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Una panoramica dettagliata delle forme di stato e di governo, analizzando l'evoluzione storica e le dinamiche istituzionali. Vengono esaminate le differenze tra stato assoluto e stato liberale, il ruolo del parlamento e del monarca, e i diversi modelli di governo come quello presidenziale e parlamentare. Si approfondisce il principio rappresentativo, la razionalizzazione della forma di governo parlamentare e il rapporto tra parlamento e governo, con esempi specifici come il modello westminster e il sistema italiano. Infine, si discute il ruolo del capo dello stato e il controllo delle leggi, fornendo una visione completa e comparata delle diverse forme di governo e delle loro interazioni. Utile per studenti di giurisprudenza e scienze politiche che desiderano approfondire la loro conoscenza delle istituzioni statali e dei sistemi politici comparati.
Tipologia: Appunti
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Comparazione:
Non c’è un limite alla comparazione, perché è lo studio delle analogie e differenze tra due modelli alieni. A cosa serve la comparazione?
Nazione è un gruppo caratterizzato da una comunanza di lingua, cultura e tradizioni esistono nazioni divise in stati e stati plurinazionali. Viene usato storicamente per giustificare la costruzione di uno stato. Spesso nella costituzione viene usata come sinonimo di popolo o stato, ma impropriamente. LEZIONE 3- 5/10/ 1648- PACE DI VESTFALIA- fine delle guerre di religione- fine della guerra dei 30 anni- la riserva di giurisdizione del sovrano in materia di scelta della religione dello stato. Cosa c’entra questo nella formazione dello stato moderno? Nasce la concezione moderna della sovranità, come la summa protesta. Il basso medioevo è caratterizzato dal sistema feudale, il feudalesimo lo potremmo tradurre con il concetto di contrattualismo. C’era un rapporto privatistico tra re e vassallo, c’era una concessione della proprietà di un feudo in cambio di un contributo nella campagna militare e in cambio di contributo nell’esazione delle tasse. Il territorio è un bene dominicale, quindi un diritto di proprietà. Anche il rapporto con i sudditi è un rapporto di proprietà, quando il monarca alienava un pezzo del suo dominio tutti gli abitanti di quel pezzo di terreno si trasferivano sotto il controllo di quel soggetto. Quindi i singoli non erano sudditi, ma erano beni. nel medioevo ci sono delle popolazioni caratterizzate da diverse comunità di provenienza (diverse regole, spesso precetti religiosi, propri della propria origine). Questa non è un’esperienza statale perché non ci sono gli elementi. con la nascita dei comuni nel 1200 che iniziano ad autogovernarsi non tengono più in considerazione la sudditanza la concezione del potere inizia a perdere gradualmente la natura privatistica per una natura pubblicistica. questo cambiamento si conclude con la pace di Vestfalia e si ha la nascita dello stato moderno, con un’eccezione per l’Inghilterra in cui si ha un progressivo consolidamento di un’esperienza che ha delle dinamiche di funzionamento dello stato, il re a un certo punto non è più titolare del diritto dominicale e scende a patti con i baroni nella magna charta costituzionalizzando una forma di limitazione del potere, quindi già nel 1215 si ha una separazione tra il governo e la giurisdizione come insieme di regole che governano la società, per cui anche il monarca è soggetto a quelle regole. no taxation without rapresentation, diritto all’equo processo… forme di limitazione del potere, sovranità del regno. FORME DI STATO= forma che assume uno stato, ossia il rapporto che si instaura tra i 3 elementi dello stato (popolo, territorio e sovranità).
fare pressione sul centro di potere., per difendere i propri interessi: la tutela degli scambi e la tutela degli interessi contro un esercizio arbitrario unilaterale della forza da parte dello stato. questa pressione diventa pressione politica che sfocia prima o poi in un cambiamento istituzionale. o In Inghilterra è sfociata non in un cambio istituzionale, ma in un cambio delle persone all’interno delle istituzioni, questo perché già da secoli la borghesia era stata inglobata all’interno del meccanismo di governo (1648 la prima e 1688 la seconda). A quel punto si toglie di mezzo chi ha violato il patto sociale. in Inghilterra la monarchia viene salvaguardata. Il regno unito è caratterizzato una continuità istituzionale. Non c’è soluzione di continuità, perché il regno unito dimostra una capacità di inglobare le nuove forze economiche e sociali. La borghesia in Inghilterra domina la house of commons. o In Francia si cambia tutto perché la borghesia era il terzo stato, la sua posizione era completamente annegata all’interno dell’assemblea nazionale. La borghesia non riesce a far valere le proprie posizioni e si ha l’intervento rivoluzionario. In un primo momento la monarchia viene salvata con la monarchia istituzionale, ma il sistema non va in quella direzione, c’è un tentativo di ritorno al passato e questo porta alla costituzione repubblicana. Cambiano le costituzioni ma non cambiano le dinamiche, la Francia rimane uno stato assoluto anche sotto napoleone. Questo perché la borghesia era in una posizione marginale, quindi si cambia tutto. Non si cambia il principio di fondo, quindi il tema della sovranità dello stato, ma si sostituisce il vertice. o Negli stati uniti= le colonie non hanno possibilità di trovare sbocco alle pressioni che stanno esercitando, c’era un’impossibilità di far valere le proprie istanze. Anche qui non cambiano le dinamiche.
Con la fine della Seconda guerra mondiale si ha il welfare state (nasce negli anni 50), questo perché si ha la classe dei proletari che torna a richiedere e lo stato in questo caso riconosce queste richieste. La guerra cambia la prospettiva perché mette la dignità dell’uomo al centro della costruzione politica. Tutto è fatto per garantire la centralità dell’uomo che porta anche l’insegnamento della deriva autoritaria. Le carte costituzionali non si limitano a rivedere la lista dei diritti, ma si ha la costituzionalizzazione dei diritti sociali. Ma all’inizio è solo sulla carta, all’inizio degli anni 60 con il boom economico si realizzeranno. I costituenti cercano di mettere all’interno delle costituzioni delle garanzie che impediscano una nuova deriva autoritaria (rigidità della costituzione, Corte costituzionale… garanzie contro maggioritarie che permettono di dare stabilità di valori e del funzionamento dell’assetto istituzionale stato costituzionale ). Lo stato costituzionale è l’ultima evoluzione dello stato, ma è ancora oggi in evoluzione. FORME DI GOVERNO= rapporto tra le istituzioni che governano il paese. Si escludono tutte le esperienze istituzionali in cui si ha un accentramento del potere in un unico soggetto. Nella monarchia assoluta non c’è una forma di governo perché non c‘è un pluralismo istituzionale caratterizzato da un’autonomia politica. Le forme di governo sono collegate alla forma di stato e sono tra loro collegate per una circolazione dei modelli. Come circolano questi modelli:
trovano a dover fare un nuovo patto di alleanza riprendono lo stesso modello inglese (quello diarchico). Tutti i poteri sono legittimati dal basso, quindi anche il presidente è elettivo, viene eletto dagli stati. Il governo presidenziale è con legittimazione democratica, lo schema di governo è sempre lo stesso: presidente capo del potere esecutivo (esistono i segretari di stato che hanno delle competenze particolari, il nome riprende il nome utilizzato nel regno unito per indicare i ministri, sono gli aiutanti di campo del re in Inghilterra) e parlamento con potere legislativo. Il capo dello stato negli usa non ha potere di presentare le leggi, ma può chiedere alla sua maggioranza di presentare dei disegni di legge. Governo e parlamento devono essere due organi separati. Il capo dello stato non può sciogliere il parlamento e il parlamento non può revocare il presidente, al massimo può metterlo sotto impeachment. la magistratura è indipendente. Questo modello è però soggetto a evoluzione perché la struttura di governo risente delle necessità che provengono dagli attori sociali. Si ha il passaggio alla forma di governo parlamentare.
C’è un’assemblea legislativa bicamerale che elegge a sua volta un organismo direttorio, in cui vengono eletti dei rappresentanti dei cantoni. Quindi le realtà territoriali vengono rappresentate nel direttorio che svolge il potere esecutivo e la presidenza dell’organo gira a turnazione. Quest’organo viene eletto, ma non può venire sfiduciato perché non c’è un rapporto di fiducia. Anche qui c’è uno schema dualista, ma viene adattato alle peculiarità del contesto in cui ci muoviamo. I modelli sono teorici e poi vengono adattati alle esperienze concrete. Italia, Germania e regno unito sono con forma di governo parlamentare, ma hanno delle dinamiche di funzionamento differenti, perché le esperienze costituzionali non si fermano a quella che è la struttura. Allora bisogna parlare di sistemi politici e sistemi elettorali. SISTEMI ELETORALI
riforma dei borghi putridi. Non si può sulla base della legge elettorale definire come funziona un sistema. Il funzionamento di un sistema costituzionale è il risultato di una pluralità di fattori, non solo giuridici, ma anche politici, economici e sociali. Bisogna comparare i singoli elementi che contribuiscono a far funzionare il sistema. Questo anche per capire gli elementi di forza e di debolezza insiti in un sistema costituzionale. COME SONO COMPOSTI GLI ORGANI?
- Capo dello stato= può essere: (non sono solo monocratici, Cipro prevede un capo dello stato bicefalo, perché c’è la popolazione di lingua greca e la popolazione di lingua turca. Il capo dello stato è eletto dalla comunità greca di Cipro e il
vicepresidente da quella turca. Queste due cariche sono paritarie se interessano l’intera comunità.) o Presidente della repubblica= i modelli sono diversi. Si hanno dei paesi in cui il capo dello stato è eletto direttamente (elezione ce proviene dai cittadini, sinonimo di attribuzione di un ruolo politico autonomo del capo dello stato, è un attore politico, ce definisce l’indirizzo politico del paese, ma dipende dal sistema politico e dal sistema elettorale) e dei paesi in cui è eletto indirettamente (elezione da parte dell’assemblea, politicamente è più forte l’assemblea del capo dello stato, è un potere neutro, svolge la funzione di garante della costituzione). È tendenzialmente l’assemblea legislativa che lo elegge. o monarca= che di solito è svuotato alle prerogative sostanziali, anche questo è legato alla continuità storica. Il monarca non lo è più per volere divino, ma è per volere della nazione, perché è sottoposto al parlamento. il monarca deve giurare davanti al parlamento, può essere nominato se la dinastia si esaurisce dal parlamento. c’è un asservimento della posizione del monarca sul parlamento. il capo dello stato può essere:
indicativa di una maggior forza politica, perché la forza politica del capo dello stato non dipende dal sistema elettorale, quanto dal sistema politico, ossia tra la maggiore o minore frammentazione del sistema dei partiti. (GUARDA IL LIBRO). Es. in Irlanda l’elettore stila una lista di candidati in classifica e il presidente deve raggiungere il 50%+1 dei voti. Se nessuno dei candidati la raggiunge si eliminano i voti del candidato che ha preso meno preferenze primarie e si guarda la seconda scelta di quegli elettori. In questo modo si scala e aumentano gradualmente i voti. Si eliminano i candidati fino a che uno non raggiunge la soglia. Il soggetto che viene eletto non rappresenta un sostegno politico forte, ma viene eletto perché è quello verso il quale la maggioranza del paese ha meno avversione.
ed è integrato dai rappresentanti delle regioni. Questo perché il capo dello stato è un rappresentante dell’unità nazionale, deve
capo del governo nei confronti degli altri ministri. La posizione del capo dello stato dipende dalla sua legittimazione politica. Mattarella sceglie sulla base della previsione della stabilità che il governo può avere sulla base del parlamento. Mattarella non decide ma ha un ruolo di propulsione, spinge per…, fa parte del suo ruolo di garanzia. o Rapporto tra capo del governo e altri membri del governo: questo varia in base alla forza politica del capo del governo. In Italia tutto il governo determina l’indirizzo politico, il presidente del consiglio non è sovraordinato agli altri ministri, ha solo una funzione di direzione. All’interno dei governi ci sono dei capi di stati che monopolizzano e altri che sono pariordinati. Questo dipende dal sistema politico. o Funzione di indirizzo politico= come un paese elabora e struttura/dà applicazione al suo indirizzo politico di maggioranza, ossia l’attività legislativa, l’attività di bilancio, politica estera e il rapporto fiduciario. Il tema è quello della coazione di tutti e tre gli organi di governo (parlamento, governo e capo di stato). Con un ruolo che dipende dalla posizione istituzionale che il capo di stato ha all’interno del sistema. Per esempio, il capo dello stato ha la funzione di controllo delle leggi (promulgazione e rinvio delle leggi in parlamento). o Legge di bilancio= strumento di controllo che il parlamento ha nei confronti dell’esecutivo. Lo stato può spendere nei limiti dei soldi che il parlamento ha messo a disposizione dell’apparato statuale. È un provvedimento che definisce le linee di intervento dell’esecutivo. In tutti gli stati il governo ha una riserva di presentazione del bilancio, perché è il governo che definisce quelle che sono le linee di intervento che vuole seguire nell’anno successivo. C’è una riserva del parlamento nell’approvazione del bilancio. Il tema del rapporto parlamento governo nella vita del bilancio appare chiaro nella disciplina del bilancio provvisorio, ogni anno il parlamento deve approvare il bilancio alla fine dell’anno, se non lo approva si hanno 2 modelli:
provvisoriamente a spendere 1/12 del bilancio. Questo è provvisorio per 4 mesi.
governo è autorizzato a spendere dei soldi per azioni o interventi inseriti nel bilancio dell’anno precedente. LEZIONE 8- 19/10/ Qual è il rapporto tra parlamento e governo all’interno del frangente dei trattati internazionali? Ci sono 2 modelli diversi legati alla ratifica dei trattati internazionali:
Bisogna trovare una nozione di fonti del diritto che raggruppino le fonti del diritto di ordinamenti che non ce l’hanno uguali a noi. La nozione di fonti di cognizione e fonti di produzione non valgono per tutti gli ordinamenti. È necessario trovare una definizione di fonti del diritto che valga per ogni ordinamento giuridico (anche passato). È un’operazione quella che cerchiamo di fare che consente di qualificare come fonte del diritto sia la fonte italiana, che il precedente del diritto anglosassone. Il concetto di fonte del diritto è un concetto relativo. Fonti del diritto= multiforme insieme di processi da cui deriva il diritto oggettivamente inteso, cioè atti o fatti idonei a crearlo. La distinzione tra fonti di produzione e fonti di cognizione è estranea al diritto di altri ordinamenti, il diritto di common law ignora le fonti di cognizione. C’è nei vari ordinamenti una sovrapposizione della produzione delle norme, ci sono vari produttori di norme. PROFILO STORICO DELLE FONTI DEL DIRITTO. I codici risalgono alla metà del 1700, prima c’erano delle raccolte di norme diverse da ciò che noi siamo abituati a pensare come codici. quella che noi diciamo fonte è un codice, un libro di regole giuridiche, organizzate secondo un sistema, che regolamentava un’intera materia, ha avito una grande influenza per l’intera Europa e anche oltreoceano. Le codificazioni circolano negli altri stati, non solo europei, ma anche ad esempio nell’America latina. I codici tedeschi, svizzeri (che influenzano i paesi dell’unione sovietica) il modello codicistico si impone ovunque. Da questo modello codicistico si arriva alle costituzioni. Le costituzioni concesse nell’800 sono costituzioni flessibili, ma dopo la Seconda guerra mondiale si irrigidiscono e si ha una supremazia della costituzione rispetto alla altre fonti nasce anche il controllo di legittimità costituzionale. Kelsen è il padre della costituzione federale austriaca e il padre di un controllo di costituzionalità accentrato, come lo abbiamo noi compaiono le corti costituzionali. FONTI DEL DIRITTO COSTITUZIONE= nel termine costituzione si vanno a sommare diversi significati storici, sociologici, filosofici. La dottrina ha indicato questo termine come il complesso di regole fondamentali di una determinata organizzazione sociale nozione esclusivamente giuridica. È la legge che detta le regole di convivenza e di esercizio di pubblici poteri, ma in questa nozione devono confluire i dati storici, sociologici e politici, questa definizione non è una sintetica forma definitoria. Costituzione:
c’è un filtro, si propone il disegno alla camera in cui il parlamentare sta e la camera fa da filtro alla volontà parlamentare. Ci sono delle iniziative che sono solo per il governo, legge di bilancio…. In genere c’è una sorta di favore per l’iniziativa per la prima camera (quella nazionale per gli stati federali) questa prevalenza si traduce nel fatto che in materia finanziaria la prima camera da l’avvio al procedimento. Negli usa ei trattati la competenza esclusiva quella del senato (che rappresenta gli states). In alcuni ordinamenti, quelli latino-americani, il presidente ha l’iniziativa. In genere negli ordinamenti europei hanno una corsia privilegiata le iniziative del governo. L’approvazione dei disegni di regola ha la maggioranza semplice (spagna, Italia e Germania). La cosa comune nei parlamenti bicamerali è che il disegno deve essere approvato in maniera uguale da entrambe le camere. in alcuni ordinamenti si può porre fine alla navetta con una certa maggioranza della camera nazionale.
Legislazione delegata (civil law) legge delega a cui si ricorre elle materie tecniche Delegated legislation common law In alcuni ordinamenti i decreti legge sono vietati, in altri la cost non dice nulla (negli ordinamenti latino americano, ma dicono che il presidente e il governo sono abilitati ad assumere qualsiasi misura quando ci sono particolari circostanze), e in altra cost in casi di necessità ed urgenza (in Italia, in spagna con maggiori cautele che da noi per evitare che i giverni ne facciano un abuso, romania). UNIONE EUROPEA