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Le dipendenze: forme, tipi, cure e conseguenze, Temi di Scienze umane e sociali

Una panoramica delle varie forme e tipi di dipendenze, dal comportamentale al farmacologico, e discute le loro conseguenze sulla salute mentale e fisica. Vengono presentate le cure più effective, come la Terapia Cognitivo Comportamentale e la Terapia Dialettico Comportamentale, e vengono discusse le dipendenze da smartphone, alimentari e droghe.

Tipologia: Temi

2019/2020

Caricato il 18/03/2020

matteo-bovio
matteo-bovio 🇮🇹

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La salute

LE DIPENDENZE, L’EUTANASIA,

Indice generale

 (^) Le dipendenze  (^) L’eutanasia

Indice

 (^) Che cosa sono le dipendenze?  (^) Come si individuano?  (^) Le varie forme di dipendenza  (^) I vari tipi di dipendenza  (^) Come si curano?  (^) Bibliografia e sitografia

Che cosa sono le dipendenze

Per dipendenza si intende un’alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata del piacere. L'individuo dipendente tende a perdere la capacità di controllo sull‘abitudine.

Varie forme di dipendenza

DIPENDENZA FISICA La dipendenza fisica è prodotta essenzialmente dai condizionamenti neurobiologici ed è superabile con relativa facilità. DIPENDENZA PSICHICA Invece la dipendenza psichica richiede interventi terapeutici lenti, complessi e ad ampio raggio, coinvolgendo spesso i familiari che stanno attorno alla persona dipendente.

Come curare le dipendenze

Dagli anni 90, la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) si è dimostrata efficace nel trattamento delle dipendenze. Questa si concentra sulla modifica di pensieri negativi che poi portano all’assunzione di sostanze o all’uso problematico di un oggetto da cui si sviluppa la dipendenza. I pensieri negativi sono solitamente dei pensieri negativi su di sé, sugli altri e sul mondo, generano sofferenza, che la persona tenta di ridurre con il comportamento patologico (la dipendenza). L’obiettivo della CBT è quello quindi di rendere critica la persona su tali pensieri, modificarli e apprendere strategie comportamentali più funzionali per gestire le emozioni negative. Successivamente anche la Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) è stata ri-adattata per il trattamento delle dipendenze patologiche. A differenza della CBT più tradizionale la DBT propone anche una serie di tecniche (esempio la mindfulness) legate all’aumento dell’attenzione consapevole che aumentano la capacità della persona di guidare la propria attenzione sull’esperienza presente.

Dipendenza da smartphone

In un mondo in cui esistono più sim che persone, l’utilizzo costante e continuo dello smartphone potrebbe quasi sembrare una normale e naturale conseguenza della sua innegabile utilità. La linea di confine oltre la quale si parla di dipendenza è piuttosto labile e, allo stesso tempo, è troppo facilmente superabile. Se da un lato lo smartphone è considerato, a ragion veduta, uno strumento di indiscussa produttività, dall’altro può trasformarsi nella causa di vere e proprie patologie. E’ addirittura stato coniato un termine, «nomofobia», per indicare la paura di rimanere senza smartphone. https:// www.youtube.com/watch?v=x7Sqll ZGFhM

Alcuni dati

L’80% della popolazione italiana possiede uno smartphone e l’83% è solito controllare le email di lavoro durante la notte, il 37% controlla le notifiche, sempre durante le ore notturne e il 57% controlla in generale il cellulare entro 22 minuti dal risveglio mattutino. In media durante una giornata una persona sblocca il proprio cellulare 30 volte, esegue 2617 «tocchi» e usa internet per 6 ore al giorno. Inoltre si lavora due ore in più per recuperare il tempo perso usando lo smartphone e uno studio Microsoft ha rilevato che, una volta interrotti da una notifica di una email, i lavoratori impiegano 24 minuti per tornare al lavoro in modo produttivo. Infine, 9 persone su 10 soffrono della sindrome della «vibrazione fantasma» cioè credono di percepire lo smartphone vibrare anche quando ciò non avviene.

Le dipendenze alimentari

La dipendenza dal cibo o dipendenza «dal mangiare» è una dipendenza comportamentale che si caratterizza per il consumo compulsivo di alimenti appetibili. I cibi che rispondono maggiormente alla richiesta della dipendenza presentano una grande quantità di zuccheri. Inoltre esistono anche dipendenze da cibo che si manifestano con la mancanza dell’assunzione di questi. Le principali dipendenze sono l’anoressia, la bulimia e il binge eating.

L’anoressia

L’anoressia è una malattia complessa, determinata da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiede un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica. Può affliggere tutte le persone indipendentemente da sesso ed età. Può essere causata da droghe o da traumi psicologici come: abusi, drammi familiari, la sensazione di essere sottoposti a un eccesso di pressione e di aspettativa, essere fortemente trascurati dai propri genitori, il sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica e il non poter raggiungere i risultati desiderati per problemi di peso e apparenza.

Come si manifesta l’anoressia

 (^) Con restrizioni, determinate dalla riduzione costante della quantità di alimenti ingeriti.  (^) Con abbuffate e successiva eliminazione: alimentazione compulsiva seguita da vomito autoindotto, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, iper-attività fisica per perdere peso.

Come si cura l’anoressia

La cura dell’anoressia può avvenire nei casi meno gravi in ambulatori specializzati, ma se non ci sono miglioramenti nel giro di circa dodici giorni, il paziente viene trasferito in ospedale. Qui si pongono due principali obiettivi:  (^) stabilizzare le condizioni mediche-psichiatriche per gestire le complicanze acute del disturbo;  (^) iniziare o continuare un percorso di cura finalizzato all’interruzione dei fattori di sviluppo e mantenimento del disturbo.

Il binge eating

Il Binge eating è il bisogno compulsivo di mangiare, prevalentemente cibi dolci, nonostante la sazietà. Questa pratica causa depressione in alcuni individui, che dopo una sessione si sentono “grassi” e rifiutano i contatti con la società a causa del loro aspetto fisico. Al contrario della bulimia, dopo il Binge eating non si praticano digiuni e remissione di cibo per rimediare alla “mangiata”. La dipendenza è causata dalla produzione di serotonina e dopamina, cioè due neurotrasmettitori, che viene stimolata dagli zuccheri.

Come curare i disturbi di

sovralimentazione

Al giorno d’oggi la cura per i disturbi di sovralimentazione avviene tramite la supervisione di esperti, quali nutrizionisti e in casi più complessi psichiatri. Inoltre questo lavoro viene affiancato dal supporto di farmaci che danno sensazione di sazietà, un esempio può essere la lisdexamfetamina.