno dei tanti segmenti di clientela. Lo sviluppo della prospettiva della domanda tende inoltre a facilitare i processi di raccolta ed elaborazioni delle informazioni statistiche e quindi lo sviluppo di definizioni di tipo tecnico. Il punto di vista della domanda trova ampia diffusione in una prospettiva economico-aziendale, aiuta il management delle organizzazioni, che a vario titolo intervengono a comporre il prodotto globale, a valutare gli spazi di miglioramento della propria azione. Aiuta a fotografare l’esperienza turistica nella sua interezza, dalla fase concettuale-organizzativa, a quella di consumo, a quella del rientro nel luogo abituale di residenza e alla fase del ricordo. La rappresentazione della filiera o sistema settoriale trova quindi il suo punto focale nel turista, osservando il quale si possono identificare i diversi tipi di impresa che partecipano alla creazione ed erogazione del prodotto turistico.
LA PROSPETTIVA INCENTRATA SULL’OFFERTA Parte da un ragionamento; è comprendendo cosa sia il sistema settoriale turistico che si identifica chi è il cliente. La definizione ruota attorno all’offerta turistica
Si può procedere così a una segmentazione delle attività in due gruppi: Il primo gruppo comprende le imprese che operano in attività strettamente connesse con i viaggi e il turismo, da cui originano la quasi totalità delle entrate aziendali. Il secondo gruppo ricorda la natura eterogenea del sistema settoriale e include quei produttori di beni e servizi che si rivolgono anche ai viaggiatori-turisti, ma non solo. La prospettiva incentrata sull’offerta permette di identificare i confini del sistema settoriale a prescindere dalle motivazione particolari del cliente, che potrà acquistare solo alcuni dei servizi specifici realizzati dalle diverse imprese o l’intero pacchetto.
LA PROSPETTIVA OLISTICA La prospettiva olistica si propone di sintetizzare, all’interno di una visione unitaria, il contributo della domanda e dell’offerta. Il modello di Leiper ruota attorno a 3 elementi alla base di un sistema turistico
3 criteri per definire il distretto turistico, considerando le organizzazioni e le imprese specializzate nel servire il bisogno del turista. AMBITO GEOGRAFICO. L’offerta turistica tende ad assumere una distribuzione “a grappoli”, con alte concentrazioni territoriali. Ciascun “nodo” del grappolo si compone di una molteplicità di imprese e di organizzazioni turistiche in grado di produrre ed erogare il prodotto globale richiesto dal cliente. I diversi nodi tendono poi ad aggregarsi in grappoli posti in una porzione territoriale omogenea. Il concetto di avvicina dunque a quello di regione turistica descritta nel sistema turistico di Leiper. Un nodo è un insieme di attrattive e di servizi in grado di attrarre l’interesse del cliente (nuclear mix). La distribuzione geografica dei diversi nodi tende a definire i comprensori turistici. Il rapporto che si instaura tra il comprensorio turistico e il nodo può assumere diverse configurazioni:
IL DISTRETTO TURISTICO E LA PROSPETTIVA OLISTICA La prospettiva incentrata sulla domanda è utile per definire la regione turistica o destinazione turistica. La prospettiva incentrata sull’offerta mostra come la porzione del sistema settoriale necessaria per soddisfare i bisogni del cliente presenta una elevata concentrazione e stabilità territoriale. Con riferimento all’ambito geografico, i nodi di offerta ricordati in precedenza sono in grado di attrarre segmenti stabili di clientela. Se nella prospettiva incentrata sulla domanda si riconosce infatti la piena libertà al cliente nel modella l’area della regione turistica dove risiede, e tende a concentrare il proprio soggiorno in una porzione territoriale, che coincide con il concetto di nodo. In una prospettiva olistica il criterio geografico permette di identificare nodi ben precisi a cui corrispondono segmenti di clientela stabili. Con riferimento al criterio delle attrattive, il mix offerto da ciascun nodo è sempre dotato di alcuni elementi di unicità. Il mix di attrattive è composto da fattori primari e derivati ed è mutevole nel tempo. La prospettiva olistica aiuta a identificare una relazione stabile tra uno specifico stock di attrattive e alcuni specifici target di clientela. Con riferimento al criterio strategico-organizzativo è importante sottolineare come sia necessario favorire una impostazione strategica e un carattere manageriale nella gestione del nodo o SLOT al fine di aumentare la stabilità del rapporto tra domanda e offerta. Si può quindi concludere che il distretto turistico rappresenta una porzione geografica stabile e circoscritta dove ha sede un nodo di offerta in grado di soddisfare i bisogni di un insieme di target di clientela. Il distretto è oggetto di gestione al fine di aumentare l’attrattività del suo sistema locale di offerta e di aumentare la stabilità del rapporto tra domanda e offerta.
I DISTRETTI TURISTICI E I VIAGGI TRA Più LOCALITÁ Le ragioni che spingono un turista a organizzare un viaggio complesso sono molteplici e principalmente riconducibili al desiderio di rendere l’esperienza più ricca e dinamica, riducendo il rischio di insoddisfazione, allo sfruttamento di una prossimità geografica tra diversi ambiti geografici comportando una significativa riduzione di costi di viaggio. Motivazioni:
LE CARATTERISTICHE DISTINTIVE DI UN DISTRETTO TURISTICO Caratteristiche del distretto: È un sistema complesso poiché il proprio mix di risorse e competenze è legato all’operato di una molteplicità di imprese e di soggetti indipendenti Il distretto turistico si caratterizza per la presenza di numerose attrattive e servizi turistici in grado di attrarre l’interesse di più segmenti di domanda e di strutturare differenti sistemi di prodotto. Nasce come sistema specializzato disponendo di un mix di risorse e di competenze che caratterizzano il cuore dei diversi prodotti globali del distretto. Il profilo di risorse tangibili, intangibili e umane che contraddistingue il distretto rappresenta delle forti barriere alla mobilità tra differenti tipologie di turismo con riferimento al breve e al medio periodo. È un sistema aperto, cioè per sua natura di connette con altre aree, luoghi e attività. Il prodotto globale acquistato dal cliente presenta un carattere più ampio rispetto a quello del distretto turistico. È un produttore di servizi, quindi qui si estendono le caratteristiche distintive dei servizi. È un soggetto competitivo, quindi è chiamato a intraprendere le principali scelte che attengono al posizionamento del distretto in termini di segmenti, di sistema di prodotto, di risorse e di competenze. È un distretto industriale perché c’è la presenza di una popolazione di piccole e medie imprese, c’è una precisa delimitazione geografica, c’è l’esistenza di una comunità di persone che incorporano un sistema abbastanza omogeneo di valori.
DISTRETTI TURISTICI E DISTRETTI INDUSTRIALI Distretto industriale:
C’è una crescente attenzione a declinare i modelli generali di destination marketing adattandoli alle specificità dell’oggetto di analisi. Tale unicità è poi amplificata dal mix di attrattive intese in senso lato di cui dispone il territorio.
LA PROSPETTIVA INCENTRATA SULL’OFFERTA Lo sviluppo di questo corpus di leggi è legato alla creazione di nuovi distretti e comprensori turistici realizzati in gran parte ex-novo. In sede di progettazione si è quindi subito posto il problema di quali fossero le massime capacità di carico (carrying capacity). Poi l’elevata crescita della domanda ha favorito lo sviluppo dell’offerta di molti distretti. Si è così andato formando un corpus di studi qui definito destination carrying capacity, legato al contributo dei geografi e più recentemente al filone economico-aziendale. Si tratta di un insieme di contributi. Carrying capacity = capacità di carico di un distretto, ovvero il numero massimo di turisti o di forme di turismo che possono essere ospitat4e in una specifica porzione di territorio, considerando: Il volume, cioè il numero massimo di turisti calcolati assumendo diverse unità temporali. La densità, cioè il numero dei turisti rapportarti alle superfici del distretto o a sue attrattive particolari Le relazioni tra turisti e residenti, cioè considerando il rapporto numerico tra i turisti e i residenti del distretto La capacità di carico sociale, che valuta il numero massimo di turisti considerando la capacità di assorbimento della comunità distrettuale e la qualità dell’esperienza turistica vissuta dal cliente. Viene definita assumendo come base di rapporto dei flussi turistici la qualità di vita della popolazione residente o la soddisfazione dell’esperienza turistica vissuta dal cliente finale. La capacità di carico economica, incentrata sul concetto di economicità di lungo periodo delle imprese turistiche operanti all’interno del distretto turistico. Considera le problematiche di carico da una prospettiva economica. L’attrattività di una destinazione nel lungo periodo è ovviamente legata alla sopravvivenza e allo sviluppo quali-quantitativo della sua offerta globale. Da qui la necessità di valutare con attenzione la coerenza tra le strategia della destinazione e le implicazioni sull’autonomia e la durabilità delle azienda turistiche locali. Partendo dalle considerazioni emergenti da tali indicatori, Butler ha proposto un modello di management incentrato sul concetto di ciclo di vita del distretto. L’assenza di una gestione sovraordinata del distretto può favorire orientamenti di breve periodo eccessivamente incentrati sullo sfruttamento delle risorse. Non esiste un criterio assoluto e quindi un numero di turisti ottimale. Le scelte di capacità richiamano la rilevanza di un secondo problema, relativo al soggetto o ai soggetti. Considerando l’intensità dello sviluppo delle risorse turistiche locali e l’incisività dei sistemi di regolazione si può costruire una classificazione dei modelli di destination carrying capacity. Nel quadrante 1 (Distretti emergenti specializzati in nicchie) si descrive di norma lo stadio iniziale dello sviluppo di un distretto turistico: la località si caratterizza per la presenza di un limitato mix di servizi ed è meta di un turismo spontaneo. Nel quadrante 2 (Distretti deliberati specializzati in nicchie) il distretto mantiene un ridotto sfruttamento turistico e si caratterizza quindi per un’elevata autenticità. In presenza di elevati flussi di domanda potenziali il distretto può ampliare i target di clientela serviti, intraprendendo un percorso di crescita che lo porta ad assumere i tratti di una mass destination. L’enfasi posta sullo sviluppo può con facilità deteriorare il rapporto tra residenti e turisti, generando problemi di convivenza. Quadrante 3 (Distretti di massa caratterizzati da sviluppo sostenibile). Quadrante 4 (Distretti di massa caratterizzati da turismo non sostenibile).
LA PROSPETTIVA OLISTICA o DESTINATION MANAGEMENT La prospettiva olistica appare anche in questo caso la più promettente riuscendo a trovare un raccordo tra la domanda e l’offerta turistica distrettuale. Il destination management è un insieme di contributi focalizzati principalmente sulle problematiche di gestione strategica del distretto. L’oggetto di analisi è dunque il management della destinazione. Questo filone focalizza l’attenzione sui soggetti e sulle condizione che assicurano nel concreto la realizzazione di una strategia distrettuale. Il distretto infatti si compone di stakeholder (la presenza di numerosi stakeholder si riflette nella progettazione degli assetti istituzionali sovraordinati e pone il delicato
problema del contemperamento degli interessi istituzionali), dispone di più combinazioni prodotto/mercato (la complessità del sistema prodotto globale richiede di identificare diversi piani gestionali) e si rivolge a diversi target di clientela.
Capitolo 3 – il modello di gestione strategica dei distretti turistici
3 categorie di variabili attorno alle quali ruota questo modello:
LA METODOLOGIA SEGUITA La metodologia di ricerca è incentrata sulla grounded teory, cioè un processo di ricerca che si propone di identificare un modello schema teorico di output partendo da un’analisi della realtà, attraverso l’osservazione sistematica di fatti e dei nessi che li collegano. La grounded teory sviluppa un processo di ricerca induttivo: è dalla osservazione della realtà che può emergere una teoria capace di spiegare la realtà indagata di essere rilevante sul piano accademico ed empirico. Il principale vantaggio di questa metodologia consiste nella possibilità di formulare una teoria che sia coerente con i dati raccolti e che sappia spiegare il fenomeno in analisi. La grounded teory suggerisce di integrare informazioni qualitative e quantitative così da avere una conoscenza più approfondita dell’oggetto in esame. Il campione si compone di 6 distretti, identificati utilizzando congiuntamente una serie di criteri relativi alla dimensione, allo stadio di sviluppo del distretto, alla struttura dell’offerta e al rilievo che riveste l’attività di gestione sovraordinata. La dimensione è stata dettagliata considerando indicatori quantitativi legati al numero di letti e presenze, il campione è rappresentato da destinazioni medie. Con riferimento alla struttura dell’offerta, tutti i distretti indagati sono dei resort. L’attività sul campo ha permesso di sviluppare le seguenti fonti informative: o Interviste; rivolte: Ai responsabili degli organi metadirezionali Ai principali imprenditori o direttori di strutture ricettive Agli esercenti di impianti di risalita e di stabilimenti balneari o Osservazioni dirette o Dati quantitativi (statistiche) o Documenti
GLI ASSETTI ISTITUZIONALI SOVRAORDINATI Ci sono diversi soggetti che intraprendono ruoli di regia generale. All’interno di questa stratificazione è però possibile identificare un soggetto che si fa carico nel concreto della gestione strategica del distretto, che tende a coincidere con l’ente turistico locale. Assetti istituzionali: I soggetti , ossia le organizzazioni, le persone ed i gruppi di persone che partecipano in modo diretto o indiretto all’attività sovraordinata. Ci sono 4 principali gruppi di soggetti: le imprese operanti nel distretto, i relativi prestatori di lavoro, gli istituti pubblici territoriali e la popolazione residente.
o Competenze tecniche = permettono di svolgere con efficienza ed efficacia le attività di regia generale. o Cooperazione interna = non riveste particolare importanza data la relativa semplicità della struttura metadirezionale e l’esistenza di relazioni informali tra i diversi prestatori di lavoro interni. o Cooperazione esterna = è più complicata perché il carattere distrettuale rende estremamente ampio e diversificato il numero di interlocutori. o Protezione interna = fa riferimento al distretto nella sua interezza che non all’organizzazione metadirezionale in sé.
Le ricompense che i soggetti ottengono in relazione alla loro partecipazione. La ricompensa misura il vantaggio che la partecipazione all’organizzazione metadirezionale garantisce ai diversi soggetti portatori di interessi istituzionali. Il concetto di ricompensa si divide in 3 categorie: o Le ricompense monetarie = assume per i soggetti istituzionali potenziali un carattere indiretto, rappresentabile attraverso una riduzione di costi o una riduzione del capitale investito. o La soddisfazione di bisogni non economici = rientrano in questa famiglia le iniziative tese ad accrescere l’identità culturale della destinazione, a migliorare le condizioni di vita dei cittadini del distretto. Queste attività producono degli importanti risvolti sull’attività turistica. o L’acquisizione di forme di potere = la partecipazione metadirezionale può garantire ai soggetti istituzionali forme di potere, in grado di favorire una partecipazione più intensa alla vita dell’organizzazione e di rappresentare una ricompensa efficace per migliorare in termini qualitativi e quantitativi i contributi.
Le strutture e i meccanismi di correlazione tra i contributi e le ricompense e l’esercizio del governo economico. Rappresentano una molteplicità di strumenti che nel concreto permettono di creare un equilibrio tra le ricompense e i contributi e che definiscono le modalità di partecipazione agli organi di governo economico. Sono: o I meccanismi e le strutture di appartenenza all’organizzazione e il loro legame con i meccanismi di raccolta dei mezzi monetari = stabiliscono le modalità di accesso, di permanenza e di uscita dall’organizzazione sovraordinata. L’assunzione dello status di membro o socio dell’organizzazione sovraordinata plasma anche i meccanismi che nel concreto permettono di raccogliere le risorse monetarie. Ne consegue che negli assetti istituzionali “ristretti”, dove la partecipazione è limitata ad alcune categorie di interessi istituzionali, si possa favorire la focalizzazione su alcuni interessi istituzionali particolari. L’appartenenza all’organizzazione può avvenire sulla base di una libera decisione presa dai diversi soggetti istituzionali potenziali o piuttosto può essere disciplinata da specifiche normative. o I meccanismi di remunerazione = l’organizzazione subordinata dispone di un ampio grado di discrezionalità nell’allocazione delle risorse raccolte, pur all’interno di alcuni vincoli, che influenzano in modo significativo la natura stessa di tali contributi. o I meccanismi e le strutture di rappresentanza nel governo economico = tali strutture e meccanismi definiscono i sistemi di nomina o di elezione dei rappresentanti negli organi di governo economico, la cui struttura è disciplinata da specifiche normative. Per comprendere a fondo le strutture e i meccanismi di rappresentanza è necessario osservare il concreto funzionamento dell’organizzazione metadirezionale. Può infatti accadere che ci siano ampi scostamenti tra il funzionamento “ufficiale” e “di fatto” dell’organizzazione sovraordinata e che relazioni informali possano influenzare significativamente le decisioni ufficiali. o I meccanismi e le strutture di cooperazione e di competizione delle imprese distrettuali = la gestione sovraordinata deve favorire una elevata specializzazione delle diverse imprese turistiche locali, evitando o riducendo gli spazi di sovrapposizione tra i differenti segmenti di domanda serviti e quindi riducendo la potenziale competizione sul prezzo.
Le prerogative di governo economico. Ossia dello svolgimento di compiti fondamentali di deliberazione, di direzione e di esecuzione che danno vita all’impresa, che ne determinano la struttura variabile nel tempo, e che ne gestiscono l’eventuale estinzione. L’assetto istituzionale dell’organizzazione metadirezionale è da intendersi in continuo divenire e quindi si rende necessario precedere a un continuo aggiustamento dei soggetti, dei contributi, delle ricompense, delle strutture e dei meccanismi istituzionali. La configurazione delle combinazioni economiche definisce il complesso delle operazioni e dei processi che assicurano lo svolgimento dell’attività economica dell’istituto sovraordinato. Si tratta di un insieme eterogeneo di operazioni che sono chiamate a imprimere un indirizzo di fondo e una coerenza del sistema globale del distretto con le esigenze della clientela. L’assetto tecnico descrive invece la configurazione fisico-tecnica dell’organizzazione metadirezionale. Il patrimonio sintetizza l’insieme delle condizioni di produzione e di consumo di pertinenza dell’azienda. Le decisioni di governo economico, trasformano continuamente il patrimonio in senso qualitativo e in senso quantitativo. L’organizzazione è un insieme di organi e di funzioni attraverso cui si esplica l’attività amministrativa. L’organismo personale comprende l’insieme unitario delle persone che partecipano allo svolgimento dell’attività aziendale. Gli organi di governo economico sono: o L’assemblea dei soci = è un organo collegiale rappresentativo dell’intero soggetto economico e al quale viene sottoposto il bilancio, i progetti di carattere strategico e una dettagliata relazione sull’andamento della gestione. È l’organo più importante. o Il consiglio di amministrazione = rappresenta l’organo esecutivo incaricato di definire obiettivi e di formulare progetti che vengono poi sottoposti al direttore dell’ente sovraordinato che si avvale della collaborazione dell’organismo personale per la loro attuazione. o Le commissioni interne = composte generalmente da almeno un consigliere e da addetti ai lavori o Il direttore = rappresenta il punto di contatto tra il consiglio di amministrazione e l’organismo personale. È chiamato a dare attuazione alle decisioni intraprese dal consiglio di amministrazione. o Il collegio sindacale = organo di controllo incaricato di accertare che la gestione si svolga in modo corretto.
Identificati i soggetti, ora si analizzano le diverse classi di processi. I processi di gestione strategica possono essere variamente classificati, si propone qui una distinzione tra processi primari e processi di supporto. I primi sono finalizzati alla produzione, allo sviluppo, alla comunicazione e alla vendita del prodotto globale, mentre i secondi supportano i processi primari garantendo una maggiore efficienza ed efficacia all’azione metadirezionale.
Il distretto può essere descritto come un insieme di risorse, cioè variabili stock presenti in un certo momento di tempo. Il processo rappresenta invece un’azione che va a incidere sulla variabili stock, cambiandone le caratteristiche qualitative e/o quantitative. Così la realizzazione di una ristrutturazione cambia la qualità dei servizi ricettivi erogati dall’impresa alberghiera. Una risorsa rappresenta uno stock di fattori di cui l’impresa ha la proprietà o il controllo e che permette di realizzare il sistema di prodotto dell’azienda. Le risorse si distinguono in: o Materiali, che includono le risorse finanziarie e le risorse fisiche o Immateriali, che includono la tecnologia, l’immagine e la cultura o Umane, che includono le capacità personali e la conoscenza, le capacità di relazione e di comunicazione e la motivazione. I soggetti responsabili dei processi gestionali possono essere divisi in:
della gamma di prodotto, il grado di integrazione, la quota di mercato. Quindi diversamente dal concetto di mix qualitativo si considerano, in questo caso, variabili di carattere strategico. I processi di gestione sovraordinata, anche in questo caso, assumono un ruolo di indirizzo. o Alcune quantità economiche in grado di influenzare i risultati operativi di gestione caratteristica = la gestione sovraordinata può agire su di esse in modo diretto e indiretto. o I livelli di managerialità e professionalità dell’organismo personale =
I processi promozionali sovraordinati presentano un’importanza minore per le imprese distrettuali di maggiori dimensioni, essendo in grado di organizzare una propria attività di comunicazione. L’azione promozionale sovraordinata risulta particolarmente critica per le imprese più piccole, che non dispongono delle adeguate risorse finanziarie. Gli strumenti a supporto dei processi promozionali sono: o Stampa e divulgazione di materiale informativo = permetto di comunicare presso diversi interlocutori l’offerta globale del distretto e quindi anche gli eventuali nuovi prodotti sviluppati. Particolare importanza riveste il listino prezzi del distretto, poiché rappresenta in molti casi il principale strumento di marketing per le imprese ricettive di minori dimensioni. o Partecipazione a borse e fiere turistiche e di workshop mirati = rappresenta un’importante azione per dare visibilità all’offerta globale del distretto, soprattutto presso gli intermediari commerciali. Alcuni distretti hanno sviluppato workshop, che spesso rappresentano un’efficace via per sviluppare nuovi mercati o segmenti di clientela. o Divulgazione di redazionali = rappresenta un’azione importante per dare visibilità al distretto presso media di ampia diffusione. La loro gestione richiede però un’efficiente macchina organizzativa. o Gestione di siti internet = rappresentano una straordinaria opportunità per aumentare il numero e l’efficienza delle comunicazioni distrettuali, riducendo i costi e aumentando l’interattività dei contenuti. Internet può supportare i processi di comunicazione interni ed esterni, verso operatori professionali o verso il cliente finale. o Gestione di info-point = permette di comunicare al cliente già presente all’interno del distretto le iniziative e i servizi disponibili. Questo processo è supportato da specifici materiali divulgativi e dalle presenze di personale dedicato. I processi fin qui descritti si limitano a stabilire un contatto tra il cliente e il distretto o a indirizzare il consumatore verso specifiche imprese. o Sviluppo di canali di promo-commercializzazione = recentemente si assiste invece alla creazione di questi canali, che permettono all’organizzazione metadirezionale di gestire direttamente la parte commerciale.
I processi di supporto si differenziano dai processi primari perché non sono finalizzati alla realizzazione, allo sviluppo e alla comunicazione del sistema di prodotto della destinazione, quanto a rendere più efficienti ed efficaci tali processi attraverso azioni indirette. Si tratta di un complesso di azioni riconducibili: o Al marketing interno. Si propone come scopo quello di favorire un continuo dialogo tra l’organizzazione sovraordinata e le imprese distrettuali. La natura distrettuale genera un intreccio di relazioni tra gli operatori locali. È necessario distinguere tra i processi di marketing interno indirizzati ai soggetti istituzionali potenziali e ai prestatori di lavoro dell’organizzazione metadirezionale. Per gestire in modo efficace i processi di marketing interno è necessario identificare:
Si vogliono ora identificare una serie di indicatori in grado di valutare il successo sociale, definito come la capacità che l’azienda ha di soddisfare in maniera adeguata le attese dei vari partecipanti all’organizzazione.
LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI DISTRETTUALI Identificati i principali indicatori che permettono di valutare il successo competitivo, economico-finanziario e sociale del distretto, si intendono ora formulare 3 considerazioni relative alla misurazione complessiva dei risultati con particolare riferimento: Alla valutazione dinamica degli indicatori, al fine di individuare:
IL MODELLO DI GESTIONE STRATEGICA DEI DISTRETTI TURISTICI Identificati e chiariti i 3 elementi costitutivi del modello, si intendono ora esaminare le relazioni che si instaurano tra le macrovariabili. All’interno di una logica unitaria, è utile identificare 5 classi di relazioni:
La strategia definisce l’identità, effettiva o ricercata, dell’impresa, evidenziando che cosa essa fa o vuole fare, perché lo fa o lo vuole fare, come lo fa o lo vuole fare. Dal momento che l’impresa è un sistema aperto, in relazione permanente con diversi mercati (di sbocco, di approvvigionamento, del lavoro, del capitale di credito, del capitale di rischio e così via), il suo successo dipende dal raggiungimento di un equilibrio simultaneo e duraturo su tutti questi mercati e rispetto ai diversi interlocutori chiave che in essi operano. Il valore della strategia dipende dal contributo che essa dà alla funzionalità e prosperità duratura dell’azienda a 3 livelli:
I RUOLI DEL META-MANAGEMENT Le esperienze turistiche sono percepite dai visitatori in modo unitario e il valore che producono dipende dalla coerenza del sistema di offerta globale più che dalla qualità dei singoli servizi e attrattive che lo compongono. In questo contesto i ruoli del mate-management sono una condizione essenziale di funzionamento del sistem, in quanto garantiscono i meccanismi necessari di coordinamento tra gli attori e lo svolgimento dei processi di formulazione e implementazione della strategie sovraordinata. Se da un lato la competitività della destinazione si fonda sul vantaggio comparativo derivante dalla disponibilità di strutture e infrastrutture turistiche e dal patrimonio di risorse culturali, storiche di cui il
o Gestione delle strutture e delle infrastrutture turistiche. Questo processo riguarda la gestione delle risorse e dei sevizi che permettono ai visitatori di raggiungere la destinazione, alloggiarvi e usufruire di tutti i servizi che permettono di realizzare l’esperienza di visita globale. Possono avere una natura pubblica (controllati da enti pubblici) o privata. o Sviluppo dei prodotti della destinazione. Attraverso il processo di sviluppo delle offerte a livello sovraordinato i soggetti di meta-management svolgono ruoli di integrazione e coordinamento in modo da ottenere prodotti e servizi coerenti con le esigenze di specifici segmenti di mercato, favorire l’attrazione dei flussi turistici adeguati dal punto di vista qualitativo e quantitativo e al tempo stesso, valorizzare risorse, competenze e servizi di diversi attori della destinazione determinando un’equa distribuzione del valore creato sul territorio. o Gestione strategica degli eventi. Gli eventi sono considerati una leva fondamentale per aumentare l’attrattività delle destinazioni e per sostenere processi di riposizionamento. Numerose sono le ricadute che gli eventi possono produrre sulla destinazione in termini di destagionalizzazione dei flussi turistici, allungamento della permanenza media, incremento della spesa turistica… Spesso gli eventi rappresentano anche un’occasione privilegiata di attrazione di investimenti. o Gestione di canali distributivi. Gli studi sulla competitività delle destinazioni sottolineando la rilevanza di una gestione strategica dei canali di distribuzione a livello sovraordinato al fine di sviluppare flussi turistici e trattenere valore sul territorio. Con lo sviluppo di internet e delle tecnologie informatiche, i canali distributivi online hanno acquistato un’importanza screscente e le destinazioni hanno investito crescenti risorse nello sviluppo di portali turistici e sistemi di e- commerce. o Selezione dei segmenti di mercato. Il passaggio da un “turismo di vacanza” a “turisti basati su passioni ed esperienze” sta profondamente modificando le regole del confronto competitivo. Lo sviluppo di turismi di nicchia legati a vocazioni e passioni, individuali o di gruppi, abilita oggi qualsiasi luogo, indipendentemente dal tipo di risorse e attrattive di cui dispone, a proporsi come una meta interessante di un viaggio solo per il fatto di offrire interpretazioni attendibili degli interessi di specifici target ed esperienze di visita innovative. o Gestione della realizzazione diretta con il cliente. Le DMO e i soggetti responsabili della strategia della destinazione possono ottenere risultati significativi in termini di fidelizzazione della clientela e sviluppo dei flussi turistici attraverso lo sviluppo di relazioni personalizzate e di un dialogo con i visitatori attuali e potenziali. 5 ambiti in cui la DMO realizza un’efficace gestione: La diffusione nella destinazione di una cultura organizzativa orientata alla relazione col cliente La produzione di informazioni sul consumatore utili a guidare comunicazioni bilaterali con i clienti, una comprensione delle sue esigenze, lo sviluppo di servizi personalizzati La velocità e la puntualità nelle risposte ai clienti L’impregno nella relazione attraverso la definizione di chiari obiettivi per l’acquisizione e la fidelizzazione dei visitatori. o Promozione della destinazione. La promozione turistica del territorio è la prima funzione riconosciuta alle DMO e ai soggetti che esercitano ruoli di gestione sovraordinata. Le attività promozionali sono il web marketing, la pubblicità sui diversi media, il marketing diretto, la realizzazione di pubblicazioni e brochure, le vendite promozionali, partecipazione a mostre… o Gestione dell’immagine e del brand. Attraverso queste attività di comunicazione la destinazione Produce elementi immateriali destinati ad accrescere l’attrattività delle offerte rivolte ai visitatori e agli altri interlocutori critici (investitori, distributori, personale) Costruisce e diffonde un’immagine forte e attrattiva della destinazione e dei suoi prodotti in grado di alimentare consensi commerciali Sostiene i processi di commercializzazione delle sue offerte sui diversi mercati Favorisce la creazione di una reputazione positiva che sostiene l’attrazione di investimenti e consensi nella destinazione. In assenza di una gestione sovraordinata dell’immagine e del brand della destinazione spesso si creano duplicazioni nelle attività di comunicazione realizzate dai diversi operatori con effetti negativi in termini di allocazione delle risorse e dissonanze tra i diversi tipi di comunicazione.
Al contrario, la creazione di un’immagine unitaria, coerente e condivisa tra tutti gli stakeholder rappresenta un passaggio fondamentale per l’affermazione di un brand di destinazione in grado di segnalare il valore dei prodotti e dei servizi offerti.
PROCESSI DI SUPPORTO o Comunicazione interna e coordinamento degli attori locali. Ogni soggetto controlla una parte delle risorse necessarie alla realizzazione delle offerte della destinazione, interviene a diversi livelli del sistema di creazione del valore, ha un diverso grado di coinvolgimento con questo sistema, spesso opera in concorrenza con altri attori del sistema su alcuni mercati. Il fatto che ogni attore abbia una propria attività di comunicazione esterna indipendente finalizzata a creare immagini attrattive, aumenta il rischio di dissonanze che hanno potenziali effetti negativi sull’immagine della destinazione. In questo contesto, le attività di comunicazione interna e il coordinamento tra gli attori della destinazione rappresentano una condizione essenziale. Il processo di comunicazione interna, o marketing interno, include tutte le attività messe in campo dalla DMO o dagli organi che esercitano ruoli di gestione sovraordinata nei confronti degli operatori della destinazione e delle altre categorie di stakeholder. La finalità di queste comunicazioni è quella di condividere la prospettiva di sviluppo della destinazione, le decisioni in merito ai mercati obiettivo, ai bisogni da servire, alla qualità dei servizi ecc… o Pianificazione strategica, rilevazione e controllo. Questo processo comprende le attività che la DMO o i soggetti responsabili della gestione sovraordinata realizzano al fine di formulare la strategia di destinazione e verificare la sua realizzazione o l’eventuale necessità di interventi correttivi. Il contenuto dei piani di destinazione dipende dalle convinzioni degli attori della destinazione e del management delle DMO circa il valore delle risorse a disposizione e le modalità più efficaci di impiego per la costruzione di offerte competitive. Queste convinzioni sono influenzate dalla meta- cultura della destinazione, ed evolvono in funzione dell’esperienza accumulata dagli attori nel tempo. o Attrazione di investimenti. Lo sviluppo duraturo della destinazione si basa sulla capacità di attrarre le risorse per finanziare gli investimenti necessari per il miglioramento delle strutture e delle infrastrutture turistiche e per lo sviluppo di offerte competitive. La DMO e i soggetti responsabili dello sviluppo turistico possono realizzare programmi e incentivi per stimolare gli investimenti privati e attrarre capitali di prestito o di rischio. o Gestione delle risorse umane e formazione. Diversi autori indicano tra le determinanti della competitività di una destinazione, lo sviluppo a livello sovraordinato di incentivi per attirare forza lavoro e programmi di formazione del personale dell’industria turistica su contenuti e competenze di gestione coerenti con le esigenze della destinazione. o Collegamento e assistenza alle organizzazioni esterne. Creazione di relazioni collaborative con intermediari e soggetti esterni alla destinazione su iniziative commerciali, sullo sviluppo di nuove offerte o sulla realizzazione di infrastrutture e strutture turistiche.