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Destination Management appunti, Slide di Brand Management

Il documento offre una sintesi esaustiva del corso di Destination Management, analizzando il turismo come risorsa economica e il ruolo centrale delle DMO (Destination Management Organization). Gli appunti coprono l'intera filiera turistica: dalla trasformazione della domanda e offerta ai modelli di governance del territorio. Vengono approfonditi temi chiave come il marketing digitale (strategie per newsletter e podcast), l'analisi del funnel di vendita, la segmentazione della domanda e l'importanza dell'autenticità nell'accoglienza italiana. Completo di schemi su azioni strategiche e KPI, è uno strumento ideale per preparare l'esame e comprendere i processi di creazione del valore e sostenibilità nelle destinazioni turistiche moderne.

Tipologia: Slide

2025/2026

In vendita dal 27/04/2026

manuel-carloni
manuel-carloni 🇮🇹

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DESTINATION MANAGEMENT
LEZIONE 1
Perché la gestione della destinazione è importante?
1. Turismo quale risorsa per lo sviluppo del paese.
2. Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta.
3. Il ruolo chiave della gestione della destinazione.
4. I processi di trasformazione della domanda/offerta.
Il turismo rappresenta una vera e propria risorsa per lo sviluppo del paese.
- La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni cinquanta ha portato il turismo a
ricoprire un ruolo di assoluto rilievo all’interno della economia mondiale.
- Sì tratta di una crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante
alcuni eventi di rilevanza internazionale come il covid-19.
- La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di numerosi fattori :
1. Diffusione del benessere a nuove aree del pianeta e a fasce più ampie della popolazione.
2. Modifica della natura del viaggio (es. nicchie).
3. Intensificarsi delle relazioni fra nazioni.
4. Maggior facilità degli spostamenti.
5. Riduzione dei costi sulle grandi distanze.
Il sistema ricettivo italiano è molto frammentato, con strutture mediamente più piccole di quelle di
altri paesi e profondamente caratterizzato da imprese di carattere familiare, con un peso ancora
marginale delle grandi catene.
Il focus di questo sistema ricettivo ruota attorno a:
- Dimensione delle strutture alberghiere.
- Esperienze autentiche (vs standardizzazione).
- Problemi di efficienza operativa.
- Preservazione del patrimonio storico-architettonico.
Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta del turista.
La scelta della destinazione ricopre sempre più un ruolo centrale nell’organizzazione del viaggio: è
l’elemento iniziale che indirizza la costruzione delle attività e dei servizi da acquistare. Nella
maggior parte dei casi, è la destinazione ad affascinare i consumatori e ad indirizzare i
comportamenti di acquisto.
= vige dunque la necessità di fare delle destinazioni il vero motore di attrazione dei flussi
turistici e di sviluppo economico dei territori.
Il ruolo chiave della gestione della destinazione.
Fino agli anni ‘90 non vi era la chiara evidenza della necessità di dover “gestire le destinazioni
turistiche.
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DESTINATION MANAGEMENT

LEZIONE 1

Perché la gestione della destinazione è importante?

**1. Turismo quale risorsa per lo sviluppo del paese.

  1. Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta.
  2. Il ruolo chiave della gestione della destinazione.
  3. I processi di trasformazione della domanda/offerta.** ➔ Il turismo rappresenta una vera e propria risorsa per lo sviluppo del paese.
  • La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni cinquanta ha portato il turismo a ricoprire un ruolo di assoluto rilievo all’interno della economia mondiale.
  • Sì tratta di una crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante alcuni eventi di rilevanza internazionale come il covid- 19.
  • La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di numerosi fattori :
  1. Diffusione del benessere a nuove aree del pianeta e a fasce più ampie della popolazione.
  2. Modifica della natura del viaggio (es. nicchie).
  3. Intensificarsi delle relazioni fra nazioni.
  4. Maggior facilità degli spostamenti.
  5. Riduzione dei costi sulle grandi distanze. Il sistema ricettivo italiano è molto frammentato, con strutture mediamente più piccole di quelle di altri paesi e profondamente caratterizzato da imprese di carattere familiare , con un peso ancora marginale delle grandi catene. Il focus di questo sistema ricettivo ruota attorno a:
  • Dimensione delle strutture alberghiere.
  • Esperienze autentiche (vs standardizzazione).
  • Problemi di efficienza operativa.
  • Preservazione del patrimonio storico-architettonico. ➔ Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta del turista. La scelta della destinazione ricopre sempre più un ruolo centrale nell’organizzazione del viaggio: è l’elemento iniziale che indirizza la costruzione delle attività e dei servizi da acquistare. Nella maggior parte dei casi, è la destinazione ad affascinare i consumatori e ad indirizzare i comportamenti di acquisto. = vige dunque la necessità di fare delle destinazioni il vero motore di attrazione dei flussi turistici e di sviluppo economico dei territori. ➔ Il ruolo chiave della gestione della destinazione. Fino agli anni ‘90 non vi era la chiara evidenza della necessità di dover “gestire le destinazioni turistiche”.

L’organizzazione del turismo resta limitata a pochi aspetti:

  • Logistica.
  • Informazione e assistenza ai visitatori.
  • Promozione limitata della destinazione. Che cosa mancava?
  • Il sistema degli operatori veniva considerato autonomo e indipendente.
  • Assenza di una strategia di sviluppo/marketing collettiva e di coordinamento.
  • Collaborazioni e partnership spontanee.
  • Questo modello entra in crisi durante gli anni ’90 (domanda; tecnologia; offerta; esperienza). ➔ I processi di trasformazione della domanda/offerta turistica. I processi di selezione e di acquisto, in ambito turistico, si sono profondamente modificati nel corso degli anni, conferendo alla destinazione un ruolo sempre più centrale nelle decisioni. Questa tendenza si è progressivamente consolidata sotto la spinta di diversi fattori, ma com’è cambiata la domanda turistica?
  1. Crescita esponenziale dei luoghi che si possono visitare;
  2. Creazione di nuovi prodotti che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti;
  3. Trasformazione di molte destinazioni in “luoghi di lavoro”;
  4. Incremento della intensità competitiva. ➢ Necessità di sviluppare una proposta di valore per i clienti tailor-made. Cosa diventano allora oggi le destinazioni turistiche?
  1. Trendsetter turistici (es. Bali e Digital nomads);
  2. Custodi di tesori (es. Le Cinque Terre);
  3. Architetti di esperienze (es. Lapponia);
  4. Economisti del locale (es. Trentino);
  5. Agenti del cambiamento responsabile (es. Costa Rica). Oltre la prospettiva delle singole aziende e verso il destination management Occorre intervenire in ottica strategica sia a livello di singole imprese quanto a livello di destinazione.
  • A livello di imprese > è opportuno che ogni singolo operatore si orienti a sviluppare competenze di valore, a segmentare i target di clienti, arricchire il sistema prodotto di contenuti esperienziali, a utilizzare strumenti di comunicazione efficaci, a misurare con attenzione i risultati raggiunti.
  • A livello di destinazione > è necessario costruire una strategia che sia qualcosa di più della somma delle strategie dei singoli operatori.

LEZIONE 2

DESTINAZIONE TURISTICA: DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE

Il turismo rappresenta il risultato dell’ interazione di tre diversi sottosistemi: il turista + il settore turistico + elemento fisico-geografico ( Traveler Generating Regions, Transit toutes, Tourist Destinations). Il concetto di DESTINAZIONE, origine e significato: Fino alla metà degli anni‘90 il termine “destinazione” non solo era scarsamente utilizzato ma era perfino difficilmente rintracciabile. La destinazione è “un luogo obiettivo di viaggio , che il turista desidera visitare grazie alle attrazioni naturali o artificiali che esso offre”. Un luogo diviene destinazione quando il mercato ne acquisisce consapevolezza e quando questa consapevolezza si traduce in domanda effettiva anche grazie alla capacità comunicativa. 3 elementi che definiscono la destinazione:

  • Spazio geografico.
  • Riferimento a una offerta ed un mercato.
  • Aggregato di risorse, strutture e attori che erogano l’offerta. Le destinazioni sono una amalgama di prodotti, servizi e attrazioni variamente composto in uno spazio geografico. Tale amalgama diviene un prodotto unitario attraverso l’esperienza di fruizione del turista. La destinazione è stata oggetto di grande attenzione e di numerose definizioni = mancanza di una visione condivisa e consolidata del concetto di destinazione. Diversa prospettiva di analisi ➔ Approccio incentrato sulla domanda VS approccio incentrato sull’ offerta Approccio incentrato sulla DOMANDA Approccio incentrato sull’ OFFERTA Destinazione come un insieme di prodotti, servizi, di fattori di attrattiva (naturali o artificiali) in grado di richiamare i turisti in un luogo specifico. È il turista che aggrega una serie di elementi che andranno a comporre il prodotto vacanza. La destinazione si configura come l’insieme di prodotti, servizi ed esperienze turistiche, realizzati ed organizzati da una pluralità di attori su un determinato territorio

Possibilità di adottare una prospettiva olistica ovvero la destinazione come somma di alcuni elementi costitutivi:

  • Luogo (confini spesso incerti).
  • Insieme di fattori di attrattiva (ciò che motiva la trasferta, lo spostamento).
  • Gruppo di operatori turistici (dotazione minima).
  • Insieme di soggetti pubblici (es. trasporto, arredo urbano).
  • Una popolazione residente (cultura dell’accoglienza). Lo sviluppo turistico di un territorio Quando si pensa a una destinazione turistica, per garantire un efficace sviluppo del territorio, occorre considerare numerose aree di attenzione da presidiare:
  1. I turisti > obiettivi quali-quantitativi.
  2. Il sistema prodotto > brand/servizi/eventi/ambiente e patrimonio.
  3. Il territorio > qualità dell’occupazione.
  4. I partner esterni > operatori turistici, media e influencer.
  5. I residenti > qualità dei servizi per i residenti. Ma cosa trasforma un territorio in una destinazione? Per rispondere a questa domanda, occorre sottolineare come il turismo rappresenti lo spostamento di flussi di persone che, partendo dalle zone di origine attraversano le zone di transito fino a raggiungere le aree meta del viaggio (= destinazioni turistiche). Lo scambio di flussi fra una regione generatrice e una regione di destinazione dipende da numerosi fattori comunemente suddivisi in fattori push e fattori pull. Fattori PUSH: i fattori push sono elementi che spingono ad abbandonare temporaneamente la località di residenza alla ricerca di mete turistiche dove trascorrere una vacanza. Questi elementi possono essere suddivisi in due categorie: Caratteristiche interne alla regione di generazione (partenza) Rapporto fra la regione generatrice e la regione di destinazione
  • Fattori economici (es. reddito).
  • Fattori sociali (es. organizzazione del lavoro/istruzione).
  • Fattori demografici (es. composizione della famiglia).
  • Fattori ambientali (es. caratteristiche della regione di residenza)
  • Fattori geografici (es. distanza fra le due regioni = ore di volo)
  • Fattori storici (es. turismo delle radici)
  • Fattori culturali (es. similitudine delle culture locali = facilità e rassicurazione VS scoperta e apprendimento)

LE FASI e le loro priorità:

1. Esplorazione: capacità ricettiva molto bassa, turisti “ospiti” > CREAZIONE DELLA DESTINAZIONE. 2. Coinvolgimento: aumento dei servizi turistici offerti, turisti ancora innovatori > CREAZIONE DELLA DESTINAZIONE. 3. Sviluppo: la promozione diviene essenziale nel processo di crescita, primi problemi di antagonismo, turisti “clienti” > GESTIONE DELLA CRESCITA/PROFESSIONALIZZAZIONE. 4. Consolidamento: turismo quale parte integrante del sistema economico locale, primi problemi di inquinamento > IMPATTO AMBIENTE. 5. Stagnazione: massimo sfruttamento, località “fuori moda”, strutture da aggiornare > MANTENIMENTO DELLA COMPETITIVITÀ. 6. Post-stagnazione: declino o rinnovamento? > RILANCIO DELLA DESTINAZIONE. NASCITA di una destinazione, che cosa determina la nascita di una destinazione? ➔Per un territorio l’essere destinazione è il risultato dell’arrivo di turisti sempre più numerosi richiamati da stimoli non promossi dal territorio (1) o è il risultato di una strategia attraverso la quale si attraggono specifiche categorie di visitatori (2)? = Nella prima ipotesi si parla di professionalizzazione spontanea (crescita non pianificata). = Nella seconda ipotesi si parla di pianificazione. N.B. Oggi lo spazio per lo spontaneismo nello sviluppo turistico è ormai limitato. Oggi le zone geografiche dotate di attrazioni straordinarie sono state ormai scoperte e conosciute. Una prima classificazione delle destinazioni: **Destinazioni CORPORATE e destinazioni COMMUNITY

  1. DESTINAZIONI CORPORATE:** le destinazioni di tipo corporate sono luoghi nei quali l’offerta turistica è progettata, gestita e promossa da una società di gestione. Come, ad esempio, villaggi turistici o parchi tematici e di divertimento (Disneyland Paris). Caratteristiche comuni:
  • Coordinamento di tipo gerarchico.
  • Gestione integrata dei diversi elementi strategici.
  • Politiche di marketing secondo una logica aziendale.
  • Investitori localizzati in altre aree.
  • Offerta della maggior parte dei servizi turistici necessari.
  • Personale locale con contratti stagionali.

I fattori abitualmente presi in considerazione per la determinazione della potenziale location di una destinazione corporate sono:

  • Clima.
  • Condizione fisiche.
  • Attrazioni disponibili.
  • Accessibilità.
  • Strutture di supporto disponibili.
  • Norme (es. vincoli paesaggistici).
  • Altri elementi di contesto (es. risorse umane). Parchi archeologici: è una forma integrata di conservazione e fruizione di beni culturali ed è definito tale se esiste un complesso monumentale antico che qualifica il territorio.
  • Parchi sistemici = aree mantenutesi integre dal passato.
  • Parchi ricostruiti = aree ricreate in base ad un attento studio di luoghi ed oggetti per rafforzare l’identità culturale locale. Parchi letterari: indicano uno spazio fisico e mentale dove l’autore, a cui il parco è dedicato, ha vissuto e assorbito l’atmosfera che ne ha influenzato le opere come la città di Recanati per Giacomo Leopardi. Parchi Man-Made: i parchi divertimento possono essere definiti holiday maker perché forniscono un’esperienza globale in cui manca la coerenza territoriale ma che sono in grado di generare autonomamente domanda in un’ottica integrata di offerta.

Nel complesso, la qualità dell’offerta turistica di una destinazione community può essere intesa come la risultante del confronto fra le aspettative del turista e l’esperienza vissuta nel territorio, che si compone:  non solo della fruizione dei singoli servizi.  ma anche del sistema di relazioni che il turista attiva con il territorio nel suo insieme. Il governo delle destinazioni community: il governo delle destinazioni community è più complesso rispetto alle destinazioni corporate a causa della molteplicità variegata di operatori e della interazione fra il turista e il territorio. Il ruolo dell’ente pubblico: la necessità di una logica collaborativa fra gli attori rende evidente l’importanza del ruolo degli enti pubblici in qualità di promotore e facilitatore delle relazioni all’interno della destinazione. In particolare, le principali funzioni dell’ente pubblico sono:

  • Sostenere una industria frammentata (es. portale promozionale unico).
  • Massimizzare i benefici per la comunità (es. occupazione, identità locale, qualità della vita dei residenti).
  • Monitorare l’impatto del turismo sull’ambiente (es. monitoraggio e misurazione degli impatti sull’ambiente; promozione di pratiche sostenibili).
  • Intervenire nella realizzazione di beni pubblici (es. miglioramento della accessibilità e della esperienza turistica). VERSO IL DESTINATION MANAGEMENT > necessità di formulare una visione strategica = insieme di obiettivi di medio-lungo termine da perseguire attraverso l’integrazione dei servizi offerti da parte dei singoli attori appartenenti al medesimo spazio territoriale. LEZIONE 3 LA DESTINAZIONE IN CHIAVE SISTEMICA Offerta turistica integrata a livello di destinazione L’integrazione delle numerose attività turistiche presenti in un territorio rappresenta la condizione fondamentale perché l’offerta turistica si configuri/nasca come un sistema. La capacità di un territorio di proporre al mercato un’offerta turistica integrata dipende dal tipo di configurazione del sistema di offerta, ne esistono 3: 1. Configurazione punto-punto: ogni operatore agisce per conto proprio.
  • Caratteristiche: comunicazione e promozione separate; nessuna regia comune; costruzione dell’esperienza pezzo per pezzo.
  • Criticità: esperienza turistica frammentata, difficile fidelizzazione, poca valorizzazione del territorio.

2. Configurazione package : alcuni operatori iniziano a collaborare.

  • Caratteristiche : offerta combinata; maggiore valore percepito dal cliente; vendita più facile.
  • Vantaggi : più attrattività sul mercato; maggior coordinamento; semplicità per il cliente. 3. Configurazione network: tutti gli attori della destinazione collaborano in rete.
  • Caratteristiche: regia condivisa, forte identità territoriale, offerta coerente e ben promossa.
  • Vantaggi: esperienza turistica fluida e memorabile, maggior competitività della destinazione, impatto economico diffuso su tutto il territorio. Classificazione delle alleanze nel settore turistico A livello orizzontale Tra imprese del medesimo comparto turistico. A livello verticale Basate sull’integrazione della logica di filiera. A livello di destination Riguardano tutti gli operatori del territorio ed il coordinamento delle attività locali mirate ad una gestione integrata ed innovativa dell’area. Top-down Iniziativa di una grande impresa Bottom-up Processi più spontanei di sviluppo soprattutto per iniziativa di imprese locali. Le principali logiche È possibile analizzare le precedenti alleanze secondo diverse logiche:
  • Logica settoriale (livello orizzontale).
  • Logica di filiera (livello verticale).
  • Logica territoriale (livello di destination). Alleanze e concorrenza: concorrenza di tipo COLLABORATIVO

I soggetti pivot: top down e bottom up.

  • Top down > forme più gerarchiche di governo e ruolo di leadership di sistema da parte del soggetto pivot.
  • Bottom up > percorsi spontanei di collaborazione fra imprese private + il soggetto pivot è rappresentato da un attore locale. LEZIONE 4 I TRATTI DISTINTIVI DEL DESTINATION MANAGEMENT Una possibile definizione di destination management: sistema di pianificazione e di controllo delle attività da sviluppare per incentivare il flusso di turisti presenti all’interno dell’area per il raggiungimento di un vantaggio competitivo sostenibile. Obiettivi e campi d’azione: L’obiettivo del Destination Management è quello di realizzare una strategia che dia sistematicità e integrazione all’offerta turistica in territori dove:
  • Le risorse sono diffuse
  • Prevale lo spontaneismo
  • L’attitudine alla cooperazione è spesso limitata

Il campo di azione del Destination Management è riconducibile a sei dimensioni. Campi d’azione Attività Esempio Generazione di flussi turistici di incoming Incremento, gestione e stabilizzazione della capacità di attrazione dei flussi turistici. Campagna “99% of Italy” di Visit Italy (2025) Gestione dell’immagine e del valore della destinazione Gestione del processo comunicativo e promozionale attraverso il quale raggiungere i mercati-obiettivo. Messaggi social “You’ve only seen 1%” Coordinamento/gestione delle relazioni con gli stakeholder Integrazione dell’operato degli attori locali (configurazione network). Trentino Guest card Ideazione/attuazione delle politiche di marketing Gestione delle politiche non solo comunicative ma anche di prodotto e di promo- commercializzazione. La Liguria che non ti aspetti Benchmarking delle destinazioni Analisi delle destinazioni concorrenti per identificare minacce e opportunità. Venezia e la tassa di accesso Valutazione dell’impatto del turismo sul sistema territoriale e promozione della collaborazione fra gli attori locali Focus nelle slide successive. Modello di Weaver Valutazione dell’impatto del turismo sul sistema territoriale Focus sul rapporto che si instaura tra management + sostenibilità + competitività > un vero e proprio circolo virtuoso che regola l’approccio allo sviluppo turistico sostenibile. Il modello di Weaver: questo modello identifica 4 diverse tipologie di destinazioni sulla base di due variabili: ➢ Intensità (alta vs bassa) = quantità dei flussi turistici. ➢ Regolazione (alta vs bassa) = come vengono gestiti i flussi turistici.

Ma per quale motivo?

  • Perché i turisti sono i clienti della destinazione.
  • Perché il prodotto turistico è altamente complesso.
  • Perché esiste una parte del prodotto che è della destinazione. A) Sistema competitivo: si tratta dell’ambiente esterno, rappresentato dai clienti. La destinazione dovrà cercare continuamente di adattare il sistema di offerta alle caratteristiche ed attese dei consumatori finali. NB : dopo aver ottenuto l’obiettivo di indirizzare le scelte del consumatore, la soddisfazione si genera attraverso l’interazione con i singoli operatori.

B) Sistema degli attori sociali: quali sono i principali soggetti portatori di interesse a livello di destinazione turistica?

  • Imprese turistiche della destinazione.
  • Enti pubblici
  • Prestatori di lavoro.
  • Comunità locale.
  • Tour operator/alti intermediari commerciali.
  • Altre aziende estranee al comparto turistico. Allineamento/disallineamento del sistema di prodotto: le singole imprese turistiche sono quindi chiamate a considerare attentamente le peculiarità della destinazione nel definire le proprie strategie di prodotto e il proprio posizionamento. Nello specifico, si tratta di decidere se adottare:
  • Un sistema di prodotto omogeneo > STRATEGIA DI ALLINEAMENTO ;
  • Un sistema di prodotto con tratti specifici e distintivi > STRATEGIA DI DISALLINEAMENTO. Allineamento > presenza di alcuni possibili vantaggi:
  • Beneficiare al massimo dell’effetto traino esercitato dalla destinazione;
  • Appoggiarsi agli altri operatori della destinazione per arricchire l’offerta;
  • Risparmiare risorse finanziarie (es. investimenti comunicativi). Disallineamento > tale strategia offre sicuramente il vantaggio dell’originalità e di godere di minore concorrenza. Per contro, comporta alcuni aspetti critici collegati alla comunicazione e ai confini del prodotto. LEZIONE 5 I LIVELLI DI GOVERNO STRATEGICO DELLA DESTINAZIONE Livello Soggetto responsabile Funzioni/attività Obiettivi Politico/amministrativo Ente locale/governi nazionali Legislazione in materia di turismo Benessere della società Meta-manageriale DMO Elaborazione di piani di sviluppo turistico Competitività dell’offerta della destinazione Operativo /imprenditoriale Singole aziende/aggregazioni Produzione/erogazione di bene e servizi Profitto/prosperità di lungo periodo dell’azienda

Visitor management + coinvolgere la comunità locale: Il Visitor Management è l'ambito che si occupa di studiare, guidare al meglio, controllare, il flusso dei visitatori e il loro comportamento. Le principali attività riguardanti la gestione dei visitatori includono:

  • Sensibilizzare i visitatori sulla fragilità ambientale (es. app educative);
  • Bandire attività dannose (es. informazioni sulle restrizioni);
  • Incentivare la visita di aree meno battute (es. attrazioni alternative);
  • Fissare limiti per il numero di visitatori (es. sistema di prenotazione);
  • Limitare l’accesso a aree più vulnerabili (es. guide specializzate);
  • Prevedere incentivi per la visita in specifici periodi (es. tariffe scontate). Il secondo aspetto tratta invece del rapporto turisti-comunità ospite:
  • L’esperienza complessiva del turista nella destinazione è influenzata dagli atteggiamenti dei residenti locali.
  • Un atteggiamento non ospitale può trasformarsi in una componente negativa.
  • Oggi questo fenomeno è esploso con il fenomeno case-vacanze e l’impatto del turismo crocieristico. Gestione sostenibile delle risorse: l’overtourism è frutto di una cattiva gestione del turismo che va in antitesi rispetto al turismo sostenibile. ➔Per uno sviluppo sostenibile delle aree, occorre monitorare alcune variabili/indici. ➔In particolare, occorre predeterminare la capacità di carico (carrying capacity) di una destinazione. La capacita’ di carico presenta una natura poliedrica (intesa sotto diversi profili): Capacità Descrizione Capacità fisica Infrastrutture fisiche (es. hotel). Capacità ambientale Ambiente (es. limite giornaliero riserve naturali). Capacità economica Criticità economiche (es. aumento dei prezzi delle case). Capacità socio-culturale Affollamento e malcontento della popolazione residente. Capacità infrastrutturale Infrastrutture di supporto (es. gestione dei rifiuti, trasporti). Capacità percepita Qualità dell’esperienza (es. sovraffollamento). Possibilità, per la DMO, di attuare possibili interventi (es. strategie di de-marketing) al fine di perseguire una sostenibilità sia sociale che ecologica, come:
  • Aumento delle tariffe/prezzi relativi all’erogazione di diversi servizi;
  • Attivazione di un sistema di ticket;
  • Attivazione di un sistema intelligente di de-marketing;
  • Un utilizzo strategico delle nuove tecnologie.

Gestione delle emergenze: le emergenze tali da modificare sensibilmente l'afflusso dei turisti in una specifica area hanno registrato nel corso del tempo notevoli mutamenti dovuti alla diversa reazione della domanda ➔ Diversa percezione del rischio da parte dei turisti.

  • La DMO può svolgere un ruolo importante per ridurre i danni.
  • Oggi molte destinazioni non gestiscono bene gli effetti delle emergenze.
  • Ruolo chiave del «crisis planning» (Cosa fare in caso di crisi; chi è il responsabile di cosa; quali canali comunicativi attivare, ecc.). Principali regole per gestire una crisi sotto il profilo turistico:
  1. Preparazione e pianificazione (formazione del personale, piani di comunicazione);
  2. Monitoraggio costante (es. Hootsuite; collaborazione con l’ente pubblico);
  3. Valutazione dell’impatto (raccolta e analisi dei dati quali-quantitativi, report e aggiornamenti);
  4. Risposta alla crisi (centro di comunicazione, aggiornamenti regolari sui diversi canali, supporto operativo ai turisti, collaborazione con autorità locali/aziende come hotel e compagnie aeree);
  5. Recupero (valutazione dei danni, riattivazione delle attrazioni, strategie di marketing di rilancio);
  6. Apprendimento e adattamento (analisi post-crisi, aggiornamento dei piani di emergenza, formazione continua). Modello organizzativo delle DMO, due possibili modelli organizzativi: completo e specializzato: Modello Vantaggi Svantaggi Modello completo (es. DMO di New York).
  • Adatto a destinazioni medio/piccole.
  • Visione globale.
  • Personale con capacità non sufficienti.
  • Interferenze politiche. Modello specializzato (es. VisitBrain).
  • Adatto a destinazioni di grandi dimensioni.
  • Concentrarsi su alcune funzioni.
  • Personale specializzato.
  • Maggiore efficacia.
  • Perdita della visione di insieme.
  • Difficoltà a cogliere eventuali opportunità (es. innovazioni, nuovi bisogni). La governance della DMO: identificazione di diverse opzioni di governance della DMO.
  • DMO pubblica (comune, associazione di comuni, provincia, ecc…): ➢ Modello tradizionale ➢ Poco dinamico nella operatività ➢ Tipico di destinazioni con turismo poco sviluppato ➢ Poca agilità in azioni che richiedono risposte rapide ➢ Assenza di collaborazione con privati ➢ Evoluzione verso un modello misto