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Le risposte alle domande di DIRITTO CANONICO (prof. M. Miele - facoltà di giurisprudenza a PADOVA)
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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CANONUM”: è un raggruppamento di canoni e decretali scelti con fondamentali tecniche ermeneutiche le modalità conciliative di Graziano sono denominate “rationes”: 1) ratio significationis (conciliazione sulla base contenutistica); 2) ratio temporis (legge posteriore abroga la legge anteriore); 3) ratio dispensationis (lex posterior generalis non derogat legem anteriorem specialem); 4) ratio loci (rapporto tra una fonte territoriale generale e una territoriale locale)
causae; pars 3: 5 distinctiones
(disposizioni di diritto divino), leggi secolari romane e barbariche (codice teodosiano), decisioni dei padri della Chiesa, e canoni di concilii locali COS’E’ UNA DECRETALE: (come fonte di produzione del diritto canonico) è epifenomeno dell’assunzione da parte dell’ordinamento canonico già nel basso impero degli stilemi del diritto romano, sottoforma di una lettera che contiene una risposta a una consultazione canonica richiesta al papa tramite la cancelleria papale
contraddizioni con il metodo dialettico LIBER EXTRA
connubia; 5) crimen (liber terribilis) 5 libri suddivisi in titoli e in capitoli, con l’aggiunta di 11 regulae iuris
decretali che costituiscono una generalizzazione del principio di diritto
pacificus”: 1) autenticità [i testi contenuti godono dell’autorità legale]; 2) universalità [decisioni territorialmente e storicamente determinate diventano norme generali]; 3) unitarietà [nell’ambito dell’opera sistematica ogni decretale ha lo stesso valore delle altre]; 4) esclusività [sono abrogate tutte le leggi emanate dopo il DECRETUM non incluse nella raccolta] LIBER SEXTUS
concilii di Lione (1245 e 1274) e, imitando in tal senso il Digesto, di 88 regulae iuris in appendice composte da Dino Mugellano CLEMENTINE
Con le 4 partizioni si chiude il CORPUS IURIS CANONICI (nome assegnato nel 1437 nel Concilio di Basilea) che viene pubblicato da Gregorio XIII nel 1580-82, con l’aggiunta delle raccolte extravagantes, composte da 20 decretali di Giovanni XXII e dalle extravagantes communes, 70-74 decretali di vari pontefici, e che rimarrà in vigore sino all’entrata in vigore del codice del 1917. INFALLIBILITA’ PAPALEPASTOR AETERNUS
Ecclesia” [per questo è detto CODEX PIANO-BENEDETTIMO]
DE PERSONIBUS [struttura gerarchica ecclesiastica in senso verticale – cfr. 1983]; 3) DE REBUS [sacramenti];
promulgato nel 1983 con la costituzione apostolica “Sacrae disciplinae leges”
MUNUS DOCENDI [insegnamento]; 2) MUNUS SANCTIFICANDI [sacramenti]; 3) MUNUS REGENDI [governare]
DE POPULO DEI [eguaglianza dei battezzati – ecclesiologia orizzontale: cfr. 1917]; 3) DE ECCLESIAE MUNERE DOCENDI; 4) DE ECCLESIAE MUNERE SANCTIFICANDI [matrimonio]; 5) DE BONIS ECCLESIAE TEMPORALIBUS [beni ecclesiastici]; 6) DE SANCTIONIBUS IN ECCLESIA; 7) DIRITTO PROCESSUALE I DUE CODICI: ELEMENTI PECULIARI RISPETTO ALL CODIFICAZIONE ILLUMINISTICA
La codificazione è frutto di un’ideologia illuministica alla base della quale c’è il principio dell’unità del soggetto, cittadino, onde il particolarismo giuridico fondato sul regime di privilegio va annullato. Il frutto dell’illuminismo giuridico e dei principi della rivoluzione francese porta al codice, in cui c’è un unico soggetto.
del diritto, dal riconoscimento da parte del giudice della fonte del diritto divino, mentre nella codificazione canonica avviene il contrario: il nucleo fondante del diritto canonico è il diritto divino positivo e naturale; il diritto divino naturale è criterio di autenticità del diritto divino positivo, RATIONABILITAS dell’ordinamento canonico priorità della costituzione materiale rispetto alla costituzione scritta
consuetudine, il codice di diritto canonico conserva e può essere integrato dalla consuetudine (anche contra legem) come fonte di produzione normativa, ossia lex non scripta.
espressamente che il pontefice romano non è l’unico legislatore: per diritto divino ce n’è un altro, il vescovo diocesano. Le loro potestà di diritto divino hanno competenze, intensità e sfere di applicazione diverse, ma non c’è un unico legislatore universale.
codificazione post-illuministica e rivoluzionaria la legge deve avere le caratteristiche della generalità e dell’astrattezza, e non v’è dunque posto per una legge ad personam, nel diritto canonico la legge ad personam è necessaria e porta il nome di privilegio o dispensa, che consentono alla legge generale o alla consuetudine generale di adeguarsi ai casi concreti
dell’equità, che non è semplice criterio ermeneutico, ma ha una funzione ermeneutica, suppletiva e correttiva del diritto positivo. DIRITTO DIVINO L’insieme dei fattori giuridici che hanno Dio come autore.
creato. Il momento di promulgazione coincide con la creazione dell’individuo come persona umana (promulgazione implicita) Graziano: il diritto naturale “est quod in Lege et in Evangelio continetur”: 1) RATIO ragione; 2) RIVELAZIONE [Sacre Scritture + Tradizione (=fonte della rivelazione che è la consegna di verità rivelate da Cristo)]
meno, ma la persona con riferimento non all’ordine naturale, ma a quello soprannaturale della grazia solo RIVELAZIONE [Sacre Scritture + Tradizione (=fonte della rivelazione che è la consegna di verità rivelate da Cristo)] CANONIZATIO Recezione del diritto divino nell’ordinamento canonico.
in quanto ci sia un atto di recezione da parte della legittima autorità all’interno di tale ordinamento. Del Giudice manifesta l’esigenza che anche l’ordinamento canonico rappresenti un sistema di norme tra loro omogenee, tutte formalmente provenienti dal legislatore ecclesiastico umano. La sua posizione è inaccettabile perché invertiva i termini della fondazione dell’ordinamento canonico, così come essa era stata costruita alla luce della tradizione canonica. Pe lui il diritto divino era qualificabile come vero diritto solo se fosse stato canonizzato dalla autorità ecclesiastica imperante in quel momento storico.
stata una canonizatio posta in essere con un solo atto quando l’ordinamento è stato fondato, ossia da Cristo.
divino alla sua vigenza storica si realizza quando un’istanza ecclesiastica prende coscienza dei contenuti concreti del diritto divino; ma un principio di diritto divino incide nel campo del diritto positivo non solo quando è incorporato in esso (formalizzato in canone): tale presa di coscienza prende il nome di POSITIVAZIONE. Fino a quando non interviene l’inserimento sistematico, l’efficacia giuridica del principio di diritto divino non è piena perché, non ancora tradotto in canone, esso non gode di COATTIVITA’: per ottenerla, il principio deve essere inserito dal legislatore nell’ordinamento tramite la FORMALIZZAZIONE. GERARCHIA DELLE FONTI Graziano mette in correlazione le fonti canoniche del primo millennio con le fonti del diritto romano riscoperto, correlazione dovuta alla concezione politica data dalle due supreme potestà, Pontefice e imperatore.
[secondo Marsilio da Padova]
romano
“De costitutionibus”
Conseguenze: 1) qualunque fonte sottordinata al vertice ha valore solo in quanto non sia in contrasto con il diritto divino; 2) il diritto secolare, laddove si riveli in contrasto con il diritto canonico, deve cedere di fronte al diritto canonico stesso. CONSUETUDINE Fonte di produzione normativa [≠uso, comportamento costante; ≠mos, antica costumanza], correlata alla lex perchè come tale deve essere caratterizzata da disposizioni normative che hanno caratteristiche di generalità ed astrattezza. Una mancanza di generalità ed astrattezza viene introdotta dall’istituto della prescrizione. La PRESCRIZIONE è il modo di acquistare un diritto soggettivo (per il singolo individuo, non per una comunità ampia in grado di ricevere una legge),
Per godere dei diritti e dei doveri del cardinalato non basta essere creati con decreto, ma esso acquisisce efficacia quando viene pubblicato davanti al collegio riunito (CONCISTORO) c’è l’eccezione dei CARDINALI IN PECTORE: sono cardinali elevati alla dignità cardinalizia dei quali il Papa abbia annunciato la creazione, ma non abbia ancora pubblicato il nome. MATRIMONIO LEGITTIMO
maschio corrisponde una femmina; indissolubilità significa unità proiettata in modo indefinito nel tempo
penetratio, eiaculatio); 2) PARIGI: il matrimonio si perfeziona solo con il consenso prevale la scuola di Parigi MATRIMONIO IN FIERI Patto matrimoniale visto nel suo momento costitutivo, come foedus. MATRIMONIO IN FACTO Rapporto considerato nel suo aspetto permanente, lo status coniugale. ELEMENTI ESSENZIALI DEL MATRIMONIO Teoria risalente a S. Agostino
comparte il diritto sul proprio corpo finalizzato al compimento di atti idonei alla procreazione.
del debito coniugale.
della vita personale di ciascuno. OGGETTO DEL CONSENSO MATRIMONIALE
procreazione
costituisce la vita nella sua completezza, ordinato al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione dei figli. IUS CONNUBII
propagazione della specie; 2) RATIO SACRAMENTALIS: il matrimonio è cosa buona perché è un sacramento, un mezzo di ricezione e produzione della grazia; 3) RATIO MEDICINALIS: nel matrimonio ci sono due fini, la procreazione ed educazione, e il mutuo rimedio alla concupiscenza.
Perché il matrimonio è nullo se c’è impotentia coeundi e non se c’è impotentia generandi? Perché il matrimonio deve poter realizzare almeno il bene dei coniugi e il “remedium concupiscentiae”. IMPEDIMENTI Circostanze di fatto, formalmente recepita in una norma giuridica scritta, che ostacola la valida o lecita celebrazione. Presuppongono due elementi: 1) una circostanza di fatto; 2) la legge, la quale deve essere espressa per essere: 1) irritante (determinando la nullità); 2) inabilitante (determinando l’inabilità al contratto).
istituiti ad validitatem e rendono nullo il matrimonio; si differenziano per:
CEI ha stabilito i 18 anni, un limite superiore statuito non come impedimento dirimente ad validitatem ma ad liceitatem.
che deve essere antecedente e sussistente al momento della celebrazione, nonché perpetua.
CONSENSO MATRIMONIALE 1) FACOLTA’ INTELLETTIVE (comprensione dell’oggetto del consenso matrimoniale); 2) FACOLTA’ VOLITIVE (atteggiamento nei confronti dell’oggetto del consenso matrimoniale)
delle facoltà intellettive determinato dal legislatore partendo dallo ius connubii; è necessario sapere che il matrimonio è consorzio permanente tra maschio e femmina ordinato alla procreazione della prole con una qualche forma di cooperazione sessuale
matrimonio; 2) PARZIALE: un atto positivo di volontà va contro alcuni degli elementi e delle proprietà del matrimonio (contra bonum prolis, contra bonum coniugum, contra bonum fidei, contra bonum sacramenti)
in cui sia determinante del consenso delle parti ( ERRORE DI DIRITTO); 2) falsa rappresentazione circa l’identità del negotium (consorzio fra maschio e femmina finalizzato alla procreazione); 3) falsa rappresentazione circa l’identità della persona (primo ERRORE DI FATTO)
errore (ERRORE QUALIFICATO); 2) se posto in essere da un terzo, egli deve operare l’inganno essendone a conoscenza il nubente che approfitta dell’inganno stesso; se il terzo agisce di propria iniziativa, la conoscenza del dolo deve verificarsi dopo la celebrazione; 3) ha 3 presupposti: l’effettivo inganno (anche menzogna o omissione), il fatto che l’errore ricada su una qualità della comparte, e infine la possibilità che la vita coniugale ne resti compromessa
nubente nella scelta di sposarsi al fine di evitarla; 2) l’azione deve provenire dall’esterno, da parte dell’altro nubente o di un terzo, ma deve necessariamente essere un comportamento umano (del metum incutiens contro il metum patiens); 3) il timore che ne sorge deve essere grave, ma non deve necessariamente avere la caratteristica dell’attualità (suspicio metus)
metum incutiens e metum patiens; 2) peculiarità dell’azione violenta
futuro e incerto; la CONDIZIONE IMPROPRIA invece si ha quando l’evento dedotto è presente o passato; 2) il matrimonio celebrato sotto condizione del futuro è sempre nullo; quello condizionato al presente o al passato sarà valido o invalido a seconda che la condizione sia o non sia realizzata; 3) la condizione impropria efficace non può essere apposta lecitamente senza licenza scritta dell’ordinario del luogo
fondamentale e che lo ha effettivamente spinto a sposarsi (secondo ERRORE DI FATTO) SCIOGLIMENTO DEL VINCOLO
unità e indissolubilità; richiede tre presupposti: 1) uno dei due coniugi si converte alla fede cristiana e riceve il battesimo, anche in una comunità cristiana non cattolica, purchè lo riceva validamente; 2) l’altro coniuge non vuole convertirsi ma si separa; 3) il coniuge che decide di non convertirsi deve essere interpellato ad validitatem dall’ordinario del luogo, e costui può rifiutarsi di rispondere, rispondere positivamente o negativamente; il momento in cui si realizza lo scioglimento del
1103 : il matrimonio celebrato per violenza o timore grave dall’esterno dal quale per liberarsi uno è costretto a celebrare il matrimonio è invalido 1752 : la salus animarum è lex suprema in ecclesia