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Appunti Diritto Commerciale + Privato
Tipologia: Sintesi del corso
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● ● ● ● ● ● – – ● ● ● continuare l’attività nello stesso modo e con la stessa funzione produttiva, senza cambiare lo scopo dell’impresa affitto d’azienda → chi prende in affitto l’azienda deve pagare una somma periodica al proprietario, chiamata canone DIRITTO PRIVATO Le fonti del diritto sono i documenti da cui nascono le regole che tutti devono rispettare. Le principali sono: Costituzione, che è la legge fondamentale dello Stato; Leggi ordinarie, approvate dal Parlamento; Decreti legislativi, fatti dal governo su delega del Parlamento; Decreti legge, decisi dal governo in situazioni urgenti, ma devono essere confermati dal Parlamento. Nel diritto, esistono due tipi di soggetti: Le persone fisiche (cioè gli esseri umani) hanno capacità giuridica fin dalla nascita, che si perde con la morte. Oltre a questa, le persone fisiche hanno anche la capacità di intendere e di volere, cioè la consapevolezza delle proprie azioni e delle loro conseguenze. Ma non sono solo le persone fisiche ad essere soggetti di diritto: anche altri enti (come le società, le università, lo Stato, i comuni, ecc.) sono considerati persone giuridiche. Anche loro possono avere un patrimonio, diritti e doveri, proprio come le persone fisiche. Autonomia privata → è la libertà delle persone di decidere come gestire i propri interessi, ad esempio se fare un contratto, con chi farlo o se sposarsi e con chi. Se le persone non stabiliscono alcune regole, interviene la legge con norme suppletive, cioè regole che si applicano in mancanza di accordi. Questa libertà ha però dei limiti: la legge può vietare o imporre determinate scelte; alcuni atti sono validi solo se rispettano precise condizioni previste dalla legge. In alcuni casi, le decisioni possono essere modificate finché non producono effetti definitivi, come il testamento, che può essere cambiato fino alla morte del testatore. Il diritto soggettivo → è la possibilità riconosciuta dalla legge di ottenere o pretendere qualcosa. Si distingue in: Diritti relativi → valgono solo nei confronti di persone determinate. Comprendono i diritti di credito, cioè il diritto di ricevere una
● un amministratore che lo supporta, rispettando la sua capacità di agire, e riferisce periodicamente sulle attività svolte. Il contratto è un accordo tra due o più parti che serve a creare, modificare o estinguere un rapporto giuridico di natura patrimoniale, cioè legato a beni o soldi. È un modo con cui le persone regolano i propri interessi economici. Il contratto nasce dall’autonomia delle parti, che sono libere di decidere con chi contrattare e cosa inserire, purché non violino la legge o norme imperative. Un contratto si forma quando c’è l’incontro tra proposta e accettazione. Può essere negoziato, quando le parti discutono fino a trovare un accordo, oppure per adesione, quando una parte impone le condizioni e l’altra può solo accettare o rifiutare. Il contratto può formarsi anche attraverso comportamenti o gesti che fanno capire chiaramente la volontà di concluderlo. In generale, il contratto si conclude quando chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell’accettazione. I contratti si basano su alcuni principi fondamentali: la libertà contrattuale, cioè la possibilità di scegliere se e con chi contrattare; la relatività degli effetti, cioè il contratto vale solo tra le parti e non per terzi; e la buona fede, cioè il dovere di comportarsi in modo corretto sia nelle trattative sia nell’esecuzione Per essere valido, un contratto deve avere quattro elementi essenziali: l’accordo tra le parti, la causa che è lo scopo economico e deve essere lecita, l’oggetto che deve essere possibile, lecito e determinato o determinabile, e la forma quando è richiesta dalla legge. Esistono poi regole particolari nella formazione del contratto. L’offerta al pubblico è una proposta rivolta a chiunque, mentre la promessa al pubblico è un impegno a dare qualcosa a chi compie una determinata azione. La proposta può essere resa irrevocabile per un certo tempo e può esistere un diritto di prelazione, cioè il diritto di essere preferiti rispetto ad altri. Il contratto preliminare è invece un accordo con cui le parti si obbligano a concludere in futuro un contratto definitivo. I contratti possono essere invalidi. La nullità è la forma più grave: il contratto non ha valore e può essere rilevata sempre dal giudice. L’annullabilità riguarda invece vizi della volontà come errore, dolo o violenza, oppure l’incapacità di una parte, e può essere fatta valere solo dall’interessato entro un certo tempo. Un’altra figura importante è la rappresentanza, che si ha quando una persona agisce per conto di un’altra. Nella rappresentanza diretta gli effetti ricadono subito sul rappresentato, mentre nella rappresentanza indiretta il rappresentante agisce in nome proprio ma per conto altrui. Se qualcuno agisce senza poteri si parla di falsa rappresentanza e il contratto vale solo se viene ratificato.
Se una parte non rispetta il contratto si ha inadempimento, e l’altra parte può chiedere l’esecuzione, la risoluzione del contratto o il risarcimento del danno. Il contratto può essere risolto anche per impossibilità sopravvenuta o per eccessiva onerosità. Infine ci sono elementi accessori che possono essere inseriti nel contratto: la condizione, che rende il contratto efficace solo se accade un evento futuro e incerto; il termine, che indica un momento futuro certo; la caparra, che serve come garanzia; e la clausola penale, che stabilisce una somma da pagare in caso di inadempimento.