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Appunti destination management IULM professoressa De Carlo
Tipologia: Appunti
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The fundamental product in tourism is the destination experience. Competition, therefore, centres on the destination. La destinazione è un'esperienza che si fa in un luogo. Il prodotto fondamentale del turismo è proprio l'esperienza di destinazione, l'esperienza che il soggetto fa in un luogo, un'esperienza che lo colpisce, che è memorabile. A livello di competizione, non competono tanto le imprese, ma più che altro le destinazioni : la forza delle destinazioni in cui sono collocati gli alberghi influisce molto sui risultati (una grande catena non può non essere in alcune destinazioni). La competizione tra imprese si pone solo in un secondo momento. Infine, si può intendere la destinazione come una business unit : in Italia ci sono tante business Unit, tante unità di business che deve gestire in modo intelligente. Si intende quindi la destinazione come una piccola azienda che deve essere gestita in modo coerente. Quando un luogo diventa una destinazione? Una destinazione è un «luogo meta del viaggio» che un turista desidera/sceglie di visitare in ragione delle attrazioni che esso offre (culturali, naturali, artificiali).
vengono offerti
2.5) Descrivere i fattori push e pull e come influenzano la DMO: I fattori push , ossia stimoli che sono presenti nell'area di generazione dei flussi, che attraggono il turista verso la destinazione, sono degli stimoli o legati a delle caratteristiche dell'area generante , ossia caratteristiche del mercato da cui provengono i clienti o da rapporti privilegiati tra area generatrice e destinazione.
Nel primo caso esistono:
importante;
periodo invernale e viceversa, andare al mare ecc. Nel secondo caso invece:
Es. turismo delle radici: turismo verso la terra di origine. Questo legame tra area generatrice e destinazione può essere utilizzato per creare un certo tipo di offerta. I fattori pull invece sono legati a elementi di attrazione forti che queste destinazioni hanno, come ad esempio:
aspetto fondamentale
È la destinazione che può lavorare su questi fattori in maniera autonoma (può investire sulle infrastrutture, può lavorare sulla propria offerta alberghiera). Tuttavia, il problema è che i livelli di lavoro su queste cose sono diversi: c'è un livello che può riguardare la singola destinazione, la città, può lavorare su una rete di punti informativi, ma ci sono dei livelli che devono essere gestiti a livello nazionale. Questo tipo di investimento non può essere fatto quindi dalla singola impresa, ma nemmeno a livello urbano o regionale. Un territorio che si vuole sviluppare come destinazione deve attivare una serie di processi strategici per capire cosa di rilevante ha da offrire ai turisti, ai diversi tipi di mercati, qual è la strategia che vuole adottare e su quali tipi di mercati vuole puntare, su che offerte e come vuole proporle.
Le politiche ideate per il turismo non possono non tener conto del territorio: in fondo il turista è un residente temporaneo, ha le stesse esigenze dei residenti (pulizia, mezzi pubblici, proposte interessanti per il tempo libero, spazi verdi, cura degli ambienti). È sempre più frequente il caso di aziende turistiche che non fanno servizi turistici ma che usano il turismo per costruire delle esperienze, partecipando alla costruzione delle destinazioni turistiche e consentendo ad alcune destinazioni che magari non sono sulla mappa, che ancora non sono conosciute, di farsi conoscere. Prospettiva olistica: È importante una prospettiva olistica : una prospettiva che tenga insieme queste due visioni ossia il punto di vista del cliente, tenendo conto delle sue attese, dei suoi bisogni, della sua customer journey e quello dell'impresa che conosce il suo prodotto e che lavora con altre imprese per costruire delle offerte integrate, proponendo dei prodotti coerenti con questi target.
riferimento il soggetto che interpreta l’esperienza turistica
settori e di beni (economici e non economici), trova nell’elemento geografico una precisa sequenza, anche temporale
sono da mettere in relazione con le esigenze del soggetto che interpreta e vive l’esperienza turistica In questa prospettiva olistica è il soggetto che è al centro dei servizi, il sistema è settoriale, ha dentro tanti attori ma tutti legati ad uno stesso luogo, un luogo circoscritto, tutti importanti e rilevanti per quel tipo di esperienza richiesta dal turista ed è un sistema sempre aperto , perché i confini possono cambiare in funzione della prospettiva del cliente (Il suo punto di vista non è rigido).
Destinazioni corporate e community: Oltre al processo di genesi delle destinazioni, una seconda interessante variabile che discrimina le destinazioni attiene alla ripartizione del potere e del controllo delle risorse, che si riflette quindi sulla natura dei processi decisionali e sui meccanismi di gestione e marketing della destinazione. Esistono due tipi di destinazioni:
prodotti (es. navi da crociera, parchi a tema);
un'infinità di piccoli o grandi operatori, ognuno fa il suo in maniera autonoma, ma comunque cooperando tra di loro, perché alla fine ciò che conta è l'esperienza complessiva vissuta dal turista ed è importante che sia positiva. In questo caso in una situazione così parcellizzata, i ruoli di coordinamento di Destination management sono cruciali. Destinazioni corporate: Sono destinazioni in cui l’ offerta turistica è progettata e promossa con una logica orientata al marketing da parte di un soggetto che possiede o controlla direttamente le attrazioni, le strutture e infrastrutture turistiche. La nascita di queste destinazioni è dovuto all’iniziativa di:
1.3) La destinazione come meta-impresa: La destinazione è stata vista anche come una meta-impresa : ha un suo portafoglio di prodotti (Bologna che sul suo sito Bologna welcome presenta diverse proposte destinate a soddisfare le esigenze dei diversi target (famiglie con bambini, sportivi), come fosse un'azienda che propone i diversi prodotti in funzione del cliente a cui si sta rivolgendo. Oltre a coordinare i suoi operatori, la destinazione deve anche tenerli insieme, deve dialogare ad esempio con i suoi albergatori, con i suoi ristoratori, con i gestori delle esperienze. Gli obiettivi sono sempre quelli di avere un equilibrio competitivo, cioè di essere capace di servire al meglio tutta una serie di Target di riferimento, ma anche tenere un buon rapporto di collaborazione, di coordinamento con gli stakeholder locali. La destinazione è un sistema dinamico e aperto che, a partire da un articolato insieme di risorse e competenze che compongono la sua struttura, realizza e comunica due tipi di offerte: i. un sistema di offerta turistica (servizi, pacchetti ed esperienze di visita) volto a soddisfare i bisogni di specifici segmenti di clientela e ad attrarre flussi turistici di qualità; ii. un’offerta di collaborazione rivolta alla rete di stakeholder che co- partecipano alla realizzazione dell’offerta turistica e che controllano, a vario titolo, le risorse e le competenze della destinazione. In cosa consiste il Destination management? Qual è la sua funzione? Sono quattro gli ambiti:
dei limiti del proprio territorio (ogni territorio ha dei limiti che riguardano i flussi che può ospitare);
destinazione ci si trova e gestirla: ogni destinazione attraversa fasi progressive da quando comincia diventare un luogo turistico, fino al momento di massimo picco, per poi affrontare una sorta di declino perché magari deve affrontare una serie di problematiche.
supporto, il turismo arriva come effetto molto benefico perché porta valore in modo discreto integrandosi negli equilibri locali dal punto di vista ambientale ed economico;
parola, degli operatori che vedono che c'è business e quindi cominciano a investire, cominciano a emergere dei mercati di provenienza ben definiti con dei flussi che cominciano ad essere più significativi;
supera il numero di residenti e si può parlare davvero di destinazione turistica;
della stagione, in cui ci sono solo turisti e si entra in una fase di possibile deterioramento o di overturism;
che altrimenti, se fossero abbandonate l'iniziativa privata, avrebbe un livello sicuramente diverso). Il Destination management deve far fronte a una serie di problemi:
gerarchica : tutto si basa su meccanismi di coinvolgimento, su progetti di relazioni personali, tutto basato su meccanismi informali;
struttura produttiva locale : quotidianamente si ha a che fare con tantissime aziende diverse e gli albergatori hanno esigenze completamente diverse rispetto a prima; l'azienda deve essere in grado di dialogare con tutti questi albergatori e condividere una visione congiunta;
Limiti della gestione sovraordinata: La gestione sovraordinata non si sostituisce in nessun modo al campo di azione dei singoli imprenditori. Senza efficaci strategie competitive delle imprese locali difficilmente si può costruire un posizionamento di successo a livello di località
piattaforme come Booking o Expedia, portano via valore perché guidano i flussi e si fa fatica a mantenere la propria identità, il proprio valore sul territorio;
livello di basare le proprie decisioni su dati facilmente reperibili attraverso le diverse tracce digitali, l’AI che permette di analizzarli e formulare strategie basate su questi dati; anche il cambiamento climatico, che sta spostando la natura dell’esperienza che si può fare in un luogo (non si possono più fare certi tipi di esperienza, di vacanza).
il turismo come un driver di sviluppo dell’economia : le strategie del turismo e quelle dell’economia sono integrate (tramite il turismo si fa conoscere la forza dei grandi brand del made in Italy, bisogna lavorare insieme per una strategia integrata). La strategia a livello di Asa che ogni azienda mette in atto ha successo se si adotta una strategia a livello di network. Il network è la destinazione nel suo insieme. Come questa strategia a livello di network impatta sui risultati? Nell'articolo si spiega che ciò avviene sia a livello di impatto positivo sulla scrittura, sui costi di struttura. La destinazione lavora molto sugli eventi , che aiutano a destagionalizzare, ad attrarre dei Target nuovi. Il network aiuta la destinazione a svolgere delle attività di promozione, di commercializzazione, che da sola l'impresa non potrebbe svolgere, mentre insieme a tutti gli altri alberghi del territorio ed operatori riesce a svolgere.
Inoltre, importante e anche la formazione , l'organizzazione di attività formative: Milano come destinazione organizza dei workshop, dei momenti di training che aiutano le aziende ad alzare il livello di competenza. Si tratta di un investimento comune che il singolo albergo individuale farebbe fatica a sostenere. Il network consente quindi di lavorare sulla struttura perché permette di ridurre i costi di alcune attività, fare delle sinergie, avere un maggiore potere negoziale, di acquisire competenze, che non avresti potuto acquisire diversamente, aiuta a sviluppare nuovi mercati e a migliorare moltissimo il tuo sistema di offerta. La strategia di destinazione è quindi strettamente collegata alla strategia competitiva di ogni azienda di questo settore. Il modello propone anche la valutazione delle performance dell'azienda che si può fare guardando i risultati competitivi. In una buona situazione l’azienda ha risultati reddituali alti e risultati competitivi alti (la quota di mercato, I ricavi, la Customer Satisfaction, tutto ciò che riguarda la superiorità della mia azienda rispetto i concorrenti). Ci sono poi situazioni problematiche in cui tu hai dei buoni risultati reddituali ma hai bassi risultati competitivi : questo perché semplicemente ci si trova in una situazione protetta (sono l'unico albergo dell'isola, di quella determinata destinazione). Questa non è una situazione stabile, perché basterebbe che arrivasse un albergo gestito bene e il mio albergo chiuderebbe. Un altro caso è quando si ha tanto lavoro sottopagato, si lavora in nero e quindi adesso non conta dal punto di vista dei costi: In questo caso guadagno bene, ma non è sostenibile nel tempo. Ci sono poi situazioni incoerenti per altri motivi: ad esempio si ha un prodotto valido e un ottimo servizio, i clienti sono contentissimi, ma il problema è che non guadagni perché magari hai un eccesso di costi, delle inefficienze che vanno risolte. La governance territoriale: Come si attua il meta-management? Quali sono i processi attuati da chi si occupa della governance?
Non esiste un modello di governance perfetto e gli attori che possono incarnare questa governance possono essere moltissimi. 2.8) La governance della destinazione+ modelli: Il successo delle destinazioni turistiche non è legato a uno specifico modello di governo ma dipende dalla coerenza del modello adottato con le caratteristiche del contesto storico, culturale e sociale e alle peculiarità delle risorse della destinazione. Si configurano 4 modelli possibili di governance territoriali:
coordinamento e le funzioni sono concentrate; nel caso di Vienna è un ente pubblico che fa delle azioni con la tassa di soggiorno a favore della destinazione degli operatori.
coordinamento sono debolissimi e ci sono una o due imprese guida che svolgendo le loro funzioni fanno questa strategia di coordinamento; (Ad esempio Milano 10 anni fa, quando non c'erano attori che coordinavano la città, quindi era SEA aeroporti che faceva il Destination manager a Milano; il centro congressi ha iniziato a far partecipare grandi leader internazionali a gare internazionali per portare eventi su Milano e per farlo ha messo d'accordo gli albergatori, i ristoratori, i gestori di servizi e ha fatto delle proposte integrate.
gli olimpiadi e lo continua ancora oggi tramite un modello imprenditoriale - visit Barcelona- con cui istituisce una serie di servizi di supporto ai turisti e agli operatori sul territorio, come servizi di trasporto, accoglienza, merchandising
debolissimi e le funzioni sono svolte in modo decentrato (es. Portorose). L’azione di governance e la capacità della destinazione di attuare delle strategie di sviluppo delle offerte coordinate aumenta man mano che si passa da forme di coordinamento tra gli attori deboli o assenti a meccanismi formali e stabili. Le principali forme interorganizzative di questa governance sono:
funziona;
mettono d’accordo con dei contratti per svolgere dei progetti;
soggetto che gestisce tutta la destinazione, tutti i servizi in modo integrato.
2.11) Il ruolo della DMO: Secondo l’organizzazione mondiale del turismo, la destination Management Organization DMO è l’organizzazione responsabile del management e del marketing della destinazione, con il compito di promuovere e organizzare l’integrazione dell’aggregato di elementi del territorio che partecipano alla formazione dell’offerta turistica. Uno studio condotto su 34 capitali europee dimostra che le destinazioni in cui è attiva una DMO presentano livelli di reputazione turistica più elevati rispetto a quelle che non hanno una DMO. Tratti distintivi ed evoluzione della DMO: E’ l'organo che rappresenta i diversi stakeholder della destinazione, facilitando la collaborazione e una visione condivisa dello sviluppo. L' obiettivo principale della DMO è sviluppare e promuovere la destinazione. In una prima fase sono state istituite prevalentemente nelle destinazioni urbane come destination marketing organizations (Il marketing era centrale) con il compito di "vendere la città”, sviluppandone un'immagine unitaria, frutto dell’integrazione dei vari elementi DMO dell’offerta. In seguito la DMO diventa destination developer , responsabile del funzionamento dei processi di gestione sovraordinata, per massimizzare il valore per i consumatori e assicurare benefici economici sostenibili alle comunità locali (visitor economy).
molto sulla parte di marketing, con un modello imprenditoriale. È estremamente focalizzata sul turismo.
occupa di turismo, ma le funzioni di DMO sono
D. Integrazione con la governance della città
I limiti sono proprio:
L’organizzazione della DMO: Si è preso alcuni casi benchmark, di DMO ben gestite a livello urbano, individuando tre modelli di DMO, tre livelli di maturità :
composto da direttore, un paio di persone, segreteria amministrativa , ecosistema digitale , brand identity e uffici turistici (punti di accoglienza sul territorio). La direzione generale si occupa della pianificazione di piani strategici, ossia identifica obiettivi a lungo termine, mentre la segreteria amministrativa gestisce documenti a supporto alle riunioni. L'ecosistema digitale si limita alla gestione del sito web dove vengono presentate le offerte, sviluppando e creando contenuti digitali.
delle funzioni un po' più avanzate; un livello maturo in cui fai delle cose veramente smart e in linea con le destinazioni più efficaci. Le destinazioni di livello intermedio lavorano bene anche sull' e-commerce e cominciano a lavorare sulla business intelligence , a lavorare sui dati: ci sono dei dati interessantissimi che sono disponibili gratuitamente in rete che possono aiutare la destinazione a capire quali sono i flussi di visitatori, capire questi visitatori che tipo di attività svolgono quando vengono, capire che opinione hanno dell'esperienza che hanno fatto sul territorio e come questa esperienza questo è migliorata, in quali luoghi in quel cliente.
smart e in linea con le destinazioni più efficaci in giro per il mondo. Ci sono anche cose nuove come: gestione attrattori , la DMO comincia a gestire gli eventi , fa anche progetti speciali legati alla formazione degli operatori e alla sostenibilità, business intelligence e CRM (sistema di monitoraggio della clientela per renderla fidelizzata). Per lo sviluppo della destinazione, essa può ricevere una serie di finanziamenti di diverso tipo. si tratta di:
reparto alberghiero, migliorare la viabilità. Infine c'è la gestione degli eventi che hanno una capacità enorme di attrarre flussi e portare notorietà ai territori. Processi primari: gestione delle strutture e delle infrastrutture turistiche: Si parla di diversi livelli di azione: una parte di grossi investimenti che si fanno in progetti di cofinanziamento pubblico privato, oppure sono investimenti più light, come la gestione dei servizi informativi verso il turista, risorse legate alla legalizzazione di database. Sono strutture infrastrutture di cui si occupa la DMO o direttamente o attraverso finanziamenti o cofinanziamenti pubblici o privati. Finalità:
Criticità: