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Questa lezione esplora il concetto di diritti universali e come l'immigrazione metta in dubbio questa nozione. Analizzeremo le radici storiche dei diritti, il multiculturalismo e i diritti dei migranti. Confronteremo i diritti occidentali con quelli riconosciuti in asia, africa e altri contesti. Citiamo un testo del 1962 per illuminare la critica nei confronti dei diritti universali e delle politiche europee e italiane.
Tipologia: Appunti
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Lezione 1 (22 febbraio) Diritti universali e immigrazione perché l’immigrazione è uno degli elementi che più revoca in dubbio l’universalità dei diritti, sotto vari profili perché vediamo che alcuni diritti sono riconosciuti solo al cittadino ma non al migrante, non allo straniero che abita sul territorio italiano, ma anche perché noi vediamo che i diritti universali non sono riconosciuti a tutti perché non a tutti viene concesso di migrare per la tutela dei propri diritti. Non parliamo solo del diritto d’asilo, ma anche i diritti che appartengono ai così detti migranti economici, vediamo come le politiche attuali di esternalizzazione delle frontiere, cioè di chiusura delle frontiere sempre oltre quella che è l’unione europea quindi facendo accordi con la Turchia, con il Libano, il Sudan, il Niger ecc. è una procedura che rende i diritti una pura retorica. Articoleremo il corso in spezzoni. Partiamo dalla domanda: i diritti sono effettivamente universali? E andiamo a cercare le radici storiche dei diritti, partendo dalla storia, analizzando come si sono realizzati i diritti che oggi definiamo della persona umana. Per poi confrontare questi diritti con i diritti riconosciuti in Asia, in Africa, in altri contesti. I diritti che abbiamo riconosciuto come universali, sono universali o occidentali? I diritti sono universali o sono legati ad una specifica tradizione culturale? Uno dei temi che tratteremo. Un secondo tema che tratteremo più velocemente, è la questione del multiculturalismo, che è un tema che mette in dubbio l’esistenza di diritti universali. Un terzo tema, è quello sui migranti. Quindi i diritti che vengono riconosciuti o non riconosciuti all’interno del territorio a chi non è cittadino, come il diritto alla salute, i diritti politici, vedremo come la cittadinanza revoca in dubbio l’esistenza dei diritti della persona umana. Ma soprattutto vedremo come i diritti della persona umana si rivelino molto spesso un vuoto elemento formale penalizzando le politiche di esternalizzazione delle frontiere di cui ragionavamo prima. Citazione di un testo del 1962: “i dannati della terra ” “Lasciamo quest’Europa che non la finisce più di parlare dell’uomo pur massacrandolo dovunque lo incontra, a tutti gli angoli delle stesse sue strade, a tutti gli angoli del mondo. Sono secoli che l’Europa ha arrestato la progressione degli altri uomini e li ha asserviti ai suoi disegni e alla sua gloria; secoli che in nome d’una pretesa «avventura spirituale» soffoca la quasi totalità dell’umanità”. Parole molto nette. Molto dure e sono parole che vogliono dare il segno del corso nell’affrontare queste tematiche. Trovare elementi di criticità nel concetto stesso di diritti universali ma anche nelle politiche, politiche dell’Unione Europea e dell’Italia. La politica dei rimpatri è il fulcro delle politiche europee nazionali da ormai molti anni ed è parte di quell’esternalizzazione delle frontiere di cui parleremo. Nell’ambito di questo discorso, si insinua il lavoro da frequentanti. Nel senso che per partecipare al corso come frequentanti, redazione di un report. Incentrata quest’anno sul tema della rotta balcanica.