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Forme di Stato e di Governo: Un'Introduzione Storica - Prof. Tosi, Appunti di Diritto Costituzionale Italiano E Comparato

Appunti di Diritto Costituzionale Italiano e Comparato

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 15/03/2023

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DIRITTO COSTITUZIONALE
Cos'è il diritto?
È l'insieme delle pratiche e regole all'interno di un paese, è l'insieme di norme create e riconosciute
da una determinata comunità sociale, questa comunità ha la capacità di dare autorevolezza a organi
che a loro volta hanno il compito di creare le norme e metterle in pratica e punire o giudicare chi
non le rispetta. → la comunità sociale legittima le norme giuridiche. Il diritto è la norma giuridica
che chiarisce cosa si può e cosa non si può fare all'interno di una comunità.
Il diritto è prescrittivo (imposto) ed effettivo (applicazione delle norme attraverso l'uso legittimo
della forza). Distinguiamo:
diritto pubblico: determina e disciplina le relazioni stato-cittadino
diritto internazionale: disciplina le relazioni tra gli stati.
La norma giuridica è una prescrizione che si distingue dall'imperativo morale perché appartiene alla
vita regolata di una comunità; per esempio:
Dio: non uccidere! → conseguenza secondo la religione: inferno → ha un peso morale
Stato: non uccidere! → conseguenza secondo legge: prigione → ha un peso giuridico e una
sanzione. Quindi le regole giuridiche prescrittive sono regole non morali che prevedono una
sanzione da parte della comunità (stato) lesa. La regola/norma deve essere ritenuta legittima dallo
Stato, il quale detiene l'esercizio legittimo della forza.
Quindi il diritto è un insieme di norme giuridiche, ossia delle regole prescrittive (generali o astratte)
caratterizzate da una eseguibilità coattiva; la violazione di esse comporta una sanzione fatta
eseguire dallo stato con l'uso della forza legittima.
Diritto costituzionale?
Che cos'è una Costituzione? È una fonte sovraordinata rispetto alle altre fonti, il diritto
costituzionale è la branca che studia le norme principali e sovraordinate che regolano la vita di una
comunità statuale (aspetto istituzionale e individui all'interno della comunità).
Diritto comparato?
Comparazione → confronto tra ordinamenti giuridici finalizzato a trovare analogie e differenze tra
una pluralità di modelli ed esperienze; questa comparazione può essere:
storica: confronto dello stesso paese analizzando il modello di diverse fasi storiche
teorica: confronto tra modelli diversi tra loro
può anche essere tra paesi diversi, tra tipi di governo diverse ecc; non c'è un vero e proprio limite
alla comparazione.
Lo stato
Lo stato è composto da tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità. Lo stato è
composto da un popolo stanziato in un territorio e caratterizzato da un'organizzazione sovrana; la
nascita dello stato avviene grazie alla creazione di due istituzioni: l'esercito e l'apparato burocratico,
attraverso il quale il potere del sovrano diventa effettivo e universale perché poteva contare sia sulla
forza che sulla burocrazia. La concezione dello stato che abbiamo è occidentale e può essere:
relativa: proviene dall'esperienza europea
persuasiva: modello occidentale che si espande in altri paesi (es. Africa).
Lo Stato è quindi caratterizzato dai tre elementi fondamentali e dai cittadini più i tre poteri
principali e nasce da una comunità che ne istituzionalizza la sua presenza.
Popolo
È necessario fare una distinzione tra popolazione (concetto demografico): insieme di persone che
vivono all'interno di uno stesso territorio e sono soggette all'ordinamento giuridico di quello stato, è
la presenza di persone in un determinato territorio in un determinato momento e si calcola la
popolazione attraverso il censimento; popolo: insieme di persone che si definiscono come parte di
un gruppo per la condivisione di lingua, tradizioni e cultura; cittadinanza (status che coinvolge
diritti e doveri): insieme di persone che creano un nucleo sociale e che sono accomunate da
necessità e interessi civili, economici e politici.
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DIRITTO COSTITUZIONALE

Cos'è il diritto? È l'insieme delle pratiche e regole all'interno di un paese, è l'insieme di norme create e riconosciute da una determinata comunità sociale, questa comunità ha la capacità di dare autorevolezza a organi che a loro volta hanno il compito di creare le norme e metterle in pratica e punire o giudicare chi non le rispetta. → la comunità sociale legittima le norme giuridiche. Il diritto è la norma giuridica che chiarisce cosa si può e cosa non si può fare all'interno di una comunità. Il diritto è prescrittivo (imposto) ed effettivo (applicazione delle norme attraverso l'uso legittimo della forza). Distinguiamo:

  • diritto pubblico : determina e disciplina le relazioni stato-cittadino
  • diritto internazionale : disciplina le relazioni tra gli stati. La norma giuridica è una prescrizione che si distingue dall'imperativo morale perché appartiene alla vita regolata di una comunità; per esempio: Dio: non uccidere! → conseguenza secondo la religione: inferno → ha un peso morale Stato: non uccidere! → conseguenza secondo legge: prigione → ha un peso giuridico e una sanzione. Quindi le regole giuridiche prescrittive sono regole non morali che prevedono una sanzione da parte della comunità (stato) lesa. La regola/norma deve essere ritenuta legittima dallo Stato, il quale detiene l'esercizio legittimo della forza. Quindi il diritto è un insieme di norme giuridiche, ossia delle regole prescrittive (generali o astratte) caratterizzate da una eseguibilità coattiva; la violazione di esse comporta una sanzione fatta eseguire dallo stato con l'uso della forza legittima. Diritto costituzionale? Che cos'è una Costituzione? È una fonte sovraordinata rispetto alle altre fonti, il diritto costituzionale è la branca che studia le norme principali e sovraordinate che regolano la vita di una comunità statuale (aspetto istituzionale e individui all'interno della comunità). Diritto comparato? Comparazione → confronto tra ordinamenti giuridici finalizzato a trovare analogie e differenze tra una pluralità di modelli ed esperienze; questa comparazione può essere:
  • storica: confronto dello stesso paese analizzando il modello di diverse fasi storiche
  • teorica : confronto tra modelli diversi tra loro può anche essere tra paesi diversi, tra tipi di governo diverse ecc; non c'è un vero e proprio limite alla comparazione. Lo stato Lo stato è composto da tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità. Lo stato è composto da un popolo stanziato in un territorio e caratterizzato da un'organizzazione sovrana; la nascita dello stato avviene grazie alla creazione di due istituzioni: l'esercito e l'apparato burocratico, attraverso il quale il potere del sovrano diventa effettivo e universale perché poteva contare sia sulla forza che sulla burocrazia. La concezione dello stato che abbiamo è occidentale e può essere:
  • relativa: proviene dall'esperienza europea
  • persuasiva: modello occidentale che si espande in altri paesi (es. Africa). Lo Stato è quindi caratterizzato dai tre elementi fondamentali e dai cittadini più i tre poteri principali e nasce da una comunità che ne istituzionalizza la sua presenza. Popolo È necessario fare una distinzione tra popolazione (concetto demografico): insieme di persone che vivono all'interno di uno stesso territorio e sono soggette all'ordinamento giuridico di quello stato, è la presenza di persone in un determinato territorio in un determinato momento e si calcola la popolazione attraverso il censimento; popolo : insieme di persone che si definiscono come parte di un gruppo per la condivisione di lingua, tradizioni e cultura; cittadinanza (status che coinvolge diritti e doveri) : insieme di persone che creano un nucleo sociale e che sono accomunate da necessità e interessi civili, economici e politici.

Esistono diversi modi per acquisire la cittadinanza italiana:

  • ius sanguinis: per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana, senza limiti di generazione
  • ius electionis: cittadini per scelta vincolati dall'ascendenza materna o paterna
  • ius comunicationis: acquisizione della cittadinanza per mezzo di adozione o matrimonio
  • naturalizzazione: concessione dello spato dopo 10 anni di residenza in Italia se extra comunitario e dopo 4 anni se cittadino europeo. Territorio Gli elementi costituenti il territorio sono: sottosuolo, spazio aereo, spazio marittimo, navi e aerei. Il territorio è la porzione di spazio immateriale in cui lo stato difende i suoi interessi. Sovranità La sovranità ha più significati, tra cui “potere supremo” e potere “sovraordinato”. Termine interno: all'interno degli ordinamenti si possono declinare le forme di sovranità tramite l'uso della forza legittima per perseguire i propri obiettivi e applicare le proprie decisioni normative. Uno stato è sovrano se non riconosce soggetti al di sopra, e si collega al concetto di originarietà, ossia origine di tutto: tutto scaturisce/inizia da uno stato sovrano. Termine esterno: riconoscimento internazionale → ogni stato è allo stesso livello degli altri e non ci devono essere intromissioni negli affari interni di uno stato da parte di un altro stato. Uno stato diventa sovrano quando è in grado di portare avanti la sua indipendenza ed esercitare autonomamente i suoi poteri, la sovranità quindi si basa sull' effettività. Lo stato è un concetto storicamente datato al 1648 con la Pace di Vestfalia, avviene la creazione di un apparato burocratico che favorisce la creazione di uno stato, lo Stato si preoccupa degli interessi della comunità, che a sua volta si affida allo stato per la sua protezione, si afferma il principio della giurisdizione esclusiva del monarca sulla scelta della religione dello stato. Possiamo distinguere tra forme di stato e forme di governo. Le forme di stato ci indicano come interagiscono i tre elementi costitutivi dello stato (popolo, territorio e sovranità) e possono essere: Monarchia: è una forma di stati in cui ogni fonte di legittimazione del potere è il sovrano Anarchia: sono delle realtà sociali basate sulla autodeterminazione dei consociati Totalitarismo: è una forma di stato in cui c’è una particolare configurazione del rapporto tra cittadini e Stato, in questa forma di stato le strutture di Governo inglobano il popolo che è completamente asservito a una funzione strumentale e subordinato allo Stato Teocrazia: è una forma di stato in cui lo Stato si fonda sul principio secondo cui il proprio potere discende da Dio e quindi i rapporti tra il popolo e la struttura di governo sono di natura religiosa ed etica Stato assoluto: è una forma di stato in cui non esiste la separazione dei poteri Stato confederato e federale: è una forma di stato in cui esiste un’aggregazione di stati che sono disposti a cedere in parte la loro sovranità in favore di una realtà politica superiore ad essi, in questa forma di stato i cittadini si possono considerare allo stesso tempo parte di una comunità territoriale ristretta (cantone, land, regione, stato) e parte di una comunità inclusiva più grande (Federazione tedesca, Svizzera, America) Stato liberale: la forma di stato liberale è un’evoluzione storica dello Stato assoluto, inizia dopo la comparsa della borghesia, nata grazie alla produzione industriale e al commercio, la borghesia inizia a far sentire la sua voce e limita il potere dello Stato tramite il principio di legalità (la burocrazia opera solo nel rispetto della legge e sempre subordinata ad essa) e tramite la rappresentanza cioè la presenza durante le assemblee parlamentari e la discussione e la redazioni di leggi; l’affermazione dello stato liberale avviene nel 1688 per la prima volta in Inghilterra. Stato socialista: forma di stato molto simile allo stato totalitario Stato costituzionale: forma di stato al cui centro c’è la Costituzione che è la garanzia del corretto funzionamento del sistema.

luogotenente Umberto. Il decreto legge 151 del giugno del 1944, emanato dal Governo Bonomi, stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale un'Assemblea Costituente che avrebbe avuto il compito di redigere una Costituzione e si sarebbe inoltre scelta la forma di Stato (repubblica o monarchia); questo è l'atto che legittima il nostro sistema. Nel 1945, quando ci fu la liberazione, l'Italia attraversa una fase transitoria, perché lo Statuto Albertino non funzionava più come Costituzione, il paese era diviso e perciò nel 1946 venne deciso, attraverso un decreto legislativo, che la soluzione istituzionale l'avrebbe decisa il corpo elettorale; ragion per cui a giugno del 1946 venne fatto un Referendum istituzionale nel quale il popolo doveva scegliere tra monarchia e repubblica; vince la Repubblica e il re decide di auto esiliarsi. Sempre nel 1946, insieme al referendum, viene eletta l'Assemblea Costituente, la quale elegge a sua volta un capo provvisorio dello Stato (De Gasperi), ancora non abbiamo un Parlamento. L'Assemblea Costituente ha quindi il compito di redigere la Costituzione Italiana, però nessun partito in questa assemblea ha una reale maggioranza, però tutti erano di comune accordo di evitare derive elettorali e di cercare un compromesso. La Costituzione Italiana, infatti, è una Costituzione di compromesso politico , un compromesso sui valori fondamentali comuni che vedevano la dignità dell'uomo e la centralità dell'individuo. Il tema istituzionale principale erano le garanzie contro maggioritarie a favore delle minoranze, volte a evitare che la maggioranza agisca senza limiti. Costituzione Italiana La Costituzione italiana è composta da 139 articoli e 18 disposizioni transitorie; è possibile suddividerla in tre gruppi:

  • principi fondamentali
  • diritti e doveri dei cittadini
  • ordinamento della repubblica. Principi fondamentali Art. 1 L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Nel senso che il popolo esercita la sua sovranità, rappresentativa, attraverso le istituzioni. Per “fondata sul lavoro” si intende che tutti devono dare il proprio contributo per gli interessi dello Stato, ossia avere una cittadinanza attiva; il diritto al lavoro è il dovere di ogni cittadino di svolgere una funzione utile per la comunità in cui vive. Art. 2 La Repubblica riconosce (conosce come già esistente) e garantisce (tutela) i diritti inviolabili dell'uomo. Nel senso che la Repubblica non crea i diritti inviolabili, ma prende atto di essi e li protegge; i diritti del singolo individuo nelle formazioni sociali, l'individuo è fatto di relazioni sociali (dimensione individuale + collettività) e la Repubblica chiede al popolo di dare il suo contributo politico, economico e sociale. Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. In questo articolo è presente il principio di uguaglianza , quindi tutti sono uguali davanti alla legge, la Repubblica si impegna per rimuovere tutti gli ostacoli politici, sociali ed economici che impediscono il pieno sviluppo della persona, questo perché lo Stato vuole garantire a tutti una parità di opportunità. Art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della

sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. La Repubblica è composta da una pluralità di identità territoriali e promuove il pluralismo identitario, per la Repubblica l'uomo è al centro della costruzione statuale. Art. 7 Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. Per modificare i Patti Lateranensi devono accettare queste modifiche entrambi le parti e non richiedono un procedimento di revisione costituzionale. Art. 10 L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. In questo articolo viene introdotto il diritto internazionale e la partecipazione italiana alla comunità internazionale e la volontà della Repubblica di far rispettare le regole della comunità internazionale. Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. La Repubblica, data la recente esperienza di regime totalitario e guerra, si posiziona contro la guerra come strumento di offesa, ossia non deve essere usata la guerra per risolvere le controversi. Per evitare ciò lo Stato è disposto a limitare la sua sovranità, si intende limitare l'esercizio della sovranità e delegare a un terzo la sovranità, come nel caso dell'Unione Europea. Ordinamento della Repubblica Gli organi costituzionali della Repubblica italiana sono:

  • Parlamento
  • Presidente della Repubblica
  • Governo
  • Magistratura
  • Corte Costituzionale Parlamento La Repubblica italiana è una Repubblica parlamentare, data la centralità del Parlamento nel sistema costituzionale. Il Parlamento è l'organo rappresentativo del popolo italiano e ha il compito di approvare le leggi ( potere legislativo ), indirizza e controlla l'attività del Governo ed elegge il Presidente della Repubblica, una parte dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio superiore della Magistratura. Il Parlamento italiano è bicamerale , ossia è formato da due camere: Camera dei Deputati e Senato della Repubblica; le due Camere si differenziano per la composizione, infatti la Camera dei Deputati è composta da 630 membri mentre il Senato è composto da 315 membri più i senatori a vita, i senatori a vita sono delle figure che faranno sempre parte del Senato, come chi è stato Presidente della Repubblica, inoltre il CdS può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato l'Italia per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Nel 2020 però è stata fatta una legge costituzionale che ha modificato il numero di parlamentari e attualmente sono: 400 deputati e 200 senatori. Possono essere eletti deputati coloro che abbiano più di 25 anni, mentre i senatori per essere eletti devono avere più di 40; La durata del Senato è di 6 anni mentre quella della Camera è di 5 anni, questo perché il Costituente voleva frammentare il potere e fare in modo che le due camere potessero
  • Iniziativa popolare → elettori
  • Consigli regionali
  • Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro Il disegno legge proposto da uno di questi sopracitati viene presentato a una delle due Camere, è uguale quale delle due perché è una decisione che spetta a chi propone la legge a quale Camera proporla per prima. La prima Camera scelta ha il compito di analizzare il disegno legge discutendone all'interno di una commissione interna alla Camera che è competente in quella materia; una volta analizzato e discusso il disegno legge passa all'assemblea della Camera nella quale i parlamentari hanno la facoltà, se lo ritengono giusto, di modificarlo. Una volta fatto ciò, si passa alle votazioni finali:
  • se la maggioranza non approva il testo decade
  • se la maggioranza approva il testo passa all'altra Camera; La seconda Camera può:
  • non approvarlo e il testo decade
  • modificarlo , in questo caso si ripeterebbe l'iter con la prima Camera
  • approvarlo Nel caso in cui il disegno legge venga approvato dalla seconda Camera allora passa al Presidente della Repubblica, il quale entro un mese, ha la possibilità di:
  • rimandare il progetto alle due Camere
  • promulgare la legge. Una volta promulgata la legge da parte del Presidente della Repubblica, questa viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e poi entra in vigore dopo la vacatio legis. Presidente della Repubblica Il Presidente della Repubblica è il capo dello stato e rappresenta l'unità della Nazione, può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino con almeno 50 anni che goda di diritti civili e politici (piena cittadinanza). La sua carica ha durata di 7 anni e può essere rieletto, ha una durata più lunga di quella del Parlamento (5 anni) per fare in modo che siano due organi indipendenti l'uno dall'altro, rappresenta un potere neutro , non agisce direttamente e non ha potere autonomo, è il garante della costituzione e il controllore del corretto funzionamento del sistema, (questa carica non è compatibile con altre cariche dello stato), ha una duplice funzione: controlla che il sistema funzioni correttamente e blocca le irregolarità che fanno funzionare male il sistema; possiamo dire che ha un potere a “ fisarmonica ” perché tendenzialmente non agisce ma in situazioni di crisi o di stallo del sistema ha la capacità di rimettere in moto e risolvere. Per votare il Capo dello Stato si devono fare tre scrutini: i primi due è necessaria la maggioranza di 2/3 del Parlamento, alla terza votazione basta la maggioranza assoluta (metà + 1) e il voto è segreto; all'elezione partecipano tre delegati per Regione eletti dal Consiglio Regionale in modo che vengano rappresentate anche le minoranze (la Valle d'Aosta ha un solo delegato). Atti del Capo di Stato Ogni atto deve essere controfirmato dai ministri proponenti dell'atto in questione, questa controfirma è un mezzo per deresponsabilizzare il CdS; l'unico caso in cui non c'è bisogno della controfirma è quando il Presidente della Repubblica firma “ atti personali ” come per esempio le dimissioni. Il Capo dello Stato firma tre tipi di atti:
  • atti formalmente e sostanzialmente presidenziali: atti adottati formalmente dal CdS e i contenuti sono sostanzialmente decisi da lui, la controfirma necessaria è quella del ministro a cui compete la materia trattata nell'atto
  • atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi: il contenuto è sostanzialmente deciso dal governo e il presidente accetta l'atto e si occupa di firmare, in questo caso la controfirma spessa al ministro proponente
  • atti misti: atti che prevedono un'interazione tra le due cariche istituzionali. Il Presidente della Repubblica non è perseguibile dal punto di vista giuridico durante lo svolgimento

delle sue funzioni, egli risponde legalmente solo di azioni individuali e personali, perciò la responsabilità della firma degli atti ricade sul ministro che mette la controfirma e propone l'atto; la controfirma è infatti uno strumento di deresponsabilizzazione del Presidente della Repubblica. Come detto prima, il Presidente della Repubblica non è perseguibile dal punto di vista giuridico durante lo svolgimento del suo ruolo, però si può dire che sia responsabile a livello politico, infatti rischia la perdita di fiducia e legittimazione; la ragione per cui il Costituente ha reso il Presidente della Repubblica libero da responsabilità giuridiche è per far in modo che sia una figura completamente indipendente e che non venga giudicato da nessuno, per fare così in modo che non ci sia nessuno “sopra” di lui, come la Magistratura. Funzioni del Presidente della Repubblica

  • Nominare 5 Senatori a vita
  • Sciogliere le Camere, in caso di necessità
  • Designare il Presidente del Consiglio
  • Promulgare le leggi
  • Indice le elezioni e i referendum
  • Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura
  • Concede la grazia
  • Nomina 5 membri della Corte Costituzionale. Governo Il Governo detiene il potere esecutivo , ha una durata di 5 anni ed è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, il quale viene eletto dal Presidente della Repubblica e ha il compito dirigere la politica generale del consiglio è ne è responsabile e coordina l'attività dei ministri , poi ci sono i ministri, che sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio; questi due insieme formano il Consiglio dei Ministri; che è la sede in cui viene definita la politica generale del Governo e dove si discute il programma, inoltre vengono approvati al suo interno i disegni di legge che devono essere presentati al Parlamento. Il Governo in realtà non ha una durata vera e propria, il Costituente nella Costituzione non dice niente di quanto dovrebbe durare, invece ci dice che il Governo sta in piedi fino a che ha la fiducia del Parlamento, e dato che il Parlamento ha durata di 5 anni anche il Governo tendenzialmente dura lo stesso; questo perché dato che la fiducia al Governo viene data dal Parlamento, quando cambia quest'ultimo cambia anche il Governo, perché cambiano i parlamentari e cambiano le maggioranze di fiducia; questa è più una questione formale e convenzione costituzionale che una legge vera e propria. Formazione del Governo La formazione del Governo è possibile dividerla in 4 fasi: le consultazioni del Presidente della Repubblica prima di formare il Governo; una volta finite queste avviene l' incarico del Presidente del Consiglio da parte del Capo dello Stato e gli viene chiesto di formare lui un nuovo Governo che possa ottenere la fiducia della maggioranza del Parlamento; il nuovo Presidente del Consiglio poi ha l'incarico di nominare i suoi ministri e di presentarli al Presidente della Repubblica; avvenuto ciò il nuovo Governo formato presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica e entro 10 giorni dalla nomina il nuovo Governo deve presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia. Nel caso in cui non si riesca a trovare una maggioranza il Capo dello Stato, tramite un mandato esplorativo, richiede a un soggetto super partes di esplorare la possibilità di formare una maggioranza e di indagare se le forze politiche sono disposte a lavorare su una maggioranza tale per formare il governo; se queste condizioni per trovare la maggioranza non vengono trovate il Capo dello Stato scioglie le Camera e indice delle nuove elezioni; è bene precisare che non esiste nessun “ governo tecnico ” perché tutti i governi sono politici; il termine “governo tecnico” è un termine giornalistico, perché non esiste realmente dato che chiunque sta al Governo è lì perché ha ottenuto la fiducia delle Camere e quindi legittimato dal Parlamento eletto dal popolo. Il Presidente della Repubblica non sceglie i ministri, perché quello è compito del Presidente del Consiglio, può però esprimere il rifiuto nei confronti dei ministri nel caso in cui ci sia un problema

legislativi) e atti subordinati alla legge (regolamenti). Il potere normativo del Governo quindi avviene attraverso l'emanazione di atti aventi forza di legge che si dividono in:

  • decreti legge: vengono emanati in casi straordinari di necessità e urgenza e vengono presentati immediatamente alle Camere per la conversione in legge e la conversione in legge deve avvenire entro 60 giorni oppure decadono;
  • decreti legislativi: vengono emanati su delega del Parlamento e questa legge delega contiene i termini, l'oggetto e il criterio. Poi ci sono gli atti subordinati alla legge:
  • regolamenti : che possono essere di vario tipo come di esecuzione, di organizzazione, di attuazione e integrazione oppure indipendenti. Questi regolamenti sono formalmente amministrativi ma sostanzialmente normativi e vengono emanati con decreti dal Presidente della Repubblica su deliberazione del Consiglio dei ministri, dopo il parere del Consiglio di Stato; questi sono sottoposti al visto e alle registrazione della Corte dei Conti e infine pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Magistratura La Magistratura detiene il potere giudiziario , essa è costituita dall'insieme di soggetti che insieme esercitano la funzione giurisdizionale , ossia sono incaricati di applicare le norme giuridiche al fine di amministrare la giustizia; questa funzione viene esercitata dallo Stato in nome del popolo attraverso altri organi statali come la polizia, la pubblica amministrazione e così via; in questo modo viene assicurato il rispetto delle leggi. La violazione di una norma penale lede l'interesse collettivo della comunità, la norma penale individua una regola di condotta che non deve essere tenuta, in caso di mancato rispetto della norma la Magistratura si occupa delle possibili sanzioni da dare all’individuo. La magistratura ordinaria si divide in:
  • magistratura civile: lesione dei diritti dei consociati, quindi regola i rapporti tra privati
  • magistratura penale: lesione degli interessi pubblici e della collettività. Inoltre abbiamo un ulteriore bipartizione della magistratura ordinaria, in:
  • magistratura giudicante: si occupa di emanare sentenze
  • magistratura requirente: si occupa di svolgere le indagini. Poi, infine, ci sono le magistrature speciali , che sono dei campi particolari legati a un’attività o a un soggetto, che hanno una funzione legata al tema o al soggetto del giudizio:
  • magistratura militare
  • magistratura amministrativa
  • magistratura contabile. Sia la giustizia civile che la giustizia penale è divisa in diversi gradi di giudizio: La giustizia civile (funzione requirente) ha:
  • I grado: Giudice di Pace e Tribunale
  • II grado : Tribunale e Corte d'Appello
  • III grado: Corte di Cassazione La giustizia penale (funzione giudicante) ha:
  • I grado: Giudice di Pace, Tribunale e Corte d'Assise
  • II grado: Tribunale, Corte d'Appello e Corte d'Assise d'Appello
  • III grado: Corte di Cassazione. La suddivisione in tre gradi di giudizio viene fatta dal Costituente per assicurare il rischio minimo di errori nello svolgimento della funzione giurisdizionale; i primi due gradi di giudizio (Giudice di Pace, Tribunale, Corte d'Appello e Corte d'Assise) hanno una struttura territoriale estesa, infatti sono presenti in ogni regione mentre la Corte di Cassazione è presente solo a Roma e ne esiste solo una, rappresenta il terzo grado di giudizio e non solo serve per valutare se il giudice dei gradi precdenti ha svolto un buon lavoro, quindi per vedere se ha commesso errori nel giudizio, ma serve

anche per garantire un'uniformità nell'interpretazione di ciò che la legge dice; il giudice di Cassazione che esercita la funzione normo – filattica (protezione della norma) dà un'ultima interpretazione di ciò che la legge prevede e valuta se i giudizi precedenti sono stati svolti correttamente. Inoltre, nella magistratura penale, nei gradi di giudizio compare la Corte d'Assise d'Appello, che è un giudice che è chiamato a giudicare reati più gravi come l'omicidio, la mafia e così via, il sistema inoltre prevede che la decisione non venga presa unicamente dai giudici togati ma è necessaria la presenza anche di giudici popolari, ossia cittadini estratti a sorte. Magistratura Requirente – Pubblica Accusa La magistratura requirente è composta dalla Procura Repubblica presso Tribunale; dalla Procura Generale presso Corte d'Appello e da Procura Generale presso Corte di Cassazione. Il giudice magistrato requirente è il Pubblico Ministero il quale svolge una funzione di ausilio, egli deve trovare le prove di un determinato reato. La Pubblica Accusa ha una struttura gerarchica, è infatti presente un Capo Ufficio che coordina il lavoro è responsabile dell'attività dell'intero ufficio, la Procura ha il suo responsabile, il Procuratore, affianco a lui ci sono altre figure come i magistrati requirenti, che sono i suoi sostituti. Magistratura nella Costituzione Art. 24 - Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto compreso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non previsti dalla legge. Qui viene presentato il concetto di irretroattività della legge penale in bonam parte e malam partem; la Costituzione ci dice che nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge, ma cosa significa? Per naturale precostituito significa che è stato costituito prima della condotta (sbagliata) avuta dall'individuo; questo per evitare che vengano creati dei tribunali ad hoc per un fatto avvenuto: deve esserci quindi una struttura giudiziaria esistente per giudicare una determinata condotta. Per giudice naturale invece si intende che il legislatore nella definizione della struttura giudiziaria deve operare secondo ragionevolezza e deve rispondere a una domanda di efficienza. Articolazione della Magistratura nella Costituzione Art. 101 La giustizia è amministrata al nome del popolo sovrano e i giudici sono soggetti soltanto alla legge per il principio della separazione dei poteri. Art. 102 Il magistrato è un funzionario che accede per concorso, non viene quindi eletto dal popolo, e il suo obiettivo è l'efficienza nello svolgimento delle sue funzioni. Art. 107 Il magistrato non può essere licenziato o spostato d'ufficio, è quindi inamovibile , questo per dare delle garanzie al magistrato, inoltre deve essere completamente indipendente dagli altri poteri. Non esiste una gerarchia interna tra i magistrati, ma esiste l'anzianità, infatti dopo un tot di anni da giudice un magistrato può scalare di “livello”; quindi il passaggio tra le Corti avviene per anzianità e non per importanza. Ogni giudice applica il diritto come meglio lo interpreta; la garanzia dei cittadini che la legge venga applicata bene è la struttura giudiziaria; infatti la parte lesa può appellarsi al secondo grado se ritiene che i giudici del primo grado non siano stati bravi a interpretare la legge; e se anche il secondo grado non soddisfa la parte lesa quest'ultima può appellarsi al terzo grado, ossia alla Corte di Cassazione. Art. 12 Il Pubblico Ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale; nel senso che si apre sempre un fascicolo per un reato, di qualunque genere, ma è poi il Procuratore che decide di quale causa occuparsi in base alle priorità che ritiene più importanti. La Magistratura è autonoma e indipendente, per garantire questo è stato creato il Consiglio Superiore della Magistratura; presidiato dal Presidente della Repubblica e il magistrato deve tener conto solo di questo Consiglio. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha una parte dei

più grandi (destra e sinistra). Revisione costituzionale La revisione costituzionale è il procedimento con il quale viene cambiata ( revisionata ) la Costituzione e ciò avviene in diverse fasi. Prima di tutto la legge di revisione viene adottata dal Parlamento, le due Camere deve deliberare la legge attraverso due deliberazioni ad intervallo di tre mesi una dall'altra, nella seconda votazione le due Camere devono votare e la legge di revisione passa dalla maggioranza (50%+1) e viene approvata con la maggioranza assoluta. Questa legge può poi essere sottoposta a referendum entro tre mesi dalla pubblicazione della legge, ma non è obbligatorio, coloro che chiedono il referendum possono essere 1/5 di una delle due Camere, i cinquecento mila elettori o i 5 consigli regionali; il referendum non si fa se la legge viene approvata da ogni camera a maggioranza dei 2/3 dei componenti, questo perché si vuole proteggere la Costituzione ad ogni costo e per farlo è previsto che per cambiarla deve esserci un consenso che va oltre la maggioranza assoluta. La revisione costituzionale è una legge legittimata perché seuge la fonte sulla produzione del diritto, è legittima (la revisione) perché la Costituzione stessa la prevede, però questa revisione ha dei limiti, infatti non può andare contro i principi fondamentali che non possono essere assolutamente modificati perché sono l'essenza della Costituzione stessa. Funzione legislativa Il procedimento legislativo avviene in tre fasi:

  • iniziativa legislativa
  • istruttoria – deliberazione
  • integrazione dell'efficacia Per prima cosa ci deve essere un 'iniziativa legislativa , ossia una proposta di legge, di progetto di legge e così via, l'iniziativa appartiene a ciascun membro dele Camere e a qualsiasi organo a cui sia concesso come il Governo, il Parlamento, il popolo (gli elettori propongono il progetto di legge redatto in articoli), il Consiglio Nazionale dell'Economia e Lavoro, il Consiglio dei Ministri. Una volta che il disegno di legge viene proposto il Presidente della Repubblica lo manda al Parlamento (è indifferente la camera alla quale viene presentato per prima); successivamente avviene l' istruttoria, il Consiglio parlamentare, composto da 14 commissioni di diverse materie, esamina il disegno di legge, lo analizza e viene nominato un relatore che è un soggetto che ha il compito di elaborare e illustrare il disegno di legge; in Parlamento il disegno di legge viene votato 3 volte:
  • 1° votazione: valutazione generale per capire se il Parlamento è interessato
  • 2° votazione: voto sui singoli articoli, ogni articolo viene votato e/o modificato se si ritiene necessario
  • 3° votazione: voto sulla legge generale. Dopo queste votazioni il disegno legge viene mandato in Assemblea dove viene deliberata la calendarizzazione dei lavori. Le fonti del diritto Le fonti del diritto sono l'insieme degli atti e dei f atti che un ordinamento giuridico reputa idonei a modificare o innovare l'ordinamento stesso; i due elementi che formano le fonti del diritto si distinguono in:
  • fonti atto: atti giuridici, norme scritte ed emanate
  • fonti fatto: usi e consuetudini che in alcuni casi l'ordinamento giuridico reputa idonei per farli diventare legge Un'importante distinzione da fare è tra:
  • fonte di produzione del diritto: quell'atto o fatto che produce una regola di condotta
  • fonte sulla produzione del diritto: contengono le regole di condotta che determinati soggetti devono seguire se si vogliono produrre delle leggi. Un'ultima distinzione di fonti è:
  • fonti primarie: sono le leggi (previste e disciplinate dalla Costituzione)
  • fonti secondarie: sono i regolamenti che stanno sotto le leggi (anche consuetudini).

Quest'ultima distinzione segue un criterio gerarchico secondo cui esiste una gerarchia tra norme che servono per risolvere eventuali contrasti tra le fonti, questo criterio stabilisce la prevalenza di fonti di “rango superiore” rispetto a fonti di livello interiore.le convenzioni sono come delle norme sociali, sono delle regole su cui si basa la vita di una comunità ma non sono fonti del diritto perché non sono giustiziabili. Classificazione tra fonti Per classificare le fonti quando si stanno comparando vengono usati tre criteri: competenza; gerarchico e cronologico. Primo criterio → Competenza: due norme che operano sullo stesso tema ma una solo è competente Questo criterio serve per risolvere contrasti tra due fonti provenienti da due ordinamenti giuridici diversi e ci permette di individuare chi ha il potere di emanare una fonte e questo viene risolto attraverso la creazione di sfere di competenza, che sono le regioni, le regioni infatti servono per perseguire al meglio gli interessi di una comunità territoriale, questo criterio nasce dal fatto che nel costituzionalismo post-guerra la Costituzione individua delle sfere di competenza su alcune materie di cui si deve occupare la regione e non lo Stato. Secondo criterio → Gerarchico Questo criterio serve per risolvere un conflitto tra fonti di livello diverso, questo criterio ci informa che la fonte inferiore deve rispettare la fonte superiore e se ciò non avviene c'è una sanzione dell'invalidità della fonte. Terzo criterio → Cronologico Questo criterio serve per risolvere contrasti tra norme giuridiche dello stato grado gerarchico adottate in momenti diversi; viene applicata la legge più recente e la legge successiva abroga quella precedente secondo una disposizione legislativa. L' abrogazione di una legge è la limitazione nel tempo dell'efficacia di una fonte, la fonte troverà applicazione fino al momento in cui non viene fatta entrare in vigore un'altra legge; l' abrogazione può essere espressa: per richiesta del legislatore; tacita: per incompatibilità tra nuove e vecchie disposizioni oppure implicita: una nuova legge che regola la materia già regolata dalla legge anteriore. La Costituzione vincola il legislatore secondo il principio di irretroattività, secondo cui nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto compiuto; con questo principio il legislatore trova un limite alla sua libertà d'azione nelle fonti sovraordinate. Costituzione Americana - nascita L'America nasce come colonia dell'Inghilterra ma il colonialismo britannico era diverso rispetto agli altri perché non era di tipo militare, infatti le colonie inglesi dipendevano dal monarca ma esisteva un forte rapporto di fiducia, obbedienza e le 13 colonie inglesi presenti in America son da subito abituate ad autogovernarsi. Questo equilibrio dura fino al 1700, quando i coloni americani, stanchi di pagare le alte imposte proposte dall'Inghilterra, iniziano a rivoltarsi e il tutto sfocia nella Rivoluzione americana; questa Rivoluzione porta alla creazione di una Confederazione nel 1781 in cui ogni stato mantiene la sua sovranità e indipendenza; questa confederazione èerò non riesce a soddisfare a pieno tutti gli stati e non riesce nemmeno a tenere l'equilibrio, dato che ormai i 13 stati che si erano venuti a creare dalle colonie erano abituati all'indipendenza; per questa ragione i padri fondatori capiscono che gli stati son troppo deboli se rimangono da soli e perciò inizia un lungo e complesso processo che porterà alla Costituzione del 1787; il contesto politico e sociale al tempo della Costituzione del 1787 era diviso in due parti opposte: da una parte c'erano gli stati più forti e popolosi che volevano un governo centrale e dall'altra c'erano gli stati più arretrati del sud che volevano tenere le loro prerogative, il risultato di questo conflitto fu un compromesso tra le due parti e la creazione di una struttura a due “facce”: il Parlamento bicamerale composto dalla Camera di rappresentanza degli Stati e la Camera di rappresentanza della nazione. Dalla Costituzione del 1787 nasce un nuovo processo evolutivo grazie allo sviluppo sociale ed economico; le colonie/stati iniziano a commerciare tra loro e aumentano diventando 50 colonie, queste nuove colonie-stato sono state create dal governo federale e sono quindi realtà politiche

potere giudiziario nella procedura di impeachment (accusare qualcuno che detiene un'alta carica pubblica di azioni illecite nell'esercizio delle sue funzioni). Corte Suprema La Corte Suprema è il massimo organo del potere giudiziario degli Stati Uniti, ha un'ampia giurisdizione di appello di ultima istanza su tutti i casi di tribunali federali, ha il compito di proteggere la Costituzione e interpretarla, detiene il potere di controllo di legittimità costituzionale (revisione giudiziaria). La Corte Suprema è composta da 9 membri che sono il Presidente americano che è il chief Justice e altri 8 associate justices. Ognuno di questi giudici ha un mandato a vita, cioè rimane in carica fino a che non muore, si dimette o viene rimosso dall'incarico per qualcosa di grave. Il Presidente e gli 8 giudici sono nominati dal Presidente americano e questa nomina deve essere confermata dal Senato. Funzioni della Corte Suprema La Corte Suprema è il giudice esclusivo di primo e unico grado nei casi che riguardano ambasciatori, consoli o altri rappresentanti diplomatici e anche nei casi in cui uno Stato sia la parte in causa; essa ha giurisdizione di appello nelle controversie che riguardano la Costituzione e le leggi federali. Il diritto di appello alla Corte Suprema è abbastanza limitato perché è previsto tramite delle leggi solo in alcuni casi, è però possibile presentare un'istanza per ottenere la revisione di un processo, la Corte però ammette solo alcune domande, i criteri che prende in considerazione la Corte Suprema ai fini di accogliere l'istanza sono per esempio interpretazioni sbagliate del diritto federale da parte delle Corti federali o delle Corti dei singoli Stati, questioni federali rilevanti non risolte in precedenza, sentenze di Corti federali o statali non conformi alle decisioni della Corte Suprema. Le decisioni della Corte vengono prese a maggioranza e il voto del Presidente equivale a quello degli altri giudici. La Corte Suprema ha inoltre il potere di interpretare la Costituzione e di dichiarare incostituzionali gli atti del Presidente e del Congresso tramite un sindacato di costituzionalità (judical review). Costituzione tedesca – nascita La Germania ha avuto tre reich (impero); il primo reich nasce durante il Sacro Romano Impero e dura fino al 1806; dopo il 1806, con la nascita dello stato moderno, compaiono stati regionali e città stato che iniziano a imporre la loro volontà e a inizio 800 nasce la confederazione di stati generali, una federazione molto debole che non tarda a scomparire e viene sostituita nel 1871 dal Secondo Raich in cui nasce la Confederazione tedesca di stati che hanno una rappresentanza politica, durante questa fase nascono le due Camere di rappresentanza, quella nazionale e quella statuale; il monarca diventa Capo dello Stato kaiser e ha il compito di nominare il cancelliere che ha un rapporto diretto con le assemblee parlamentari. Dopo la prima guerra mondiale il Secondo Raich viene meno perché l'Impero non esisteva più; la Germania temeva una svolta socialista perciò opta per una soluzione repubblicana democratica e viene redatta la Costituzione di Weimar nel 1919, e si viene a creare un governo parlamentare razionalizzato nel quale al Capo dello Stato viene data la funzione di garante della Costituzione; il Capo dello Stato ha inoltre il compito di nominare il cancelliere il quale poi nominerà i suoi ministri, ha la capacità di sciogliere il Parlamento e indire referendum; questo sistema però non regge perché in questo periodo la Germania sta attraversando un periodo di forte crisi politica; infatti dal 1919 al 1933 si assiste a una serie di scioglimenti preventivi del Parlamento perché esso non riesce a funzionare nella situazione post-bellica in cui si trova. Proprio in questo periodo il Capo dello Stato dà l'incarico a Hitler di divenire cancelliere e quando il Presidente muore Hitler assume su di sé le funzioni di Capo dello Stato e di Cancelliere e viene creata la figura del Fhurer e nasce in Germania lo Stato totalitario nazista. ; Hitler cambia la legge elettorale, crea una struttura parallela di governo e viene annullata la struttura della Repubblica di Weimar. Finita poi la Seconda Guerra Mondiale, Hitler muore ma la Germania è completamente divisa, a ovest essa deve affrontare il processo costituente non autonomo, questo perché le potenze alleate che occupavano la Germania pretendono che nella redazione di una nuova Costituzione ci siano garanzie contro una deriva autoritaria; i lander creano un'assemblea federale che ha il compito di elaborare una nuova Costituzione, che ora viene chiamata legge fondamentale.

Parlamento Il Parlamento tedesco è bicamerale, composto da:

  • Bundestag: camera di rappresentanza nazionale, definita camera bassa
  • Bundesrat: camera di rappresentanza statuale, definita camera alta. Il Bundestag è la camera di rappresentanza nazionale e la legge federale prevede due votazoini diverse: la prima attraverso un voto maggioritario e la seconda attraverso un voto proporzionale , la legge prevede 598 collegi elettorali divisi in due, vince il seggio che prende in voto in più del secondo e secondo la legge il Parlamento deve essere composto in modo da rispecchiare il secondo voto proporzionale; il numero di deputati del Bundestag non è fisso ma varia a seconda dell'elezione. La durata del Bundestag è di 4 anni e in questa sede vengono proposte, elaborate, discusse e infine approvate le leggi; questa Camera ha la funzione di nominare il Cancelliere che a sua volta sceglie i Ministri; le sedute sono aperte e inoltre il Bundestag ha la possibilità di sfiduciare il Cancelliere e il suo Governo, solo nel caso in cui esista già una maggioranza approvata per il sostituto, in modo da evitare vuoti di potere. Il Bundesrat è la camera di rappresentanza degli Stati, dei lander (federale), è composto da 69 membri che sono delegati dai governi delle regioni, in questo modo i lander partecipano all'attività politica;ogni land ha un numero prestabilito di seggi che dipende dal numero degli abitanti; questa Camera non propone le leggi ma se la legge in questione tocca gli interessi regionali il Bundesrat deve per forza essere coinvolto nella decisione, anche quando viene proposta una legge che modifica la Costituzione. Capo dello Stato Il Capo dello Stato tedesco è un Presidente federale che ha un mandato di 5 anni e viene eletto dall'assemblea federale che è un organo composto da tutti i membri del Bundestag e da un egual numero di delegati scelti dai parlamentari dei 16 lander (regioni); il Presidente ha un potere neutro e delle funzioni rappresentative, è colui che scioglie la Camera bassa (Bundestag), nomina il Governo e può sciogliere il Parlamento solo in ipotesi previste. Governo Il Governo ha un rapporto di fiducia con la Camera del Bundestag, il Governo è composto dal Cancelliere e dai suoi ministri e la sua durata dipende dalla fiducia che gli viene data dal Parlamento; il Cancelliere federale viene eletto dal Bundestag senza dibattito e sotto proposta del Presidente e viene eletto se riesce ad ottenere i voti della maggioranza dei membri del Bundestag e la sua esistenza dipende dalla fiducia che il Bundestag gli dà. Se il candidato proposto dal Presidente non viene eletto il Bundestag entro 14 giorni può eleggere un altro Cancelliere a maggioranza dei suoi membri.