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La Quinta Repubblica Francese: Evoluzione della Forma di Governo - Prof. Caravale, Appunti di Diritto Comparato

lezione sulla Francia di diritto comparato

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/07/2020

mattreddd
mattreddd 🇮🇹

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FRANCIA
La Francia, dalla Rivoluzione ad oggi, ha avuto 16 differenti Costituzioni. Attualmente vige la V repubblica, ci
sono state infatti 5 fasi repubblicane: la prima fase è quella avvenuta nel periodo rivoluzionario dal 1792
al1799, la seconda fase è la Costituzione del 1848 al 1851 che aveva dato vita ad una forma semi-
presidenziale, la terza fase nasce con le tre leggi Costituzionali approvate nel 1875, la quarta fase è la
Costituzione del 1946 ed infine la quinta con la Costituzione del 1958.
TERZA REPUBBLICA
FORMA DI GOVERNO: Si tratta di una forma di governo parlamentare di tipo dualistico. Si
afferma un principio di responsabilità del governo nei confronti del parlamento. C’è il Presidente
della Repubblica che viene eletto dalle due camere per 7 anni. Tutti gli atti di quest’ultimo sono
soggetti alla controfirma ministeriale. Abbiamo un parlamento bicamerale composta da una
Camera dei deputati e dal Senato. L’unica cosa in comune è che solamente la Camera dei deputati
è elettiva, mentre il Senato è eletto indirettamente dai comuni rurali, inoltre erano presenti dei
senatori a vita che successivamente furono aboliti. La composizione del Senato che riflette le
realtà locali determina che questo sia un organo conservatore. Il Senato non decade mai poiché
ogni senatore dura in carica 9 anni, ma la formazione è rinnovata per 1/3 ogni 3 anni. Questa
composizione conservatrice del Senato si modifica nel corso del tempo sia perché a partire dal
1874 furono aboliti i senatori a vita, sia perché con il tempo si modificano i modi di elezione. Il
potere di scioglimento della Camera spetta al Presidente con il parere conforme del Senato. È
come abbiamo detto una forma di governo dualistica nel senso che ci sono due poteri e tre organi
(esecutivo e legislativo; capo dello stato, parlamento e governo) che sono tra loro in equilibrio. In
una prima fase il capo dello stato ha un ruolo importante. L’evoluzione della forma di governo è di
tipo parlamentare monistica a prevalenza del parlamento. Questo si capisce soprattutto per
quanto riguarda il potere di scioglimento: il presidente Mac Mahon nel 1877 tentò di imporre al
parlamento un ministro di sua fiducia. Questo portò una opposizione da parte del parlamento e
Mac Mahon reagì a questa opposizione sciogliendo la Camera dei deputati con il parere conforme
del senato. Si arrivo alle nuove elezioni dove vinse la maggioranza nel parlamento contraria a Mac
Mahon che a sua volta si dimise. Ci furono nuovamente le elezioni con un nuovo presidente:
Grevy. Questo presidente, da una interpretazione della forma di governo che prende il nome di
‘’costituzione Grevy’’ che stava ad intendere una lettura a favore della sovranità parlamentare. il
potere di scioglimento cade in disuso e il presidente della repubblica svolge un ruolo estraneo
all’indirizzo politico (impostazione che durerà fino al 1958-1962). Si tratta di un regime
assembleare, nel quale il parlamento domina l’esecutivo. Vengono istituite infatti delle
commissioni permanenti all’interno del parlamento per il controllo dell’esecutivo e si affermano
prassi per cui il governo anche senza bisogno di un voto di sfiducia da parte della Camera dei
deputati, può essere dimesso. Il primo ministro viene citato per la prima volta all’interno delle
leggi solamente nel 1934 in una legge finanziaria, dunque il primo ministro è una figura che si
afferma anche in Francia in via di prassi. Negli anni ’30 c’era una tendenza a rafforzare l’esecutivo
in quasi tutto il Mondo, lo possiamo ritrovare anche in Francia. Questo tentativo però fallisce
perché ci sono degli esecutivi molto instabili, poiché dipendono da accordi di coalizione che
vengono effettuati tra partiti, e quindi non c’è una solida maggioranza parlamentare come quelli
invece che ci sono in Inghilterra. Per tutta la Terza Repubblica abbiamo quindi una tendenza
assembleare.
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FRANCIA

La Francia, dalla Rivoluzione ad oggi, ha avuto 16 differenti Costituzioni. Attualmente vige la V repubblica, ci sono state infatti 5 fasi repubblicane: la prima fase è quella avvenuta nel periodo rivoluzionario dal 1792 al1799, la seconda fase è la Costituzione del 1848 al 1851 che aveva dato vita ad una forma semi- presidenziale, la terza fase nasce con le tre leggi Costituzionali approvate nel 1875, la quarta fase è la Costituzione del 1946 ed infine la quinta con la Costituzione del 1958.

TERZA REPUBBLICA

FORMA DI GOVERNO: Si tratta di una forma di governo parlamentare di tipo dualistico. Si

afferma un principio di responsabilità del governo nei confronti del parlamento. C’è il Presidente della Repubblica che viene eletto dalle due camere per 7 anni. Tutti gli atti di quest’ultimo sono soggetti alla controfirma ministeriale. Abbiamo un parlamento bicamerale composta da una Camera dei deputati e dal Senato. L’unica cosa in comune è che solamente la Camera dei deputati è elettiva, mentre il Senato è eletto indirettamente dai comuni rurali, inoltre erano presenti dei senatori a vita che successivamente furono aboliti. La composizione del Senato che riflette le realtà locali determina che questo sia un organo conservatore. Il Senato non decade mai poiché ogni senatore dura in carica 9 anni, ma la formazione è rinnovata per 1/3 ogni 3 anni. Questa composizione conservatrice del Senato si modifica nel corso del tempo sia perché a partire dal 1874 furono aboliti i senatori a vita, sia perché con il tempo si modificano i modi di elezione. Il potere di scioglimento della Camera spetta al Presidente con il parere conforme del Senato. È come abbiamo detto una forma di governo dualistica nel senso che ci sono due poteri e tre organi (esecutivo e legislativo; capo dello stato, parlamento e governo) che sono tra loro in equilibrio. In una prima fase il capo dello stato ha un ruolo importante. L’evoluzione della forma di governo è di tipo parlamentare monistica a prevalenza del parlamento. Questo si capisce soprattutto per quanto riguarda il potere di scioglimento: il presidente Mac Mahon nel 1877 tentò di imporre al parlamento un ministro di sua fiducia. Questo portò una opposizione da parte del parlamento e Mac Mahon reagì a questa opposizione sciogliendo la Camera dei deputati con il parere conforme del senato. Si arrivo alle nuove elezioni dove vinse la maggioranza nel parlamento contraria a Mac Mahon che a sua volta si dimise. Ci furono nuovamente le elezioni con un nuovo presidente: Grevy. Questo presidente, da una interpretazione della forma di governo che prende il nome di ‘’costituzione Grevy’’ che stava ad intendere una lettura a favore della sovranità parlamentare. il potere di scioglimento cade in disuso e il presidente della repubblica svolge un ruolo estraneo all’indirizzo politico (impostazione che durerà fino al 1958-1962). Si tratta di un regime assembleare, nel quale il parlamento domina l’esecutivo. Vengono istituite infatti delle commissioni permanenti all’interno del parlamento per il controllo dell’esecutivo e si affermano prassi per cui il governo anche senza bisogno di un voto di sfiducia da parte della Camera dei deputati, può essere dimesso. Il primo ministro viene citato per la prima volta all’interno delle leggi solamente nel 1934 in una legge finanziaria, dunque il primo ministro è una figura che si afferma anche in Francia in via di prassi. Negli anni ’30 c’era una tendenza a rafforzare l’esecutivo in quasi tutto il Mondo, lo possiamo ritrovare anche in Francia. Questo tentativo però fallisce perché ci sono degli esecutivi molto instabili, poiché dipendono da accordi di coalizione che vengono effettuati tra partiti, e quindi non c’è una solida maggioranza parlamentare come quelli invece che ci sono in Inghilterra. Per tutta la Terza Repubblica abbiamo quindi una tendenza assembleare.

QUARTA REPUBBLICA

Dopo il governo dittatoriale di Vichy, nel 1946 si approva la costituzione della Quarta Repubblica. È un processo che si conclude con l’approvazione da parte dei cittadini attraverso un referendum. FORMA DI GOVERNO È una forma di governo parlamentare monistica razionalizzata. Viene definita monistica perché è a prevalenza di un solo organo (l’Assemblea nazionale) e razionalizzata perché ci sono degli elementi all’interno della costituzione di stabilizzazione per il governo come la fiducia in entrata e lo scioglimento anticipato. Per quanto riguarda la razionalizzazione, i costituenti si erano imposti degli obiettivi ben precisi, ma mancavano i mezzi a disposizione. Per questo motivo che la quarta repubblica dura solamente 12 anni. PARLAMENTO Il parlamento è di tipo bicamerale: composto da Assemblea nazionale e il Consiglio della Repubblica. L’assemblea nazionale è elettiva, dunque eletta da tutti i cittadini, mentre il Consiglio della repubblica viene eletto indirettamente dalle comunità locali. Abbiamo un bicameralismo non paritario, c’è un rapporto di responsabilità dell’esecutivo solo nei confronti dell’Assemblea nazionale. Quest’ultima prevale nel procedimento legislativo sul Consiglio della Repubblica. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il Presidente della repubblica viene eletto direttamente dal Parlamento per 7 anni e può essere rieletto una volta sola. A differenza di altre repubbliche, in questa i suoi poteri sono molto ridotti. Il potere di nomina del primo ministro ed il potere di scioglimento, sono poteri molto circoscritti. RAPPORTO DI FIDUCIA (formazione dell’esecutivo) La formazione dell’esecutivo viene riportato nell’articolo 45 della Costituzione. Il Presidente della Repubblica designa il Presidente del Consiglio. Per essere nominato il primo ministro deve essere votato dall’Assemblea nazionale con la maggioranza assoluta, successivamente il Presidente della Repubblica può nominarlo insieme ai ministri. C’è dunque, una fiducia esplicita. Anche se il voto di investitura riguarda solamente il Primo Ministro, il rapporto di responsabilità politica riguarda l’intero esecutivo. Il problema sorge nel caso in cui all’Assemblea non dovessero andar bene i ministri scelti, per cui sfiducerebbe tutto l’esecutivo. Infatti, nei 12 anni di quarta repubblica troviamo ben 24 governi differenti. Questo ci fa capire la forte instabilità e dunque il motivo del fallimento di questa costituzione. Per ovviare a questo problema si è introdotto qualche anno dopo un comma nell’articolo 45 che prevedeva un voto a maggioranza assoluta per tutto l’esecutivo e non solo per il Primo ministro. Ma ciò non porta ad una definitiva risoluzione dei problemi. Un altro fattore di instabilità riguarda la fiducia in uscita previsto nell’articolo 49. La fiducia può essere negata al gabinetto solo a maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea. In questo caso c’è un problema tra la teoria e la pratica perché sostanzialmente il governo può dimettersi anche con una maggioranza semplice. L’articolo 50 dispone la mozione di censura, anche questo

TIPO DI STATO:

Il tipo di stato viene disciplinato dall’articolo 72 della Costituzione. La Francia è un esempio di stato unitario, fortemente accentrato. Solamente con la riforma del 1982 sono state introdotte le regioni, perché prima c’erano i comuni. Inoltre, nel 2003 con un'altra riforma, le competenze regionali sono aumentate. Proprio nello stesso anno che, dopo l’introduzione di questo principio di sussidiarietà, c’è stata una decentralizzazione dello stato. Un ulteriore riforma nel 2014 ha attribuito nuove competenze alle regioni. COSTITUZIONE: REVISIONE COSTITUZIONALE Quella francese è una Costituzione rigida, c’è una particolare procedura per la modifica. Questo procedimento è previsto dall’articolo 89 e può essere suddiviso in due fasi: quella d’iniziativa di revisione costituzionale che spetta sia al presidente della repubblica su proposta del primo ministro, sia ai membri del parlamento. Quella deliberativa in cui troviamo diverse procedure: ci può essere un’approvazione da parte del parlamento con successivo referendum, oppure una volta approvato il progetto di legge, il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo alle due camere riunite in seduta comune ed approvato con una maggioranza dei 3/5. Inoltre, la forma Costituzionale non può essere oggetto di modifica. Se il Presidente vuole bloccare il procedimento di revisione, può farlo decidendo di non sottoporre al referendum o alla maggioranza qualificata la proposta di revisione. Nella storia francese questo è capitato per ben quattro volte. Fino ad ora sono state fatte circa 24 revisioni costituzionali, alcune in modo parziale altre invece in modo radicale, come quella avvenuta nel 2008 che ha modificato ben 35 articoli. Ci sono state poi ben due procedure ‘’extra ordinem’’ cioè che non hanno seguito l’iter dell’articolo 89: la prima è avvenuta nel 1962 per introdurre l’elezione diretta del Capo dello Stato utilizzando l’articolo 11 che stabilisce la possibilità di indire referendum da parte del presidente della repubblica (in questo caso De Gaulle). La seconda è del 1968, sempre con De Gaulle che cerca di introdurre una riforma sempre utilizzando l’articolo 11 ma che invece viene bloccata e porta successivamente alla crisi politica di De Gaulle. FORMA DI GOVERNO : Con il 1962 finisce l’interpretazione Grevy della Costituzione, dunque non c’è più una forma di governo parlamentare a tendenza assembleare. Infatti, con l’elezione diretta del Capo dello stato nasce una forma di governo semi presidenziale. La forma di governo francese prevede una forte accentuazione dell’esecutivo, dunque oltre ad essere rafforzato il potere del presidente, si rafforza anche quello del governo a discapito del potere del parlamento. Viene definita come una diarchia in cui spiccano la figura del Presidente della Repubblica e del Primo ministro. EVOLUZIONE FORMA DI GOVERNO C’è stata un’evoluzione della forma di governo nel tempo, che si può dividere in 3 differenti scenari: il primo è il presidenzialismo assoluto in cui il presidente ha dei poteri più forti ed accade quando la maggioranza che ha portato il Presidente al potere e la maggioranza presente nell’Assemblea nazionale coincidono. E’ il Presidente a pronunciarsi sulla scelta del Primo ministro perché ha una

maggioranza sicura in Parlamento. In alcuni casi in questa fase si parla anche di monarca repubblicano. (N.B SOLO SE CHIEDE USA o GRAN BRETAGNA: infatti i poteri del Presidente francese sono simili a quelli del Presidente degli USA e al Primo ministro Britannico.) II. il secondo scenario consiste nel presidenzialismo relativo, in cui le maggioranze coincidono però il Presidente ed il Primo ministro sono di due partiti differenti ma della stessa coalizione. In questa fase il potere presidenziale è meno forte poiché deve trovare un equilibrio con il capo del governo. La terza fase è quella della coabitazione in cui le maggioranze non coincidono. È definita come la fase di ‘’presidenza dimezzata’’ perché il Presidente si è visto ridimensionare i suoi poteri pur ricoprendo un ruolo di dominio in materie esclusive (politica estera e difesa), lasciando però la gestione ordinaria dell’esecutivo al governo. Questa fase si è verificata nella quinta repubblica per ben tre volte. Per evitare la coabitazione è stato ridotto il mandato del presidente da 7 a 5 anni e soprattutto di anticipare le elezioni di quest’ultimo rispetto a quelle dell’Assemblea nazionale. IL PRESIDENTE: De Gaulle ha voluto dare un potere predominante alla figura del Capo di stato. Nella Costituzione lo ritroviamo nel titolo II. Il fatto che questa figura viene posta all’inizio della Costituzione rende l’idea dell’importanza di questo ruolo (N.B SOLO SE CHIEDE 4 REPUBBLICA: , a differenza invece della quarta repubblica che invece parlava subito del Parlamento.) II. Nell’articolo 5 si capisce che l’indirizzo politico è anche nelle mani del Presidente e viene definito come il garante della Costituzione. L’articolo 6 invece afferma che è eletto per 5 anni a suffragio universale diretto. Tutti gli articoli che spiegano le competenze del capo dello stato, devono essere letti in rapporto all’articolo 19 perché stabilisce che non tutti i poteri devono essere oggetto di controfirma. I poteri senza controfirma vengono elencati a partire dall’articolo 8. Il Presidente ha il potere di nomina del Primo ministro, presiede il Consiglio dei ministri, spetta il compito della promulgazione delle leggi, può indire referendum e questo potere è stato utilizzato soprattutto nei primi anni della quinta Repubblica da De Gaulle nel ’62 e successivamente nel ’68 (con un fallimento). Ma attualmente questo potere viene utilizzato per la ratifica di trattati internazionali. Un altro potere attributo al presidente è quello dello scioglimento anticipato. Un importante potere che viene attributo al presidente riguarda i casi emergenziali: quando i pubblici poteri sono gravemente minacciati il Presidente può assumere pieni poteri e porre rimedio in maniera autonoma, in modo da poter essere veloce e incisivo. Ovviamente questo è un potere con una limitazione temporale ed in tutta la Costituzione francese è stato applicato solamente una volta (N.B SOLO SE CHIEDE WEIMAR: ed è fonte di ispirazione dell’articolo 48 della Costituzione di Weimar.) II. SCIOGLIMENTO ANTICIPATO: A differenza di altre Costituzione in questa francese, il capo dello stato ha sia la titolarità formale che sostanziale di scioglimento. Questo viene espresso dall’articolo 12 e ripreso nell’articolo 19 poiché è uno di quei poteri che non ha bisogno di controfirma. Dunque, è il presidente della repubblica che decide quando e se sciogliere l’Assemblea nazionale. L’unico limite che viene posto a questo potere è un limite temporale, infatti non si può procedere ad un nuovo scioglimento nei 12 mesi successivi alle elezioni dell’Assemblea nazionale. Nella storia francese ci sono stati 5 casi di scioglimento anticipato: il caso più recente risale con Chirac che dopo il fallito tentativo di rafforzare la maggioranza, ha portato invece ad una coabitazione.

RAPPORTO FIDUCIARIO:

L’articolo 49 disciplina il rapporto fiduciario. La fiducia che si crea tra Governo e Parlamento è una fiducia implicita. L’articolo 49 è stato oggetto di differenti interpretazioni. Nel secondo comma vengono descritte le modalità e la maggioranza necessaria che serve per la sfiducia da parte dell’Assemblea nazionale. Si può notare dunque che il governo non ha bisogno di un voto di investitura ufficiale, perché nel caso in cui al Parlamento non dovesse andar bene l’esecutivo, può sfiduciarlo adottando questo secondo comma. È previsto inoltre che il primo ministro chieda al Senato l’approvazione di una politica generale: ma questo è utilizzato più come uno strumento di persuasione perché in realtà non ha nessun valore giuridico. E’ una funzione che è stata utilizzata principalmente nei periodi di coabitazione o in cui i governi avevano delle maggioranze instabili CONTROLLO DI COSTITUZIONALITA’: In Francia c’è sempre stata una concezione diversa per quanto riguarda la costituzionalità di una legge, per cui era difficile prevedere un organo che potesse mettere in dubbio se una legge è costituzionale o meno. I francesi infatti ritenevano che le leggi fossero espressione della volontà dei cittadini e dunque non potevano risultare incostituzionali. (N.B SOLO SE CHIEDE 4 REPUBBLICA: Già nella quarta repubblica è stata introdotta una specie di controllo di costituzionalità attraverso il comitato costituzionale. ) II. Nella quinta repubblica si afferma questo organo. La sua composizione viene definita di tipo politico perché è composto da 9 giudici nominati 3 dal Presidente della Repubblica, 3 dal Presidente del Senato e 3 dal Presidente dell’Assemblea nazionale. Rimangono in carica per 9 anni ed a queste figure si aggiungono inoltre gli ex presidenti della repubblica. È un controllo di tipo preventivo (N.B SOLO SE CHIEDE 4 REPUBBLICA: come anche nel 1946. ) II , ed è astratto perché la legge non essendo ancora approvata e quindi applicata, non può essere oggetto di un processo. Bisogna fare un ulteriore distinzione tra controllo obbligatorio cioè per le leggi organiche, per i regolamenti parlamentari e per le proposte di legge sottoposte a referendum, mentre è facoltativo per tutti gli altri atti. Il presidente della repubblica, il primo ministro, il presidente dell’assemblea nazionale o il presidente del senato sono le figure che possono rivolgersi al Consiglio Costituzionale, ma ciò non avveniva mai perché sono tutte espressione della maggioranza, dunque erano favorevoli alla legge. Nel 1974 venne introdotta un importante riforma che prevedeva di fare ricorso anche da parte di 60 deputati o 60 senatori. Ciò ha permesso alle minoranze di esprimersi. Dal 1971 il Consiglio Costituzionale ha deciso di incorporare il preambolo della costituzione del ’58 all’interno del ‘’blocco di costituzionalità’’, Inoltre, la riforma del 2008 ha introdotto che in casi molto limitati c’è la possibilità che il controllo di costituzionalità avvenga anche su leggi già promulgate in materia esclusivamente di diritti di libertà.